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Tuesday, 8 March 2022

Recensione: "UN VOTO COSÌ INTREPIDO E MORTALE" di Brigid Kemmerer (Review Party)



Buongiorno amic* lettor*!
Esce oggi in libreria l'ultimo capitolo della trilogia Cursebreakers e ovviamente io sono qui per parlarvene.

Ho avuto la possibilità di leggere il libro in anteprima per il review party organizzato da Maria Cristina di Chronicles of a Bookaholic, che ringrazio con la Mondadori per l'opportunità. 


Titolo:
Un voto così intrepido e mortale 
Autore: Brigid Kemmerer
Data d'uscita: 8 marzo 2022
Editore: Mondadori
Pagine: 420
Prezzo: 22€

Trama: Emberfall è sull'orlo del baratro. Mentre l'ombra della guerra si allunga sul regno, è sempre più aspro lo scontro tra chi considera Rhen il legittimo erede e chi vorrebbe che fosse Grey a salire al trono. Grey ha offerto una tregua di sessanta giorni prima di attaccare, e Rhen, tormentato dai suoi segreti, si sta isolando da tutti, compresa Harper, che è alla disperata ricerca di una soluzione pacifica. Nel frattempo Lia Mara, da poco incoronata regina di Syhl Shallow, fa di tutto per governare con giustizia e non seguire le orme spietate della madre. Ma il suo rapporto con Grey, che i più guardano con paura perché dotato di magia, la rende invisa ai suoi stessi sudditi e fa di lei il bersaglio di fazioni ostili. Man mano che la data dell'ultimatum si avvicina, la giovane sovrana deve scoprire se è davvero di lei che il suo popolo ha bisogno.





Serie:
1. Un fato così ingiusto e solitario (recensione qui)
2. Un cuore così impavido e spezzato (recensione qui)
3. Un voto così intrepido e mortale 


Recensione:

Voto: 4 stelle!

Siamo arrivati alla fine anche di questo viaggio e devo dire che quest'ultimo volume mi ha soddisfatto. L'ho trovato in linea con quelli precedenti, mostrando i punti di forza della scrittrice. 

Rhen ha paura della magia. Questo è il punto cruciale, la radice di questo conflitto. Per troppo tempo la magia e la paura hanno tenuto in sacco il regno. 
Alla fine del secondo volume sembrava abbastanza ovvio la direzione più d'azione che avrebbe preso questa ultima parte, ma la scrittrice è riuscita a sorprendermi rimanendo più nelle sue corde, con un libro ancora incentrato sulla politica e lasciando lo spazio all'azione solo in minima parte. 
Pensavamo di avere davanti due paesi pronti alla guerra, ma hanno così tanti problemi interni che la storia deve rimanere ancora una volta concentrata su questi argomenti. Vorrei dire che entro la fine del romanzo tutte le questioni vengono risolte, ma in realtà rimane il tutto abbastanza aperto. Cosa che se da una parte un pochino mi irrita, dall'altra l'ho trovato giusto perché problemi così radicati non possono essere semplicemente risolti in meno di cinquecento pagine. 

A volte facciamo scelte così sbagliate che quelle buone impallidiscono al confronto. 
Se avete letto la mia recensione precedente saprete che non ho ben capito come mai la scrittrice abbia deciso di non inserire i punti di vista di Harper e Rhen nel secondo volume, ma adesso ho finalmente capito il perché e cioè una sua problematica a gestire così tanti punti di vista differenti. 
In questo romanzo ci sono tutti e quattro i punti di vista, ma per la prima metà del libro abbiamo proprio dei blocchi narrativi. Prima Harper e Rhen e dopo Grey e Lia Mara, la scrittrice non riesce a mischiare le due trame, finché nella seconda metà non vengono ad unirsi in una soltanto. Questo porta ad una storia abbastanza piatta, senza troppi colpi di scena, ma che comunque riesce con la sua semplicità ad appassionare chi legge. 

Altra cosa che ha dimostrato come il mio parere era giusto è che riportando i punti di vista di Harper e Rhen si viene, quasi, a dimenticare quello che i due hanno fatto precedentemente. Nel secondo volume non mi avevano convinto e non ero sicura che sarei stata in grado di cambiare opinione su di loro o ritornare ad apprezzarli come facevo prima, ed invece sono bastati pochi capitoli per assopire i miei pensieri e permettermi di godermi appieno la lettura. 

