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Monday, 13 October 2025

Recensione: "COME (NON) INNAMORARSI DEL NEMICO" di Brigitte Knightley

Buongiorno amic* lettor*!
Dopo un periodo in cui ho fatto fatica a portare a termine una lettura, eccomi di nuovo qui con voi per parlarvi dell'ultimo fantasy che ho letto "Come non innamorarsi del nemico" di Brigitte Knightley. 


Titolo:
Come non innamorarsi del nemico
Autrice: Brigitte Knightley 
Data d'uscita: 17 settembre 2025
Editore: Giunti
Pagine: 456
Prezzo: 16,00€

Trama: Osric Mordaunt, membro scelto del temuto Ordine dei Fyren, è stato colpito da una rara malattia degenerativa che rischia di fargli perdere il suo potere, la sua utilità come sicario, e quindi la vita. L'unica possibilità di salvezza è trovare una guaritrice di eccezionale talento; peccato che la persona perfetta per questa impresa appartenga alla fazione invisa, l'Ordine degli Haelan. 

Aurienne Fairhrim, portamento altero e capelli scuri stretti in un impeccabile chignon, è impegnata a combattere un'epidemia di vaiolo che sta decimando gli orfanelli di tutti i Tīendom. Inutile dire che non ha alcuna intenzione di lasciarsi corrompere da un banale assassino benvestito e convinto – a sproposito – del suo irresistibile fascino. Ma la ricerca di fondi per lanciare un programma di vaccinazione è così disperata che, alla fine, sarà la sua responsabile a decidere per lei: guarirlo in cambio di una cospicua donazione (rigorosamente anonima). È così che i due, al riparo da sguardi indiscreti, dovranno, loro malgrado, diventare alleati. 

Tra antiche fiabe, la sottile influenza dei cicli lunari, e minacciose incursioni che fanno trasparire disegni più oscuri dietro il morbo che dilaga, la tensione tra Osric e Aurienne si farà sempre più intensa e fatale. Dovranno stare attenti a non uccidersi l'un l'altra… o peggio, a non innamorarsi.



Serie:
1. Come non innamorarsi del nemico 
2. The Exquisite Torment of Loving Your Enemy (in uscita a luglio 2026 in inglese)




Recensione:

Voto: 3 stelle!

Non so bene come parlare di questo libro perché nella mia testa è finito nella categoria intermedia dei romanzi "carini" e niente di più. Ci sono alcune cosa che mi hanno convinto, altre meno, ma arrivata alla fine devo ammettere che è una storia che non è riuscita a coinvolgermi come mi aspettavo. È una situazione da "non sei tu, sono io", in cui non è colpa del libro, ma più del fatto che questa tipologia di narrazione più cozy, senza grandi scene d'azione o politiche, non riesce a conquistarmi e per la maggior parte del tempo mi annoia. 

La prima parte del libro è interamente dedicata alla ricerca scientifica mista a mitologia di Aurienne per salvare Osric. Se da un lato posso riconoscere che la scrittrice è stata brava a strutturare l'elemento scientifico, dall'altro questo argomento complesso non è mai riuscito a conquistare la mia attenzione. 
La seconda parte, invece, anche se continua con un ritmo sempre piatto, aggiunge alla storia quel pizzico di trama e di scene più d'azione che, anche se per breve durata, mi hanno incollato alle pagine. 

Il grande problema del libro, però, è la mancanza di spiegazioni riguardanti il worldbuilding. L'autrice ci butta nel suo mondo come se noi ci vivessimo dentro, senza sentire la necessità di spiegarci anche le cose più basilari e lasciando così nella testa di chi legge molte domande e un pizzico di confusione costante. Inoltre non mi è piaciuto l'utilizzo che è stato fatto del glossario, che dovrebbe servire come metodo di supporto alla storia e non come libretto d'istruzioni. Il risultato è che sembra che le informazioni vengano date al di fuori del testo perché l'autrice non è stata in grado di inserire queste spiegazioni nella narrazione senza interrompere il ritmo e quindi ha preferito mettere tutto a parte. Dal mio punto di vista uno degli elementi fondamentali da valutare in un fantasy è proprio la riuscita di chi li scrive di inserire le spiegazioni relative al mondo in modo naturale, senza appesantire il testo o mancando di dare i punti cardine per la comprensione della storia, in questo caso mi duole ammettere che la Knightley non è riuscita in questo suo compito. 

Osric e Aurienne
 sono personaggi interessanti e la loro personalità è ben chiara fin dall'inizio. Lei è quella seria e ligia alle regole, lui è irriverente e non prende niente sul serio. Sono come l'acqua e l'olio e non dovrebbero mai mischiarsi e infatti dall'inizio il loro è solo un rapporto di lavoro basato su cosa possono fare l'uno per l'altra. È da tempo che non si vedeva un romanzo pubblicizzato come slow burn tra enemies to lovers che si rivelasse tale, ma questa volta il libro è proprio come viene descritto. La relazione tra i due si sviluppa molto lentamente e da nemici giurati passando del tempo insieme cominciano ad aprirsi e a fidarsi minimamente l'uno dell'altra. C'è ancora molta strada da fare, ma le basi sono state costruite molto bene. Le loro scene insieme sono particolarmente divertenti, più volte ho riso ad alta voce per le battutine che si scambiano i due. 

La trama anche se sembra in più punti partire, rimane sempre abbastanza piatta e questo si ripercuote anche nel finale che semplicemente conclude una parte di storia. Niente cliffhanger o altro che ti lasciano sulle spine per avere in mano il prossimo volume. Solo un misero punto e virgola in attesa del secondo libro della dilogia.

Come non innamorarsi del nemico è un libro divertente con personaggi interessanti, ma che non è riuscito a coinvolgermi nella sua storia per una trama abbastanza piatta che non mi ha mai particolarmente emozionato.

- Camilla

Monday, 12 May 2025

Recensione: "UNSTEADY" di Peyton Corinne

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi torno su questi schermi per parlarvi di uno sport romance dolce, con spunti interessanti, ma che allo stesso tempo non è riuscito a portare la profondità che una storia del genere doveva avere, Unsteady di Peyton Corinne.

Titolo:
Unteady: Forti e fragili come il ghiaccio
Autrice: Peyton Corinne
Data d'uscita: 11 marzo 2025
Editore: Mondadori
Pagine: 360
Prezzo: 19,50€

Trama: Rhys Koteskiy è tornato, o almeno così sembrerebbe. Dopo il tremendo infortunio subito durante le Frozen Four dell'anno precedente che gli ha provocato una commozione cerebrale, il capitano della Waterfell University e promessa della NHL non è più a suo agio sul ghiaccio. Afflitto da attacchi di panico ogni volta che tenta di pattinare, Rhys si chiede se potrà mai giocare di nuovo, o se vorrà farlo. Sadie Brown ha deciso: questo semestre vuole rimanere concentrata, a qualunque costo. Sommersa dai debiti e impegnata da lavoro, udienze per la custodia dei fratelli e allenamenti, il suo unico obiettivo, ogni giorno, è arrivare viva a sera. Genio e sregolatezza del pattinaggio artistico, ha un carattere piuttosto spigoloso e, nel campus, si è fatta una certa reputazione. Non bella, a dire il vero. Quando una mattina, per caso, assiste a uno degli attacchi di panico di Rhys e va in suo soccorso, tra i due nasce immediatamente un'intesa. Da quel momento, inizieranno a condividere la pista da ghiaccio, la loro musica preferita e, di lì a poco, qualcosa di più, ma a una condizione: nessuna implicazione sentimentale. Le cose si complicano però quando Rhys si scopre attratto da Sadie, un tornado di emozioni sparate a tutto volume che leniscono la sua sensazione di vuoto, ora che si sente l'ombra del ragazzo e del giocatore che era un tempo. La stessa Sadie deve lottare con se stessa per resistere alla crescente attrazione che prova per il campione di hockey. Quello che ancora non hanno capito, però, è che l'unico modo per guarire le proprie ferite non è fingere ostinatamente di essere o provare altro da quello che sono e provano, ma essere onesti fino in fondo con se stessi e con gli altri. La felicità, talvolta, è molto più vicina di quanto sembri...



