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Tuesday, 26 April 2022

Recensione: "LA LEGGE DEI LUPI" di Leigh Bardugo

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi porto la recensione dell'ultimo (per il momento?) capitolo del Grishaverse. 


Titolo:
La legge dei lupi
Autore: Leigh Bardugo 
Data d'uscita: 26 aprile 2022
Editore: Mondadori
Pagine: 480
Prezzo: 21,90€

Trama: Il secondo volume della serie Grishaverse "Il re delle cicatrici". Anche in questo secondo e ultimo volume della dilogia ritroviamo tre dei personaggi più amati del GrishaVerse: Nikolai Lantsov, Zoya Nazyalensky e Nina Zenik. I tre, re, generale e spia di Ravka, dovranno continuare insieme la loro lotta per strappare all'oscurità il futuro del loro paese. Altrimenti non potranno che assistere al suo disfacimento definitivo.

Serie:
1. Il re delle cicatrici (recensione)
2. La legge dei lupi




Recensione:

Voto: 4 stelle!

E così abbiamo finito anche questa dilogia. Come ho già detto la trovo il lavoro meno riuscito della scrittrice, ma comunque il mio voto è positivo, perché anche non al suo meglio la Bardugo è una scrittrice con i fiocchi. 

Questo secondo volume è più adrenalinico del primo, con molte più scene d'azione su diversi fronti, che portano ad una narrazione meno pesante. La scrittrice da molto spazio alla storia in sé e ancora una volta resta restia sui personaggi. Si, li conosciamo da libri ormai, ma un po' più di approfondimento non avrebbe fatto male. 
Credo che tutto questo dimostri come la Bardugo sia cresciuta e ormai questo mondo le vada stretto. Capisco che probabilmente lo ami come lo amiamo noi e voglia accontentare i fan con le storie che vogliono, ma certe volte è meglio dire basta prima che siano i lettori a farlo. 

Le vicende seguono anche in questo volume Zoya, Nikolai e Nina. 
Zoya, secondo me, è la grande protagonista della dilogia. È quella che ha una crescita maggiore e raggiunge il suo massimo potenziale. 
Nikolai diventa quasi un personaggio osservatore, fa tanto nel romanzo, ma la sua figura è sempre messa in ombra da Zoya. 
E arriviamo a Nina, forse l'unico filo narrativo che non mi ha convinto fino in fondo. Ho trovato il personaggio completamente diverso da quello che abbiamo incontrato in Sei di Corvi e alcune sue azioni sono al limite dell'out of character. Da una parte capisco perfettamente che non è più la ragazza che avevamo incontrato, ma la scrittrice non ha dato l'approfondimento psicologico necessario perché avvenga questo cambiamento. Alla fine sono arrivata alla conclusione che la Nina che abbiamo incontrato nella precedente dilogia sia 'morta' in 'Il regno Corrotto' e adesso ci troviamo davanti ad un personaggio completamente diverso, che sfortunatamente non abbiamo avuto veramente il tempo di incontrare, portando così ad un cambiamento che sembra quasi buttato a caso nella storia. 

Altro personaggio che narra è colui che è il grande plot twist di fine del primo libro (non dico niente di specifico, perché niente spoiler). Devo dire che avevo grandi speranze per questo personaggio, ma sfortunatamente ho trovato la sua storia un po' blanda e quasi inserita per voler di pubblico. 

Nel romanzo sono presenti anche più scene Easter Egg e se di primo acchito le ho trovate veramente carine, successivamente mi sono chiesta se erano veramente necessarie. E la risposta, per me, è no. A pensiero successivo alcune le ho trovate molto fanservice. 

Essendo l'ultimo libro di una serie sapete che, come d'abitudine per la Bardugo, non tutti i nostri eroi arriveranno alla fine della narrazione. E devo dire che anche questa volta mi sembra che la scrittrice lo faccia solo perché crede di doverlo fare, per dare un tono più veritiero e maturo alla narrazione. La morte di questo romanzo l'ho trovata davvero non necessaria e se proprio voleva farla poteva fare di meglio. Voglio essere sincera: mi ha fatto arrabbiare molto di più questa morte che quella de 'Il regno corrotto', per farvi capire come sono messa. 

E arriviamo così al finale. La scrittrice aveva annunciato che questo sarebbe stato l'ultimo libro del Grishaverse e come si può capire dalle ultime frasi, ha mentito. Le ultime righe sembrano assolutamente anticipare un altro romanzo e mi dispiace ma il mio primo pensiero è stato 'ti supplico, no'. Cioè ovviamente se lo scriverà lo leggerò, ma preferirei di no. Oltre al fatto che lo troverei difficile da realizzare per come sono stati lasciati dei personaggi, credo anche che vada direttamente inserito nei libri scritti solo per fanservice. Come ho detto all'inizio della recensione alcune volte è meglio lasciare andare una serie quando c'è ancora amore e rispetto, piuttosto che spremerla finché non c'è più niente da dire. 

La legge dei lupi conclude la dilogia più matura della Bardugo, che riesce ad intrattenere con la storia, ma rimane un po' debole sulla caratterizzazione dei personaggi. 

- Camilla 

Monday, 14 March 2022

Recensione: 'IL RE DELLE CICATRICI' di Leigh Bardugo

Buongiorno amic* lettor*!
Iniziamo la settimana con la recensione di uno dei libri più attesi del mese, Il re delle cicatrici. Da domani la storia di Nikolai sarà ufficialmente in libreria. 


Titolo:
Il re delle cicatrici
Autore: Leigh Bardugo
Data d'uscita: 15 marzo 2022
Editore: Mondadori
Pagine: 420
Prezzo: 20,90€

Trama: Nikolai Lantsov, sovrano di Ravka, corsaro, soldato, secondogenito di un re disonorato, ha sempre avuto un'innata propensione alle situazioni difficili, ma questa volta sembra dover fare i conti con qualcosa di impossibile, qualcosa che nessuno, tra la popolazione di Ravka, potrebbe mai immaginare. Come se non bastasse, per arrestare l'avanzata dei nemici che si assiepano lungo i confini del regno, il giovane re deve trovare un modo per riempire le casse dello Stato, stipulare nuove alleanze e fermare il nuovo pericolo che minaccia quello che un tempo è stato il glorioso esercito Grisha. Al suo fianco, però, c'è la fedele Zoya Nazyalensky, leggendario generale Grisha, che non si fermerà di fronte a nulla pur di aiutare Nikolai ad affrontare e sconfiggere il potere oscuro che alberga nelle profondità del suo cuore e che, rafforzandosi di giorno in giorno, minaccia di distruggere tutto quello che ha costruito. Zoya sa infatti che, come i Grisha non possono sopravvivere senza Ravka, tantomeno Ravka può sopravvivere a un re tanto indebolito. Nello stesso momento, nelle terre fredde del Nord, Nina Zenik sta combattendo la sua personale guerra contro coloro che vorrebbero spazzare via per sempre i Grisha. Ma per sconfiggere i pericoli che la attendono, sarà costretta a scendere a patti con il proprio terrificante potere e ad affrontare il dolore profondo e lacerante che porta nel cuore. Re, generale e spia di Ravka: tutti e tre nel corso del loro viaggio dovranno spingersi oltre i confini tra scienza e superstizione, magia e fede, rischiare il tutto per tutto per salvare una nazione spezzata, e accettare che alcuni segreti non sono fatti per restare sepolti e che certe ferite non sono destinate a guarire.