«Dopo essere quasi morti è fantastico sentirsi dire "Te l'avevo detto"»
Mentre Lia Mara cerca di prendere le redini di un paese incline alla violenta e Grey deve riuscire a trovare il suo ruolo nel mondo, Rhen e Harper devono cercare di unire il popolo di Emberfall per combattere contro la minaccia più grande... Lilith. 

La cattiva della trilogia non è mai risulta incisiva e anche in questo ultimo volume è risultata blanda e poco convincente nel suo ruolo. La battagli finale non è un grande momento di azione, ma un piccolo picco che risulta fin troppo veloce. 

«Tornerò da te»
Le storie d'amore mi sono piaciute. Sono decisamente il punto che si è sviluppato meglio all'interno della trilogia ed entrambe le coppie riescono anche nelle difficoltà a trovare il loro punto in comune. 

Per quando riguarda il finale come ho già detto prima è abbastanza aperto, con molte questioni sia di trama, sia riguardanti al futuro dei popoli, dei personaggi e delle storie d'amore lasciati in sospeso. È qualcosa che mi avrebbe al quanto infastidito se non sapessi che esisterà una serie sequel ambientata non troppo tempo dopo la fine di questa trilogia. Sapendolo non vedo questo come un finale definitivo rimasto incompiuto, ma come dei puntini di sospensione per qualcosa che arriverà. 

«Le cicatrici significano che sei sopravvissuto a qualcosa di terribile.»
Un voto così intrepido e mortale è un libro lineare, non emozionante dal punto di vista della trama, ma statico nel cuore di chi legge che riesce a trovare un serie più riflessiva che di azione, qualcosa che riesce a tenere compagnia e a concludere con onore una trilogia che era iniziata solo come semplice retelling de La Bella e la Bestia ed è diventata molto di più.

- Camilla 

Wednesday, 26 January 2022

Recensione: "UN FATO COSI' INGIUSTO E SOLITARIO" (Review Party)



Buongiorno amic* lettor*!
Torno sul vostro schermo con la mia prima recensione dell'anno, quella per 'Un fato così ingiusto e solitario', il primo libro della trilogia Cursebreakers.

Ho avuto la possibilità di leggere il libro in anteprima per il review party organizzato da Maria Cristina di Chronicles of a Bookaholic, che ringrazio con la Mondadori per l'opportunità. 



Titolo: Un fato così ingiusto e solitario
Autore: Brigid Kemmerer
Data d'uscita: 25 gennaio 2022
Editore: Mondadori
Pagine: 504
Prezzo: 22€

Trama: Le cose sono sempre state facili per il Principe Rhen, erede al trono del regno di Emberfall. O almeno, lo sono state finché una potente incantatrice non ha lanciato una spietata maledizione su di lui. Ora Rhen è condannato a rivivere all'infinito l'autunno dei suoi diciott'anni e a trasformarsi in una creatura mostruosa portando dovunque morte e distruzione – e lo sarà finché una ragazza non si innamorerà di lui. Per la giovane Harper, invece, le cose non sono mai state facili. Il padre se ne è andato da tempo lasciandosi dietro una montagna di debiti, la madre è in fin di vita, e il fratello, che riesce a malapena a tenere unita la famiglia, l'ha sempre sottovalutata a causa della paralisi cerebrale che l'affligge: Harper ha dovuto imparare in fretta a fare affidamento solo su se stessa per sopravvivere. Ma un giorno, viene rapita e portata nel magico e terribile mondo di Emberfall perché Rhen possa conquistare il suo cuore e spezzare finalmente il maleficio. Un principe? Un mostro? Una maledizione? Harper è sconvolta e disorientata, ma anche determinata a fare di tutto pur di ritornare nel proprio mondo e dalla famiglia che ha bisogno di lei. Tuttavia col passare dei giorni, man mano che la diffidenza nei confronti di Rhen si trasforma in amicizia (e forse in qualcosa di più) la ragazza si rende conto che anche Emberfall ha bisogno di lei. Perché forze potenti e oscure minacciano il regno e la vita di tutti, e non basterà spezzare la maledizione per salvare Harper, Rhen e il futuro di entrambi dalla rovina totale.


