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Thursday, 28 July 2022

Recensione: "BABEL" di R.F. Kuang

Ciao a tutt*!
Come potrete intuire dal titolo ad aprile ho ricevuto una copia anticipata di Babel. Rebecca è una delle mie autrici preferite di sempre e quindi ero al settimo cielo. La ritengo una grande fortuna ma allo stesso tempo una grande disgrazia per tutte le lacrime che ci ho versato sopra.
Così ho pensato di scrivere una recensione per voi, non so quando uscirà ma cosa c'è di meglio di una recensione per buttare tutto fuori?


Titolo:
 Babel: Or the Necessity of Violence: an Arcane History of the Oxford Translators Revolution
Autore: R.F. Kuang
Data d'uscita: 23 Agosto 2022
Editore: Harper Voyager
Pagine: 560

Trama: Traduttore, traditore: An act of translation is always an act of betrayal.

1828. Robin Swift, orphaned by cholera in Canton, is brought to London by the mysterious Professor Lovell. There, he trains for years in Latin, Ancient Greek, and Chinese, all in preparation for the day he’ll enroll in Oxford University’s prestigious Royal Institute of Translation—also known as Babel.

Babel is the world's center for translation and, more importantly, magic. Silver working—the art of manifesting the meaning lost in translation using enchanted silver bars—has made the British unparalleled in power, as its knowledge serves the Empire’s quest for colonization.

For Robin, Oxford is a utopia dedicated to the pursuit of knowledge. But knowledge obeys power, and as a Chinese boy raised in Britain, Robin realizes serving Babel means betraying his motherland. As his studies progress, Robin finds himself caught between Babel and the shadowy Hermes Society, an organization dedicated to stopping imperial expansion. When Britain pursues an unjust war with China over silver and opium, Robin must decide…

Can powerful institutions be changed from within, or does revolution always require violence? 


Recensione

Voto: 5 Stelle!



Babel merita tutto l'hype che lo circonda? La mia risposta non può essere che si.
Quando ho ricevuto la copia anticipata mi sono messa ad urlare e saltare in giro la stanza per una ventina di minuti: devo dire che non me ne pento.
Non siamo nemmeno a metà del 2022 ma so già che questa sarà il mio libro preferito dell'anno.
Oltre ad avere tutti gli elementi che io amo in un libro, credo sia scritto in modo magistrale. Chapeau ancora una volta a Rebecca.
Ma vediamo un po' cosa mi è piaciuto nello specifico.

Babel segue la storia di Robin, una ragazzo cinese, proveniente dalla provincia di Canton che viene portato da un professore di lingue in Inghilterra, nel 1800 circa.
Successivamente si sposterà ad Oxford e più precisamente nella torre di Babel dove risiedono i linguisti. i quali giocano un ruolo fondamentale all'interno dell'impero inglese.
Questa ambientazione pone le basi per un dark academia con i fiocchi: se prima siamo affascinati dal mondo accademico, più andiamo avanti con il romanzo e più ci rendiamo conto quanto corrotto e oscuro sia questo sistema. Vediamo queste nuove sfumature anche nel modo in cui cominciano ad agire i personaggi che arriveranno ad un punto di non ritorno.

Pur non trovandoci all'interno di un mondo fantastico possiamo imbatterci in alcuni elementi magici all'interno della nostra lettura.
Il sistema magico è originale e ben costruito: esso gira attorno al mondo della linguistica e dei cosiddetti "match pair". 
Infatti l'Inghilterra in cui ci troviamo funziona grazie a queste barre d'argento su cui vengono incise due parole in due lingue diverse che servono poi a diversi e vari utilizzi: dal curare una persona ad evitare che un ponte crolli. 
Ci si sofferma moltissimo sulla radice delle parole e su come spesso una traduzione è complessa e non sempre fedele alla parola originale, da qui l'incipit "Taduttore traditore".
Per me è risultato estremamente interessante immergermi e perdermi in queste riflessione, ma sono anche consapevole del fatto che non tutti potrebbero trovarle altrettanto accattivanti poiché rallentano il ritmo del libro. Nonostante questo Rebecca ha fatto un lavoro egregio e ha gestito queste parti molto bene dal mio punto di vista.