Serie:
1. Unsteady
2. Unloved
... da continuare




Recensione:

Voto: 3 stelle!

Unsteady è un libro che mi è piaciuto, ma con riserva. È riuscito a intrattenermi e a coinvolgermi nella varie vicende dei personaggi, ma per i temi trattati trovo che manchi di profondità. Si parla di molti argomenti delicati, ma mi è sembrato che la scrittrice stesse sempre sulla superficie, senza mai andare a sviscerarli. 

Da una parte abbiamo Rhys, giocatore di hockey che dopo un'incidente sul campo non riesce più a pattinare senza avere un attacco di panico. L'ansia che prova il ragazzo è uno dei temi principali del romanzo, ma certe volte non è ben chiaro cosa comporti. Ha problemi tutte le volte che pattina o solo quando c'è una partita? Perché ci viene presentato come se fosse il primo caso, ma allo stesso tempo lo incontriamo mentre sta dando lezioni di pattinaggio. Anche la risoluzione di questi suoi problemi risulta poco pensata, un momento ci sono e un altro no. Tutto il lavoro per migliorarsi avviene molto off-screen.

Dall'altra parte c'è Sadie, pattinatrice di talento che non riesce a concentrarsi sullo sport dovendo gestire la sua famiglia, soprattutto i fratelli piccoli a cui deve praticamente fare da genitore. Non so se sia voluto o meno, ma la storia della ragazza ricalca a volte quella raccontata da Chloe Walsh nella serie Boys of Tommen e per chi ha letto la storia dell'autrice irlandese, questa risulta molto sottotono. Sadie ci viene presentata come una ragazza che mette al primo posto il benessere dei fratelli, ma sapendo la vita che hanno a casa abita comunque nel dormitorio scolastico (non gliene sto facendo una colpa, ma questa scelta è strana essendo casa sua molto vicino all'università) e più volte non viene completamente mostrato quello che potrebbe fare. Successivamente, andando avanti con la narrazione, vengono introdotte altre problematiche per lei, ma tutte mi sembrano che abbiano una risoluzione frettolosa e fin troppo semplice. Forse sarebbe stato meglio concentrarsi unicamente solo su alcune problematiche. 

La scrittrice, attraverso i due protagonisti, porta molti temi delicati sul tavolo, ma non riesce a renderli incisivi come dovrebbero e avrebbero potuto essere. Molte volte non ci fa vivere i loro momenti salienti in prima persona, ma preferisce che loro raccontino successivamente quello che è avvenuto. Questo mi ha impedito di ricevere quel pugno allo stomaco che storie del genere dovrebbero trasmettere. Troppe problematiche, troppe poche pagine per gestirle e delle risoluzioni molto veloci che sembrano far finire tutto ad acqua di rosa.

I due insieme mi sono piaciuti, c'è un po' di insta-attraction, ma alla fine risultano carini e piacevoli da leggere. La musica è uno degli argomenti che li lega e se da una parte ho trovato carino il legame che formano attraverso di essa, dall'altra non posso nascondere che mi aspettavo avesse un ruolo più incisivo all'interno della narrazione. Approvate in pieno, invece, le scene con i fratelli di lei. Adorabili e divertenti, di sicuro le mie preferite della storia. 

Uno dei punti a favore, per me, è stata assolutamente la gestione dei personaggi secondari. Al momento sto notando che nelle serie romance di autoconclusivi le scrittrici cerchino di non approfondire troppo i personaggi prima che diventino protagonisti, al contrario la Corinne in questo romanzo ha già presentato possibili future coppie cominciando già a introdurre le loro storie e le problematiche che affronteremo nei loro libri. La scrittrice è riuscita così a farmi interessare ai suoi prossimi romanzi, cosa che di questi tempi è più unica che rara. 

La narrazione è fluida e tra i vari drammi anche interessante, ma a volte mi è sembrato che mancasse parte di testo. Cambiamenti repentini, scelte improvvise e avvenimenti avvenuti off-screen, hanno contribuito a non dare alla storia la profondità che necessitava. 

Unsteady è il primo romanzo di una serie hockey romance che riesce a mischiare momenti dolci, romantici e divertenti, con problematiche reali che parlano ai giovani d'oggi. Forse alcune pagine in più avrebbero aiutato la scrittrice a poter approfondire alcuni argomenti, rendendo la storia più profonda e incisiva.

- Camilla

Friday, 15 November 2024

Recensione: "BUTCHER & BLACKBIRD" di Brynne Weaver

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi sono qui per parlarvi della dark comedy che ha stregato la Bookish comumunity nelle ultime settimane, Butcher and Blackbird. Io ancora una volta sono la pecora nera del momento, perché sfortunatamente non mi ha convinto. 

Titolo: Butcher & Blackbird
Autrice: Brynne Weaver
Data d'uscita: 29 ottobre 2024
Editore: Oscar Mondadori
Pagine: 372
Prezzo: 16,00€
Audiolibro: Si

Trama: Anche i serial killer hanno bisogno di un amico. Ogni gioco ha il suo vincitore. Sloane e Rowan sono due serial killer a caccia di serial killer. Si conoscono da anni, e trovano riflessa la stessa anima nera come la pece l’uno negli occhi dell’altra. Si capiscono al volo, insomma. Sono amici, ma rivali. Dalle piccole cittadine della Virginia alla sofisticata California, dai sobborghi di Boston ai campi del Texas, ogni anno si incontrano per misurarsi con i peggiori mostri del Paese. Quando finalmente l’attrazione a lungo sopita esplode e scocca la scintilla, il romance si tinge di sfumature horror. Perché Sloane e Rowan hanno seminato dietro di loro una cruenta scia di fantasmi pronti a reclamare vendetta. Riusciranno a uscire in tempo da questo gioco mortale? 


Serie:
1. Butcher & Blackbird 
2. Leather & Lark (in uscita a maggio in italiano)
3. Scythe & Sparrow



Recensione:

Voto: 3 stelle!

Questa settimana ho finito di leggere Butcher & Blackbird, il primo libro della trilogia di autoconclusivi dark comedy di Brynne Weaver. Questo era uno dei libri che attendevo di più quest’anno, ma devo ammettere che non mi ha conquistato come speravo.

Dalle premesse mi aspettavo qualcosa di molto più dark, ma soprattutto più divertente. Posso contare sulle dita di una mano le scene che mi hanno veramente fatto ridere e per quanto riguarda i temi più scabrosi nel libro ci sono, vengono perfettamente elencati nei TW, però a volte mi è sembrato che la scrittrice si trattenesse ancora. Come da non spingersi troppo in là per poter comunque rendere la storia leggibile a più persone possibili.

La cosa che mi ha più deluso, però, è la poca presenza dell’approfondimento psicologico dei protagonisti. Mi aspettavo veramente un lavoro da dieci sulla psicologia dei personaggi e invece ho trovato il tutto molto blando e poco sviluppato. Questo soprattutto su Sloane. Il trauma che l’ha portata a diventare una serial killer viene vagamente nominato, senza mai andare nel dettaglio. Un dire non dire del tutto che se in certi libri capisco, qui penso che poteva essere evitato, perché la rabbia che avrebbe causato sarebbe stata ancora più potente in chi sta leggendo il libro.

Parlando sempre di Sloane ho trovato che nel libro pian piano iniziasse a cambiare. Se la conosciamo come una tipa tosta, che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, pian piano perde un po’ la sua corazza arrivando anche ad avere alcune scene in cui devo ammettere di non aver capito appieno come mai si comportava in quel modo. Da una parte ci sta che aprendosi con Rowan qualcosa in lei cambi, ma serviva un approfondimento psicologico migliore.
Al contrario non ho tanto da dire su Rowan, mi è piaciuto che sia un boy obsessed, ma non ha fatto niente che ai miei occhi lo rendesse così interessante da innamorarmene.

Per quanto riguarda la storia d’amore mi è dispiaciuto che molta della loro relazione iniziale sia avvenuta tra i salti temporali e quindi off-screen. Penso che assistere di prima persona mi avrebbe portato ad apprezzarli di più. I due all’inizio mi piacevano, la loro dinamica era interessante, ma appena si sono messi insieme il mio interessamento è scemato del tutto.