Serie:
1. Un fato così ingiusto e solitario
2. Un cuore così impavido e spezzato (8 febbraio 2022)
3. Un voto così intrepido e mortale (1 marzo 2022)



Recensione:

Voto: 4 stelle!

«Sapere quanto a lungo devi soffrire è meglio che attendere e basta»
Il mercato ormai è saturo di retelling de 'La Bella e la Bestia', ma questo mi ha conquistato fin dalla trama per la premessa di mischiare insieme il fascino della favola originaria e la modernità. 
La protagonista del libro, Harper, abita nel mondo reale e un giorno quando vede una ragazza incosciente che viene trascinata via da un uomo decide di intervenire e così si ritrova ad Emberfall, un mondo magico senza via di ritorno. Harper è caparbia e pronta a tutto per la sua famiglia. Mi è piaciuto come non accetta docilmente la sua nuova situazione, ma cerca in tutti i modi di poter tornare a casa.

La sua controparte maschile è Rhen, principe di Emberfall e la Bestia della nostra storia. Maledetto per non aver accettato le avance di una incantatrice, è costretto a ripetere la stessa stagione finché una ragazza non si innamorerà di lui. E' un personaggio molto particolare, vedi il suo lato più viziato e antipatico che ti fa capire che un pochino si è meritato quello che gli è successo, ma allo stesso tempo andando avanti con la storia vedi un giovane ragazzo con un grande peso sulle spalle, che ama il suo popolo e vorrebbe solo essere all'altezza del ruolo che ricopre. 

Terza figura protagonista è Grey, unica guardia rimasta al servizio di Rhen e l'unico in grado di attraversare i due mondi e andare in quello reale per prendere le ragazze che servono per spezzare la maledizione. Molto rigido nei suoi modi di fare riesce a conquistare per primo la fiducia di Harper. Per Rhen è anche un amico, i due hanno un rapporto molto interessante. Costretti dalla situazione da praticamente solo conoscenti diventano l'unica persona con cui possono parlare liberamente. 

«Mio padre una volta ha detto che, quando veniamo al mondo, ci viene data una mano di carte. Anche delle buone carte possono farti perdere - così come delle brutte carte possono farti vincere -, ma comunque tutti noi giochiamo con quelle che ci ha dato il destino. Le scelte che ci vengono poste di fronte forse non sono quelle che vorremmo, ma sono comunque scelte.»

La parte romantica della storia, che sembra così facile sulla carta, non lo è per il bel principe che si ritrova a ragionare con una ragazza fissata nelle sue posizioni, ma soprattutto a cui non interessa minimamente tutto quello che lui possa offrirle. Mi è piaciuto molto come la scrittrice abbia deciso di far evolvere la loro relazione in modo lento, facendo prendere a entrambi tempo per scoprirsi e apprezzarsi, senza mai affrettare niente.
Dall'altra parte abbiamo Grey e il suo rapporto con Harper. I due sono più vicini di carattere e si capiscono meglio tra di loro. Che la loro relazione sia solo amicizia o qualcosa di più non ci è dato saperlo. La scrittrice ha creato due relazioni molto particolari, senza però far ben intende al lettore se bisogna considerare questo un triangolo amoroso o una storia d'amore e una di amicizia. Io sicuramente apprezzerei di più questa seconda idea. 

La parte fantasy del romanzo è molto predominante, con le classiche caratteristiche di un mondo di ispirazione medievale sul rischio del collasso per vari problemi. Mi è molto piaciuta la trama scelta dalla scrittrice e il mondo creato, anche se non originale, riesce ad interessare il lettore. La componente magica non viene spiegata affondo e rimane molto sul vago, come su alcuni problemi passati che hanno portato alla situazione attuale del regno.
La cattiva non è incisiva come potrebbe apparire, anzi sia le sue motivazioni che i suoi trucchetti sembrano quasi banali e poco interessanti. Però credo che ci sia molto altro di quello mostrato fino ad adesso nella storia. Anche altri elementi del romanzo come descrizioni o spiegazioni avvengono troppo tardi o sono troppo poco dettagliate. 
Il finale è certamente molto aperto per tutti i personaggi e lascia nel lettore la curiosità di capire cosa accadrà in seguito.

