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Sunday, 19 April 2020

TRIVIA: SIX OF CROWS

Buongiorno amici lettori!
Benvenuti ad un nuovo appuntamento del gioco più amato e odiato del blog, cioè il TRIVIA!
Finito un giro ne inizia un altro, quindi è di nuovo il turno di Erika che questa volta metterà alla prova la sua memoria su Six of Crows!



Come funziona il trivia?
Se già non lo sapete, abbiamo creato tre squadre: House of Warriors, House of Believers e House of Dreamers, ognuna capeggiata da una di noi.

Ogni mese una dei capitani di una squadra dovrà vedersela a Trivia per guadagnare punti. Il giocatore sceglie una serie libresca e gli altri due le faranno 10 domande per vedere quanto conosce i determinati libri. Ogni risposta corretta vale 1 punto, in caso di sbaglio non si guadagnano e il punteggio non viene inalterato.

Ogni 10 punti, cioè ogni volta che si tocca una decina, la squadra può 'acquisire' un nuovo membro scegliendo tra i personaggi della serie di cui il gioco sta parlando. Per rendere più chiaro vi faccio un esempio: se Erika risponde a tutte e dieci le domande in modo corretto ottiene 10 punti e per questo può scegliere un personaggio di SoC da avere nella sua squadra. Ovviamente nel caso anche una delle prossime giocatrici scegliesse questa serie non potrà più prendere nella sua squadra un personaggio già appartenente ad un'altra.

Sappiamo che giocando dal computer e non potendo vederci non potete essere sicuri che nessuno di noi vada a controllare le risposte e come si dice 'fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio'. Per questo abbiamo deciso di registrare un backstage che potete trovare sul profilo della persona che sta giocando, dove vi mostra la sua reazione alle domande e come risponde.
Inoltre come misura estrema abbiamo deciso che il giudice della prova sarà l'inflessibile IKO!




Giocatore: Erika
Squadra: House of Warriors
Punti della squadra: 17
Argomento scelto: Six of Crows
Potete trovare il backstage su @tigerlily.books


E ora iniziamo con le domande!



1. Da quale punto di vista è il primo capitolo di Six of Crows?
Joost!
CORRETTO!




2. "My ghost won't associate with your ghost". Chi lo dice? A chi? In quale libro?
Matthias a Kaz, in Six of Crows (credo, Camilla che mi manda gli indizi con i meme, grazie!).
CORRETTO!





3. In quanti gruppi sono divisi i Grisha? Nominali.
Sono divisi in 3 principali: Corporalki, Materialki, Etherealki. Se volevate sottocategorie dovevate specificare...
CORRETTO!





4. Come si chiama il padre di Jesper?
Colm? Non ho certezze in questo trivia...
CORRETTO!





5. Qual è la missione che devono portare a termine in Six of Crows? 
Devono recuperare dalla Corte di Ghiaccio (Fjerda) uno scienziato Shu (non chiedetemi il nome che è troppo difficile) che ha creato la Jurda Parem.
CORRETTO!






6. Da dove viene Pekka Rollins?
Non ne ho idea, non me lo ricordo... lo volevo morto e basta :)
SBAGLIATO! (posso dire finalmente...)
Pekka Rollins viene dalle Wandering Isle.





7. Come si chiama il bordello in cui ha lavorato Inej?
The Menagerie.
CORRETTO!





8. Da chi o da cosa ha preso ispirazione Kaz per il suo cognome?
Non lo dicono (o almeno io non mi ricordo, mi sentirò ignorante per la vita se c'era scritto), mi ricordo solo che l'ha cambiato per tagliare i legami con la sua vecchia vita.
SBAGLIATO!
Kaz ha preso l'idea del suo cognome da un macchinario che ha visto a Ketterdam.