Serie:
1. Il re delle cicatrici
2. La legge dei lupi (19 aprile 2022)



Recensione:

Voto: 4 stelle!

Quando il libro è uscito in inglese ci sono state molte recensioni contrastanti, che mi hanno portato a prendere la decisione di aspettare che gli animi si calmassero. Cinque mesi dopo, quando nessuno più ne parlava, ho finalmente letto il libro per la prima volta. 

"The monster is me and I am the monster."
La dilogia di Nikolai era quello che i fan della scrittrice aspettavano e devo dire che alla fine a me il libro è piaciuto, anche se non lo considero uno dei suoi migliori lavori. Le serie del Grishaverse sono sempre riuscite ad intrattenermi e ad emozionarmi, ma questo libro lo posso descrivere solo come carino. È decisamente più maturo dei lavori precedenti e non è un male, ma mi è quasi sembrato che la scrittrice abbia cercato di accontentare i fan dando loro questa nuova serie, ma allo stesso tempo lei sia andata avanti. 

"It's not exciting if nothing can go wrong."
La storia si divide in due linee narrative, una che segue Nikolai e Zoya e l'altra Nina, che hanno entrambe come tema comune quello della politica. 
La prima ci riporta a Ravka, che tra una guerra civile e un'altra lungo i confini non ha un momento di pace. Si vede decisamente il cambiamento della scrittrice rispetto alla prima trilogia ambientata in questo universo. Mentre per Alina la guerra è stata qualcosa di visto in terza persona, qui vediamo qualcosa di più distruttivo e veritiero riguardo l'argomento.
Nikolai e Zoya si devono destreggiare tra intrighi politici, nemici agguerriti e anche problemi riguardanti i Grisha. Abbiamo il tempo per conoscerli un po' meglio, ma al centro della trama c'è la storia in sé e i personaggi, vuoi forse il fatto che chi legge già li conosce, possono rimanere meno a fuoco e meno risaltati. 

Il secondo filo narrativo segue Nina dopo quello che è successo in 'Il regno corrotto'. Come ci si poteva aspettare, questa parte, quasi totalmente staccata da quella di Nikolai e Zoya, è decisamente un pugno nello stomaco. Più emotiva dell'altra, al tempo stesso è stata bella e dolorosa da leggere. Non siamo abituati a vedere un dopo rispetto a quello che succede e quindi sono sicura che la sua storia dividerà molto i lettori. A me, per adesso, è piaciuta e sono molto curiosa di capire cosa succederà. 

«Say something spiteful.»
«Why?» she asked faintly.
«Because I'm fairly certain I'm hallucinating and in my dreams you're much nicer.»
«You're an idiot, Nikolai.»
Per quanto riguarda il romance devo dire che rimaniamo un po' a secco. Le interazioni tra Nikolai e Zoya sono meravigliose, ma anche veramente poche. Il loro rapporto risulta più sviluppato dal lettore che da quello che realmente avviene nella storia. A me piacciono molto come coppia, ma mi piacerebbe anche vedere qualcosina di più. 

"They would build a new world together. But first they had to burn the old one down"

Il finale è decisamente il momento che ha diviso maggiormente i fan della serie. Devo dire la verità e quindi ammettere che non ho compreso appieno come mai la scrittrice abbia scelto di prendere questa strada e anche se una parte di me crede che sarà interessante vedere dove andrà a parare, l'altra non può che chiedersi se non sia stato tutto un grosso momento fanservice. 

Lo stile della Bardugo mostra anche questo la sua maturità rispetto ai lavori precedenti e se a livello oggettivo mi è piaciuto quello che ha fatto, a livello soggettivo ho trovato il tutto un po' pesante e mi ha dato la sensazione di star leggendo un libro molto più lungo rispetto alle sue quattrocento pagine. 

"Remember who you are"
Il Re delle cicatrici inizia la dilogia più politica all'interno del Grishaverse. Quest'ultimo risulta il tema principale su più fronti e i ben amati personaggi, sempre stati il fiore all'occhiello della scrittrice, rimangono quasi sacrificati per permettere alla serie di fare un salto più maturo, che forse non serviva. 

- Camilla

Friday, 30 April 2021

WRAP UP APRILE 2021

Buongiorno amic* lettor*!
Non so come sia possibile, ma siamo già alla fine di aprile. Mi sembra di aver finito la sessione invernale settimana scorsa ed invece siamo alle porte di quella estiva. 
Ma adesso parliamo di cose importanti... e cioè i libri!



CAMILLA

- IL RINTOCCO di Neal Shusterman - 4 stelle!
Ultimo libro di una trilogia che mi ha conquistato dal primo momento per la capacità dello scrittore di riuscire ad essere sempre innovativo, audace, ma soprattutto di essere in grado di rispondere alle domande che il lettore si pone mentre legge. L'unico problema che ho avuto con il romanzo è stato l'inizio perché essendo su ben tre linee temporali che vengono spiegate solo alla fine mi ha confuso per tutte le informazioni che stavo ricevendo. Citra e Rowan (potete leggere qui il mio approfondimento su di loro) non possono essere più definiti i protagonisti della storia, nel primo lo erano, nel secondo sono diventati secondari al Thunderhead, mentre in questo diventano due personaggi nell'immensa pedina creata dallo scrittore. Non si sente la loro mancanza, perché Shusterman è bravo a mostrare i personaggi quando servono e a metterli da parte quando non sono necessari. Il finale è aperto, non il mio tipo preferito, ma credo che concluda bene la trilogia. 