«È sempre una sorpresa scoprire che proprio quando l'oscurità sembra più fitta, la luce può essere più brillante.»

Un fato così ingiusto e solitario è un retelling che anche se non propriamente originale, riesce comunque a contraddistinguersi dalla massa, portando alla scoperta di personaggi che catturano l'interesse di chi legge. 

- Camilla 

Wednesday, 1 December 2021

Recensione: "L'IMPERO DI ORO" di S.A. Chakraborty (Review Party)

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi torno sul blog per parlarvi de 'L'impero di oro', l'ultimo libro nella trilogia Daevabad di S.A. Chakraborty. 

Ho avuto la possibilità di leggere il libro in anteprima per il review party organizzato da Maria Cristina di Chronicles of a Bookaholic, che ringrazio, con la Mondadori, per l'opportunità. 


Titolo:
L'impero di oro
Autore: S.A. Chakraborty
Data d'uscita: 30 novembre 2021
Editore: Mondadori
Pagine: 768
Prezzo: 26€

Trama: Daevabad è caduta. La città ha perso la sua magia e ora Banu Manizheh, capo dei daeva, e Dara, il suo comandante resuscitato, devono rappezzare la loro fragile alleanza e fare di tutto per restituire la pace a una popolazione agguerrita e disperata. Dara però è affranto dalla perdita dell'amata Nahri e tormentato dai demoni del suo oscuro passato. Per non soccombere, sa che deve affrontare scomode verità sulla sua storia e mettersi al servizio di quelli che ha sempre considerato nemici. Sfuggiti per un pelo alle loro famiglie assassine e alle letali politiche di Daevabad, Nahri e Ali ora sono al sicuro al Cairo. Ma anche loro devono affrontare scelte difficili. Nahri sembra ritrovare la serenità nei vecchi ritmi e nella quotidianità familiare della sua patria, ma la devasta sapere che le persone care che ha lasciato a Daevabad e il popolo che la considerava una salvatrice sono alla mercé di una nuova tiranna. Anche Ali non può fare a meno di guardarsi indietro, ed è deciso a tornare per salvare la sua città e ciò che rimane della sua famiglia. Quando va a cercare aiuto nella terra di sua madre, scopre che il suo legame con i marid, i misteriosi elementali dell'acqua, è molto più profondo di quanto credesse, e minaccia non solo il suo rapporto con Nahri, ma anche la sua stessa fede. Mentre la pace diventa sempre più sfuggente e vecchie conoscenze si rifanno vive, Nahri, Ali e Dara comprendono che, per ricostruire il loro mondo, dovranno forse combattere contro chi un tempo amavano, e difendere coloro che in passato hanno ferito.

Serie:
1. La città di ottone 
2. Il regno di rame 
3. L'impero di oro



Recensione:

Voto: 5 stelle!

Quando l'anno scorso ho iniziato a leggere il primo romanzo della trilogia, dopo averne letto un terzo volevo mollare perché non stavo capendo niente e la storia non mi prendeva. Una mia amica mi ha consigliato di continuare e non la ringrazierò mai abbastanza per questo. Ad oggi la Daevabad è una delle mie trilogie preferite di sempre e voglio davvero invitare chi come me ha pensato di mollare la serie all'inizio di darle un'altra possibilità perché la merita assolutamente. 

Questa è la seconda volta che concludo il romanzo e devo dirvi che ha fatto male come la prima volta. Chi dice che il tempo guarisce tutte le ferite mente, perché ho pianto l'anno scorso e ho pianto adesso. Sono pochi i libri che riescono a colpirti nello stesso modo più volte, ovviamente la prima è un attacco a sorpresa, ma la seconda dovresti essere pronta e invece no, fa davvero male come la precedente, se non di più.

"Dovevamo essere i salvatori di Daevabad"
La trama di questo ultimo volume è incentrata sulla guerra e sulle alleanze politiche. Daevabad è caduta in mano a Manizheh e Dara, mentre Nahri e Ali si trovano dall'altra parte del mondo in Egitto dopo essere fuggiti. Mentre i primi due libri si concentravano sulla politica, con poche e piccole battaglie solo alla fine, questo ultimo volume è un continuo muoversi di alleanze che si creano, si distruggono e si ricreano, e di battaglie per conquistare la città magica che portando ad avere una trama che non si sa mai dove porterà. 