9. "There's always a price to be paid for greatness". Chi lo dice? A chi? In quale libro?
Viene detta a Kaz da non so chi, in Crooked Kingdom (mezzo punto per lo date vero?).
MEZZO PUNTO!
E' giusto sia il libro, sia a chi viene detto, però non è una risposta completa perché manca chi l'ha detto, cioè Jasper!





10. Quanti sono i pugnali di Inej? Oltre ad essere bellissime armi hanno anche dei nomi molto interessanti, nominane almeno due.
Ha 6 pugnali? Sicuramente uno si chiama Sankta Alina (mi ero gasata troppo quando l'avevo letto), e un altro santo? Sankt Petyr? Credo di ricordarmelo perché mi ricorda GoT...
CORRETTO!






Domande corrette: 7
Punti accumulati: 7.5
Punti squadra: 24

Membro aggiunto alla squadra: Nina.


Al prossimo trivia!

Saturday, 15 February 2020

L'HAREM DELLE MERAVIGLIE

Buongiorno amici lettori!

[Edit: L'articolo doveva uscire ieri, ma per un piccolo problema non è stato possibile. Abbiamo deciso di pubblicarlo comunque oggi, perché crediamo che l'amore si può tranquillamente festeggiare tutti i giorni dell'anno! E con degli harem così chi non vorrebbe farlo! ;)]

E Buon San Valentino a tutti quanti, sia agli innamorati, ai single o a chi come noi preferisce farsi accompagnare in questa giornata dai nostri personaggi letterari preferiti.
Tutti noi quando leggiamo ci affezioniamo a dei personaggi che ci lasciano qualcosa. E poi ci sono i personaggi che ci fanno completamente innamorare e che per questo ricevono la dicitura 'book boyfriend/girlfriend'.
Di solito se ne ha solo uno, ma noi crediamo nell'amore e nella sua diffusione, per questo ognuna di noi ha un Harem personale di book boyfriend/girlfriend con cui passare la giornata degli Innamorati!

Camilla, essendo la solita guasta feste (insomma, 10 non andavano bene? quello era ragionevole), ha decido di limitare l'harem di ognuna di noi a cinque personaggi, perché non vuole che questo articolo sia lungo come una serata del Festival di Sanremo!

E ora, gentili telespettatori, il momento che tutti stavate aspettando... l'Harem delle Meraviglie!

Caution:


CAMILLA 


- Will Herondale: il primo amore non si scorda mai, ed è proprio questo che Will è per me. Le prime risate e le prime lacrime le ho spese per lui e ormai il suo nome è accompagnato dai miei occhi lucidi.

- Julian Blackthorn: ho letto tanti altri libri e nessun personaggio era riuscito a raggiungere il livello di Will, ma poi è arrivato Julian che con la sua dolcezza e voglia di proteggere gli altri, ma anche con un tocco di ombre, mi ha completamente conquistando.

- Azriel: se i primi due mi hanno conquistato quasi immediatamente, con Azriel ci è voluto un pochino di più (tutta colpa della Maas che continua a dargli ruoli secondari), ma sono stata incantata dal fascino misterioso e dalla gentilezza del Fae e così mentre tutti sbavavano su Rhysand e Cassian io facevo gli occhi a cuori al bel spymaster.

- Aaron Warner: altro personaggio con cui non c'è stato un colpo di fulmine (questa volta colpa di Juliette che era troppo impegnata a sbavare su Adam), ma con il tempo Aaron mi ha sorpreso e il suo dolore interiore mi ha totalmente conquistato, ora non posso immaginarmi ad odiarlo.

- Jude Duarte: ultimo personaggio di cui mi sono totalmente innamorata, la sua forza interiore non ha eguali e il suo comportamento mi ha profondamente toccato. E poi vi immaginate che cena fantastica sarebbe con tutti questi personaggi?






CHIARA

-Rhysand: dalla sua prima comparsa mi ha conquistata. Molti se ne sono innamorati in Acomaf ma per me Rhysand era già il personaggio più interessante di Acotar. Ironico, estremamente intelligente e determinato a portare a termine i suoi obiettivi a ogni costo, non posso non adorarlo.