Il momento in cui la relazione sentimentale inizia è il punto esatto in cui la storia ha smesso di coinvolgermi. Se la prima parte mi ha tenuta incollata, durante la seconda non vedevo l’ora che tutto finisse. Mi sono ripresa un attimo con il plot twist finale, che non avevo visto arrivare ed è stato interessante.

Butcher and Blackbird è una dark comedy che anche se promette di andare oltre, sotto sotto rimane sul sicuro, concentrandosi maggiormente più sul romance, soprattutto le scene spicy, che su un approfondimento psicologico che personalmente mi sarebbe servito per farmi coinvolgere dai personaggi.

- Camilla 

Monday, 6 May 2024

Recensione: "NON VOGLIO MICA LA LUNA" di Abby Jimenez

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi porto la recensione di un romance che pensavo mi sarebbe piaciuto, ma che sfortunatamente non mi ha convinto fino in fondo.


Titolo:
Non voglio mica la luna
Autrice: Abby Jimenez
Data d'uscita: 12 aprile 2024
Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 384
Prezzo: 12,90€

Trama: Sloan Monroe è una giovane e talentuosa artista, che non riesce più a dare la giusta direzione alla sua vita. Fino a quando si trova a condividere un bizzarro viaggio in macchina con un cane scodinzolante, balzato all'improvviso sul sedile del passeggero. Dal momento in cui ha incrociato i suoi dolci occhi da cucciolo, Sloan si è sentita per la prima volta sicura di qualcosa. E Tucker, questo il nome riportato sul collare, è diventato presto una parte fondamentale delle sue giornate. Sono trascorse settimane da allora e, dopo decine di chiamate e messaggi senza risposta al numero sulla medaglietta, Jason, il proprietario di Tucker, si fa vivo. A quanto pare è un musicista, momentaneamente in tour in Australia. E dice di rivolere indietro il suo cane. Sloan, però, non ha la minima intenzione di consegnare Tucker a qualcuno che non è in grado di prendersene cura. Ma se le intenzioni di Jason fossero sincere? Messaggio dopo messaggio, la sfida a distanza per scoprire chi tra loro due merita di accudire Tucker potrebbe avere risvolti romantici del tutto inaspettati soprattutto quando si incontreranno di persona... Un incontro inaspettato. Due sconosciuti agli antipodi. Un simpatico cagnolino che li farà innamorare.


Serie:
1. Restiamo solo amici
2. Non voglio mica la luna
3. Perfetti innamorati



Recensione:

Voto: 3.25 stelle!

Ho dei pensieri contrastanti su questo romanzo. Da una parte mi aspettavo una storia più matura e triste, ma dall'altra non posso dire che non mi abbia intrattenuta, soprattutto nella parte finale. 

La storia ha come protagonista Sloan una giovane donna che ha perso il fidanzato in un incidente due anni prima. Non si è mai del tutto ripresa da questa perdita, ma la situazione cambia quando incontra Tucker, un cane che si è perso e che per qualche strano caso del destino si scontra proprio con la sua macchina. Sloan cerca immediatamente di mettersi in contatto con il suo proprietario, Jason, ma questo non le risponde. Jason è un cantante di fama internazionale che ha passato le ultime settimane della sua vita in ritiro per trovare ispirazione e senza nessun accesso a internet. Appena sente i messaggi in segreteria di Sloane la richiama, ma ormai è troppo tardi perché la donna non ha più intenzione di ridargli il cane a meno che lui non le dimostri che ci tiene veramente a Tucker. 

Il tema del lutto, che è quello di partenza della storia e che forse i lettori del volume precedente della trilogia si aspettavano che sarebbe stato argomento principale, non viene praticamente sviluppato in questo libro. Mi aspettavo una storia che mi avrebbe fatto piangere, ma Sloane sembra guarire quasi per magia da questo lutto che ha caratterizzato la sua vita negli ultimi anni. 
La scrittrice dice in una nota a fine romanzo che si è ispirata alla storia di una sua cara amica, che consiglia a tutte le persone che sono nella sua stessa situazione di andare in terapia perché pensa che possa essere molto d'aiuto. Sfortunatamente Abby non ha ascoltato il consiglio della sua amica e infatti Sloan non affronta nessun percorso terapeutico. Posso capire che Tucker l'abbia aiutata e che magari tanti passaggi siano avvenuti off-screen, ma il messaggio che arriva da questa storia è che l'amore può curare tutto e mi dispiace, ma non sempre è vero. 

Sloan è un personaggio che risulta così poco caratterizzato e che non ha una propria personalità. Continua a mettere le sue scelta di vita in relazione al compagno che ha accanto e se capisco che ci possano essere dei momenti in cui una persona deve rinunciare a qualcosa, mi è sembrato che è sempre toccato a lei avere il bastoncino più piccolo. 

Jason è un personaggio maschile molto dolce, ma non me ne sono completamente innamorata. Quando lo incontriamo è affetto dal blocco dello scrittore che gli impedisce di poter scrivere un nuovo album e attraverso la sua storia possiamo osservare tutti i problemi che essere una persona famosa può comportare. Mi è piaciuto come la scrittrice non abbia voluto rappresentare i momenti positivi di una carriera così di successo, ma anzi si concentra sempre sul marcio. Il difficile di una vita del genere. 
È la parte più drammatica della storia e io ci vado proprio a braccetto con il dramma.

Per quanto riguarda la coppia mi è piaciuto molto come si sono conosciuti e hanno iniziato a parlare tramite messaggi, ma dal loro primo incontro diventa tutto estremamente veloce. La Jimenez è fan degli insta love, io un po' meno. Nella parte centrale devo ammettere che i due hanno iniziato un po' ad annoiarmi, perché quando l'inizio di una relazione è veloce faccio fatica a provare qualsiasi sentimento per i protagonisti, ma con il dramma finale devo dire che la scrittrice si è ripresa e ho divorato le ultime pagine. 

Credo che il grande "problema" del libro siano le aspettative che avevo nei suoi confronti. Ho letto come primo libro della scrittrice Perfetti innamorati e per come ha trattato vari temi nella mia testa avevo messo le sue storie sullo stesso livello di quelle di Emily Henry. Ma questo romanzo e anche il primo non sono sullo stesso livello e quindi non possono essere giudicati secondo quei parametri. Ho impiegato un po' a lasciar andare questa mia convinzione e quando l'ho fatto mi sono goduta di più la lettura. Comunque il libro non è uno dei miei preferiti e mi ha deluso sotto alcuni aspetti, ma è molto scorrevole. 

Non voglio mica la luna aveva del potenziale per essere un libro emotivamente intenso, ma per la velocità di realizzazione della coppia perde l'intensità sperata, portando a un libro carino, ma niente di più. 

- Camilla 

Wednesday, 28 February 2024

Recensione: "UN'ALBA DI ONICE" di Kate Golden

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi porto la recensione di Un'alba di Onice, il primo libro di una trilogia fantasy romance, che devo ammettere mi ha lasciato un po' dubbiosa. 

Grazie mille a Sonzogno per avermi inviato una copia del romanzo!


Titolo:
Un'alba di onice. The sacred stone 
Autrice: Kate Golden 
Data d'uscita: 21 novembre 2023
Editore: Sonzogno
Pagine: 448
Prezzo: 19,90€

Trama: Per salvare la vita del fratello, Arwen Valondale ha rinunciato a tutto: al suo villaggio nel regno di Ambra, alla madre e alla sorella, alla libertà. Ora il suo destino è nelle mani dell’uomo che ha sempre odiato, del mostro di cui le hanno insegnato ad avere paura: re Kane Ravenwood, crudele sovrano del regno di Onice. Sola e lontana da tutto ciò che conosce, Arwen è rinchiusa nelle segrete della fortezza di Shadowhold, dov’è costretta a mettere le sue rare doti di guaritrice al servizio dell’esercito nemico. Non sembra esserci speranza di fuggire dal castello, se non stringendo amicizia con un prigioniero tanto affascinante quanto subdolo, con il rischio di perdersi nel grigio ardesia dei suoi occhi. Mentre la guerra nelle terre di Evendell si fa sempre più sanguinosa e i confini tra giusto e sbagliato, vero e falso diventano sempre più sfumati, anche le convinzioni di Arwen cominciano a sgretolarsi: per salvarsi sarà costretta a fare i conti con se stessa e con i dubbi del suo cuore tormentato, tirando fuori un coraggio che non immaginava di possedere. Perché a Onice niente è come sembra, e mai come in questo caso l’amore potrebbe rivelarsi il più letale dei sentimenti.