- ASSEDIO E TEMPESTA di Leigh Bardugo - 5 stelle!
Questo secondo volume è stato all'altezza del primo. Azione e politica sono riusciti a mischiarsi bene, con l'introduzione di nuovi personaggi e il ritorno dei vecchi con una nuova veste. Il Darkling c'è poco, ma quando compare è sempre interessante, soprattutto per il legame che ha con Alina. Quest'ultima, sempre simpatica e badass, è aggravata dal peso dei suoi doveri che la porta a fare anche scelte difficili. Mal non mi è piaciuto nel libro. Non riesce a comprendere appieno Alina e le sue scelte e per questo non riesce a sostenerla nel ruolo che ha preso. Ammetto che però negli ultimi capitoli mi è piaciuto un pelino di più, quindi forse c'è speranza. I due insieme non mi convincono fino in fondo, lei mi sembra che abbia idealizzato un'amore giovanile, mentre lui è ancora troppo egoista. Nuova new entry Nikolai che con le sue sfaccettature riesce a conquistare appieno il lettore. Secondo volume decisamente promosso. 



- ROVINA E ASCESA di Leigh Bardugo 4.5 stelle!
Con questa seconda lettura ho apprezzato molto di più questo finale, sia che la trilogia in generale. Non mi aspettavo di piangere, ma è successo... con gli anni sono diventata più morbida per certi versi. Il Darkling mi è piaciuto, anche se decisamente sarebbe stato interessante conoscerlo di più. Mal (non pensavo che lo avrei mai detto) mi è proprio piaciuto, ha avuto una crescita pazzesca. Si è liberato di quei sentimenti da 'ragazzino' che aveva e finalmente è diventato la persona giusta per supportare Alina. Il percorso di quest'ultima continua, è diventata più ruvida, meno spiritosa, ma continua a conquistarmi. Il mio rapporto preferito nel libro è stato quello tra Alina e Nikolai, non in senso romantico, ma come amici e confidenti. 
Non ho dato il massimo perché credo che la trilogia sarebbe stata più completa con l'inserimento di più pov, in modo da comprendere appieno anche gli altri personaggi. Inoltre sapete che sono una lamentona sui finali e anche se questo devo dire a posteriori che è il mio preferito della Bardugo perché conclude perfettamente la storia, in un modo anche doloroso, ma giusto, due scene in più ci potevano stare.




- THE LIVES OF SAINTS di Leigh Bardugo - 3 stelle!
Questo è un libro per gli appassionati del Grishaverse, con delle storie magiche che completano l'esperienza del lettore. Alcune le ho trovate molto belle (The Darkless Star la più interessante per la duologia di Nikolai), ma altre mi hanno un po' annoiato. 








- AMARE UN LIBERTINO di Julia Quinn - 3.75 stelle!
Questo è il libro che mi interessava di più nella seconda metà dei libri sulla famiglia Bridgerton e non mi ha deluso. Francesca e Michael sono decisamente una delle mie coppie preferite della serie, la loro storia è stata sia dolce che avvincente e mi ha completamente conquistato. Unica pecca il finale che ha concluso la narrazione con troppa velocità. 










- SEI DI CORVI di Leigh Bardugo - 5 stelle!
Ho riletto il libro e questo per me è il lavoro migliore della Bardugo. Visto che penso ancora tutto quello che ho scritto nella mia recensione, vi rimando ad essa: qui






- IL REGNO CORROTTO di Leigh Bardugo - 4.5 stelle!
Questi personaggi avranno sempre un posto speciale nel mio cuore e più leggo di loro, più mi affeziono e per questo mi sono emozionata tantissimo. Il finale per me sarà sempre una pugnalata e passo da momenti in cui mi ha distrutto ad altri in cui faccio finta di averlo accettato con dignità (cosa non vera per niente). Anche se ho amato tutto credo che la debolezza della Bardugo sia nei suoi finali e nelle scene commoventi. Quest'ultime mi hanno emozionato, ma più per il legame che ho creato con i personaggi che per l'effettiva esecuzione, che se devo essere onesta ho trovato un po' povere. Mentre per i finali in generale li trovo sempre un po' troppo sbrigativi. Detto questo, la duologia di Six of Crows rimarrà sempre una delle mie preferite e il lavoro migliore della scrittrice. 



- KING OF SCARS di Leigh Bardugo - 4 stelle!
Questo libro è quello più incentrato sulla politica tra quelli della scrittrice, cosa che mi piace. Anche se  il romanzo mi ha interessato ed è stato pure piacevole, soprattutto alla fine, devo ammettere che ho trovato lo stile della Bardugo abbastanza pesante e all'inizio mi ha dato la sensazione che il libro sarebbe stato infinito. Zoya decisamente il mio personaggio preferito, ho adorato come abbiamo scoperto di più sul suo conto e il suo rapporto con Nikolai mi ha incantato. La storyline di Nina, invece, è stata davvero la più emozionante, forse anche perché avevo appena finito la duologia. 





- RULE OF WOLVES di Leigh Bardugo - 4.25 stelle!
Il libro è molto più adrenalinico del primo e per questo meno pesante e più godibile. Mischia perfettamente la politica e l'azione, facendoci anche vedere qualcosa che non c'era nei libri precedenti. Sicuramente questa è la serie più matura del Grishaverse e l'unico peccato è sempre sul punto debole della scrittrice: il finale. Anche questa volta l'ho trovato troppo veloce e una particolare storyline non mi ha convinto fino in fondo com'è finita, in quanto mi sembra che le scelte prese da tale personaggio siano totalmente out of character. La scrittrice aveva detto che questo era l'ultimo romanzo del Grishaverse, ma credo che ci abbia mentito spudoratamente, perché quell'ultima frase è decisamente l'inizio di qualcos'altro. 




- ROSSO, BIANCO & SANGUE BLU di Casey McQuiston - 4 stelle!
Questo è un libro molto bello e dolce. Decisamente una di quelle letture che ti può risollevare in un momento in cui ne hai bisogno. E' un romanzo che parla di tematiche importanti, come l'accettazione di sé. Non ho dato il massimo perché sono una persona veramente curiosa e mi sarebbe piaciuto avere più informazioni suoi personaggi secondi e inoltre volevo un epilogo. 







CHIARA

- WINDWITCH di Susan Dennard - 4.7 stelle!
Devo dire che la Dennard in questo libro si è confermata capace di creare una trama complessa in cui niente è come sembra, tutto è diverso da ciò che appare e i sentimenti (compresi quelli dei lettori) vengono continuamente messi a dura prova. Caparbietà, comprensione, l'importanza dei legami ma anche del guardare al di là delle apparenze.. questa autrice tocca corde molto delicate con una grazia crudele che devo dire mi piace molto. Ne parleremo comunque meglio presto.

 



 



- SIGHTWITCH di Susan Dennard - 4 stelle!
Libro interessante, creato in maniera originale, con un rimpallo tra passato e presente che risulta abbastanza facile da seguire, ma più che spiegare ti fa sentire la necessità di avere di più! Non mi aspettavo niente di tutto ciò che ho letto e devo dire che avrei preferito fosse almeno un centinaio di pagine più lungo, giusto per godermi meglio il continuo della relazione tra Kullen e Ryber.