-Darrow: ahhh, il mio Reaper. Quanto mi ha fatto disperare dal primo libro, eppure il suo animo tormentato e la sua capacità di creare piani follemente autodistruttivi che però risultano vincenti non possono fare a meno di farmelo amare.

-Kiaran: è banale ma bisogna ammettere che il personaggio misterioso e cupo ha sempre il suo fascino. Se però ci fermassimo a questo Kiaran non sarebbe altro che uno dei tanti belli che però non lascia molto di più una volta finito il libro. Invece la May gli ha dato una profondità e un'animo diviso tra luce ed ombra che mi ha strappato il cuore in più occasioni. Come potrei non volerlo per San Valentino?

-Kaz Brekker: come potevo escludere il signor Dirtyhands? Amo immensamente Kaz dalla sua prima apparizione e mossa dopo mossa, la sua follia e genialità mi hanno conquistata sempre di più. Come si fa a non amarlo?

-Jamie Fraser: sfido chiunque abbia letto Outlander a non amare questo personaggio. Leale, fortemente fedele alla sua donna (anche quando non se lo merita) e un uomo tutto d'un pezzo. Ce ne vorrebbero di figure maschili come Jamie!






ERIKA 

- Will Herondale: Come per Camilla anche per me Will è stato uno dei miei primissimi bookish boyfriends e ne sono rimasta innamorata dalla sua prima comparsa in Clockwork Angel!

Rhysand: Nonostante nel corso degli anni l'hype per ACOTAR mi sia sceso parecchio a forza di sentirne parlare, ho sempre avuto un debole per lui, in particolare in ACOMAF. La Maas sa decisamente come creare dell'ottimo Boyfriend Material.

- Dorian Havilliard: Notate un pattern con gli altri due personaggi nominati sopra? Capelli scuri e occhi chiari, si grazie! Dorian è il mio personaggio preferito in ToG, ha avuto una crescita incredibile nel corso dei libri e questo me l'ha fatto amare ancora di più!

- Aaron Warner: Non posso negare che c'è stato il periodo in cui lo idolatravo, era nella mia top 3 quindi non posso che inserirlo anche in questa lista!

- Thomas Cresswell: Che lista sarebbe senza il nostro piccolo 'Sherlock Holmes'? All'inizio può sembrare un po' insensibile ma sotto si nasconde un cuore d'oro!





E voi con chi passerete questa giornata? C'è un personaggio letterario con cui vorreste passarla o anche voi avete un harem come noi?
- Team Spill the Book

Tuesday, 29 October 2019

Recensione - "Il Regno Corrotto" di Leigh Bardugo

Ciao a tutti lettori!!
Oggi è un'altra meravigliosa giornata vista l'uscita di uno dei libri che più aspettavo arrivassero quest'anno in Italia. Di cosa sto parlando?
Del seguito di Sei di Corvi, ovviamente!