Ritornando ai personaggi, anche loro sono molto ben costruiti ed estremamente diversi fra di loro.
Abbiamo il cast principale composto da Robin, Ramy, Victoire e Letty attraverso cui viviamo esperienze ed emozioni. Un tema ricorrente e caro all'autrice è quello del razzismo e ci viene fatto riflettere su cosa provano gli stranieri in un paese dove non sono bene accolti.
Lo possiamo vedere con differenti prospettive grazie al cast così variegato: grazie a Victoire e Ramy, che ne soffrono anche di più rispetto a Robin essendo di colore, ma anche grazie a Letty, che invece è nata e cresciuta in Inghilterra ma che si ritrova a stretto contatto con loro. 
Queste dinamiche saranno il punto cardine del libro oltre alla lingua e alla traduzione, e la trama girerà attorno ad queste. 
Altri personaggi secondari molto interessanti e che aggiungono un valore aggiunto al libro sono il professore e Marshall. Non voglio dirvi troppo quindi mi fermerò qui.

Quindi in conclusione Babel è un libro complesso, originale, ricco di temi importanti, oscuro ma che secondo me non è per tutti. Se amate le storie rose e fiori statene bene alla larga perchè Babel vi regalerà solo una visita in psichiatria.
Se cercate un libro non troppo impegnativo non ve lo consiglio perchè necessita della vostra concentrazione. 
Ma se avete voglia di perdervi nel mondo della linguistica vi aspetterà a braccia aperte.

Spero di avervi indirizzato e incuriosito,
Fatemi sapere se lo leggerete,

-Erika.

Wednesday, 21 July 2021

Recensione: "LA REPUBBLICA DEL DRAGO" di R.F. Kuang

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi porto la recensione di uno dei libri più attesi nella prima metà del 2021, cioè il seguito de "La guerra dei papaveri", La repubblica del drago. 


Titolo: La repubblica del drago
Autore: R. F. Kuang
Data d'uscita: 25 maggio 2021
Editore: Mondadori
Pagine: 624
Prezzo: 24€

Trama: Già tre volte nella sua storia il Nikan ha dovuto combattere per sopravvivere alle sanguinarie Guerre dei papaveri. Il terzo conflitto si è appena spento, ma Rin, guerriera e sciamana, non può dimenticare le atrocità che ha dovuto commettere per salvare il suo popolo. E ora sta scappando, nel tentativo di sfuggire alla dipendenza dall'oppio e agli ordini omicidi della spietata Fenice, la divinità che le ha donato i suoi straordinari poteri. Solo un desiderio la spinge a vivere: non vuole morire prima di essersi vendicata dell'Imperatrice, che ha tradito la sua patria vendendola ai nemici. E l'unico modo per farlo è allearsi con il signore di Lóng, discendente dell'ultimo Imperatore Drago, che vuole conquistare il Nikan, deporre l'Imperatrice e instaurare una repubblica. Né l'Imperatrice, né il signore di Lóng, però, sono ciò che sembrano. E più Rin va avanti, più si rende conto che per amore del Nikan dovrà usare ancora una volta il potere letale della Fenice. Non c'è niente che Rin non sia disposta a sacrificare per salvare il suo paese, e ottenere la sua vendetta. Così si getta di nuovo nella lotta. Perché in fondo lottare è ciò che sa fare meglio.


Serie:
1. La guerra dei papaveri (recensione qui)
2. La repubblica del drago
3. The Burning God (prossimamente in italiano)




Recensione

Voto: 4 stelle!

Il libro riprende da dove avevamo lasciato il primo, con Rin pronta a tutto pur di vendicarsi per i torti subiti. Il lettore viene immediatamente ributtato nell'azione e per chi non si ricorda ogni minimo dettaglio, come la sottoscritta, potrebbe essere abbastanza confusionario. Ho impiegato un po' di tempo a leggere il romanzo, grazie alla sessione e alla reading slump, ma alla fine posso ritenermi soddisfatta. 

Il libro è scritto magistralmente. Si vede come tutta la storia sia stata strutturata per essere divisa in tre volumi. Al centro della narrazione c'è ancora una volta la guerra, in questo caso civile. Vecchi nemici e amici, nuove pedine e un mondo che viene continuamente ampliato portano ad un secondo volume adrenalinico, in cui ad ogni pagina succede qualcosa di nuovo.