 

 

 

- BLOODWITCH di Susan Dennard - 5 stelle!
Ho abbassato leggermente il voto a Windwitch perchè effettivamente qui la Dennard in più occasioni si è superata. Mi ha spezzata, distrutta e coinvolta così tanto che necessito assolutamente di leggere il seguito. Adoro l'evoluzione dei personaggi, la difficoltà delle loro scelte e la loro testardaggine. Oltre a ciò: ma le ship?! Perchè credo di star tifando per loro come poche coppie libresche.

 

 

 





- ELETTROSHOCK DAISY 7 di Kyousuke Motomi - 4 stelle!
Rispetto agli altri volume bello ma meno coinvolgente. La prima parte risulta piuttosto lenta e la seconda troppo veloce, forse avrei bilanciato meglio gli eventi, ma rimane comunque una storia che adoro.

 

 

 

 

 

- ELETTROSHOCK DAISY 8 di Kyousuke Motomi - 4 stelle!
 Finalmente ci vengono svelati dei retroscena utili a capire il legame tra Daisy e il fratello di Teru. Bisogna anche dire che alcuni punti non sono particolarmente chiari e si fa un po' fatica a seguire tutto. Bello, emozionante sicuramente, ma niente punteggio pieno!

 

 

 

 

 


- ROSSO, BIANCO & SANGUE BLU di Casey McQuiston - 3.8 stelle!
Recensione del mese di febbraio a cui dedicheremo un articolo a parte. Bello ma sotto alcuni aspetti si poteva forse fare di meglio. In ogni caso, Henry e Alex non possono non entrare nel cuore.



 

 

 

ERIKA


- RULE OF WOLVES di Leigh Bardugo - 2.75 stelle!

La Bardugo mi ha ufficialmente delusa: King of Scars non mi era piaciuto particolarmente quindi ero già partita con aspettative basse e inizialmente RoW non era partito male affatto. Purtroppo verso il finale sono state messe troppe cose e troppo velocemente. Inoltre sono dell'idea che alcuni personaggi sono stati un po' snaturati per seguire la trama, ma soprattutto il fanservice.




- RESPIRO SOLO SE TU di Jennifer Niven - 3.25 stelle!

Intanto un grazie speciale alla DeA, che oltre a inviarmi una copia digitale del libro mi ha invitata ad un evento esclusivo con l'autrice. Il libro nel complesso è molto carino ma l'ho trovato un po' "immaturo". Nel senso che data l'età della protagonista, si concentra su temi adolescenziali e, mentre avrei potuto apprezzarlo anni fa, ora non rappresenta più quello che mi aspetto da un contemporary. 


- NEON GODS di Katee Robert - 3 stelle!

Questo è un retelling del mito di Ade e Persefone, che personalmente amo infinitamente per merito/colpa della webtoon Lore Olympus. Sicuramente è risultato scorrevole anche se alla fine ho faticato per via della trama un po' stagna. Confusionario il modo in cui sono stati presentati gli dei anche se sicuramente si distingue dal resto. Peccato, le idee buone ma la realizzazione un po' meno.




- XOXO di Axie Oh - 4.75 stelle!

Dopo aver scoperto dell'esistenza di questo libro ne sentivo assolutamente la necessità di leggerlo, fortunatamente la Harper Collins è venuta in mio soccorso e mi ha fornito una copia arc. 
Mi è piaciuto tantissimo, non solo per le tematiche affrontate, quindi il K-pop e tutto il mondo che ci sta attorno ma anche il mondo in cui viene affrontato e il rapporto fra i vari personaggi.


- THE HOLLOW HEART di Marie Rutkoski - 4.5 stelle!

Ringrazio Marie Rutkoski di esistere, trovo che scriva in maniera eccellente. Il primo libro nella duologia non mi aveva fatto impazzire ma rivalutando tutto nell'insieme trovo che fosse necessario per creare tensione e  introdurre la trama di quest'ultimo che invece ho trovato incredibilmente interessante.
Come già saprete ho un debole per i Villains e The Hollow Heart mi ha dato pane per i denti. Consigliatissimo!






E anche questo mese è finito! Avete letto qualche nuovo preferito?
- Spill the Book Team


Thursday, 21 January 2021

RECENSIONE: Assedio e Tempesta di Leigh Bardugo - Review Party

 


Ciao a tutti lettor*!💚

Rieccoci qui con un altro appuntamento dedicato alla Regina del fantasy Leigh Bardugo. A pochi mesi dal ritorno sugli scaffali italiani di Tenebre e Ossa (di cui trovate qui la mia recensione), Mondadori pubblica anche Assedio e Tempesta, secondo libro della trilogia Grisha.

Siete pronti a tornare nella fredda e pericolosa Ravka, tra complotti e magia?

Io sono già lì.

Ringrazio intanto  @thegoldenreader per avermi chiesto di partecipare a questo secondo Review Party e @librimondadori per la possibilità di leggere questo libro in anteprima.

 

 Titolo: Assedio&Tempesta
Autore: Leigh Bardugo
Data di uscita: 19 Gennaio 2021
Editore: Mondadori
Pagine: 300
Prezzo: 18,90€ 

Trama: "Non sarà sempre così" dissi a me stessa. "Più tempo passerai da libera, più diventerà facile." Un giorno mi sarei svegliata da un sonno senza incubi, avrei camminato per strada senza timore. Fino a quel momento, mi tenevo stretta il mio pugnale sottile, desiderando sentire il peso sicuro dell'acciaio Grisha nella mano. Ricercata per tutto il Mare Vero, perseguitata dal senso di colpa per le vite spezzate a causa sua nella Faglia d'Ombra, Alina, la potente Evocaluce, sta cercando di ricostruirsi una vita con Mal in una terra dove nessuno è a conoscenza della sua vera identità. Tuttavia, questo dovrebbe averlo imparato, non si può sfuggire al proprio passato. Né, soprattutto, ci si può sottrarre per sempre al proprio destino. L'Oscuro infatti, che non solo è sopravvissuto alla Faglia d'Ombra ma ha acquisito anche un terrificante nuovo potere, è più determinato che mai a reclamare per sé il controllo della Grisha ribelle e a usarla per impossessarsi del trono di Ravka. Non sapendo a chi altri rivolgersi, Alina accetta l'aiuto di un alleato imprevedibile. Insieme a lui e a Mal combatterà per difendere il suo paese che, in balia della Faglia d'Ombra, di un re debole e di tiranni rapaci, sta andando rapidamente in pezzi. Per riuscirci, però, l'Evocaluce dovrà scegliere tra l'esercizio del potere e l'amore che pensava sarebbe stato sempre il suo porto sicuro. Solo lei infatti può affrontare l'imminente tempesta che sta per abbattersi su Ravka e nessuna vittoria può essere guadagnata senza sacrificio. Finché l'Oscuro vivrà – questo Alina lo sa bene – non esisterà libertà per il suo paese. Né per lei. Forse, dopo tanti tentennamenti, è infine giunto il momento di smettere di scappare e di avere paura. Costi quel che costi.