Titolo: Il Regno Corrotto
Autore: Leigh Bardugo
Data di uscita: 29 Ottobre 2019
Editore: Mondadori
Pagine: 480
Prezzo di copertina: 19,90€
Trama:
Jesper non smetteva un attimo di tamburellare le dita sulle cosce. «Qualcuno ha per caso notato che l'intera città ci cerca, ce l'ha con noi o vuole farci fuori?» «E allora?» disse Kaz. «Be', di solito è solo metà della città.» Kaz Brekker e la sua banda di disperati hanno appena portato a termine una missione dalla quale sembrava impossibile tornare sani e salvi. Ne avevano dubitato persino loro, a dirla proprio tutta. Ma rientrati a Ketterdam, non hanno il tempo di annoiarsi nemmeno un istante perché sono costretti a rimettere di nuovo tutto in discussione, e a giocarsi ogni cosa, vita compresa. Questa volta, però, traditi e indeboliti, dovranno prendere parte a una vera e propria guerra per le buie e tortuose strade della città contro un nemico potente, insidioso e dalle tante facce. A Ketterdam, infatti, si sono radunate vecchie e nuove conoscenze di Kaz e dei suoi, pronte a sfidare l'abilità di Manisporche e la lealtà dei compagni. Ma se i sei fuorilegge hanno una certezza è questa: dopo tutte le fughe rocambolesche, gli scampati pericoli, le sofferenze e le inevitabili batoste che hanno dovuto affrontare insieme, troveranno comunque il modo di rimanere in piedi. E forse di vincerla, in qualche modo, questa guerra, grazie alle rivoltelle di Jesper, al cervellone di Kaz, alla verve di Nina, all'abilità di Inej, al genio di Wylan e alla forza di Matthias. Una guerra che per loro significa una possibilità di vendetta e redenzione e che sarà decisiva per il destino del mondo Grisha.

Recensione: Voto 5/5
Per amor di trasparenza lo dirò subito: sto recensendo uno dei miei libri preferiti, uno di quelli che mi ha più massacrata, ammaliata, distrutta e tenuta col fiato sospeso così tante volte da esserne uscita emotivamente provata. Però ne vale la pena. Oh sì, miei cari lettori, ne vale proprio la pena.

Sei di Corvi catapultava prepotentemente il lettore in un'ambientazione concreta, complessa ed estremamente cupa, assolutamente coerente con il mondo già delineato nella trilogia Grisha (se non l'avete ancora letta in lingua, Mondadori, che da un pò di tempo pare star risollevando le sorti del fantasy italiano, ha intenzione di portarla nuovamente in Italia il prossimo anno) alla quale si legava in maniera perfetta sia nel presentarne gli strascichi degli avvenimenti già accaduti, sia nell'allargare il campo visivo del lettore a tutto ciò che sta al di fuori di Ravka, con un'attenzione particolare per Fjerda, dove si svolge la parte più importante del racconto. 

Ne Il Regno Corrotto, invece, è Ketterdam la protagonista indiscussa: un luogo di malaffare, di intrighi, di tradimenti che vengono svelati a colpi di incontri, scontri, agguati e ricatti che sembrano davvero non avere mai fine. Non si può essere mai certi di cosa potrà capitare in un posto come questo che ti lascia quel sentore di gotico, di decadente e nocivo, abbinato però a un'estrema vitalità e al progresso. Come Jesper probabilmente potrebbe confermare, molto sta nella fortuna. In questa città puoi ottenere il successo quanto cadere in una disastrosa rovina. La cito come primo punto di forza del romanzo perché la Bardugo è riuscita a creare una metropoli viva, pulsante, che accompagna i personaggi lungo il loro percorso senza rimanere eccessivamente di contorno. E' Ketterdam. Fascinosa e pericolosa assieme. E' un luogo che risulta facilmente riconoscibile e che rimane nella mente del lettore in maniera spontanea suscitandovi emozioni, teatro di storie ed orrori e di sfide che mettono in gioco la vita dei personaggi che vi prendono parte, ignari e non, come in questo caso.
“La paura è una fenice. Puoi vederla bruciare milioni di volte ma tornerà comunque”*Leigh Bardugo
 La trama risulta complessa, persino più di quanto già Sei di Corvi non sia stato. Non è possibile prevedere la totalità di tutto ciò che accade, nè soprattutto capire totalmente le macchinazioni di Kaz Brekker nella sua battaglia personale contro Pekka Rollins e soprattutto nel tentativo di recuperare la sua amata Inej (presa in ostaggio da Van Eck alla fine dello scorso libro) fin dopo la loro realizzazione. I capitoli vengono nuovamente divisi tra i punti di vista dei Dregs, tramite i quali seguiamo il racconto in un crescendo sempre più stretto e ansiogeno, che lascia trasparire come qualcosa stia per succedere, qualcosa di grande impatto, non lasciando però la possibilità al lettore di prepararsi a sufficienza. A ciò si aggiungono i flashback, stavolta ancora più cospicui che nel libro precedente, andando a mostrarci i principali eventi che hanno avuto un impatto sulla vita dei nostri protagonisti, permettendoci così di conoscerli meglio.