Il romanzo mi è proprio piaciuto, ma se devo essere sincera l'ho trovato senza anima. La scrittura, la storia è tutto perfetto, ma arrivata alla fine devo dire che non è riuscito ad emozionarmi. E' come se ci fosse una parete tra me e i personaggi. Leggo di loro, li trovo interessanti, ma non mi emoziono. 

La grande pecca del libro è la caratterizzazione dei personaggi. La Kuang ha uno dei cast più interessanti degli ultimi anni, ma non è riuscita a sfruttarlo a dovere.
Rin cerca di essere un capo, ma non ne è in grado. Non si fida abbastanza di se stessa da poter prendere decisioni e quindi preferisce mettersi sotto il controllo di qualcuno di più affascinante e potente. Preferisce essere una soldatessa, che una comandante. Non è mai completamente libera di fare le sue scelte, è sempre all'ombra di un uomo che sceglie per lei. Prima Altan, adesso Vasha. Quando vedi tutti questi comportamenti simili a quelli precedenti rimani un po' deluso, ma successivamente anche lei si rende conto di quello che fa e di come la sua non sia una scelta istantanea, ma ponderata. In modo da non doversi prendere le responsabilità per le azioni che compie. La ragazza è anche affetta da trauma post traumatico e tutte le cose che fa ne risentono. E' Rin ad accompagnarci nella storia ed è lei il fulcro di tutto quello che veniamo a sapere. E' decisamente una dei rough heroes più interessante degli ultimi anni ed è l'unico personaggio che riusciamo a conoscere meglio proprio perché ci troviamo sempre nella sua testa. 

I personaggi secondari sono ancora una volta il punto debole della narrazione. Speravo che in questo secondo volume sarebbero stati approfonditi, ma se è possibile si sa ancora meno su di loro. Oltre alla caratterizzazione che è del tutto assente, quello che mi è piaciuto di meno è il fatto che non abbiano trama se non quando servono. Il libro è raccontato interamente dal punto di vista di Rin e quindi idealmente ci sta che loro non ci siano sempre, ma il problema avviene quando spariscono e appaiono solo per necessità della trama. Servono, ecco che compaiono. Non servono più, scomparsi, senza neanche una spiegazione su cosa abbiano fatto prima o dopo. Sembra che quando non servono vengano congelati, per poi riapparire solo a necessità di storia. Come ho detto prima, trovo che il cast secondario della serie sia uno dei più interessanti degli ultimi anni, ma questa loro poca presenza scenica li ha ridotti a personaggi monotoni e piatti che non hanno senso di esistere se non per servire nel continuo della narrazione.

La storia è un continuo di avvenimenti. Una volta che inizi a leggere fai fatica a staccarti, ma il problema è proprio la velocità che ti impedisce di creare un legame emotivo con quello che succede. In ogni pagina c'è un avvenimento diverso e quando finisce ne inizia subito un altro, senza darti il tempo di rifletterci. Anche i plot twist o le scene più drammatiche sono descritte in poche righe, andando dritte al sodo non dando il tempo a chi legge di provare empatia, sorpresa o orrore, ma solo una fugace sensazione prima di dimenticarti di quello che è appena accaduto. 

Oggettivamente il libro è da cinque stelline, perché è scritto veramente bene. Kuang riesce a descrivere un argomento complicato come la guerra in un modo semplice, non troppo lungo, pesante o noioso. Il problema avviene quando vado sul lato soggettivo, dove anche se trovo i personaggi idealmente interessanti, su carta non riescono a convincermi.
E' un libro che sicuramente piacerà a chi è piaciuto il primo, mentre a quelli che non ha convinto non credo che convincerà neanche questo. 

Il finale ci mostra il passaggio che Rin ha fatto dal primo romanzo fino ad adesso e in quale direzione proseguirà la sua storia. Perché se la guerra è la protagonista indiscussa della trilogia, personaggio secondario di primo piano è la ragazza. 

La repubblica del drago è un libro complesso, adrenalinico e ben scritto, che conferma la bravura della scrittrice, che adesso deve affrontare la sua sfida finale: la conclusione. 