"Volevo smetterla di avere paura di alzare la testa."
Uno dei punti che mi piace di più della trilogia è come non ci sia un gruppo totalmente buono e uno totalmente cattivo. Tutti hanno subito e hanno agito e facciamo davvero fatica a trovare un personaggio che non abbia le mani insanguinate. Di questo sono anche influenzate le fazioni dei daeva. Ognuno di questi gruppi è stato vittima e carnefice in un circolo vizioso che continua da secoli. 
Il lettore ovviamente riconosce in Manizheh il cattivo della vicenda, ma lo è davvero? Tutti i personaggi sono frutto delle loro esperienze passate, delle azioni che hanno subito e che hanno compiuto. Anche se so perfettamente che quello che Manizheh ha fatto è terribile e deplorevole non riesco ad odiarla. La scrittrice ti concede di dare uno sguardo alla sua vita e in un modo contorto capisci perché ha fatto quello che ha fatto. Credo che questo rendere tutti uguali sul livello della moralità, ma allo stesso tempo delimitare delle piccole differenze tra giusto e sbagliato, tra buono e cattivo, sia uno dei punti di forza della trilogia.

"Sono così stanca. Tutto quello che costruisco si distrugge. La mia vita al Cairo. I miei sogni per Daevabad. Do tutto, tutto quello che ho, poi arriva qualcuno e lo distrugge. E' tutto inutile."
I personaggi principali rimangono sempre Nahri, Ali e Dara, che sono anche i tre punti di vista da cui è narrata la vicenda. 
Nahri cerca fin dal primo libro un posto da chiamare casa, in cui appartenere e tutte le volte che pensa di aver trovato un po' di serenità questa viene distrutta. Non è mai stata completamente libera e avendo dovuto continuamente mentire e nascondere parti di sé non è ancora riuscita a capire chi lei sia davvero. Con il ritorno al Cairo le viene data la possibilità di ritornare alla vita di prima e di dimenticarsi della magica città e dei suoi cittadini che l'hanno ospitata negli ultimi anni, lasciandosi alle spalle gli orrori visti e subiti. Questa scelta che deve compiere mostra tutta la crescita che ha fatto nei tre libri. Nel secondo volume ci eravamo allontanati dalla ladruncola che abbiamo incontrato nel primo romanzo, però certe volte per sopravvivere non serve essere giusti, ma scaltri. 

"Che cosa significa essere distrutto per curiosità?"
Quando abbiamo incontrato Ali era un fervente politico poco scaltro, che veniva usato da tutti e sempre rilegato a una posizione che non desiderava avere. Durante la storia è riuscito a farsi valere e a trovare un suo posto, ma la distruzione di Daevabad rimette in gioco tutto quello che credeva e che ruolo deve avere nella storia. I problemi che ha avuto con la famiglia nei precedenti romanzi vengono accantonati perché non sono più importanti visto che se ne creano di nuovi con l'altra metà dei parenti, quelli materni. Questo ci permette ancora una volta di ampliare l'immenso e complesso mondo creato dalla Chakraborty che riesce sempre ad evolversi con la narrazione. 
Ali è molto cresciuto dal primo libro, ma mantiene sempre e comunque quel suo animo gentile e curioso, mostrando che si può cambiare rimanendo comunque se stessi.

"Ho sempre e solo cercato di servire la mia gente"
Dara è il mio personaggio preferito della trilogia e il più complesso tra i protagonisti. Anche se fa azioni terribili non riesco a considerarlo una persona cattiva. E' cresciuto con dei preconcetti e degli ideali che ne hanno plasmato la personalità, facendolo così essere la persona che incontriamo oggi. E' frutto della società in cui viveva e ancora una volta, come con Manizheh, non riesco a dargli completamente la colpa.  Durante tutta la lettura chi legge non viene mai portato a perdonarlo per quello che ha compiuto o a sminuire le sue azioni e il fatto che sia stato cresciuto così non lo giustifica assolutamente. Però sapendo questo e vedendo quanto tutta la sua vita sia stata condizionata da altri che lo hanno fatto diventare quello che è, non puoi non rattristarti e provare pietà nei suoi confronti. Il suo percorso di consapevolezza verso le azioni passate e presenti è la parte più commovente del romanzo, che porta ad una conclusione il cui percorso era già iniziato dal primo libro. 