“Non c'è niente come il dolore. Vivici assieme abbastanza e ne riconoscerai il sapore.”*
Leigh Bardugo

Personalmente trovo tutta questa struttura geniale. 
Amo il multistrato di storie ed eventi che continuano a incrociarsi e diramarsi in maniera pressochè infinita, tanto che sarebbe facile il rischio di distrarsi dal fulcro del racconto, ma la bravura della Bardugo è proprio quella di donarci man mano le chiavi di lettura che ci servono per non perderci in questa moltitudine di voci e storie. Arrivano poco per volta, svelando, spiegando, permettendoci di addentrarci sempre di più in tutto ciò che è successo e sta succedendo.
Ciò non elimina colpi di scena positivi e negativi che mantengono viva l'attenzione e soprattutto fanno sì che staccarsi dalle pagine di questo libro sia sempre più difficile nonostante sia comunque un viaggio piuttosto macchinoso e alcuni punti risultino un pò lenti (d'altra parte la vendetta è un piatto che va servito freddo). E' come ritrovarsi sull'orlo di un precipizio, già sospinto in avanti: si teme il peggio, si crede di essere ormai condannati a cadere e poi.. ecco che succede qualcosa che ribalta totalmente la situazione, anche se i Dregs ormai ve l'avranno fatto capire che non si può mai essere certi di aver vinto se non alla fine.
“Qualcuno ha notato che l'intera città ci sta cercando, ce l'ha con noi o vuole ucciderci?"
"Quindi?" disse Kaz.
"Bè, di solito è solo metà città.”* Leigh Bardugo
Nonostante apprezzi palesemente questa scelta narrativa, credo che rispetto al primo libro questa volta non ci sia stato abbastanza spazio per tutti i personaggi. Alcuni avrebbero dovuto aver maggior voce all'interno della storia e sarebbe stato bello che alcune vicende fossero state approfondite di più. Certo è vero che se io sarei prontissima a leggermi altri 500 pagine della Bardugo, non tutti potrebbero pensarla così, quindi probabilmente questo è risultato un buon compromesso.
E giusto che si parla dei personaggi, cosa dire di loro? Credo che ognuno nel suo piccolo abbia avuto una crescita personale, chi più chi meno palese, e penso che il libro lasci effettivamente spazio a una possibilità di sviluppo ulteriore in futuro.
Kaz rimane sempre nel mio cuore come uno dei miei personaggi morally gray preferiti: furbo, senza scrupoli ma pur sempre con una linea di condotta che non va ad oltrepassare, ferito dal proprio passato e pieno di complessi che però non ci impediscono di vedere quel passo avanti che non dico potrebbe redimerlo, perchè non sarebbe il capo dei Dregs se così fosse, ma in qualche modo renderlo una persona migliore. 
“Tutto con te è una negoziazione, Brekker. Avrai probabilmente barattato anche la tua stessa uscita dall'utero.” *― Leigh Bardugo
Inej mi ha fatto stringere il cuore immense volte, ma credo sia un grandissimo esempio di forza femminile e determinazione, non solo per le sue capacità, ma per il suo essere una persona che dice quello che pensa e da' voce al proprio disaccordo quando crede ve ne sia bisogno. E' umana, è una persona che vuole bene, che ama e non lo nasconde e soprattutto è una sopravvissuta che piuttosto che soccombere all'odio, cerca di dare alla propria esistenza uno scopo per cui vale la pena vivere.
Nina, Matthias, Jesper Wayland.. potrei dire tanto su di loro ma andrei nello spoiler, quindi mi limiterò a ringraziare quest'autrice per i messaggi che ognuno ha portato con sé. Li ho amati tutti, anche quelli che nel primo libro mi interessavano già di meno, perché a loro modo creano una grande famiglia piena di persone diverse che però si sostengono e aiutano a vicenda, ed è meraviglioso vedere come ne prendano anche loro conoscenza durante questo libro.
E' una storia agrodolce, molto spesso amara, ma che mi ha lasciato tantissimo, sia a livello di tematiche che a livello di relazioni interpersonali. Il Regno Corrotto mi ha spezzato il cuore più e più volte, ma a parte una sola cosa che temo non perdonerò mai alla Bardugo, non cambierei nulla.


