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Wednesday, 9 April 2025

Recensione: "SPIRAL" di Bal Khabra

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi porto la recensione di Spiral, il secondo volume della serie Off the Ice iniziata l'anno scorso con Collide.

Titolo:
Spiral
Autrice: Bal Khabra
Data d'uscita: 25 febbraio 2025
Editore: Rizzoli
Pagine: 450
Prezzo: 17,00€
Audiolibro: Si, su Audible 

Trama: Elias Westbrook è appena entrato a far parte dei Toronto Thunder, una delle squadre di Hockey migliori del paese. Con una fan base sempre più grande e tante, troppe aspettative sulle spalle, è costretto ad affrontare le sfide che derivano dalla notorietà, il tutto mentre cerca disperatamente di raggiungere il suo primo obiettivo in carriera. E mentre i tabloid riportano ogni sua mossa, inclusa ogni singola ragazza con cui viene visto, l’unica cosa che vorrebbe fare è sparire. Sage Beaumont è un'aspirante ballerina che sogna di unirsi all'Aurora Ballet Theatre, ma è difficile assicurarsi un ruolo, vista la sua scarsa popolarità sui social. Per questo motivo, quando ha l'opportunità di realizzare i suoi sogni fingendo di frequentare Elias, non se la lascia sfuggire. Ben presto, le fragili regole sulla falsa relazione che Elias e Sage hanno stabilito vacillano di fronte all’irresistibile attrazione che provano l’uno per l’altra. Dovranno scegliere se fidarsi della testa o del loro cuore, prima di perdere totalmente il controllo.

Serie di autoconclusivi:
1. Collide (recensione qui)
2. Spiral 
3. Revolve
... da continuare



Recensione:

Voto: 3.5 stelle!

Devo ammettere che Spiral non era nella mia lista delle letture programmate per il 2025. L'anno scorso non avevo apprezzato Collide, il primo libro della serie, e quindi avevo deciso di non continuarla. La casa editrice, però, mi ha gentilmente inviato a sorpresa il romanzo e tutto sommato sono contenta di aver dato questa seconda occasione all'autrice perché Spiral mi è piaciuto e credo che a livello di stile la Khabra sia anche migliorata. 

I primi capitoli in cui vengono introdotti i personaggi sono sempre quelli che mi colpiscono maggiormente. Credo che la scrittrice abbia delle buone idee di base, ma che poi sfortunatamente non riescono ad essere incisive come potrebbero essere. Da una parte abbiamo Sage, una ballerina che non riesce a trovare un ingaggio in quanto vengono sempre scelte altre danzatrici con un importante seguito social. Dall'altra c'è Elias, che nel passaggio da giocatore universitario a professionista sembra che abbia perso il suo tocco. Preso di mira dai giornalisti che lo dipingono come un playboy, questo si ripercuote anche sul suo lavoro, portando i dirigenti della squadra a domandarsi se riconfermargli o meno l'ingaggio. Il tema che accumuna le problematiche dei personaggi sono i social. La storia di Sage ci mostra come al giorno d'oggi l'impegno e bravura vengono considerati meno importanti rispetto a dei numeri online, mentre quella di Elias ci mostra le pressioni che vengono esercitate da scelte esterne e come le immagini che vengono create da altri possano non essere la completa verità. 
Rispetto a Collide ho trovato che in questo libro le problematiche dei protagonisti vengano trattate meglio, senza diventare argomenti secondari. Al contempo, però, la scrittrice poteva approfondire di più varie situazioni o rendere più chiaro quello che, a mio parere, voleva essere il messaggio del romanzo. Questo soprattutto per la parte riguardante Sage, bisogna dire che il fatto che lei non abbia ottenuto una parte per colpa dei pochi follower sui social viene marcato maggiormente nella trama, all'interno della storia può sorgere la domanda se in realtà lei non sia abbastanza brava per ottenere i ruoli. 

I due personaggi sono caratterizzati bene, Sage è una ragazza solare e spavalda, ho adorato anche il rapporto con il fratello. Tra i due il timido è decisamente Elias, più introverso e riservato certe volte viene preso pure in contropiede dagli approcci molto diretti della ragazza. La scelta di intraprendere una finta relazione per aiutarsi a vicenda ha senso. Lei riesce così a guadagnare della pubblicità gratuita e lui positiva. La loro evoluzione da amici a qualcosa di più è stata molto graduale e piacevole. Ho molto apprezzato anche che l'autrice abbia tagliato drasticamente le scene spicy. Mi è scesa una lacrima quando ho visto che sono state tenute al minimo. 
I due insieme mi sono piaciuti, ma non li ho amati. Mi sono interessata alle loro vicende, però allo stesso tempo non è uno di quei romanzi che mi abbia incantata o che rileggerei più volte. Questa volta più per un qualcosa di soggettivo e personale che per dei possibili problemi nella storia. Se devo dirla in brave: non è scattata la scintilla.

Per quanto riguarda la narrazione ho trovato la scrittrice migliorata. I capitoli non si chiudono a metà senza poi avere più risposte e gli argomenti che vengono introdotti vengono tutti affrontati. Però le backstory dei personaggi vengono un po' buttate nella storia solo nel momento del bisogno, senza nessun crescendo, e nella parte finale avviene un po' tutto il dramma. Sapete che adoro il dramma, ma trattato così velocemente mi ha fatto un po' storcere il naso. In più in altre situazioni mi è sembrato che il potenziale della storia non venisse sfruttato e questioni per cui ci si poteva aspettare un'interazione o almeno un dialogo per parlarne non avvengono, cosa abbastanza poco probabile. 

Spiral è un libro molto dolce, che riesce a intrattenere e anche se mi è piaciuto, non è scattata del tutto la scintilla tra me e i protagonisti. 

- Camilla

Thursday, 27 March 2025

Recensione: "OUR INFINITE FATES" di Laura Steven

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi porto la recensione del libro che ha stregato l'Italia, Our Infinite Fates di Laura Steven.


Titolo:
Our Infinite Fates
Autrice: Laura Steven
Data d'uscita: 4 marzo 2025
Editore: Rizzoli
Pagine: 420
Prezzo: 18,00€
Serie: Autoconclusivo

Trama: Evelyn si ricorda di tutte le sue vite passate. E ricorda anche che in ognuna di esse è stata uccisa prima del suo diciottesimo compleanno, sempre dalla stessa persona: Arden. Evelyn è però molto affezionata alla vita in cui si trova adesso e, cosa più importante, la sua sorellina malata ha bisogno di lei per sopravvivere: solo una volta compiuti diciotto anni, potrà donarle il midollo osseo che le serve. Evelyn è disposta a tutto pur di sopravvivere ancora qualche giorno e salvare sua sorella. Deve solo seguire tre semplici regole: 1. Trovare Arden, il nemico secolare che le dà la caccia in ogni vita; 2. Capire esattamente perché le dà la caccia; 3. Fare di tutto per non innamorarsi di lui… Ancora.