- Camilla

Friday, 18 December 2020

5 SERIE CHE CONTINUERO' NEL 2021

Buongiorno amic* lettor*!
Quest'anno ho iniziato la lettura di molte serie, maggiormente arretrati e già concluse. Sfortunatamente non tutte mi hanno conquistato e non avendo tutto il tempo del mondo ho deciso che continuerò solo alcune di quelle iniziate. 
Oltre che per parlarvi bene di queste serie, non sempre nominate, ho scritto quest'articolo come sfida per me stessa, perché visto che sono tutte serie concluse voglio provare a finirle il prossimo anno. 


ASH PRINCESS TRILOGY 

Trama: Theodosia was six when her country was invaded and her mother, the Fire Queen, was murdered before her eyes. On that day, the Kaiser took Theodosia's family, her land, and her name. Theo was crowned Ash Princess--a title of shame to bear in her new life as a prisoner.
For ten years Theo has been a captive in her own palace. She's endured the relentless abuse and ridicule of the Kaiser and his court. She is powerless, surviving in her new world only by burying the girl she was deep inside.
Then, one night, the Kaiser forces her to do the unthinkable. With blood on her hands and all hope of reclaiming her throne lost, she realizes that surviving is no longer enough. But she does have a weapon: her mind is sharper than any sword. And power isn't always won on the battlefield.
For ten years, the Ash Princess has seen her land pillaged and her people enslaved. That all ends here.


Uno dei primi libri letti quest'anno e mi ero ripromessa di leggere almeno il secondo entro il 2020, ma mi sono fatta distrarre da altri mille romanzi, quindi passa direttamente al 2021. 
E' un primo libro abbastanza semplice, senza grandi differenze da tanti altri libri dello stesso genere, però mi ha accattivato fin da subito e ammetto che una delle grandi ragioni per cui voglio continuare è il triangolo, che anche nella sua non originalità, mi ha interessato e ora necessito di sapere chi lei sceglierà!



THE POPPY WAR

Trama: Orfana, cresciuta in una remota provincia, la giovane Rin ha superato senza battere ciglio il difficile esame per entrare nella più selettiva accademia militare dell'Impero. Per lei significa essere finalmente libera dalla condizione di schiavitù in cui è cresciuta. Ma la aspetta un difficile cammino: dovrà superare le ostilità e i pregiudizi. Ci riuscirà risvegliando il potere dell'antico sciamanesimo, aiutata dai papaveri oppiacei, fino a scoprire di avere un dono potente. Deve solo imparare a usarlo per il giusto scopo. 


La Guerra dei Papaveri è sicuramente uno dei libri più interessanti che ho letto quest'anno, non mi ha convinto al 100%, ma voglio assolutamente sapere cos'altro succederà. Ammetto che vorrei continuare in italiano, ma non sapendo i tempi di pubblicazione ho comunque già pronti i libri in inglese...








AIR AWAKENS

Trama:
 A library apprentice, a sorcerer prince, and an unbreakable magic bond...
The Solaris Empire is one conquest away from uniting the continent, and the rare elemental magic sleeping in seventeen-year-old library apprentice Vhalla Yarl could shift the tides of war.
Vhalla has always been taught to fear the Tower of Sorcerers, a mysterious magic society, and has been happy in her quiet world of books. But after she unknowingly saves the life of one of the most powerful sorcerers of them all—the Crown Prince Aldrik—she finds herself enticed into his world. Now she must decide her future: Embrace her sorcery and leave the life she’s known, or eradicate her magic and remain as she’s always been. And with powerful forces lurking in the shadows, Vhalla’s indecision could cost her more than she ever imagined.


Non so il come, il perché, il quando, ma è stato amore. Sono davvero tanto presa da questa storia e più di una volta da quando ho finito il libro mi sono messa a pensare ai personaggi, che sono il vero pezzo forte. Per Natale ho messo in lista la serie completa, non è qualcosa che faccio spesso, perché anche dopo un bellissimo primo romanzo, può capitare un disastroso sequel (ogni riferimento a Blood & Honey è puramente casuale), ma questa volta voglio dare fiducia alla scrittrice. Ti prego non deludermi!