Voto: 4.7 stelle! ⭐

Recensione: riprendere in mano un libro della Bardugo rimane sempre un'emozione. Spesso quando si tratta di riletture e passa un po' di tempo si ha sempre paura di vedere il libro in questione con un occhio diverso: mi piacerà allo stesso modo? troverò difetti di cui prima non mi ero accorta? queste sono alcune delle domande più comuni che circondano quella normale aspettativa che uno normalmente ha. Devo dire che, dall'esatto momento in cui ho iniziato a leggere, la mia testa e il mio cuore sono rimasti strettamente incatenati a questo libro ancor più della prima volta. Ho adorato tornare a Ravka e, grazie a una traduzione in italiano godibilissima, sono riuscita a gustarmi ancora meglio le avventure del mio amato Siege and Storm, ovvero Assedio e Tempesta.

Il libro risulta scorrevole quanto se non più del precedente e, complice la non eccessiva lunghezza, si divora in pochissimo tempo (praticamente l'ho letto in un giorno e mezzo). Come il suo predecessore non è caratterizzato da un gran numero di avvenimenti, ma questo non vuol dire che risulti noioso. Al contrario, è disseminato di piccoli momenti ed elementi forse persino considerati superflui fino a che non se ne disvela il reale significato che, uniti insieme, porteranno poi al climax finale di questo secondo episodio della trilogia.
Di nuovo questa autrice ci ricorda che l'elemento vincente di un libro non è il lasciare il lettore perennemente in apnea per il susseguirsi continuo di eventi, ma è anche sapere quando dargli respiro e quando farlo osservare e ragionare, creando così un romanzo già più bilanciato e complesso.

La storia comincia non troppo tempo dopo gli avvenimenti di Tenebre e Ossa, mostrando un Paese sempre più nel caos: dopo il colpo di Stato dell'Oscuro insicurezza e terrore si sono diffusi in tutto il territorio, creando una spaccatura ancora più profonda di prima tra Primo e Secondo Esercito. Diffidenza e invidia per le differenze di trattamento avute in precedenza si tramutano ora in timore e rabbia, che portano i soldati a vedere i Grisha come dei potenziali nemici di cui diffidare, se non addirittura mostruosità da debellare, andando così a giustificare le posizioni radicali prese dall'Oscuro come le uniche possibili per poter sopravvivere. Nemmeno tra chi sembra non appoggiarlo vi è totale unità: Corporalki, Etherealki e Materialki rimangono fortemente divisi in fazioni, mentre il re non pare avere intenzione di muovere alcun passo per porre rimedio alla situazione, bardandosi probabilmente dietro la stessa convinzione che circola tra l'aristocrazia che prima o poi l'Oscuro rinsavirà tornando alla ragione e domandando semplicemente perdono.
Come se ciò non bastasse, in un clima interno così incerto, a cui ovviamente si aggiunge anche il problema del graduale ampliarsi della Faglia d'Ombra, si inseriscono anche le macchinazioni dell'Apparat, che approfitta della situazione per creare una sorta di culto religioso che si diffonde con fin troppa rapidità tra la gente comune, basato sulla figura martirizzata di Sankta Alina, morta appunto per difendere Ravka dall'evocatore d'ombra.

Fanatismo, conflitti, rabbia, la Bardugo ci dipinge una situazione drammatica con una vividezza di colori che non necessita nemmeno di troppe parole o eccessivi manierismi, mostrandoci le molteplici sfaccettature della guerra e di ciò che comporta anche in chi, purtroppo, può esserne solo mero spettatore o pedina.
Anche stavolta è Alina a farci da guida in tutto questo, permettendoci di venire coinvolti da ciò che accade ma allo stesso tempo di avere un occhio critico su ciò che si sta leggendo. Alina, sì, che ha tentato di mettere più distanza possibile tra lei e Ravka e alla fine si ritrova costretta a ritornarci, prima a forza e poi per scelta. D'altra parte, per quanto volesse dimenticare ciò che le è successo, sarebbe stata davvero capace di abbandonare una nazione intera al proprio triste - e abbastanza scontato - destino? Credo di no.
Pur giovane che sia e con le proprie fragilità, la Starvok risulta una protagonista che nel bene o nel male accetta non solo le proprie capacità, ma anche le responsabilità che ne derivano, per quanto pesanti possano risultare poi sulle sue spalle. Coraggiosa e caparbia, la nostra Evocaluce non si limita stavolta solo a essere spettatrice di ciò che accade  (come succedeva in Tenebre e Ossa) ma compie un passo in più: per quanto possibile, cerca di portare un cambiamento e di spingere i Grisha a riconoscersi come gruppo di pari che possono collaborare e aiutarsi tra loro, soprattutto in vista del confronto con l'Oscuro che tutti sanno prima o poi arriverà. Smette quindi di essere solo una mera arma da utilizzare ma diventa piuttosto una figura a sé stante in quella che pare essere una partita a scacchi a lungo termine per la salvezza di Ravka. Non si lascia comandare, non si limita a venire spostata da una parte all'altra ma prende decisioni, sceglie posizioni e lotta strenuamente per quello in cui crede anche quando questo vuol dire scontrarsi con le persone a cui tiene di più.
Al contempo deve fare i conti con l'accrescersi del proprio potere e soprattutto col suo legame con l'Oscuro, fonti di molteplici turbamenti che le attanagliano continuamente l'animo, che sembra spingerla a cercare di ottenere ancora più forza. D'altra parte, maggior potere vorrebbe dire riuscire a contrastare molto più facilmente il proprio nemico, quindi dovrebbe risultare la scelta giusta. Eppure, perchè allora percepisce come un vuoto dentro di sé e una fame, crescente, che vuole di più e mai si placa del tutto, facendola sentire incompleta? Di nuovo la Bardugo ci spinge a riflettere sul tema del potere: quanto di ciò che noi pensiamo necessario lo è davvero e quanto invece si arriva ad andare oltre fino a non riuscire più a fermarsi? Quando questa esigenza di potere sarà mai abbastanza e quanto potrà cambiarci?
Niente arriva senza lasciare un segno, soprattutto quando si tratta di qualcosa così ingente. Si è ammirati ma anche temuti, rispettati dopo essere stati a lungo appena riconosciuti, ma allo stesso tempo questa grande sensazione di controllo che finalmente si è ottenuta scivola, perchè il potere deforma, infetta, snaturando la percezione di sé e rendendo difficile riuscire a rapportarsi con gli altri in maniera sana. L'Oscuro ne è il perfetto esempio.
Per quanto le sue motivazioni iniziali, come già sottolineato in Tenebre e Ossa, potessero essere comprensibili, il modo in cui queste man mano si siano distorte e mescolate a una smania di controllo e di potere non può fare altro che portarlo a essere un personaggio senza possibilità di redenzione. Nel caso fosse rimasto qualche dubbio in merito, basta iniziare Assedio e Tempesta per avere chiaro come è e rimarrà l'antagonista principale di questa storia: ancora più potente di prima, crudele e soprattutto violento nel punire chi considera aver tradito la propria fiducia, l'Oscuro agisce senza scrupoli di morale considerandosi l'unica persona in grado di fare quello che è giusto per i Grisha e per Ravka. Non ha incertezze, non vacilla nemmeno di fronte ai sentimenti che può provare per Alina, che riconosce come eguale ma allo stesso tempo cerca di possedere e biasima per la sua incapacità di riconoscere che la sua visione è la sola da dover seguire.
Devo dire che questo rimane uno dei migliori personaggi creati dalla Bardugo. Complesso, tremendo nelle sue azioni e allo stesso tempo assolutamente accattivante. In questo libro non è eccessivamente protagonista diretto della scena ma allo stesso tempo la sua presenza si sente eccome. E' come un'ombra, fredda, maligna, che si cela in qualche angolo, pronta a colpire quando meno ce lo si aspetta e di cui percepisci la solitudine. Non puoi non esserne attratto quanto allo stesso tempo condannarne le azioni.