Recensione:

Voto: 2.5 stelle!

Ho conosciuto Laura Steven anni fa con The Exact Opposite of Okay, un libro che ancora oggi è tra i migliori che io abbia mai letto. Con il tempo, la scrittrice è passata a scrivere di vari generi che non erano proprio il mio cup of tea, quindi quando ho visto che avrebbe finalmente pubblicato un fantasy romance non stavo più nella pelle. L'idea del romanzo mi piaceva tantissimo e non vedevo l'ora di leggerlo, ma sfortunatamente non mi ha convinto.

È un libro scritto molto bene, si notano le ricerche che la scrittrice ha fatto per ambientare la narrazione in diversi luoghi ed epoche. Ci sono anche delle frasi che mi hanno particolarmente colpito, ma più in riferimento a situazioni personali rispetto a quelle dei protagonisti. Il problema del romanzo è che il tema principale è una storia d'amore che a fatti non viene percepita. 

La narrazione si divide in due linee temporali, quella del passato e quella del presente. 
Nel passato vediamo le tantissime vite che i personaggi hanno vissuto in tempi ed epoche diverse. Queste scene, però, vengono praticamente sempre ambientate poco prima che i due stiano per morire. Non ci danno, come mi aspettavo, un vero e proprio background della loro relazione. In alcune di esse erano amici, in altre già amanti e in altre ancora praticamente solo conoscenti. Non ho provato niente nei loro confronti perché non mi è mai stato spiegato come mai si amassero. Ho continuato la lettura sperando che prima o poi sarei arrivata a leggere della loro prima vita, convinta che quello sarebbe stato il tassello del puzzle che mi avrebbe reso possibile guardare con occhi diversi tutte le scene che avevo già letto, ma questo non è avvenuto. Arrivata finalmente al primo tassello della storia devo ammettere che l'unica cosa che ho provato è stata una cocente delusione, perché ancora una volta non avevo trovato niente che potesse spiegarmi i sentimenti che i due personaggi provano l'una per l'altro. 

La storia al presente è addirittura peggiore nel cercare di mostrarci i sentimenti tra i due. Dopo più di mille anni le emozioni che Evelyn prova nei confronti di Arden sono paura e angoscia. Ha paura di lui e prova ansia e angoscia perché non vuole morire prima di essere riuscita a salvare la sorella. Il loro decantato amore viene appunto solo detto a parole, ma i sentimenti che emergono sono oppressivi e pesanti e non avendo niente a cui appigliarmi nel passato questa più che una storia d'amore mi è sembrata una storia dell'orrore. A uscirne peggio è il personaggio di Arden che risulta l'antagonista del romanzo. È lui che la cerca e la insegue tutte le volte. È lui che senza spiegazione la uccide tutte le volte. E visto che neanche nel passato ci è stato mostrato un qualsiasi appiglio al suo sentimento, nel presente sembra solo il cattivo della storia. È vero che ci sono moltissime parole per spiegare il loro amore, ma sono soltanto questo: parole. Al libro mancano i fatti, i gesti, quei momenti che riescono a farti passare oltre anche ad alcuni comportamenti o che ti tengono a galla perché sai che quella che stai leggendo non è tutta la verità e vuoi scoprire le reali motivazioni del suo comportamento. 

Il romanzo manca molto di emotività e questo è dovuto soprattutto al fatto che è narrato solo dal punto di vista di Evelyn. Nel passato la narrazione si interrompe sempre con la loro morte o quando vengono indirizzati su quel destino, mentre al presente la ragazza, anche se ancora spera di trovare una scappatoia o di rimandare di poco il tutto, ha praticamente accettato quello che le accadrà. È la rassegnazione quello che percepiamo dai suoi capitoli, ma credo che ci sia molto altro che poteva trasparire se fosse stato dato spazio ai personaggi che restano. Durante tutte le loro vite i due hanno delle famiglie, dei cari che tengono a loro e non vediamo mai cosa succede loro o le conseguenze che la morte dei protagonisti ha sulla vita di chi li ha conosciuti. Con questo non intendo che mi serviva ogni volta un papiro per sapere cosa sarebbe successo a tutti i personaggi, ma mi sarebbe piaciuto vedere la reazione di qualcuno alla loro morte. Dobbiamo ricordarci che in moltissime vite i due sono stati amici e/o amanti, ma dai loro parenti e conoscenti verranno ricordati come vittima e omicida. Una delle loro vite in particolare, per me, avrebbe necessitato di essere approfondita da questo punto di vista. Serviva sapere cos'è successo dopo a chi è rimasto. E proprio perché in questa vita abbiamo avuto la possibilità di approfondire meglio i personaggi secondari a cui i due protagonisti erano legati, credo che la scrittrice non abbia pensato attentamente a quello che veniva lasciato loro e all'ombra che questo fatto, per me, ha lasciato su tutta la storia. 

Per la conclusione c'è stato un plot twist che non mi aspettavo e che reputo abbastanza interessante, ma poi tutta la vicenda si conclude in modo veramente semplicistico. È un finale in linea con il genere di cui stiamo parlando (young adult), ma dopo tutto il resto non è riuscito a togliermi l'amaro di bocca. 

Our Infinite Fates è un libro con un'idea meravigliosa, ma l'esecuzione manca dei sentimenti che potevano far diventare questa una storia d'amore per i secoli. 

- Camilla

Thursday, 30 January 2025

Recensione: "QUICKSILVER" di Callie Hart - Quando un libro ha del potenziale concreto che non viene sfruttato

Buon pomeriggio lettor*!

Eccomi qui a parlare di un libro che per quanto mi riguarda è spuntato dal nulla colonizzando qualche mese fa il mio bookstagram, venendo presentato come una sorta di nuovo fenomeno editoriale americano, con tanto di adattamento su Netflix già annunciato.
Ora, io di norma diffido di tutta questa "pubblicità improvvisa", ma la trama non mi sembrava male e quindi ho deciso di provarlo e fare da cavia, vista anche l'uscita italiana, e questa di fatto è stata la mia ultima lettura del 2024.

Sono rimasta soddisfatta? Se devo essere sincera, mi è scesa più di una lacrimuccia per i soldi buttati 😭 Sotto poi trovate la mia recensione, intanto vi lascio le solite informazioni generiche legate all'uscita italiana.