THE BRIDGE KINGDOM 

Trama: Lara has only one thought for her husband on their wedding day: I will bring your kingdom to its knees. A princess trained from childhood to be a lethal spy, Lara knows that the Bridge Kingdom represents both legendary evil - and legendary promise. The only route through a storm-ravaged world, the Bridge Kingdom controls all trade and travel between lands, allowing its ruler to enrich himself and deprive his enemies, including Lara's homeland. So when she is sent as a bride under the guise of fulfilling a treaty of peace, Lara is prepared to do whatever it takes to fracture the defenses of the impenetrable Bridge Kingdom.
But as she infiltrates her new home - a lush paradise surrounded by tempest seas - and comes to know her new husband, Aren, Lara begins to question where the true evil resides. Around her, she sees a kingdom fighting for survival, and in Aren, a man fiercely protective of his people. As her mission drives her to deeper understanding of the fight to possess the bridge, Lara finds the simmering attraction between her and Aren impossible to ignore. Her goal nearly within reach, Lara will have to decide her own fate: Will she be the destroyer of a king or the savior of her people?


Tecnicamente mancano ancora tre libri prima di finire la serie, ma visto che solo i primi due hanno come protagonisti Lara e Aren la conto come serie conclusa (soprattutto perché mi sono accorta che voglio continuare davvero poche serie iniziate quest'anno). Ho letto il primo libro all'inizio dell'anno perché Erika me lo ha regalato per il compleanno e tutto quello che si dice sul romanzo è vero: interessante, adrenalinico e con una storia d'amore da avere gli occhi a cuoricino per tutto il tempo. Unico dettaglio che poteva essere migliorato è l'ambientazione, una mappa avrebbe risolto molti problemi. Anche il secondo di questa serie è stato messo nella lista di Natale e sarà sicuramente una delle mie prime letture del 2021. 



BLOOD AND ASH

Trama:
 A Maiden…
Chosen from birth to usher in a new era, Poppy’s life has never been her own. The life of the Maiden is solitary. Never to be touched. Never to be looked upon. Never to be spoken to. Never to experience pleasure. Waiting for the day of her Ascension, she would rather be with the guards, fighting back the evil that took her family, than preparing to be found worthy by the gods. But the choice has never been hers.

A Duty…
The entire kingdom’s future rests on Poppy’s shoulders, something she’s not even quite sure she wants for herself. Because a Maiden has a heart. And a soul. And longing. And when Hawke, a golden-eyed guard honor bound to ensure her Ascension, enters her life, destiny and duty become tangled with desire and need. He incites her anger, makes her question everything she believes in, and tempts her with the forbidden.

A Kingdom…
Forsaken by the gods and feared by mortals, a fallen kingdom is rising once more, determined to take back what they believe is theirs through violence and vengeance. And as the shadow of those cursed draws closer, the line between what is forbidden and what is right becomes blurred. Poppy is not only on the verge of losing her heart and being found unworthy by the gods, but also her life when every blood-soaked thread that holds her world together begins to unravel.


Sempre per lo stesso motivo precedente, cioè la pochezza di serie interessanti lette quest'anno, imbroglio ancora una volta perché mi piace il numero cinque e mi è piaciuto il primo libro della nuova serie della Armentrout. Inoltre, considerando la velocità della scrittrice è possibile che finisca la serie principale già l'anno prossimo, quindi può essere considerata "conclusa". Comunque trovo il libro, e mi azzardo a dire anche la serie, qualcosa che piacerà ai fan della scrittrice che arrivano per la coppia, ma anche agli amanti dei fantasy, in quanto questa volta i due elementi sono cinquanta e cinquanta. 




Queste sono le serie che sicuramente continuerò l'anno prossimo e voi? Che serie iniziate quest'anno volete continuare nel 2021?

- Camilla 

Saturday, 10 October 2020

LA GUERRA DEI PAPAVERI: L'ambientazione


 Ciao lettrici e lettori! Oggi per la mia tappa del blog tour vi voglio parlare di uno degli elementi che più mi ha colpito del romanzo: il worldbuilding. Ormai non è un segreto il mio amore per un'ambientazione ben costruita che garantisce a noi lettori una "full immersion" in quella che è la storia. 