E quale altro avversario per questo personaggio senza remore poteva mai creare la Bardugo se non, Alina a parte, Nikolai Lantsov? Ingegnoso, scaltro e dall'intelligenza affilata, il nostro principe risulta un altro personaggio da non sottovalutare e largamente imprevedibile.
Dotato di una sana ironia, è una figura che bilancia la cupezza della storia in un continuo di battute e risposte che non possono non strappare almeno un sorriso. E' pressoché impossibile non essere affascinati da Nikolai proprio perchè, come ha dichiarato anche la Bardugo, non riesce mai a stare zitto. E' una di quelle figure talmente vive che bucano la pagina e soprattutto rubano la scena a qualsiasi altro personaggio, l'Oscuro compreso.
Ed è proprio tramite lui che ci viene presentato nuovamente il tema del potere, declinato però in un'altra veste: non si parla più di forza magica, ma in questo caso di potere politico, non tanto difficile da acquisire all'inizio quanto piuttusto estremamente complesso da mantenere e soprattutto consolidare. Si tratta di un complesso motivo di azioni, alleanze da stringere, facciate da mostrare e maschere da apporsi, in cui viene trascinata la stessa Alina e in cui spesso anche poche parole possono fare la differenza. Il punto focale rimane sempre poter non solo sopravvivere nell'alta società di Ravka ma anche ottenere in una posizione tale da poter effettivamente agire per la nazione. E quindi la Starvok smette di essere solamente una persona e diventa anche un personaggio, seguito e amato sì, ma anche tenuto d'occhio e di cui in qualche modo si limita la libertà. Purtroppo l'Evocaluce imparerà su se stessa che il mondo di corte e soprattutto quello delle alte sfere del potere è ancora meno luminoso di quanto già non immaginasse, ritrovandosi responsabilità e obblighi non voluti né graditi che non sa ancora fin quanto potrà accettare o assecondare.
Allo stesso modo anche Nikolai, ad una prima occhiata venale e leggero, presenta invece una personalità ben diversa dall'immagine che mostra al mondo: pieno di sfumature, sofferenze e anche di una solitudine che purtroppo non sembra mai lasciarlo del tutto nonostante riesca a cammuffare bene. A differenza di Alina infatti, è largamente abituato all'ambiente di corte e, sicuro del proprio ruolo, è pronto ad anteporre se stesso e i propri desideri per il bene del Paese e sì, anche della propria ambizione. Sa cosa c'è da fare e come farlo, anche se questo vuol dire sacrificare qualcosa che può ritenere importante, scontrandosi ovviamente con una più ingenua Evocaluce, che ovviamente non è disposta a lasciare tutto a favore di eventuale glorioso futuro in primis il proprio rapporto con Mal che vede gradualmente incrinarsi.

In Assedio e Tempesta i due orfani vengono infatti messi a dura prova, sebbene sia evidente che il loro amore sia puro e saldo. Invidie, paure, dubbi fanno da padroni in tutta la narrazione che, man mano, sembra portarli sempre più lontani l'una dall'altro benché siano fisicamente vicini.
Da una parte c'è Alina, che continua a vedere Mal splendere ed essere amato con facilità da tutti, e quindi crede che starà sempre meglio lontano da lei o che ancora un giorno si renderà conto di volere di più; dall'altra c'è Mal, intimorito dall'accrescersi del potere di Alina e delle conseguenze che questo ha su di lei, e soprattutto non ancora abituato alla sua nuova posizione tra i Grisha, che vorrebbe un rapporto più facile, senza interferenze e la sensazione costante che qualcuno possa portargliela via. Sbagliano spesso, fraintendono, ma non smettono mai di pensare al bene dell'altro proprio perchè per quante discussioni possano avere e quanto possano soffrire, questi due ragazzi si amano davvero. Credo proprio che la bellezza del loro rapporto, ma così come per tutti quelli che inizia davvero a creare Alina, sia proprio il fatto che risulti estremamente reale e vero, nei suoi pregi e difetti. Questi due ragazzi sono abituati a sopravvivere, perchè è quello che fanno sempre, devono solo trovare la chiave per poter vivere, vivere davvero, insieme.

Purtroppo però per quante rinunce e decisioni difficili si possano prendere, tutti i nostri protagonisti dovranno prendere atto che, alla fine, l'impossibilità di controllo su tutte le pedine presenti in gioco sarà l'unica variabile, spesso sottovalutata, a poter invece fare davvero la differenza.

 

Che dire lettori, come avrete ormai capito ho ADORATO questo secondo volume e spero che, come me, arrivati all'ultima pagina non vedrete l'ora di avere in mano il libro successivo. La Bardugo non solo affascina, ma di nuovo ci propone un'opera dall'ampio spazio di riflessione personale. Io non posso che adorarla e spero di essere riuscita a trasmettere anche a voi un po' del mio amore verso quest'opera o, se non conoscete ancora questa serie, ad avervi incuriosito abbastanza per darle un'occhiata!