Titolo:
Quicksilver
Autore: Callie Hart
Data d'uscita: 28 gennaio 2025
Editore: Rizzoli
Pagine: 612
Prezzo: 18,00
Serie: Fae&Alchemy

Trama: Saeris Fane, ventiquattro anni, è bravissima a mantenere segreti. Nessuno sa dei suoi strani poteri, né del fatto che ha passato la vita a rubare dalle cisterne della Regina Immortale. Ma in una terra dominata da un deserto spietato, non c’è nulla che non si farebbe per un bicchiere d’acqua. Prima o poi, però, ogni segreto viene alla luce. Quando Saeris si trova faccia a faccia con la morte in persona, riapre involontariamente un passaggio tra i regni e viene trasportata in una terra di ghiaccio e neve. I Fae sono sempre stati considerati creature mitiche, leggende, incubi… ma lì Saeris scoprirà che sono reali, e si ritroverà nel mezzo di un conflitto secolare che potrebbe costarle la vita. Prima umana a calcare le montagne ghiacciate di Yvelia in oltre mille anni, Saeris stringe un patto con Kingfisher, un affascinante guerriero Fae disposto a tutto pur di proteggere il suo popolo, perfino usare la magia alchemica della ragazza, e contro la sua stessa volontà.




Recensione:

Voto: 2⭐

Io mi chiedo come si facciano a scrivere così tante pagine per poi lasciare così poco al lettore.
Questo libro mi ha enormemente irritata per tutto il potenziale sprecato che c'è, mixato a una serie di luoghi comuni e trope inutili di cui la storia avrebbe fatto volentieri a meno. L'idea di un personaggio femminile che sa lavorare i metalli, supportato da un background concreto e sensato, affinità peculiari a parte, mi è piaciuto davvero molto, anche perché non lo si vede spesso nei libri, quantomeno abbinato al personaggio principale. Ho apprezzato in maniera minore il carattere di Saeris, che fin troppo ricalca altre eroine spavalde e dalla lingua tagliente che ormai si ritrovano ogni tre per due, senza dare quel qualcosa in più per potersi in qualche modo distinguere. Certo, è quasi impossibile non provare un minimo di empatia o di dispiacere per quello che ha passato durante la sua vita, che tra l'altro ne giustifica pienamente la diffidenza verso gli altri, il suo voler mostrare il proprio valore senza piegarsi a insulti e pregiudizi e l'insistenza più che lecita di voler tornare dai propri cari o, al contrario, di farli venire lì da lei per saperli al sicuro. Per di più, non mi aspettavo il risvolto - in questo caso totalmente e piacevolmente inaspettato - che ciò ha portato e devo dire che ho riso davvero tanto.

Worldbuilding, sistema magico e lore risultano piacevoli e interessanti, anche se non propriamente spiegati in maniera chiarissima, magari anche volutamente; quindi su questi non mi soffermo più di tanto perché può essere se ne parli meglio nel prossimo volume. Altri elementi che per me rimangono positivi sono sicuramente tutta la questione del mercurio, dalle sue potenzialità alla sua pericolosità, oltre che al suo modo di comunicare con gli Alchimisti; la stoicità di Kingfisher nel gestire le conseguenze del proprio segreto e il suo spirito di sacrificio; altri personaggi secondari potenzialmente interessanti, tra cui Carrion, che probabilmente è stato molte volte la luce in fondo al tunnel che mi ha permesso di continuare a leggere nei momenti più noiosi.

Il problema è, appunto, tutto il resto.
Inizio con una premessa: su Waterstones ho trovato questo libro definito come deliciously dark. Ora, io non mi ritengo una lettrice di dark romance, né saprei definirne esattamente le caratteristiche, quindi mi scuso in anticipo con chiunque possa essere più espert* di me in questo senso, sperando però che si prenda le mie parole solo per quello che sono, ovvero un parere puramente personale che non vuole offendere i gusti di nessuno, ma che vi chiedo comunque di rispettare. Ciò detto, se il "dark" è quello che ho letto, non è che ne sia rimasta particolarmente colpita o entusiasta.
Non sono una persona che si inquieta per un linguaggio più colorito o forte del solito in determinate scene, ma sinceramente dover leggere insulti a una donna banalizzando delle sue reazioni o azioni relegandole all'essere "in calore" non è personalmente qualcosa che ho apprezzato, soprattutto tenendo conto che non troppe pagine dopo si è diventati nei suoi confronti quasi dei cuori di panna. Oltre alla incoerenza della cosa, possiamo volare un po' più alto nel 2025? Io personalmente dico di sì.
A parte ciò, il romance è pure godibile se preso così com'è, ma poteva essere gestito molto meglio. Prima di tutto partiamo dall'ormai conosciuto e amato enemies to lovers, che appunto, piace, ma come per qualsiasi elemento che si decide di inserire in un libro, bisogna lavorarci su per renderlo credibile.
Qui abbiamo un odio praticamente a priori da parte di una delle due figure principali che porta comprensibilmente a una situazione di conflitto (dove però c'è un'attrazione fisica straordinaria per cui ci si trova attratti anche dal sudore), che però poi quasi dal nulla passa allo stadio del "c'è qualcosa tra di noi". Com'è possibile? L'attrazione fisica non comporta la creazione a priori di un sentimento. Quello viene dal tempo e dalla conoscenza reciproca tra due persone, e per quello che viene descritto nel libro e per la situazione appunto di partenza che vi dicevo prima, mi pare davvero troppo poco per arrivare praticamente a un innamoramento. Con delle premesse del genere, non dico che non mi aspettassi nulla fino al secondo libro, però così mi pare un po' troppo e, al contempo, poco credibile.
Certo, gli amanti dello spicy non disdegneranno le scene di tensione e chimica tra i due protagonisti, però visto appunto tutta questa parte preliminare che risulta davvero ben fatta (e non lo dico in maniera ironica), il "dunque" m'è quasi parso sempre un po' troppo veloce 😂 Può essere che la Hart avesse alzato troppo le mie aspettative.

Insomma, riassumendo brevemente, al romance lascio un "ok" perché in un certo qual modo sa prenderti, ma chiudendo un occhio su moooolte cose, tra cui uno spoiler che non posso fare ma che mi è sembrato proprio uno sparare sulla Croce Rossa.

Altro punto che mi ha un po' uccisa dentro: i vampiri-fae. Perché. Non si poteva scegliere giusto una delle due cose, o lasciare queste benedette razze separate? Immagino di no. Ma qui mi rendo conto che dove io la vedo come un'assurdità, qualcun altro potrebbe vederci del genio, quindi alzo le mani. Il problema è che poi tutto ciò viene abbinato a un cast di villain che non colpisce per originalità e, a parte il sadismo e una crudeltà già viste, lasciano poco. Forse, invece di concentrarsi su entrate in scena sicuramente teatrali e anche ad effetto, si poteva lavorare di più per renderli più incisivi nella storia e nella mente del lettore. Non aiuta nemmeno il fatto che le scene d'azione o alcuni passaggi siano a volte poco chiari, per cui ci si ritrova un po' persi in balia degli eventi.

In ultimo, la found family presente, che è un elemento che io di norma amo in un libro, anche in questo caso risulta un'accozzaglia di personaggi che per quanto carini assieme non bastano per assicurarne la credibilità o, mi ripeto, per lasciare un segno.