Serie:
1. Un'alba di onice
2. A Promise of Peridot 
3. A Reign of Rose 



Recensione:

Voto: 3 stelle!

Il libro si divide in due filoni, quello romantico e quello fantasy. E se il primo mi è particolarmente piaciuto, ho trovato il secondo molto deludente. 

Dal mio punto di vista il romanzo viene portato avanti interamente dalla storia d'amore. La scrittrice è stata molto brava nel creare uno slow burn che riesce a conquistare chi legge. L'evoluzione del rapporto tra i due personaggi è realistico, solido e ci regala molte emozioni. Durante le loro scene il mio interesse era al massimo e più di una volta mi sono ritrovata a sorridere o ad emozionarmi per una minima battuta. 

Il mio interessamento, però, scemava tutte le volte che tornavo alle parti di trama. All'inizio il libro era anche accattivante, ma dopo un po' mi è sembrato che la storia evolvesse solo perché doveva farlo, perché qualcuno di onnipotente aveva detto che doveva andare in questo modo, ma non c'era nessun pathos. La narrazione è strettamente lineare a quella di altri mille fantasy, la scrittrice ha inserito tutte scene già viste senza riuscire a renderle sue. Tante volte mi sembrava che si stesse per intraprendere una strada un minimo più originale e invece in neanche una battuta la Golden riporta tutto sulla retta via e sulle cose che devono accadere perché è sempre stato così. 

Per tre quarti di libro l'alternanza tra i due filoni è stata buona e questo mi ha permesso di godermi la lettura anche se non mi convinceva del tutto una parte. Sfortunatamente alla fine la scrittrice ha lasciato spazio solamente alla trama e quindi il mio interesse si è quasi del tutto estinto.

I personaggi, tranne alcuni, mi sono risultati molto piatti. Si salvano da questo i due protagonisti che hanno qualche caratteristica in più, ma a distanza di un paio di giorni devo ammettere che nessuno mi è rimasto impresso. 

Altra cosa che non mi ha convinto è come la scrittrice inserisca nella storia molti elementi come se fossero sempre stati lì e quindi non creando emozioni nella nostra narratrice-protagonista o in chi legge che può decidere se non fermarsi a riflettere e continuare o rimanere un attimo imbambolat* a chiedersi se si sia pers* dei pezzi. Un esempio è l'inserimento delle streghe e dei fae all'interno della narrazione. Questi personaggi mitologici non vengono presentati fin dall'inizio o inseriti in modo soft attraverso leggende o libri. In una pagine non se ne è mai parlato e in quella successiva la protagonista li incontra e non ha nessun problema con loro. Niente paura o sconcerto. Accetta solo quello che succede, perché alla fine il personaggio serve per mandare avanti la storia. 

Un'alba di onice è un libro un po' blando, che cattura l'interesse grazie alla relazione tra i protagonisti, non riuscendo però a brillare nella parte che riguarda la vera e propria storia. 

- Camilla 

Monday, 23 October 2023

Recensione: "UNA BRAVA RAGAZZA È UNA RAGAZZA MORTA" di Holly Jackson

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi porto la recensione dell'ultimo libro della trilogia di Holly Jackson Come uccidono le brave ragazze. Un volume conclusivo che si distacca da quelli precedenti. Bisogna necessariamente fare un inchino alla scrittrice per la strada che ha voluto intraprendere, ma allo stesso tempo l'ho trovata quasi fuori dal suo elemento.


Titolo:
Una brava ragazza è una ragazza
Autrice: Holly Jackson
Data d'uscita: 4 aprile 2023
Editore: Rizzoli
Pagine: 560
Prezzo: 17€

Trama: Sono passati pochi mesi da quando Pip Fitz-Amobi ha risolto il suo ultimo caso, che ancora le toglie il sonno, ed ecco che si ritrova costretta a indagare di nuovo. Uno stalker le manda continuamente messaggi di velata minaccia, ma ancora una volta la polizia non dà peso alle sue segnalazioni e sceglie di non intervenire. Più che mai Pip sente di non poter contare sulla loro protezione ma è assolutamente determinata a trovare il suo personale nemico. Indagando come ha imparato a fare, non ci mette molto a scoprire delle analogie tra il suo stalker e un serial killer locale responsabile di ben cinque omicidi alcuni anni prima. Stavolta è la sua vita a essere in pericolo, e per salvarsi Pip dovrà lottare come non ha mai fatto prima, scegliendo di percorrere una strada che non avrebbe mai creduto possibile…


Serie:
0.5 Killy Joy (novella, non ancora tradotta in italiano) 
1. Come uccidono le brave ragazze
2. Brave ragazze, cattivo sangue
3. Una brava ragazza è una ragazza morta


Recensione:

Voto: 3 stelle

Una brava ragazza è una ragazza morta è un romanzo che chiude il cerchio, che ti riporta quasi all’inizio di tutto per mostrarti come Pip sia cambiata dopo quello che le è successo. Fin dalla prima pagina percepisci un tono di narrazione più cupo, una storia diversa da quelle precedenti, che però non capisci fino in fondo dove ti porterà.

La storia è divisa in due parti. La prima è quella più simile agli altri romanzi, con un mistero e gli indizi da trovare. Nella seconda la scrittrice prende una svolta inaspettata e devo ammettere coraggiosa.
Mi sono molto piaciute le intenzioni, il cosa voleva scrivere, ma non mi ha convinto del tutto la realizzazione finale.

Durante la prima parte il mistero risulta al lettore quasi fin troppo semplice e un pelino troppo conveniente ai fini della trama. La semplicità non sarebbe un problema se non fosse che Pip non riesce a captare i giusti indizi e rimane indietro rispetto a noi spettatori. Nei romanzi precedenti il lettore è sempre di pari passo alla protagonista, magari un attimo avanti o indietro, ma è sempre con lei, al di sotto della scrittrice che è onnisciente. Questa volta invece noi siamo con la scrittrice a guardare una Pip che fa veramente fatica a risolvere qualcosa che sembra davvero elementare. Non dico che avrebbe dovuto risolverlo immediatamente, ma mi ha lasciato un po’ con l’amaro in bocca il fatto che non abbia minimamente preso in considerazione più di una persona per il caso. Capisco che questo può essere legato alla situazione mentale in cui si trova la protagonista, ma allora mi serviva un approfondimento maggiore sulla sua psicologia.

La seconda parte è veramente interessante per la svolta che la scrittrice ha voluto compiere. Non è qualcosa che tanti avrebbero fatto e quindi tanto di cappello. Però anche se ho apprezzato l’idea, non mi è piaciuta l’esecuzione. Ho trovato la narrazione estremamente noiosa e non ha catturato la mia attenzione. Ad un certo punto l’unica gioia che avevo era raggiungere la fine del capitolo. Sfortunatamente poi ne iniziava un altro. 
È una narrazione diversa da quella in cui abbiamo visto precedentemente la Jackson e personalmente non l’ho trovata brillante come quando scrive le parti mystery. La strada che ha intrapreso è molto più difficile da scrivere e devo ammettere che ogni tanto mi sembrava che avesse dimenticato qualche dettaglio. Inoltre anche il fatto che tutto avviene in un lasso di tempo breve per me non ha aiutato, avrei preferito quasi che staccasse la narrazione con ad esempio dei flashfoward o qualcosa del genere proprio per non creare questa pesantezza che io ho avvertito. Dall’altra parte capisco che la motivazione per cui abbia dovuto lasciare questo blocco narrativo intero è per creare angoscia in chi legge. Ho sentito tante persone dichiarare di essere stati ansiosi durante la lettura e che un senso di angoscia li abbia seguiti anche finito il libro e so che questo è quello a cui puntava la scrittrice, ma parlandone soggettivamente io non ho provato nessuna di queste sensazioni. Dopo un po’ ho cominciato ad annoiarmi e poi è arrivata anche l’apatia.