Voi l'avete già letto? Fatemi sapere che cosa ne pensate!
Nel frattempo, vi invito a leggere anche le recensioni delle altre mie colleghe del Review Party e approfitto per ringraziare ancora @librimondadori e @thegoldenreader per la possibilità!

Noi invece ci vediamo alla prossima recensione 💚


 -Chiara





Tuesday, 3 November 2020

Recensione: "TENEBRE E OSSA" di Leigh Bardugo - REVIEW PARTY

 


 Ciao a tutti lettor*! 💙

Finalmente oggi è il gran giorno.
Dopo anni passati a sperare che questa storia potesse tornare ancora una volta in Italia e stavolta avere  il successo e l'amore che merita, la Mondadori ha finalmente esaudito questo mio (e di tanti altri) desiderio! 😭 

Eccoci qui perciò a inaugurare il Review Party dedicato alla prima serie scritta da Leigh Bardugo, che avrete già conosciuto -o quantomeno sentito nominare- per la duologia di Sei di Corvi e l'adult fantasy Ninth House(e se non li conoscete, correte a recuperarli! Sul blog trovate già le recensioni di tutti e tre😏). E proprio parlando delle avventure dei Dregs, volete sapere da dove ha davvero inizio in realtà il Grishaverse? Siete pronti a rituffarvi in una storia ammaliante ed oscura con ispirazione russa?

Io assolutamente SI'.

Ringrazio intanto @thegoldenreader che ha organizzato questo Review Party e @librimondadori per la possibilità di partecipare e leggere questo libro in anteprima. 

 

Titolo: Tenebre & Ossa
Autore: Leigh Bardugo
Data di uscita: 3 Novembre 2020
Editore: Mondadori
Pagine: 240
Prezzo: 17,90€ 

Trama: "Il dolore e la paura mi vinsero. Urlai. La parte nascosta dentro di me risalì con impeto in superficie. Non riuscii a fermarmi. Il mondo esplose in una sfolgorante luce bianca. Il buio si infranse intorno a noi come vetro".  L'orfana Alina Starkov non ha grandi ambizioni nella vita, le basterebbe fare al meglio il suo lavoro di apprendista cartografa nell'esercito di Ravka, un tempo nazione potente e ora regno circondato dai nemici, e poter stare accanto al suo buon amico Mal, il ragazzo con cui è cresciuta e di cui è innamorata da molto tempo. Ma il destino ha in serbo ben altro per lei. Quando il loro reggimento attraversa la Faglia d'Ombra, la striscia di oscurità quasi impenetrabile che taglia letteralmente in due il regno di Ravka, lei e i suoi compagni vengono attaccati dagli esseri spaventosi e affamati che lì dimorano. E proprio nel momento in cui Alina si lancia in soccorso dell'amico Mal ferito gravemente, in lei si risveglia un potere enorme, come una luce improvvisa e intensa in grado di riempirle la testa, accecarla e sommergerla completamente. Subito viene arruolata dai Grisha, l'élite di creature magiche che, al comando dell'Oscuro, l'uomo più potente di Ravka dopo il re, manovra l'intera corte. Alina, infatti, è l'unica tra loro in grado di evocare una forza talmente potente da distruggere la Faglia e riunire di nuovo il regno, dilaniato dalla guerra, riportandovi finalmente pace e prosperità. Ma al sontuoso palazzo dove viene condotta per affinare il suo potere, niente è ciò che sembra e Alina si ritroverà presto ad affrontare sia le ombre che minacciano il regno, sia quelle che insidiano il suo cuore. Da questo romanzo la serie Netflix di prossima uscita.

Voto: 4.5 stelle! ⭐

Recensione: 

Questa rilettura mi ha riportata  nella fredda e cupa Ravka con una facilità e una concretezza estrema. E' palese che si tratti del primo libro della Bardugo, quindi le caratteristiche che ne rendono riconoscibile lo stile di scrittura sono sì presenti, ma in qualche modo più sfocate. E' un libro piuttosto corto che ha un ritmo molto più veloce rispetto a un Ninth House o un Sei di Corvi (ma non per questo meno avvincente), ma che condivide, con gli altri, una cupezza generale che rimane sullo sfondo e un crescendo serrato che conduce al finale con un'impellenza e un'urgenza che rispecchiano quelle dei protagonisti.

La trama si caratterizza per non essere particolarmente piena di avvenimenti, ma ogni momento risulta importante: è con Alina, vera protagonista nella storia, che facciamo un viaggio non solo fisico, ma anche emotivo e mentale nella scoperta di sè e nella sua ricerca di un proprio posto nel mondo che potrà farla finalmente sentire a "casa". Questo suo vuoto è facilmente percepibile, è una mancanza di appartenenza palpabile che la fa sentire sola nel non riuscire a integrarsi davvero, rimanendo ad avere l'amico Mal come unico punto d'appoggio. L'essere in qualche modo ignorata, considerata giusto un piccolo scricciolo pelle e ossa dal carattere schietto ma taciturno, la portano ad avere una posizione relegata come aspirante cartografa dalle mediocri capacità. Il suo stesso nascondere di essere orfana cresciuta in un'orfanotrofio rende l'idea di come non voglia che vi siano altri motivi per considerarla una misera ombra in una marea di volti, inutile e dimenticabile.

Eppure Alina è ben altro e lo dimostra nella determinazione e nel coraggio di prendere più e più volte posizione, anche in momenti difficili in cui farebbe meglio ad adeguarsi alla massa, nel dire quello che pensa e nel reagire anche quando la situazione pare disperata, solo... non se ne accorge. Ha passato così tanti anni a reprimere il proprio vero io da essersi convinta nel profondo di essere una comune orfana senza alcun valore e aver bisogno di tempo per ritrovare se stessa e avere fiducia nelle proprie capacità.

<Non sono quello che pensa>sussurrai disperata.
L'Oscuro mi si avvicinò e disse, con una voce così bassa che solo io potei sentire: <Dubito che tu abbia idea di cosa sei>
 

Allo stesso tempo, proprio perché Alina parte da un punto di vista così modesto, ci è permesso di scoprire il mondo dei Grisha e la società aristocratica attraverso occhi sgombri di pregiudizi, seguendo il fluire dei suoi pensieri e vedendo con lei lo svolgersi di dinamiche dai risvolti inaspettati. In un certo qual senso la Bardugo è capace, nonostante alcuni passaggi si possano facilmente intuire, di trascinarci esattamente dove vuole lei, coinvolgendoci all'interno della storia come se vivessimo le scoperte, le gioie, i tradimenti in prima persona, in uno stravolgimento di situazioni che, pur aspettate, non riescono del tutto a lasciare indifferenti. Bisogna poi ricordare che il topos della "scuola di magia" risulta sempre di buona efficacia anche quando accennato, portando il lettore all'interno di lezioni, sfide e prove che permettono al personaggio di crescere ed integrarsi (o scontrarsi) col gruppo. 