Per concludere, la sensazione generale che mi ha lasciato questo libro è che la Hart abbia utilizzato elementi o trope che sicuramente hanno successo, non curandosi però di dar loro quel necessario contorno, spessore e definizione che servono all'interno di una storia perché la stessa abbia successo, sminuendo (indubbiamente in maniera involontaria) il proprio lavoro e le buone idee proposte nel mezzo.
Detto ciò, può anche essere semplicemente che
la CE che ha deciso di pubblicarlo e chi l'ha letto e amato siano riusciti ad apprezzare l'opera molto più di quanto io sia stata in grado di fare. Ammetto questo mio limite.

Andrò avanti dopo questa débâcle?
Una parte di me vorrebbe leggere il seguito per vedere dove si vuole davvero andare a parare, e per scoprire se le abilità di Alchimista di Saeris avranno uno sviluppo ancora più creativo e interessante... L'altra però mi ricorda che se la lunghezza del secondo sarà pari (o magari maggiore) a quella del primo, potrei non avere sinceramente la forza di farcela 😞 Vi aggiornerò. Intanto il mio consiglio è: se volete leggerlo, partite con aspettative basse, forse è meglio.

Alla prossima recensione!
Chiara

Friday, 13 December 2024

RECENSIONE: "IL RITORNO DI RACHEL PRICE" di Holly Jackson

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi torno su questi schermi per parlarvi del nuovo romanzo di Holly Jackson, Il ritorno di Rachel Price. 


Titolo:
Il ritorno di Rachel Price
Autore: Holly Jackson
Data d'uscita: 22 ottobre 2024
Editore: Rizzoli
Pagine: 516
Prezzo: 18,00€
Serie: Autoconclusivo

Trama: Luci. Azione. Bugie. Bel, diciotto anni, ha vissuto tutta la sua vita all’ombra della misteriosa scomparsa di sua madre, Rachel. Sedici anni fa la donna è svanita nel nulla e Bel, l’ultima ad averla vista viva, era troppo piccola per ricordare qualcosa. Quel che è certo è che Rachel non c’è più, presumibilmente morta da anni. Bel vorrebbe solo poter andare avanti, mentre invece il fantasma della madre sembra non volerla proprio lasciare in pace. Quando la famiglia Price dà il consenso a girare un documentario su Rachel, il caso viene riportato alla ribalta. Bel non vede l’ora che le riprese finiscano per poter tornare alla sua vita normale, ma poi accade l’impossibile: Rachel Price riappare e addio ritorno alla normalità. La storia che Rachel racconta ha dell’incredibile, e infatti Bel non sa se crederle. Ma se sta mentendo, dove è stata per tutti questi anni? E se non fosse davvero chi dice di essere? Una ripresa dopo l’altra, Bel deve scoprire la verità su sua madre e sul perché è tornata.




Recensione:

Voto: 4 stelle!

La vita di Bel viene sconvolta quando a due anni sua madre scompare senza lasciare nessuna traccia. La ragazza cresce circondata da persone interessate a capire cosa sia veramente successo a Rachel Price e che pensano che il colpevole sia il padre di lei, anche se ha un alibi ed è stato scagionato. Questo la porta ad essere un'adolescente che si ritrae dai rapporti sociali, che inizia ogni singola relazione della sua vita sia di amicizia che d'amore con la consapevolezza che la presenza dell'altra persona è solo momentanea, in quanto prima o poi se ne andrà. 

La nostra storia comincia quando Bel ha 18 anni e la sua famiglia ha accettato di fare un documentario sulla scomparsa di Rachel per cercare di ripulire del tutto il nome del padre, che ancora dopo anni viene silenziosamente incolpato di quello che è successo alla moglie. Attraverso le varie interviste * lettor* viene pian piano a conoscenza di quello che è successo il giorno della scomparsa di Rachel, cominciando già a porsi delle domande o ad avere delle teorie. 
L'argomento del documentario, però, cambia drasticamente quando Rachel torna a casa, viva e vegeta. 
Un momento che dovrebbe essere pieno di gioia, in realtà sconvolge profondamente le dinamiche familiari dei Price e vecchi segreti e dissapori vengono finalmente a galla. 

Il libro si prende molto tempo per introdurre la storia di Rachel e quello che le è successo sedici anni prima. Creando un inizio di narrazione abbastanza lento, ma necessario per mettere le basi per spingere fin da subito chi legge a porsi domande su quello che è realmente accaduto alla donna. Mentre la famiglia Price non si aspettava il ritorno di Rachel, noi che siamo dall'altra parte ne eravamo già stati informati, come del fatto che Bel non avrebbe creduto alla versione della madre e avrebbe cominciato a indagare per scoprire cosa le è realmente successo. Ed è proprio in questa dinamica tra madre e figlia che il libro comincia a diventare veramente interessante. 

Bel che si mette a investigare su un crimine mi ha ricordato la prima protagonista della Jackson, Pip, ma gli approcci che abbiamo per le due sono completamente diversi. Se noi credavamo fermamente in quello che Pip diceva e le motivazioni che la portavano a investigare, qui al contrario non si riesce a fidarsi del tutto di Bel. Ancora prima di iniziare il romanzo siamo portati a diffidare della storia che ci viene raccontata da Rachel. Fin dalla sua prima apparizione analizziamo attentamente quello che dice e quello che fa, pronti a prenderla in fallo, ma la motivazione per cui Bel inizia a non credere alla versione della madre è veramente un dettaglio minimo, che potrebbe essere facilmente spiegato. 

Quindi se da una parte abbiamo Rachel, che sbaglia qualche dettaglio, ma al contempo ha un comportamento molto in linea con quello delle persone che sono state rapite per anni. Dall'altra abbiamo Bel, che è spinta a indagare più dal suo trauma dell'abbandono che da una ricerca della verità. È come se volesse che Rachel stesse mentendo, volesse che fosse tornata per un motivo preciso e non perché voleva volontariamente farlo, perché il suo trauma le dice che è impossibile che una persona la ami così tanto da sceglierla. 
Questa complicata relazione tra le due, gli sbagli di una e le intenzioni dell'altra, portano chi legge all'inizio a non capire se credere meno alla versione di Rachel. Sta mentendo o Bel sta cercando il proverbiale pelo nell'uovo? Il ragionevole dubbio che si crea è la parte, a mio parere, più interessante della storia. Fino a metà del libro non riuscivo a decidere da che parte stare in questo "scontro". Le mie idee si ingarbugliavano una sull'altra e non capivo se credere a Rachel o meno. Se era veramente stata rapita o se ne era andata di sua volontà. E se quest'ultimo è il caso, perché è tornata? Al contrario se era veramente stata rapita, cosa sta nascondendo adesso?