Forse avrei preferito che la narrazione fosse stata divisa in due libri. La prima parte volume tre e la seconda volume quattro. Così da poter approfondire entrambi i temi trattati.

Centro focale del romanzo è il rapporto tra Pip e Ravi. Sono davvero contenta che lui sia ritornato in un ruolo più centrale in questo volume e loro proprio mi piacciono. Sono una di quelle coppie adorabili che tutte le volte che sono in scena non puoi che sorridere, perché sono perfetti l’uno per l’altra.

Il finale non mi ha completamente soddisfatto. Penso che sia la scena che mostra di più quanto servisse un approfondimento psicologico nel romanzo. Con questo non voglio dire che non ci sia, ma in molte scene serviva una spinta in più per capire meglio che cosa pensava la protagonista. Tornando al finale, mi serviva di più. Per la scelta che la scrittrice ha fatto non può concludere così. Sembrano più dei puntini di sospensione che un punto vero e proprio.

Finito questo romanzo devo dire che il mio preferito della trilogia rimane il primo. Lo trovo quello costruito meglio, si vede che era l’idea iniziale. Anche se la Jackson ha aggiunto i volumi successivi in seguito ha fatto un buon lavoro ad inserire nuovi elementi collegandoli a quelli precedentemente creati. Ma qualche piccola spaccatura era stata creata e questo ultimo volume si basa proprio su queste.
Non posso dire che sia un brutto libro, ma sfortunatamente non è riuscito a conquistarmi e mi ha molto annoiato.

- Camilla

Friday, 6 October 2023

Recensione: "GHOSTED" di Sarah Ready

Buongiorno amic* lettor*! 
Oggi vi parlo di Ghosted, il nuovo libro di Sarah Ready perfetto per gli amanti del romanticismo e dei fantasmi.

Titolo:
Ghosted
Autrice: Sarah Ready
Data di pubblicazione: 26 September 2023
Editore:  W.W. Crown
Pagine: 490
Prezzo: 23€ 

Trama: Jillian Nejat is the only dating and relationship expert on the planet who is incapable of speaking to men. If they're living, if they're breathing, it's game over.
With her bank account at zero, her career a dumpster fire, and her dating life in a ten-year slump, she moves into a tiny, dirt-cheap NYC apartment. 
Unfortunately, the apartment is already occupied. 
Daniel (no-last-name) is a sexy, shirtless, six-pack wielding heartthrob who is also...dead. 
He isn't living. He isn't breathing. He's a ghost. He's also the only man on the planet that Jillian can talk to. 
Soon, Daniel's convinced that it's his afterlife mission to resurrect Jillian's love life. He knows, if he helps her fall in love then he can move on. Jillian agrees. The last thing she needs is a Lothario ghost haunting her living room. 
But then, one practice date leads to another, one confession leads to more, and suddenly Jillian fears she's falling for the one man she can never love.


Serie:
1. Ghosted
2. Switched (20 febbraio 2024)


Recensione:

Voto: 3.25 stelle!

"Se solo fosse vero" incontra "La casa sul lago del tempo" nel nuovo libro di Sarah Ready, Ghosted.

Mi è piaciuta molto l'idea del romanzo. Anche se al giorno d'oggi i fantasmi sono un po' più utilizzati nelle storie d'amore, Ready ha creato personaggi interessanti che si distinguono.
Jillian è una giornalista che scrive suggerimenti per la vita amorosa delle altre persone, anche se lei personalmente non ha mai avuto una relazione e anzi non riesce proprio a parlare con gli uomini (per niente! Si blocca). Daniel, invece, è il nostro fantasma senza maglietta che "infesta" il nuovo appartamento di Jillian. Non ricorda nulla della sua vita tranne il suo nome. Inoltre non ha preso benissimo la notizia di essere un fantasma e quindi morto.
L'inizio della loro relazione è un po' difficile, ma poi Daniel capisce che il motivo per cui è ancora qui è perché deve aiutare Jillian con la sua vita amorosa.

Mi è piaciuto leggere le scene tra i due protagonisti, ma penso che l'evoluzione del loro rapporto sia troppo veloce. Avrei preferito uno slow burn.
I dialoghi sono accattivanti e i personaggi dicono le cose giuste, ma la maggior parte delle volte sembra che tutto sia concentrato sull'aspetto sessuale della relazione. Questo non mi è piaciuto molto, soprattutto per come viene presentata Jillian all'inizio del libro e per il fatto che Daniel è un fantasma. Penso che le storie con questo tipo di trama abbiano la possibilità di concentrarsi maggiormente su un legame più emotivo tra i personaggi, che purtroppo qui non ho visto.

A metà romanzo la storia prende una direzione che non avevo previsto. Da un lato questo può spiegare perché il loro rapporto è molto affrettato all'inizio, dall'altro credo che la storia avrebbe potuto essere divisa in due romanzi, in modo da ampliare molti punti della trama. Perché molti momenti o cambiamenti sono avvenuti troppo velocemente e senza una grande motivazione dietro.

Nel libro si parla anche del tema dei “mate” o dei “predestinati”, ma non spesso. Penso che se questo concetto fosse stato ampliato maggiormente avrebbe potuto spiegare perché si innamorano così velocemente.

La parte paranormale del libro è interpretata in modo scientifico. La scrittrice ti fa credere nella storia e nel perché esistono i fantasmi.

Interessanti anche i personaggi secondari che rendono il libro più reale. Mi piacerebbe leggere le loro storie un giorno.

Ho trovato l'audiolibro di Ghosted davvero piacevole.
La storia è interessante e viene voglia di andare avanti per capire cosa è successo a Daniel e se avranno il loro lieto fine.
Avrei preferito una relazione più lenta, ma insieme sono davvero carini.

- Camilla

REVIEW: "GHOSTED" by Sarah Ready

Good morning my friends!
Today I am here for talking about Ghosted, the newest book by Sarah Ready.

Thank you so much to NetGalley and W.W. Crown for the chance to listen this book.

Title: Ghosted
Author: Sarah Ready
Publishing Date: 26 September 2023
Publisher:  W.W. Crown
Pages: 490
Price: 
23€ (*according to Amazon.it)

Plot: Jillian Nejat is the only dating and relationship expert on the planet who is incapable of speaking to men. If they're living, if they're breathing, it's game over.
With her bank account at zero, her career a dumpster fire, and her dating life in a ten-year slump, she moves into a tiny, dirt-cheap NYC apartment. 
Unfortunately, the apartment is already occupied. 
Daniel (no-last-name) is a sexy, shirtless, six-pack wielding heartthrob who is also...dead. 
He isn't living. He isn't breathing. He's a ghost. He's also the only man on the planet that Jillian can talk to. 
Soon, Daniel's convinced that it's his afterlife mission to resurrect Jillian's love life. He knows, if he helps her fall in love then he can move on. Jillian agrees. The last thing she needs is a Lothario ghost haunting her living room. 
But then, one practice date leads to another, one confession leads to more, and suddenly Jillian fears she's falling for the one man she can never love.


Series:
1. Ghosted
2. Switched (20 February 2024)


Review:

Rating: 3.25 stars!

Just Like Heaven meets The Lake House in the new Sarah Ready’s book, Ghosted.

I really liked the idea of the novel. Even if ghosts are a little bit more used in romance stories nowadays, Ready created interesting characters that stand out.
 

Jillian is a journalist that write suggestions for the love life of people, even if she never had one and she can’t talk with men (like at all! She just freezes). Enter Daniel, our without a t-shirt ghost that “infest” Jillian’s new apartment. He doesn’t remember anything about his life except for his name. Also he didn’t take well the be dead part of the ghost thing.

The start of their relationship is a little rough, but then Daniel understand that the motive because he is still here is because he has to help Jillian with her love life. 