“Puoi solo affilare una lama fino a un certo punto. Alla fine tutto si riduce alla qualità del metallo.” *― Leigh Bardugo

E voi siete pronti per quest'ultima (per ora) avventura nella grigia e letale Ketterdam? 
Fatemi sapere se il libro vi è piaciuto e spero di avervi invogliati un pò a leggerlo!
Intanto vi mando un saluto e ricordate sempre

“Tra l'altro, perchè lo dite? Nessun rimpianto, nessun funerale? Perchè non dire semplicemente Buona fortuna o Stai attento?”
“Ci piace mantenere basse le nostre aspettative”* ― Leigh Bardugo


*Le citazioni sono state tradotte da noi dall’inglese, per questo possono non concordare con quelle presenti nella versione italiana del libro.


Chiara


 

Tuesday, 17 September 2019

Recensione: "Sei di Corvi" di Leigh Bardugo

Buongiorno amici lettori!
Oggi è il momento di una bella recensione, per parlare di uno dei libri più attesi di questo settembre dai lettori italiani, cioè Sei di Corvi.

Titolo: Sei di Corvi
Autore: Leigh Bardugo
Data di uscita: 24 Settembre 2019
Editore: Mondadori
Pagine: 440
Prezzo di copertina20€


Trama
A Ketterdam, vivace centro di scambi commerciali internazionali, non c'è niente che non possa essere comprato e nessuno lo sa meglio di Kaz Brekker, cresciuto nei vicoli bui e dannati del Barile, la zona più malfamata della città, un ricettacolo di sporcizia, vizi e violenza. Kaz, detto anche Manisporche, è un ladro spietato, bugiardo e senza un grammo di coscienza che si muove con disinvoltura tra bische clandestine, traffici illeciti e bordelli, con indosso gli immancabili guanti di pelle nera e un bastone decorato con una testa di corvo. Uno che, nonostante la giovane età, tutti hanno imparato a temere e rispettare.
Un giorno Brekker viene avvicinato da uno dei più ricchi e potenti mercanti della città e gli viene offerta una ricompensa esorbitante a patto che riesca a liberare lo scienziato Bo Yul-Bayur dalla leggendaria Corte di Ghiaccio, una fortezza considerata da tutti inespugnabile. Una missione impossibile che Kaz non è in grado di affrontare da solo. Assoldati i cinque compagni di avventura - un detenuto con sete di vendetta, un tiratore scelto col vizio del gioco, uno scappato di casa con un passato da privilegiato, una spia che tutti chiamano lo "Spettro", una ragazza dotata di poteri magici -, ladri e delinquenti con capacità fuori dal comune e così disperati da non tirarsi indietro nemmeno davanti alla possibilità concreta di non fare più ritorno a casa, Kaz è pronto a tentare l'ambizioso quanto azzardato colpo. Per riuscirci, però, lui e i suoi compagni dovranno imparare a lavorare in squadra e a fidarsi l'uno dell'altro, perché il loro potenziale può sì condurli a compiere grandi cose, ma anche provocare grossi danni...
La serie: 
1.    Sei di Corvi
2.    Il Regno Corrotto


Recensione

Voto: 5 stelle! 