La narrazione prende pian piano velocità, arrivando a non lasciarti neanche lo spazio di respirare perché vuoi sapere a tutti i costi cosa sta per succedere. A un certo punto era come se di propria volontà i miei occhi avessero deciso di passare alla frase sotto o addirittura alla pagina successiva, perché non riuscivo ad aspettare neanche un secondo di più per sapere cosa stava per accadere. Alla fine l'ho dovuto leggere tutto d'un fiato perché dovevo sapere cos'era successo a Rachel. 

Per quando riguarda il mistero, ancora una volta la scrittrice ne ha creato uno accattivante e non scontato. Alcune cose le avevo indovinate, ma il quadro generale della situazione assolutamente no. 
Se avete letto altri libri di Holly Jackson sapete che le piace mettere piccoli dettagli-indizi fin dall'inizio della storia e per una volta pensavo di averla "battuta" scoprendone alcuni e invece oltre a far notare anche lei immediatamente queste cose, alla fine è riuscita a rigirare tutto e a darci una visione completamente diversa di questi elementi. 

I personaggi sono tutti molto interessanti e ognuno va a ricoprire un ruolo ben definito nel grande mistero che è Rachel Price. Ho molto apprezzato soprattutto la caratterizzazione psicologica di Bel. Lei era presente quando la madre è scomparsa e anche se non si ricorda niente questo l'ha segnata. Anche il successivo arresto del padre e quindi l'abbandono di entrambi i genitori, sommato ai commenti che in anni ha ricevuto per tutta la vicenda, l'hanno fatta crescere in un adolescente difficile, che non si fida di nessuno se non del padre, che vede come migliore amico, ma anche fulcro della sua vita. Non è una protagonista piacente, più volte è scortese con gli altri e anche troppo dura nei confronti di Rachel. Un personaggio decisamente non facile, di cui non possiamo fidarci interamente durante l'indagine, ma che pian piano andando avanti riusciamo a scoprire e apprezzare. 

Se la parte riguardante la famiglia, con drammi e segreti, è stata scritta molto bene, la parte romance risulta abbastanza scialba. Capisco la necessità che serviva soprattutto per una parte della trama, ma i due personaggi sembrano essere stati messi a forza ad avere un rapporto romantico. Sinceramente penso che avrebbe potuto tranquillamente lasciare la loro un'amicizia e questo non avrebbe cambiato niente a livello di narrazione. 
Super approvato, invece, l'inserimento del documentario. Oltre a permettere ai personaggi di raccontare quello che è successo in passato e i loro sentimenti e di far percepire al* lettor* quando non tutta la verità viene raccontata, concede al libro anche un elemento originale. 

Il finale è sconvolgente, emozionante e mostra l'amore che esiste per le persone che consideriamo la nostra famiglia. Perché alla fine "prima la famiglia", sempre.

Il ritorno di Rachel Price è un'altra storia in pieno stile Jackson, in cui la scrittrice ci porta all'interno dei drammi e segreti di una famiglia alla ricerca di verità o della bugia più comoda che serve loro per poter andare avanti. 

- Camilla

Friday, 5 July 2024

Recensione: "COLLIDE" di Bal Khabra

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi porto la recensione dell'hockey romance del momento, Collide. 


Titolo:
Collide
Autrice: Bal Khabra
Data d'uscita: 14 maggio 2024
Editore: Rizzoli
Pagine: 492
Prezzo: 17€

Trama: Summer Preston ha un sogno: diventare psicologa sportiva. Ma per ottenere un posto nel master che la porterà a realizzarlo, è costretta a collaborare con Aiden Crawford, il capitano della squadra di hockey. Summer odia l’hockey con tutta se stessa e si trova intrappolata tra realizzare il sogno di una vita e allontanarsi da quello sport che detesta. Per Aiden, essere il capitano della squadra di hockey del college ha i suoi vantaggi, tranne quando uno sciocco errore rischia di mettere a repentaglio la sua intera stagione. Per tirarsi fuori dai guai, è costretto a farsi nominare dal suo allenatore oggetto di una ricerca. È l’ultima cosa che vorrebbe, soprattutto quando la ragazza a capo del progetto sembra voler brandire i suoi pattini come un’arma. Per Summer la disinvoltura di Aiden è irritante; per Aiden l’approccio rigido e programmato di Summer di una noia mortale. Sembra che i due siano capaci solamente di provocarsi a vicenda. Ma hanno in comune più di quanto credano: nessuno dei due è disposto ad accettare una sconfitta e scontrandosi faranno scintille.

Serie di autoconclusivi:
1. Collide
2. Spiral
... da continuare




Recensione:

Voto: 2.75 stelle!

Collide è un hockey romance carino, con una coppia dolce e un gruppo di amici interessanti, ma che sfortunatamente non è riuscito a entrarmi nel cuore. 

È un romanzo che viene consigliato a chi ha apprezzato Icebreaker, che a me non ha convinto (vi lascio la mai recensione qui, se siete interessat*). Quindi la domanda del come mai ho deciso di leggerlo è lecita, ma devo ammettere che mi fido poche volte dei paragoni e visto che di Icebreaker non avevo apprezzato lo stile della scrittrice questo non significava che Collide non dovesse piacermi di principio.
Dopo la lettura devo dire che il libro della Khabra è migliore a livello di trama, la coppia è anche più carina, ma a livello di struttura narrativa ha dei problemi simili a quelli del libro della Grace. 

Per spiegare meglio gli elementi che non mi hanno convinto ho deciso di fare una specie di elenco a punti:

Il progetto universitario che porta al loro incontro. Trovo che la scrittrice sia stata bravissima a introdurre i protagonisti nei primi due capitoli. Summer ci viene presentata come una studentessa modello, ma che sente la pressione della competizione per avere il posto nel dottorato che sogna da anni e mettendosi a paragone con altri studenti non si sente all'altezza. Aiden è un giocatore di hockey sul vertice del burnout per colpa di tutti gli impegni e la pressione che subisce per il suo ruolo anche da capitano-babysitter della squadra. Essendo il progetto di Summer sul burnout è ovvio che anche se Aiden è stato costretto a partecipare questo possa aiutarlo. Quindi le premesse erano ottime, pensavo che la motivazione del progetto avrebbe anche influito sull'evoluzione del loro rapporto, ma invece diventa un argomento di sfondo. Il progetto, che dovrebbe essere il centro della storia, non è assolutamente preso in considerazione. Vediamo Aiden solo compilare un semplice questionario e andando avanti viene nominato qualche volta, ma si svolge completamente off-screen. Il burnout di Aiden che potrebbe essere veramente interessante da approfondire viene nominato solo nel suo capitolo di presentazione e poi mai più trattato come argomento.
Il progetto di Summer è importane, ma più della sua realizzazione si parla della sua approvazione finale. 
Mi avevano molto colpito i problemi iniziali di Summer, perché sono pressioni interne che ho percepito anch'io nella mia vita, ma poi il fulcro del discorso è stato concentrato su altro, anzi proprio su un argomento simile a quello che subisce anche la protagonista di Icebreaker. 