Cominciamo, dunque, dal principio: ci troviamo nel Nikan, un impero non realmente esistente ma che si rifà alla cultura orientale, sia cinese che giapponese. Questo lo si ritrova specialmente nei nomi delle provincie e di persona ma anche nella storia del paese, che riprende con il nome "Le guerre dell'oppio" cinesi ma che come dinamica è forse più simile alle guerre Sino-giapponesi. La costante lotta fra l'impero e la federazione del Mugen, con l'isola di Speer come elemento fondamentale all'interno della guerra infatti può assomigliare, in parte, al conflitto fra Cina e Giappone.
Ma procediamo per punti! L'impero è diviso in svariate provincie che, come potete vedere nella mappa,  sono: Gǒu, Niú, Hóu, Yáng, Shu, Tù, Zhū, Lóng, Jì, Ma, Hu e Shé.
Esse sono contraddistinte da un simbolo e sono gestite da un signore della guerra.



Il villaggio della nostra protagonista, Rin, si chiama Tikany ed è collocato nella provincia di Jì, zona prevalentemente contadina e povera. Runin verrà presa in giro molte volte proprio per il suo accento e per il colore della sua pelle, più scuro rispetto a quello dei suoi compagni altolocati. 

Il distretto di Tikany nella provincia di Gōngjī era però un villaggio di agricoltori e contadini. Le famiglie del posto avevano più bisogno di braccia per lavorare i campi che di mocciosi laureati.

Una delle provincie più ricche è, invece quella di Lóng, da cui provengono tre dei compagni di scuola che troverà Rin nell'accademia militare, la Sinegard. Nello specifico il padre di Nezha è il signore delle guerra della provincia e questo lo rende uno fra i favoriti nella scuola. 

«Oh, sei quella che Nezha detesta.»
Rin pensò che come reputazione ne esistevano di ben peggiori. In ogni caso, Kitay non sembrava fargliene una colpa. «E comunque, che problema ha?» chiese lei.
«Suo padre è il signore della guerra della provincia di Lóng e per generazioni le zie sono state concubine dei sovrani. Pure tu saresti una stronza se la tua famiglia fosse ricca e attraente.»

Se la prima parte del romanzo è più statica e la storia si sviluppa alla Sinegard, la seconda invece in fatto di ambientazione è molto più movimentata e ci permette di esplorare meglio il territorio. 
Khurdalain è la base militare dove Rin viene collocata e dove incontra per la prima volta i Cike.

Khurdalain era una città portuale sulla costa del mare orientale di Nariin, un fiorente centro di commercio internazionale. Era l’unico centro dell’Impero che aveva regolarmente a che fare con gli stranieri: secoli addietro gli esperiani e i boloniani avevano istituito lì le loro ambasciate.
Persino i mercanti federati avevano occupato per un po’ il bacino finché Khurdalain non era diventata  teatro delle Guerre dei papaveri.

Luogo che ho trovato particolarmente atmosferico è stato Chuluu Korikh, una prigione per Criminali snaturati, coloro che hanno commesso crimini contro natura. Non voglio scendere nei dettagli perché sarebbe spoiler ma eventualmente avremo modo di sapere qualcosa di più e vi farà venire i brividi.

Di particolare rilevanza per la trama è anche Speer, un'isola, ormai andata distrutta e terra di fenomenali guerrieri. 

L’isola non esportava quasi nulla che potesse servire all’Impero, tranne i soldati. Esistono valide prove che gli speerliani non fossero nemmeno a conoscenza della pratica dell’agricoltura. Prima dell’ondata civilizzatrice portata dagli emissari dell’Imperatore, gli speerliani erano un popolo primitivo che praticava rituali osceni e barbarici. Avevano ben poco da offrire dal punto di vista culturale o tecnologico. In effetti, sembravano esser rimasti centinaia di anni indietro rispetto al resto del mondo. Militarmente, però, gli speerliani valevano tanto oro quanto pesavano.

Ma come si incastreranno tutti questi pezzi del puzzle nel romanzo? Perché parlare di quest'isola e dei suoi abitanti ormai estinti? Questo lo scoprirete leggendo il libro perché andrei a raccontarvi l'intera trama! Spero di avervi incuriosito con questo articolo e non dimenticatevi di leggere tutti "La guerra dei Papaveri", in uscita il 13 ottobre!