Voglio iniziare questa recensione tranquillizzando tutte le persone che non hanno letto la trilogia di Shadow and Bone e confermandovi che potete benissimo leggere questo libro senza sapere niente della serie originale.
Shadow and Bone e Sei di Corvi sono due serie diverse, ambientate nello stesso universo, ma differenti e per questo possono essere lette in maniera autonoma.
Io ho letto prima Sei di Corvi e quindi vi posso assicurare che ho compreso tutto. Per fare questa recensione l’ho riletto e ad oggi ho recuperato anche la trilogia originale e ho potuto notare che ci sono dei piccoli riferimenti alla serie precedente, ma niente che non venga spiegato per la comprensione completa del nuovo lettore.

“Nessun lutto. Nessun funerale. Tra di loro, passa per ‘buona fortuna’”*

La vicenda si svolge a Kettredam, una cittadina pittoresca in cui si può trovare il peggio del peggio.

Una delle attrazioni principali è Manisporche, aka Kaz Brakker, criminale pericoloso di giorno e criminale tremendo di notte. Kaz è un personaggio che non ti piacerebbe incontrare neanche se tu fossi accompagnato da una milizia militare.

Al ragazzo viene proposto un affare che non può rifiutare: cioè andare alla Corte di Ghiaccio per salvare uno scienziato in grado di creare una droga che potrebbe essere un pericolo o un opportunità per tutto il mondo.
Per il suo buon cuore, all’inizio, Kaz non accetta e solo quando l’offerente gli propone così tanti soldi che si immagina già nella vasca con zio Paperone capisce che l’affare è indispensabile.

Così Kaz si trova a dover formare una banda di criminali in modo da eludere e riuscire ad entrare in una delle fortezze più impenetrabili del pianeta. 

Nella sua squadra possiamo trovare:
·     Inej, braccio destro e spia di Kaz, silenziosa come la notte e letale come la morte.

Inej è quasi come il grillo parlante di Pinocchio, se non consideriamo il fatto che Pinocchio nella nostra storia non è un bambino che vuole andare ad una festa, ma il bambino che vuole far esplodere la festa.  
La ragazza è stata costretta dalle vicende ad entrare ed immergersi totalmente in questo mondo, che non le piace e non approva, ma ormai la sopravvivenza è l’unica cosa che conosce.

·     Jasper, è il “cecchino” del gruppo. Le sue due passioni sono le pistole e le scommesse, con cui ha un problema di dipendenza.

Anche lui è stato costretto ad entrare in questo mondo dalle vicende, ma se per Inej il lettore riesce a provare compassione e apprensione, per Jasper sarà più dura. Perché se la ragazza è arrivata lì per scelte altrui, sono state le scelte del ragazzo a metterlo in questa posizione. Però, anche se il lettore è meno propenso all’empatia non potrà fare a meno di avvicinarsi a Jasper e a sostenerlo durante il suo percorso per le sue battute divertenti che riescono sempre ad alleggerire la situazione.

·     Wyland, ragazzo prodigio che proviene dal lato buono della città (e con buono si intende solo ricco, non nel senso gentile del termine, perché sono praticamente tutte persone terribili in questo posto).

Wyland simboleggia tranquillamente la parte innocente della nostra storia. È il piccolo orsetto di peluche che adori e a cui fai le moine, ma non preoccupatevi anche lui potrebbe benissimo impugnare un coltello (ed essere così diecimila volta più adorabile!).

·     Nina, è una Grisha. Precisamente è un Heartrender e per questo riesce a controllare il corpo delle persone. 

Sono sincera dicendo che Nina è il mio personaggio preferito scritto da Leigh Bardugo. Adoro il suo modo di pensare e di agire. 
Grazie alla sua magia riesce a sopravvivere nella nostra ben nota città pittoresca, anche se lei veramente vorrebbe solo tornare a casa per fare del bene per la sua nazione.