L'evoluzione del rapporto tra i protagonisti.
Come ho detto nel paragrafo precedente mi aspettavo che il progetto facesse da leva sui due per passare tempo assieme e iniziare così ad avvicinarsi e questo non avviene. Rispetto a Icebreaker la relazione non inizia immediatamente, vengono impiegate più pagine, ma allo stesso tempo non mi sembra che ci siano così tante scene da giustificare il loro avvicinamento o comprendere da dove sia nato. 

Il tempo. Uno dei problemi che ho trovato nella storia della scrittrice è l'utilizzo del tempo. Tante volte non riuscivo a comprendere quanto tempo passava se non fino a metà capitolo quando finalmente veniva specificato. Questo non sarebbe stato un grande problema, se non fosse che tante volte i capitoli finiscono con una questione irrisolta, anche a metà discorso, e ti aspetti che girando pagina ci sia il continuo, quando in realtà non avviene. Ci sono alcuni argomenti che vengono introdotti, per poi essere quasi messi in pausa o addirittura mai sviluppati. 

Il gruppo di amici. Se anche Summer ha le sue amiche,  il vero gruppo di amici è formato maggiormente dalla squadra di hockey. Il problema che ho avuto inizialmente con loro è che vengono tutti introdotti insieme. Un gruppo dovrebbe essere composto da quattro, cinque personaggi in modo da poterli sviluppare tutti in modo appropriato. L'introduzione massiccia dei giocatori di hockey mi ha creato un po' di confusione per cercare di ricordarmi i nomi e le caratteristiche di tutti loro. Andando avanti la scrittrice fa capire da chi è composto il nucleo principale e anche se le loro scene sono divertenti, non ho mai percepito un legame profondo che li unisse. A un certo punto il protagonista dichiara chi è il suo migliore amico e non lo avrei mai detto per le poche scene che hanno condiviso. O ancora certe volte vengono introdotti dei problemi all'interno del gruppo che se inizialmente sembrano cose gravi per la persona coinvolta, poi vengono perdonate o dimenticate facilmente. Come se fosse avvenuto qualcosa off-screen.

Scene spicy. Personalmente troppe scene spicy mi annoiano. Soprattutto se non servono a niente all'interno della trama e Collide ne ha veramente tante che avrei tagliato. L'unico momento di vera gioia che ho provato è stato quando una scena spicy è finita close door. 

Il libro non è male, è anche carino, ma essendo un romance se la coppia non ti dice niente è inutile leggerlo. Summer e Aiden per come sono stati introdotti erano molto interessanti, ma queste caratteristiche che mi avevano accattivato sono state cancellate o modificate per portare le loro storie in altre direzioni. Il gruppo di amici mi ha fatto ridere in alcune occasioni, ma neanche loro sono riusciti a conquistarmi o a coinvolgermi particolarmente. 

Collide è un romanzo con una trama carina, ma che doveva essere sviluppato meglio a livello di struttura narrativa. 

- Camilla

Monday, 23 October 2023

Recensione: "UNA BRAVA RAGAZZA È UNA RAGAZZA MORTA" di Holly Jackson

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi porto la recensione dell'ultimo libro della trilogia di Holly Jackson Come uccidono le brave ragazze. Un volume conclusivo che si distacca da quelli precedenti. Bisogna necessariamente fare un inchino alla scrittrice per la strada che ha voluto intraprendere, ma allo stesso tempo l'ho trovata quasi fuori dal suo elemento.


Titolo:
Una brava ragazza è una ragazza
Autrice: Holly Jackson
Data d'uscita: 4 aprile 2023
Editore: Rizzoli
Pagine: 560
Prezzo: 17€

Trama: Sono passati pochi mesi da quando Pip Fitz-Amobi ha risolto il suo ultimo caso, che ancora le toglie il sonno, ed ecco che si ritrova costretta a indagare di nuovo. Uno stalker le manda continuamente messaggi di velata minaccia, ma ancora una volta la polizia non dà peso alle sue segnalazioni e sceglie di non intervenire. Più che mai Pip sente di non poter contare sulla loro protezione ma è assolutamente determinata a trovare il suo personale nemico. Indagando come ha imparato a fare, non ci mette molto a scoprire delle analogie tra il suo stalker e un serial killer locale responsabile di ben cinque omicidi alcuni anni prima. Stavolta è la sua vita a essere in pericolo, e per salvarsi Pip dovrà lottare come non ha mai fatto prima, scegliendo di percorrere una strada che non avrebbe mai creduto possibile…


Serie:
0.5 Killy Joy (novella, non ancora tradotta in italiano) 
1. Come uccidono le brave ragazze
2. Brave ragazze, cattivo sangue
3. Una brava ragazza è una ragazza morta


Recensione:

Voto: 3 stelle

Una brava ragazza è una ragazza morta è un romanzo che chiude il cerchio, che ti riporta quasi all’inizio di tutto per mostrarti come Pip sia cambiata dopo quello che le è successo. Fin dalla prima pagina percepisci un tono di narrazione più cupo, una storia diversa da quelle precedenti, che però non capisci fino in fondo dove ti porterà.

La storia è divisa in due parti. La prima è quella più simile agli altri romanzi, con un mistero e gli indizi da trovare. Nella seconda la scrittrice prende una svolta inaspettata e devo ammettere coraggiosa.
Mi sono molto piaciute le intenzioni, il cosa voleva scrivere, ma non mi ha convinto del tutto la realizzazione finale.

Durante la prima parte il mistero risulta al lettore quasi fin troppo semplice e un pelino troppo conveniente ai fini della trama. La semplicità non sarebbe un problema se non fosse che Pip non riesce a captare i giusti indizi e rimane indietro rispetto a noi spettatori. Nei romanzi precedenti il lettore è sempre di pari passo alla protagonista, magari un attimo avanti o indietro, ma è sempre con lei, al di sotto della scrittrice che è onnisciente. Questa volta invece noi siamo con la scrittrice a guardare una Pip che fa veramente fatica a risolvere qualcosa che sembra davvero elementare. Non dico che avrebbe dovuto risolverlo immediatamente, ma mi ha lasciato un po’ con l’amaro in bocca il fatto che non abbia minimamente preso in considerazione più di una persona per il caso. Capisco che questo può essere legato alla situazione mentale in cui si trova la protagonista, ma allora mi serviva un approfondimento maggiore sulla sua psicologia.