I enjoyed reading the scenes between the two protagonists, but I think that the evolution of their relationship is really fast. I would have preferred a slow burn.

The dialogues are catchy and they say the right things, but a lot of the time it feels that all is concentrated on the sexual site of the relationship. I didn’t really like this, especially because of how Jillian is presented at the start of the book and the fact that he is a ghost. I think that the stories with this kind of plot have the possibility to concentrate on a more emotional bond between the characters, that unfortunately I didn’t see here. 

At half of the book the story takes a direction that I didn't see coming. On one hand this can explain why their relationship is a lot rushed at the start, on the other hand I believe that the book could have been divided into two novels, so that a lot of plot points could have been expanded. Because a lot of moments or changes happened too fast and without a consistent consideration.

The book also talks about the subject of “mate” or “predestinated people”, but not often. I think that if this concept had been more expanded it could have explained why they fall in love so quickly.

The paranormal part of the book is interpreted in a scientific way. The writer make you believe in the story and why ghosts exist.

The secondary characters are also interesting and they make the story more real. I would love to read their stories someday.
 

I found the audiobook of Ghosted really enjoyable.
 

The story is interesting and you want to go on for understand what happened to Daniel and if they will have their happy ending. 

I would have preferred a slower relationship, but they are really cute together. 

- Camilla

Monday, 2 October 2023

Recensione: "STEALING EMBERS" di Julie Hall

Buongiorno amic* lettor*!
Il mese scorso in preparazione al RARE ho letto il primo volume della serie Fallen Legacies di Julie Hall. Il libro dovrebbe essere uscito anche in italiano, ma devo ammettere che non ho trovato niente su internet al riguardo... né su Amazon, né sui social/sito della casa editrice, quindi tutte le informazioni che trovate di seguito sono della versione inglese.


Titolo:
Stealing Embers 
Autrice: Julie Hall
Data d'uscita: 18 settembre 2020
Editore: in italiano Saga Edizioni
Pagine: 452
Prezzo: 14€ (in inglese)

Trama: A realm of monsters. A world of lies. She belongs to both.
My name is Emberly, and everything I’ve ever been told is a lie.
Monsters don’t exist. Wrong.
The nightmarish spectrum world is just my imagination. Wrong.
In a few months, I’ll finally be free. Wrong.
It takes being dragged to a secret training academy in the mountains to unravel the truth. My captors--an elite race of angel-born warriors called Nephilim.
The deadliest of them all is an arrogant shape shifter, Steel. He’s gorgeous, lethal, hot-headed . . . and convinced I’ll be the death of them all.
Maybe he’s right. As soon as I show up, the monsters that have haunted me my entire life breach the academy walls. My only hope of saving my new friends is learning how to control my powers, but when a stunning betrayal hurts someone I care about, I have an impossible choice.
Stay and fight for a place to belong . . . or decide once and for all that I’m better off alone.
Enter the spectrum world, a realm in-between worlds where shadow beasts draw blood, reality is a maze of twisted lights and sounds, and life goals are whittled down to just one: survive.



Serie:
1. Stealing Embers 
2. Forging Darkness 
3. Unleashing Fire 
4. Supernova



Recensione:

Voto: 3 stelle!

Stealing Embers è il primo libro urban fantasy di una serie incentrato sulle figure dei Nephilim. 


È un classico romanzo fantasy YA, che viene giustamente paragonato a serie come Shadowhunters che hanno fatto la storia del genere.  

Julie Hall ha uno stile semplice ma accattivante, che riesce a intrattenerti per tutta la durata della storia. È un fantasy originalissimo? No, usa molti elementi abbastanza comuni, con però l’aggiunta di alcuni dettagli nel wordbuilding che riescono a distaccarsi dagli altri romanzi incentrati sulle stesse figure. 

Il cast di personaggi è ampio, ma per colpa di una narrazione un pelino veloce non sono riusciti ad avere il giusto spazio per far appassionare chi legge alle loro vicende. Di questa velocità risente anche la storia d’amore. Una specie di enemies to lovers che avrei preferito si fosse sviluppato in modo più lento. Diciamo buone premesse, ma sfumate un pochino nel tempo. 



Anche se la storia non mi è dispiaciuta, non mi sono affezionata a nessuno dei personaggi e ho trovato il tutto abbastanza piatto. Però sono ancora un pelino curiosa, quindi spero che questo sia stato solo un lungo prologo e che gli elementi interessanti presenti nel romanzo vengano approfonditi nel successivo. 

Stealing Embers è un libro che anche se è uscito recentemente, da le sensazioni dei primi YA di una decina di anni fa. A tratti interessante, a tratti veloce, lo suggerisco soprattutto a chi vorrebbe provare qualcosa di semplice nel genere fantasy. Per gli appassionati credo che risulti un già visto, che solo l’attaccamento ai personaggi potrebbe salvare.

- Camilla

Tuesday, 28 March 2023

Recensione: "LIBRO DELLA NOTTE" di Holly Black

Ciao lettor*!
Eccomi a portarvi la recensione del libro che avete scelto a novembre, ovvero Libro della Notte di Holly Black.
Ammetto che mi ero quasi commossa di riuscire ad avere per una volta il libro che speravo uscisse e invece... diciamo che non è andata benissimo! #help

 

Titolo: Libro della Notte
Autrice: Holly Black

Data d'uscita:
1 novembre 2022
Editore:
Mondadori
Pagine:
348
Prezzo:
22,00 €

Trama: Charlie Hall, maestra di scasso, numero uno nei furti su commissione, cintura nera di pessime decisioni. Lavora da anni al servizio dei crepuscolanti, maghi in grado di manipolare le ombre per intrufolarsi nelle case e strangolare la gente nel sonno. O anche peggio. Gelosi dei loro segreti, hanno creato un traffico di grimori. E, per derubare gli altri maghi, hanno bisogno di lei. Charlie cerca di cambiare vita e va a lavorare come barista al Rapture, ma il mondo corrotto delle Berkshires è sempre in agguato. E poi c'è Posey, la sorella fissata con la magia, e Vince, il ragazzo senz'ombra (e probabilmente senz'anima) che le ha nascosto la sua storia. Così, quando dal passato riemerge il suo peggiore incubo, Charlie viene risucchiata in un vortice di delitti e bugie. Per sopravvivere, dovrà affrontare ombre misteriose, miliardari lunatici, crepuscolanti e le persone che più ama al mondo, tutti alla ricerca di un pericoloso segreto.


 Recensione: 

                                                                voto: 3 stelle⭐

Chi mi conosce almeno un pochino sa che amo la Black. E' una di quelle scrittrici che mi son rimaste nel cuore fin da quando ero adolescente e ho letto "La fata delle tenebre", e da lì l'ho sempre seguita. Perciò leggere un suo libro mi ha sempre dato (fino ad ora) la certezza che avrei avuto un'opera in più da amare. Stavolta purtroppo sono andata incontro a una mezza delusione.

Ci sono elementi di questo libro che lo contraddistinguono e che ho amato molto, mentre altri che secondo me non funzionano così bene e si vede. Ma andiamo per punti:

 Cosa mi ha convinta?

  • il worldbuiling: il sistema magico che la Black presenta è palesemente molto interessante. Sarebbe sicuramente stato carino un po' di approfondimento in più, che invece non c'è stato, almeno per ora. In ogni caso, bisogna riconoscere che questa autrice trova sempre quell'idea particolare da portare al pubblico che la contraddistingue dagli altri e aggiunge quel pizzico di novità che cattura subito l'attenzione;
  • i personaggi principali: devo dire che, presi uno a uno, i protagonisti di questa storia mi piacciono molto, nonostante Charlie mi urti spesso il sistema nervoso. C'è poco da fare, la Black ha la capacità di creare personaggi magnetici che, nel bene e nel male, non possono fare altro che catturare l'attenzione altrui. È impossibile non avere voglia di sapere di più sul passato di Vince, del perché Posey sia così fissata sull'avere un'ombra "viva". Con pochi, semplici elementi, frasi, azioni, ne crea un profilo che li rende concreti ai nostri occhi e in questo caso devo ammettere che mi è stato molto utile per spingermi ad andare avanti a leggere;
  • l'atmosfera cupa che aleggia per tutta la narrazione. È come immergersi in un mood che la Black è brava a non interrompere mai. Il lettore stesso ne viene inglobato, tanto da avere quella sensazione di "cattivo presagio" costante per tutta la lettura, senza però sapere quando e cosa potrà mai accadere. Devo dire di aver provato le stesse sensazioni anche con Ninth House e credo sia la giusta chiave per permettere a chi leggere di entrare realmente in un racconto di questo tipo e sentirsi in qualche modo coinvolto, oltre che spettatore esterno. L'idea poi delle ombre, della loro manipolazione, rafforza questo elemento in maniera ancora più concreta;
  • il romance: per quanto la Black sia sempre molto stringata nelle interazioni, devo dire che la chimica tra Charlie e Vince mi ha convinta, forse proprio anche per le differenti personalità di entrambi. Certo, i risvolti che si scoprono man mano gettano ombre (ironico, sì) su questa storia, ma io tifo per loro e spero che abbiano più scene in futuro, perché penso ci sarà molto da dover sistemare.