·     Matthias, è un ex-soldato di Fjerda, per vicende che sono sfuggite al suo controllo si è ritrovato a passare un anno in galera e viene liberato da Kaz solo per le informazioni che possiede.

Il ragazzo non è felice all’idea di tradire la sua nazione, ma quando Kaz gli fa una proposta che non può rifiutare anche lui si aggiunge alla nostra squadra. O forse ha un piano tutto suo?
Matthias si differenzia sempre dagli altri, traccia quasi un confine tra di loro ancora prima di conoscerli: lui è buono, loro sono cattivi. 
Il suo percorso simboleggia come tante volte le persone partono prevenuti e come non si rendano conto che possono esistere più versioni di una stessa storia.


Kaz si appoggiò allo schienale. “Qual è il modo più facile per rubare il portafoglio di un uomo?”
“Coltello alla gola?” chiese Inej.
“Pistola alla schiena?” disse Jesper.
“Veleno nella sua tazza?” suggerì Nina.
“Voi siete tutti terribili.” disse Matthias.*

  
Leigh Bardugo ha creato una storia che ricorda Ocean’s Eleven, dove non tutto è quello che sembra e bisogna sempre stare attenti all’asso nella manica. 
I personaggi sono stati strutturati in modo realistico, ognuno con i suoi pregi e i suoi difetti, riuscendo così a creare una squadra ben costruita che riesce a conquistare il cuore anche del lettore più gelido.

La scrittrice ha inserito anche molta diversità nel libro, senza osannarle. Non continua a 
ricordare al lettore che ha inserito personaggi differenti, calcando sulle loro differenze; infatti, al contrario, è la storia che porta avanti la narrazione e differenze come il colore della pelle, la fisicità o la disabilità vengono considerati come dettagli per la personificazione dei personaggi e non difetti su cui la storia si incentra.
La Bardugo in una sua intervista ha detto: “Nina è una ragazza robusta, a cui piace mangiare, correre sui tetti e sconfiggere i cattivi. Però niente di questo viene condizionato dal suo aspetto fisico”. Credo che con questa frase la scrittrice sia riuscita a mirare il centro della questione. Non dobbiamo trattare la diversità come se fosse il centro della vita di un personaggio per far vedere che è normale; ma trattarla normalmente perché lo è.

“Quando tutti sanno che sei un mostro, non devi perdere tempo a fare qualsiasi cosa mostruosa”*

Nel libro mancano, fortunatamente, anche tutti quei cliché che nell’anno di uscita del romanzo erano in pieno fermento. Infatti non si troveranno triangoli amorosi, delle ragazze che litigano tra di loro o bad boys con il cuore infranto che vogliono solo essere salvati. 
Proprio per questa mancanza il libro è stato acclamato dalla critica, quando è uscito, per la sua originalità e per i passi avanti che la scrittrice ha fatto rispetto al suo primo lavoro.







Con Sei di Corvi, la Bardugo ha raddrizzato il tiro incominciato con Shadow and Bone. Proponendo una storia più originale, strutturata meglio e con personaggi dalla dubbia moralità che non puoi non amare. 

“Non è naturale che le donne combattano”
“Non è naturale che qualcuno sia stupido quanto è alto, eppure eccoti qui”*

Sei di Corvi non è solo un libro d’azione, pieno di colpi di scena che lasciano il lettore con il fiato sospeso per tutto il libro, ma è anche una storia sull’amicizia, sull’amore e sulla lealtà. 
È una storia di sei ragazzi che cercano di sopravvivere. 
È una storia sulle debolezze che ci hanno segnato e che continuiamo a portarci dietro. 
È una storia su come la famiglia certe volte non è quella che ti capita, ma quella che ti scegli.

- Camilla

*Le citazioni sono state tradotte da noi dall’inglese, per questo possono non concordare con quelle presenti nella versione italiana del libro.