La seconda parte è veramente interessante per la svolta che la scrittrice ha voluto compiere. Non è qualcosa che tanti avrebbero fatto e quindi tanto di cappello. Però anche se ho apprezzato l’idea, non mi è piaciuta l’esecuzione. Ho trovato la narrazione estremamente noiosa e non ha catturato la mia attenzione. Ad un certo punto l’unica gioia che avevo era raggiungere la fine del capitolo. Sfortunatamente poi ne iniziava un altro. 
È una narrazione diversa da quella in cui abbiamo visto precedentemente la Jackson e personalmente non l’ho trovata brillante come quando scrive le parti mystery. La strada che ha intrapreso è molto più difficile da scrivere e devo ammettere che ogni tanto mi sembrava che avesse dimenticato qualche dettaglio. Inoltre anche il fatto che tutto avviene in un lasso di tempo breve per me non ha aiutato, avrei preferito quasi che staccasse la narrazione con ad esempio dei flashfoward o qualcosa del genere proprio per non creare questa pesantezza che io ho avvertito. Dall’altra parte capisco che la motivazione per cui abbia dovuto lasciare questo blocco narrativo intero è per creare angoscia in chi legge. Ho sentito tante persone dichiarare di essere stati ansiosi durante la lettura e che un senso di angoscia li abbia seguiti anche finito il libro e so che questo è quello a cui puntava la scrittrice, ma parlandone soggettivamente io non ho provato nessuna di queste sensazioni. Dopo un po’ ho cominciato ad annoiarmi e poi è arrivata anche l’apatia.

Forse avrei preferito che la narrazione fosse stata divisa in due libri. La prima parte volume tre e la seconda volume quattro. Così da poter approfondire entrambi i temi trattati.

Centro focale del romanzo è il rapporto tra Pip e Ravi. Sono davvero contenta che lui sia ritornato in un ruolo più centrale in questo volume e loro proprio mi piacciono. Sono una di quelle coppie adorabili che tutte le volte che sono in scena non puoi che sorridere, perché sono perfetti l’uno per l’altra.

Il finale non mi ha completamente soddisfatto. Penso che sia la scena che mostra di più quanto servisse un approfondimento psicologico nel romanzo. Con questo non voglio dire che non ci sia, ma in molte scene serviva una spinta in più per capire meglio che cosa pensava la protagonista. Tornando al finale, mi serviva di più. Per la scelta che la scrittrice ha fatto non può concludere così. Sembrano più dei puntini di sospensione che un punto vero e proprio.

Finito questo romanzo devo dire che il mio preferito della trilogia rimane il primo. Lo trovo quello costruito meglio, si vede che era l’idea iniziale. Anche se la Jackson ha aggiunto i volumi successivi in seguito ha fatto un buon lavoro ad inserire nuovi elementi collegandoli a quelli precedentemente creati. Ma qualche piccola spaccatura era stata creata e questo ultimo volume si basa proprio su queste.
Non posso dire che sia un brutto libro, ma sfortunatamente non è riuscito a conquistarmi e mi ha molto annoiato.

- Camilla

Tuesday, 19 July 2022

Recensione: "C'ERA UNA VOLTA UN CUORE SPEZZATO" di Stephanie Garber

Buongiorno amic* lettor*!
Sono esattamente due mesi che non scrivo una recensione (ti ringrazio tantissimo sessione estiva), ma non potevo non tornare per parlarvi del nuovo libro di Stephanie Garber, C'era una volta un cuore spezzato. 


Titolo:
C'era una volta un cuore spezzato
Autrice: Stephanie Garber
Data d'uscita: 19 luglio 2022
Editore: Rizzoli
Pagine: 432
Prezzo: 18€

Trama: Evangeline Volpe ha sempre creduto nell’amore e nel lieto fine… Fino al giorno in cui scopre che quello che credeva essere il ragazzo della sua vita sta per sposare un’altra. Nel disperato tentativo di impedire le nozze, Evangeline stringe un patto con il Fatidico Principe di Cuori, affascinante quanto malvagio. In cambio del suo aiuto, il Fato chiede a Evangeline tre baci, che dovrà dare quando e a chi deciderà lui. Ma già al primo dei tre baci promessi, Evangeline impara a sue spese che mettersi in affari con un immortale può rivelarsi un gioco molto pericoloso, e che ciò che il Principe di Cuori vuole da lei è più di quanto si è fatto promettere. I piani che ha fatto per Evangeline potrebbero portare al più straordinario dei lieto fine o alla più spettacolare delle tragedie…

Serie:
1. C'era una volta un cuore spezzato
2. The Ballad of Never After (13 settembre 2022 in inglese)


Recensione:

Voto: 4 stelle!

Ho letto il libro quando è uscito in inglese e devo ammettere che avevo delle aspettative altissime e anche se mi è piaciuto, un pelino di delusione c'è stata. 

“Every story has the potential for infinite endings” 
La storia è ambientata nello stesso mondo della serie precedente, Caraval, ma la scrittrice amplia completamente il worldbuilding e le conoscenze di chi legge. Ci ritroviamo tutt* ad essere confusi e interessanti davanti a quello che sembra alla fine un nuovo mondo, con nuove regole e leggende. Da una parte questo mi ha molto interessato, ma dall'altra ha reso la narrazione più lenta portando il tutto ad un libro che non posso che descrivere come un lungo prologo. Con questo non voglio dire che non succede niente, perché è un romanzo che ha una trama accattivante, ma alla fine, per certi versi, è come se ci ritrovassimo con le stesse informazioni che avevamo all'inizio. 

She wasn't making love choices, she was making compromising choices because she wanted love. 
Evangeline Fox
è la nuova protagonista e mi è piaciuta. La trovo molto interessante perché anche se tecnicamente è un personaggio buono, fa delle azioni non propriamente tali. Fin dall'inizio possiamo vedere che è tentata di prendere la scorciatoia più facile e ci prova spesso, prima di tirarsi indietro all'ultimo. Tante azioni che compie non sono totalmente buone, la protagonista mostra più volte una voglia di mettere prima se stessa, anche compiendo azioni riprovevoli. È intrigante questa caratterizzazione di Evangeline, sia per come la Garber deciderà di sfruttare in futuro il personaggio, sia, ovviamente, come controparte a Jacks. 

"Hurt is what made me." 
Arriviamo finalmente a parlare del Principe di Cuori. Bisogna ammetterlo, siamo tutt* qui a leggere il romanzo solo per sapere di più su di lui e da questo punto di vista credo che rimaniamo tutt* un pelino delusi. Anche se la serie era stata presentata come la storia di Jacks a narrare interamente la vicenda è Evangeline. Oltre a questo devo dire che il Principe non è stato centrale neanche come controparte maschile, nei libri di Caraval sia Julian che Legend hanno avuto spazio per farsi conoscere, mentre in questo romanzo Jacks no. Il personaggio compare anche poco a livello narrativo e visto che Evangeline non era presente nella trilogia precedente tutto quello che lei apprende sul suo conto è qualcosa che chi ha letto gli altri romanzi già conosce. Arrivata a fine libro non posso dire di aver compreso o anche solo scalfito l'interiorità del personaggio. È ancora il manipolatore che abbiamo conosciuto in precedenza, senza veramente conoscerlo. 