A presto,
Erika.

Friday, 9 October 2020

Recensione: "LA GUERRA DEI PAPAVERI" di R.F. Kuang

 


Ciao lettrici e lettori! Sono veramente felice di annunciarvi il primo blog tour organizzato da noi come blog, è dedicato a "La guerra dei Papaveri", uno dei libri che più ho amato lo scorso anno.
Vi consiglio di andare a controllare gli articoli di tutti i partecipanti perché sono molto interessanti e tutti ci hanno lavorato con passione e impegno. Vi lascio il calendario e qualche informazione in più sul libro!



Titolo:
 La Guerra dei Papaveri (La Guerra dei Papaveri #1)
Data d'uscita: 13 Ottobre 2020
Numero di Pagine: 614
Editore: Mondadori
Prezzo di copertina: 22 €







Trama
Orfana, cresciuta in una remota provincia, la giovane Rin ha superato senza battere ciglio il difficile esame per entrare nella più selettiva accademia militare dell'Impero. Per lei significa essere finalmente libera dalla condizione di schiavitù in cui è cresciuta. Ma la aspetta un difficile cammino: dovrà superare le ostilità e i pregiudizi. Ci riuscirà risvegliando il potere dell'antico sciamanesimo, aiutata dai papaveri oppiacei, fino a scoprire di avere un dono potente. Deve solo imparare a usarlo per il giusto scopo…

Recensione
 
4.5 stelle!

Credo che, per essere il suo primo lavoro, l'autrice abbia scritto in maniera eccezionale. Molti scrittori nonostante i loro svariati romanzi non arrivano mai al suo livello.
Con il suo stile è riuscita a rendere un libro di oltre 600 pagine scorrevole e mai noioso, mantenendolo però vivido e ricco di dettagli.

La prima parte della storia ci introduce il mondo in cui è sviluppata, anch'esso molto complesso e reso in maniera magistrale. La Kuang, infatti, attraverso il pretesto dell'accademia militare ci racconta della storia del paese e dello stile di vita degli abitanti. Ci parla di un paese con influenze orientali, il titolo potrebbe farci pensare alle guerre dell'oppio cinesi, ma gli avvenimenti si avvicinano di più alle guerre sino-giapponesi. 
Il romanzo è, inoltre, spunto di riflessione per svariati temi, i quali verranno approfonditi durante il tour, come per esempio la donna della società orientale, la dipendenza da sostanze stupefacenti, il sistema elitario e il disturbo post-traumatico (soprattutto in tempi i guerra). È dunque il perfetto esempio di come un libro di genere fantasy possa aprire a temi che ci toccano anche nella nostra vita quotidiana.

I personaggi sono numerosi ma tutti caratterizzati molto bene, non risultano mai piatti, nemmeno quelli secondari. Il più grande punto di forza, per me, è che nessuno di loro è buono o cattivo, ma sono tutti personaggi grigi che fanno errori e si "spezzano". Questo contribuisce a renderli più simili a noi e più umani da un certo punto di vista, sebbene alcuni, di umano, abbiano ben poco (non aggiungerò altro e lascerò a voi la lettura), ma è sempre possibile intravedere in loro quel qualcosa che li fa andare avanti. Alcune delle loro motivazioni sono discutibili ma è sempre possibile comprenderle e, chi non ama un buon antieroe?

Lo consiglio a tutti coloro che cercano un Adult Fantasy ricco di azione e anche un pò dark. A questo proposito, ci tenevo a precisare che sono presenti delle scene molto cruente che potrebbero dare fastidio alle persone più sensibili.
Vi lascio ad una lista di trigger warnings che vi possono dare l'idea di ciò di cui sto parlando: uso di droghe, autolesionismo, razzismo, misoginia, genocidio, bullismo, abuso, mutilazione, morti brutali, stupro (anche se la scena è stata solo raccontata). 

Per oggi è tutto, spero di esservi stata utile e avervi incuriosito!
Voi avete intenzione di leggere il libro? Fatemi sapere!

A presto,
Erika.