Cosa invece non mi ha convinto?

  • io credo che questa storia vada contro lo stile abituale di scrittura della Black e si vede. Mi spiego meglio: come ho sempre detto, questa autrice è caratterizzata da grande sintesi, pochi dettagli e un ritmo piuttosto veloce, con un modo di scrivere chiaro che arriva dritto al punto senza troppi giri di parole. Qui purtroppo non è stato così. Proprio riprendendo il paragone con Ninth House, credo che anche Libro della Notte cada nello stesso problema. Le parti di spiegazione e di presentazione del mondo in cui è ambientato questo romanzo sono pesanti, a volte complesse da leggere in originale (l'italiano per fortuna invece sotto questo aspetto aiuta molto) e allo stesso tempo il romanzo risulta non esaustivo riguardo punti che invece per me era il caso di approfondire. Ad esempio, proprio i personaggi, che per me rimangono uno degli elementi trainanti del libro, mancano sia di una maggior indagine sia di background meglio esplicato per permetterci di capirne a pieno l'indole. La si intravede, sì, per la maggior parte capiamo Charlie e a sprazzi gli altri. Ma si poteva fare di meglio? Sì. Ciò non basta a coprire dei buchi presenti che ti lasciano un po' in sospeso e anche perplesso;
  • allo stesso modo, le rivelazioni e i colpi di scena che effettivamente spiegherebbero alcune dinamiche o, appunto, dovrebbero essere il punto forte della narrazione, risultano tiepidi e non del tutto spiegati. Senza scendere troppo nei dettagli, c'è almeno un momento in cui l'utilizzo dei flashback - presenti in tutto il libro - sarebbe stato oltre che gradito anche necessario e invece manca. Viene lasciato forse intuire al lettore, in base ad altro che si è detto o mezzo intravisto, ma quella scena, quel momento davvero importante per il libro, semplicemente non c'è. E mi chiedo: perché mai? Avrebbe sicuramente dato anche una grande scossa emotiva di cui io personalmente ho sentito l'assenza. Arriverà poi? Chissà... mi domando perché non metterla ora. In più, tutto il disvelarsi della trama, portando alla "risoluzione" finale del mistero di questo primo volume, mi è sembrato messo lì senza disturbarsi di chiarire meglio tutto, come a finire in fretta, lasciandomi confusa e anche piuttosto indispettita nel vederlo liquidato in due secondi dopo tutte le pagine lette;
  • Posey, sorella di Charlie e il suo rapporto con le ombre. Posso capire, visti i flashback che ci sono stati mostrati, il perché abbia una determinata attitudine, però sinceramente l'assecondarla dall'inizio alla fine non mi pare possa portare a nulla di buono - ma si è capito che se c'è una scelta sbagliata da fare, sicuramente Charlie ci cadrà dentro con tutte le scarpe. Soprattutto la decisione finale della protagonista mi è parsa abbastanza fuori luogo. Ok, ha creato un elemento inaspettato che ha preso più di una persona in contropiede, ma in realtà lo vedo come un contentino per renderla felice che sinceramente ho trovato superfluo.

Insomma, non sono del tutto convinta e anche adesso che scrivo mi ritrovo con una smorfia sul viso che non riesco a cancellare. Boccerei questo libro del tutto? Non me la sento, ma non lo considero nemmeno il capolavoro della vita. Sicuramente non vale il costo attuale, nonostante l'edizione sia meravigliosa e la traduzione scorrevole.
Detto questo, sono comunque curiosa di sapere come andrà avanti la storia, il problema è che non so se l'aprire il libro basterà a spingermi a leggerlo o mi farà arenare come questa volta.

Voi l'avete letto? Vi ha convint* più di me oppure vi ritrovate con le stesse mie impressioni?
Fatemi sapere!


Alla prossima recensione!

Chiara

Tuesday, 7 March 2023

Recensione: "LA CATENA DI SPINE" di Cassandra Clare

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi torno su questi schermi per parlarvi della delusione dell'anno (si, siamo a marzo, ma niente riuscirà a scalzare questo titolo), cioè Chain of Thorns. Si, avete capito bene, non ho apprezzato un libro della Clare. Come la sto prendendo? Male, tendendo al malissimo. Ma la vita va avanti e ormai a distanza di un mese dalla fine della lettura mi sento in grado di commentarlo senza voler buttare il libro giù dal balcone. E allora quale migliore momento per pubblicare la recensione se non nel giorno in cui esce in italiano? Nessuno!

Ho appena ragionato che questa è la prima recensione che scrivo sul blog per un romanzo della Clare e ovviamente è quello che mi è piaciuto di meno. Mai una gioia....

Se vi servono vi rimando ai riassunti dei primi due romanzi della trilogia. 

Titolo:
La catena di spine
Autrice: Cassandra Clare
Data d'uscita: 7 marzo 2023
Editore: Mondadori
Prezzo: 24€

Trama: Cordelia Carstairs ha perso tutto ciò che più contava per lei. Nel giro di poche settimane, infatti, ha visto morire il padre, fallire il piano di diventare la parabatai di Lucie e sgretolarsi il matrimonio con James. E, quel che è peggio, ora si ritrova legata a un antico demone, Lilith. Arrivata a Parigi con Matthew Fairchild, la ragazza spera che le attrazioni notturne della Ville Lumière le facciano dimenticare le sue miserie. Ma la realtà riesce a insinuarsi anche nelle sue giornate parigine quando la raggiungono notizie scioccanti da casa: a quanto pare Tatiana Blackthorn è fuggita dalla Città di Adamante e Londra è sotto scacco del Principe dell'Inferno, Belial. Dilaniata da sentimenti confusi e contraddittori, Cordelia fa ritorno a Londra, dove di lì a poco un segreto degli Herondale verrà portato alla luce da un nemico inaspettato e l'intera famiglia accusata di una colpa gravissima. Niente potrà forse tornare come prima per Cordelia, anche perché il legame con i suoi vecchi amici sembra ormai deteriorato in modo irrimediabile. Il tempo intanto corre veloce e i piani di Belial stanno per investire come un'onda mortale la ragazza, Lucie, gli Allegri Compagni e tutti gli Shadowhunter. Rimasti a fronteggiare l'esercito di Belial in una Londra infestata dalle ombre, per riuscire a salvare la loro città e le loro famiglie, Cordelia e i suoi amici dovranno radunare tutto il coraggio che possiedono, ingoiare l'orgoglio e imparare nuovamente a fidarsi l'uno dell'altro. Perché se dovessero fallire, potrebbero perdere tutto, comprese le loro anime.


Serie:
1. La catena d'oro (riassunto)
2. La catena di ferro (riassunto)
3. La catena di spine 



Recensione:

Voto: 3 stelle!

Trovo veramente difficile parlare di questa lettura perché non avrei mai pensato di rimanere così delusa da un libro della Clare. Appena finito avevo in corpo davvero tanta rabbia, ma ormai è passato quasi un mese e anche se un po' di questo sentimento rimane, la maggior parte si è trasformata in amarezza.