“If you think I'm jealous because someone else got to stab you, then you're right.” 
Altro elemento fondamentale dei libri della scrittrice è la componente romance. Evangeline e Jacks hanno decisamente del potenziale, ma in questo romanzo non è successo niente che mi portasse ad interessarmi completamente a loro. La parte romance ha veramente poco spazio nella narrazione e solo verso la fine possiamo cominciare a vedere l'intesa tra i due. 

“It’s you,” she whispered. “You’re the Prince of Hearts.” 
Anche se il libro mi è piaciuto, la parte di delusione che ho provato leggendolo riguarda proprio il personaggio di Jacks. Mi aspettavo di vederlo in un ruolo più centrale e invece è ancora il burattinaio che si nasconde nelle ombre. Questo ha decisamente influito anche nel mio giudizio sulla parte romance. Immaginavo che il romanzo sarebbe stato dal punto di vista della protagonista femminile, ma non posso nascondere che avrei sognato un doppio pov, così da dare a Jacks lo spazio da protagonista che meritava. 



All stories are made of both truths and lies, she used to say. What matters is the way that we believe in them.
I personaggi secondari introdotti sono decisamente interessanti, ma non sono riusciti a rimanere impressi nella mia memoria. E per gli amanti della trilogia originaria ci saranno alcuni Easter Egg o apparizioni che vi piaceranno sicuramente. 

Il finale come ho detto prima è quasi un ritorno al punto di partenza per Evangeline e non ritengo che questo sia necessariamente un male. Non ho idea di come continuerà la storia e questo lascia molte porte aperte. 

“Heroes don't get happy endings. They give them to other people.”
'C'era una volta un cuore spezzato' è un prologo per una nuova storia nel mondo di Caraval, con personaggi non totalmente buoni e tante possibilità all'orizzonte. 

- Camilla 

Thursday, 11 March 2021

Recensione: "RAGAZZI DELLA TEMPESTA" di Elle Cosimano

Buongiorno amic* lettor*!
Molto, ma molto in ritardo vi porto la recensione di Ragazzi della Tempesta, vostra scelta per la recensione del mese di Ottobre. Si, siamo a Marzo, ma il tempo vola troppo velocemente. 


Titolo: Ragazzi della Tempesta
Autore: Elle Cosimano
Data d'uscita: 20 Ottobre 2020
Editore: Rizzoli
Pagine: 544
Prezzo: 17€

Trama: In una gelida notte d'inverno, Jack Sommers è chiamato a scegliere tra vivere per sempre, secondo le antiche leggi magiche di Gaia, o morire. Jack sceglie di vivere e in cambio da quel momento in poi sarà un Inverno. Come le altre Stagioni, ogni anno Jack deve dare la caccia e uccidere chi viene prima di lui. Le leggi di Gaia sono chiare: l'Inverno uccide l'Autunno, l'Autunno uccide l'Estate, l'Estate uccide la Primavera, la Primavera uccide l'Inverno. Questo significa che Jack uccide Amber. Amber uccide Julio. Julio uccide Fleur. E Fleur uccide Jack. Sono tutti addestrati a cacciare e uccidere, e tutti a turno muoiono. Ma quando Jack e Fleur – Inverno e Primavera – sono attratti l'uno dall'altra contro ogni buon senso e regola della natura, la legge spietata che governa le loro vite eterne a un tratto diventa qualcosa di personale e di doloroso. Fleur verrà bandita per sempre, se insieme non troveranno il modo per fermare il ciclo naturale delle cose. Quando le quattro Stagioni si coalizzano, mettendo a rischio la loro immortalità in cambio di amore e libero arbitrio, la loro fuga attraverso il Paese li condurrà in un luogo in cui saranno costretti a difendersi contro un creatore che vuole annientarli.


Serie:
1. Ragazzi della Tempesta
2. Seasons of Chaos (uscita in inglese, 8 Giugno 2021)



Recensione:

Voto: 3.5 stelle!

Ad avermi attirato del libro è stata proprio la trama, ho trovato l'idea delle stagioni che si devono uccidere a vicenda molto interessante e anche il libro lo è stato, ma sfortunatamente solo a tratti. 

Diviso in due parti, una più introduttiva e l'altra più movimentata, il romanzo parte molto lentamente e ci sta, ma quando continua per troppo tempo ovviamente si sfocia nel noioso. 
Durante la prima metà veniamo a conoscenza dei personaggi, delle loro emozioni e motivazioni e anche del sistema magico. Quest'ultimo elemento è molto accattivante, ma necessitava di più delucidazioni.
Nella seconda parte c'è decisamente più azione, ma il talento della scrittrice non risiede in queste parti. Le lotte risultano molto veloci, confusionarie e a tratti noiose. Molte volte, soprattutto verso la fine, non si capisce bene che cosa stia succedendo. La Cosimano sembra voler giocare sulla suspanse, non facendo capire appieno al lettore che costa stia succedendo per sorprenderlo in seguito, però sfortunatamente il risultato è solo quello di confondere chi sta leggendo. 

I personaggi principali, dal cui punto di vista viene narrato il romanzo, sono Fleur e Jack, rispettivamente primavera e inverno. La loro è una storia tormentata, ogni anno lei è costretta ad ucciderlo e tra una pugnalata e l'altra i due hanno instaurato un rapporto speciale che si trasforma in amore. E' proprio questo sentimento che porta al declino del mondo come loro lo conoscono. Entrambi i personaggi riescono ad interessare il lettore sia singolarmente che insieme, ma ho trovato entrambi molto superficiali nella scrittura. Servivano decisamente più dettagli, soprattuto in quello successo prima dell'inizio del romanzo. Il loro passato rimane ancora avvolto nel mistero, come il loro innamoramento. La scrittrice avrebbe dovuto usare più flashback per poter dare una lettura più completa dei personaggi ai lettori. Anche quando dava informazioni la Cosimano rimaneva sul vago, senza dare niente di specifico, quasi che chi leggesse dovesse già sapere tutto.

Importanti sono anche gli altri personaggi secondari. Il romanzo è formato da un grande cast corale, che però non è stato sfruttato al massimo; servivano decisamente più pov. Ognuno di loro ha una storia personale interessante, ma anche qui mancano molti dettagli che potevano riuscire a creare un rapporto più forte tra il libro e i lettori. 

Il finale è forse la strada più semplice da intraprendere, ma ci sta con la narrazione che la scrittrice ha voluto per il romanzo. Conclude tutte le storie iniziate e per me è un buon finale conclusivo. Per questo non ritengo necessario un secondo volume, che per il momento non leggerò. 

Ragazzi della Tempesta è un libro che si presenta bene, ma si perde andando avanti con una trama semplice, che poteva osare di più, e dei personaggi a cui mancava decisamente una spinta in più. 

- Camilla