In contemporanea, malgrado appunto la trama piuttosto veloce, la scrittrice approfitta per mettere le basi di una critica sociale piuttosto sottile ma preoccupante per gli eventi futuri: i fantomatici Grisha, così potenti e rispettati per le loro capacità sono anche temuti se non addirittura disprezzati da una parte di popolo, che in alcuni casi non li crede speciali, ma piuttosto una sorta di strano scherzo della natura. Gli stessi soldati del Primo Esercito li guardano con risentimento, perché palesemente meglio attrezzati di quanto non possano mai essere loro. Si capisce in fretta che questa irritazione sia motivata: lo stesso attraversare la Faglia d'ombra mostra in pochi secondi come la gente comune rischi la vita di gran lunga di più di qualsiasi Grisha, perdita che ovviamente viene considerata accettabile e d'ordinanza, eppure venga comunque impiegata nel trasbordo e probabilmente nemmeno troppo protetta.
E' presto evidente che vi sia una spaccatura tra Grisha e il resto della popolazione che sicuramente non potrà portare a nulla di buono.


<I contadini amano i loro Santi. Hanno fame di miracoli. Eppure non amano i Grisha. Perché, secondo te? [..] Io penso sia perché i Grisha non soffrono come soffrono i Santi, come soffre il popolo>

Al contempo sarebbe sbagliato considerarli un gruppo perfetto: invidie, pettegolezzi, competizione tra i vari ordini... in realtà per quanto potenti siano, gli stessi Grisha non sono altro che ragazzi che, allontanati dalle proprie famiglie fanno di questo gruppo la loro nuova casa e a esso donano la propria fedeltà più che alla corona stessa, pur forse non riuscendo a capire fino in fondo cosa questo comporti.

Loro punto cardine è sicuramente la figura dell'Oscuro, il più potente di tutti gli Evocatori e loro leader indiscusso. Freddo, algido, antico, apparentemente distante da tutti e pronto a compiere qualsiasi sacrificio necessario per quello che ritiene il bene di Ravka e dei Grisha.

<L'epoca del potere dei Grisha sta per finire. [...]Una Ravka divisa non sopravviverà ai nuovi tempi.>

La sua figura rimane avvolta nell'ombra e nel dubbio costante che ci sia qualcosa di più che il lettore ancora non sa, diviso tra fiducia e timore, tra la volontà di credere in ciò che dice e quella di avere il dubbio che, anche in questo caso la sua visione sia leggermente sfasata dal tempo e altro che forse non si riesce ancora a percepire.

E proprio sui personaggi bisogna fare un altro plauso alla Bardugo: nonostante non vi siano troppe introspezioni psicologiche è facile intuirne la personalità e viverli in maniera concreta come se fossero lì, davanti a chi legge. Si sente la potenza dello sguardo dell'Oscuro, la voglia di Alina di poter fare finalmente qualcosa per la propria nazione, il coraggio di Mal e la sua determinazione, la spensieratezza di Genya, la severità di Baghra... Tutti hanno un loro ruolo e non c'è mai la percezione che qualcuno sia forzato o messo lì per caso e credo che anche questo aiuti a far sì che la storia, per quanto al momento semplice, funzioni.

Persino la storia d'amore, per quanto accennata è orchestrata magistralmente, perché ci porta a sbandare da una parte all'altra, a perderci tra sentimenti, emozioni e attrazione, in un intreccio che diventa sempre più complesso e pericoloso

<I simili si attraggono>
Cosa fare quando la razionalità viene in qualche modo intralciata da ciò che sente il cuore? Come poter gestire un'affinità che va al di là della ragione e viene influenzata da speranze, dubbi, desideri che forse nemmeno si sapeva di avere? Quanto un sentimento, nonostante sia reale, può essere distorto o manipolato? E cosa si è disposti a fare pur di ottenere ciò che si vuole?

La Bardugo non ci pone mai davanti a scelte semplici e il confine tra giusto e sbagliato, bene e male, spesso diventa tanto sottile da metterci in dubbio. Per questo amo quest'autrice. Perché riesce a spingerci in situazioni in cui il nostro stesso arbitrio è messo alla prova. E' dura, crudele coi suoi personaggi, e forse anche per questo risultano tanto reali, perché nessuno è risparmiato dal soffrire, ognuno è spinto al limite e deve trovare un modo per sopravvivere.

L'ambientazione, rispetto ad altri libri, paga il prezzo del trovarci in un romanzo d'esordio: Ravka al momento è solo abbozzata, con qualche macchia di colore qua e là che rende sì l'idea, ma forse non risulta ancora totalmente immersiva. Di palese ispirazione russa, non mancano termini ed elementi derivanti dalla cultura e dal folklore che fanno sì che questa storia abbia una solida base, corredata da un'atmosfera di una fiaba cupa, a metà tra l'incubo e il sogno, il che probabilmente rispecchia la situazione di Alina: il trovare finalmente il proprio posto del mondo comporta gioia ma allo stesso tempo la costringe a dover combattere perché tutto ciò non si trasformi in una prigionia eterna, non solo per se stessa, ma anche per gli altri, in un rovesciamento della medaglia inaspettato e allo stesso tempo inevitabile.


Vorrei tanto soffermarmi su tanto altro ancora, ma preferisco evitarvi spoiler. In ogni caso, oltre alle recensioni di Sei di Corvi, il Regno Corrotto e Ninth House, trovate già sul blog un piccolo articoletto dedicato a Mal (e chi lo sa che non arrivi a breve qualcosa dedicato anche all'Oscuro😏). Preferisco quindi chiudere aggiungendo una nota sulla traduzione italiana. Spesso non mi piacciono e le trovo piuttosto frettolose, ma devo dire che questa volta ho apprezzato sia la resa dei vari nomi che la totalità del testo. Fluido, bello da leggere e capace di mantenere lo stile della Bardugo, mi ha permesso una perfetta immersione nella storia senza rimpiangere la versione originale, quindi un complimento sincero va anche a Roberta Verde.

Sicuramente è un libro che vi consiglio, immagino l'avrete capito. Ma se anche lo trovaste fin troppo semplice, vi suggerisco comunque di andare avanti con i prossimi, perché l'autrice migliora palesemente di volume in volume.

Qualcuno di voi l'ha letto? Pensate di farlo?
Spero di averv* lasciato almeno la curiosità di provare!

Seguite anche gli altri blog che partecipano al review party per ulteriori pareri e/riflessioni!

 Alla prossima 💙

-Chiara