Ho avuto dei problemi soggettivi con il romanzo, ma voglio iniziare con quelli oggettivi.
La narrazione non è avvincente come quella delle altre storie della scrittrice. Non voglio dire che sembra che non lo abbia scritto lei, perché il suo stile è sempre presente, ma sembra decisamente che non ci abbia messo impegno. Che abbia letto le critiche agli altri due prequel e abbia voluto cercare di risolvere in qualche modo, creando un'insieme di scene che o durano troppo o troppo poco. Non è riuscita a dare risalto alle cose importanti e si è quasi concentrata sui dettagli che non avevano necessità di essere così sviluppati.

Ci sono state davvero tantissime scene off-screen e non intendo di conversazioni che il lettore poteva non voler leggere, ma di scene fondamentali che si attendevano dal primo romanzo o anche prima. Quello che viene mostrato è assolutamente niente. Riassume solo in una riga senza mostrarci minimamente i sentimenti dei personaggi. Uno dei punti di forza della scrittrice sono sempre stati i suoi personaggi, ma questa volta i loro sentimenti vengono così appiattiti che quasi ti dimentichi perché tenevi a loro. Dove sono finiti? Perché non provano nulla?
Non mi capacito veramente della scelta della Clare di non inserire queste scene, è un libro di 800 pagine, c'era il tempo e la necessità di metterle. E invece due righe e un riassunto di quello che hanno provocato.

Lo spazio per queste scene però è stato dato ad uno sviluppo veramente prolisso e non necessario della trama. Se siete su internet penso che sappiate che una delle critiche date a questa serie della Clare sia proprio che manca la trama. Personalmente trovo che sia TID che TLH siano due serie che si basano sui personaggi e sulle loro relazioni, più che su una trama d'azione che è più marginale, e non ho mai visto niente di male in questo. A quanto pare invece la scrittrice si, perché ha cercato di rimediare.
L'intera parte finale l'ho trovata estremamente lunga e ripeto non necessaria, sopratutto perché alla fine mi sembrava solo un girare intorno a qualcosa di facilmente raggiungibile.

Altra cosa che ha fatto fatica a gestire sono stati i punti di vista. Tutti i personaggi hanno la possibilità di narrare, ma in certe scene non è riuscita a scegliere il giusto narratore. E questo può ancora una volta collegarsi al fatto che alcune scene fondamentali sono state viste solo off-screen.

In questo libro davvero tantissimi nodi dovevano venire al pettine e mi è sembrato che la Clare si sia trovata con l'acqua alla gola, non sapeva più cosa fare, come inserirlo o perché. Portando si ad alcune rivelazione ben inserite, ma anche a tante buttate quasi a caso nella narrazione o dimenticate.

Mi duole anche ammettere che si vede che la Clare sta finendo le idee, ho notato veramente un riciclo di espedienti narrativi già visti nei suoi romanzi, che hanno fatto sembrare tutta l'evoluzione di Chain of Thorn come se fosse campata in aria all'ultimo secondo. La scrittrice si è svegliata un giorno e si è ricordata che aveva la deadline il giorno successivo e allora ha usato espedienti già visti per portare ad una soluzione veramente poco soddisfacente.

Non è un libro da buttare, perché ci sono belle scene e le motivazioni di quello che compiono alcuni personaggi per me ha senso e viene spiegato. Però amavo questa storia e i suoi protagonisti e adesso non mi sento più di dirlo. Questo, ovviamente, è dovuto anche ai problemi soggettivi che ho avuto con il romanzo e che mi hanno portato ad essere totalmente apatica nel confronto di tutto e tutti.

Non ci sarà assolutamente nessuno spoiler nella recensione, ma in modo generale, senza specificare, ho avuto due grandi problemi con due scelte della scrittrice.

Il primo è stato l'allungamento di un filone narrativo senza motivazione e che personalmente parlando credo che sia andato anche troppo oltre. Non capisco ancora una volta la motivazione della Clare, non c'era nessuna necessità di portarlo avanti perché praticamente era inesistente, ma ad un certo punto i personaggi sembrano cambiare sentimenti senza un'apparente motivazione. Quello che però proprio mi ha infastidito è stato l'andare oltre, non per il fatto in sé, ma perché non mi ha fatto più dare importanza a tutto quello che succede dopo a questi personaggi. Non potevo più credere a quello che mi stava raccontando la scrittrice, ha tutto perso di significato. Da questo momento ho cominciato a provare un po' di apatia in alcune scene e sfortunatamente il chiodo finale nella bara di questo romanzo l'ha dato successivamente l'altro problema.

Cioè la fatica morte di un personaggio. Voglio essere completamente onesta, avrei fatto fatica ad accettarla se fosse stata scritta bene, ma vederla scritta male mi ha completamente annientato. La Clare ha scritto la morte di Livvy, che mi ha totalmente strappato il cuore, e adesso invece scrive di una morte prima di tutto estremamente non necessaria e inoltre senza neanche dare a questa persona l'importanza che meritava. Credo fortemente che sia una dipartita da "doveva morire qualcuno, perché nei libri seri muoiono le persone". Detesto questa retorica, perché prima di tutto siamo in un mondo non reale  e quindi se voglio che tutti i miei personaggi alla fine volino via su un unicorno posso farlo. Secondo ci sono storie e storie. TLH non è Game of Thrones o The Poppy War, dove il vissero felici e contenti non può esistere, qui ci poteva essere. Poteva essere un finale dolce-amaro come gli altri dell'universo di Shadowhunters e invece è stata inserita questa morte in modo così random e senza sentimento. Se già la scena in sé non mi era piaciuta e l'avevo trovata veramente scritta male, il menefreghismo degli altri personaggi mi ha completamente distrutto. Sembra essere morto un nome su un testo di storia, non una persona che conoscevano e che dichiaravano di amare. Praticamente come se non fosse successo niente. Ogni tanto la Clare si ricordava di aver ucciso qualcuno e allora metteva una frase, ma non troppo, non sia mai che qualcuno ci tenesse veramente.
Questa morte di merda, perché è stata proprio una morte senza senso e di merda mi ha portato a non provare più niente per nessun personaggio della storia. Chi sono queste persone a cui non frega niente di niente? Non sono i personaggi che ho amato negli altri due romanzi.

Da questo momento sono diventata completamente apatica su tutto e mi sono ritrovata solo a sperare di concludere in fretta il libro perché non ce la facevo più. È diventato solo un titolo da cancellare sulla lunga lista di romanzi da leggere.

Non so neanche che cosa pensare sul finale, perché vi giuro che non me ne frega più niente, però l'ho trovato qualcosa che serve solo per allungare ancora il brodo e comincio a chiedermi... ce n'è veramente bisogno?

Questi sentimenti negativi si sono ovviamente ripercossi sui personaggi e sui romanzi precedenti, che adesso non riuscirò più a leggere con la gioia di prima. Mi sento quasi privata di un pezzo della mia felicità e questo mi rende infinitamente triste. Una settimana prima dell'uscita di questo libro mi sarei buttata nel fuoco per questi personaggi, adesso non me ne fregherebbe niente.

Ho dato la sufficienza per i bei ricordi del passato, per alcune scene che sono veramente belle, ma non abbastanza. L'inizio mi stava veramente piacendo, però poi è cominciata l'apatia e non se ne è più andata. Sono convinta che se vi piace tanto una coppia e vi concentrate solo su quello il libro possa piacervi. Anzi spero che a qualcuno di voi piaccia.
Io mi aspettavo che questo libro mi avrebbe spezzato il cuore, ma non immaginavo dalla delusione.

Penso che Chain of Thorns sia un libro senza cuore, che mostra la stanchezza della Clare e il suo sentirsi persa in un mondo da lei creato e accudito da anni. È un romanzo che ha tutti i difetti che le vengono sempre criticati e il suo cercare di rimediare e mettere delle pezze a dei problemi che i fan non hanno mai trovato incisivi l'ha portata a peccare anche sui suoi punti forti. Portando ad un libro di ottocento pagine mal gestito e che dice tutto e niente, con molte scene non necessarie inserite e quelle che servivano omesse. Un finale davvero poco onorevole che né i personaggi, né i lettori si meritavano. 

- Camilla