La parte romance non ha mai avuto all'interno della trilogia il punto focale della narrazione, ma fin dal primo libro è una parte non da meno della storia. Il triangolo che si è creato fin da La Città di Ottone è uno dei migliori che abbia mai letto e arrivata alla fine posso dire che non c'era nessun altro modo in cui si poteva concludere. Non importa se sei team Ali o team Dara, sarai soddisfatto, perché il libro doveva finire così ed è giusto sia nei confronti dei personaggi che dei lettori.

«Canteranno mille canzoni su di te.»
«Canzoni tristi?»
«Sono le migliori.»
L'impero di oro è la degna conclusione di una delle migliori trilogie uscite negli ultimi anni, dove guerre, politica, amore e magia si incontrano per creare un capitolo finale che distruggerà il cuore ai suoi lettori.

- Camilla 

Tuesday, 2 November 2021

Recensione: "LA CONFRATERNITA DELLE STREGHE" di Kass Morgan e Danielle Paige (Review Party)



Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi parlo dell'ultima uscita della Mondadori, La confraternita delle streghe, il primo romanzo scritto a quattro mani da Kass Morgan, autrice di The 100, e Danielle Paige, autrice di La ladra di neve. 

Ho avuto la possibilità di leggere il libro in anteprima per il review parti organizzato da Ambra di ParanormalBookLover e voglio ringraziare si lei che la Mondadori per l'opportunità. 


Titolo:
La confraternita delle streghe 
Autore: Kass Morgan & Danielle Paige
Data d'uscita: 2 novembre 2021
Editore: Mondadori
Pagine: 288
Prezzo: 18,90€

Trama: La Kappa Rho Ni non è una confraternita come le altre. Non solo perché è la più potente ed esclusiva del campus. E nemmeno perché tutte le ragazze che ne fanno parte sono bellissime, intelligenti e ambiziose. Il vero motivo è che quelle studentesse nascondono un segreto. Sono tutte streghe. Scarlett Winter ha sempre saputo di esserlo ed è determinata a diventare la presidentessa della confraternita, come prima di lei lo sono state sua madre e sua sorella. L'unico ostacolo è un terribile segreto del suo passato che, dovesse venire alla luce, le farebbe perdere tutto… Vivi Devereaux, invece, non ha idea di essere una strega e non ha mai vissuto abbastanza a lungo in un luogo per riuscire a costruire dei rapporti duraturi. Per lei, entrare a far parte della Kappa Rho Ni significherebbe trovare un posto in cui sentirsi finalmente a casa. E per questo è disposta a tutto pur di riuscirci. Peccato che sulla sua strada trovi Scarlett, assolutamente convinta che lei non sia per nulla adatta a diventare una "sorella". Quando però un potere malvagio inizia a manifestarsi nel campus, le ragazze si trovano costrette a mettere da parte le loro rivalità per salvare le compagne. Qualcuno, infatti, ha scoperto il segreto della confraternita ed è intenzionato a fare il possibile per vedere bruciare tutte quelle streghe…


Serie:
1. La confraternita delle streghe
2. The Monarchs (in inglese 11 gennaio 2022)



Recensione:

Voto: 4 stelle!

Questo libro mi ha piacevolmente sorpreso. In passato avevo già letto un romanzo per entrambe le scrittrici e sfortunatamente nessuno dei due mi aveva convinto. Ho scelto comunque di dare loro una seconda occasione, perché la storia mi ispirava e ammetto che non sono stata per niente delusa. 

Se cercate una storia paurosa per questo periodo, mi dispiace informarvi che non è il libro che vi troverete davanti. Le streghe protagoniste sono più le ragazze che vi trovereste a vedere in un film su una confraternita universitaria, che pericolosi esseri soprannaturali. Per me non è assolutamente un aspetto negativo, ma credo che l'idea che ci si fa precedentemente all'iniziare un romanzo possa influire sia negativamente che positivamente sulla lettura. Quindi lettore avvisato, mezzo salvato!

"Ai tempi dell'antica Grecia, i corvi erano associati alle profezie, uccelli eletti per custodire i segreti della divinità e condividerne la saggezza."
Scarlet e Vivi sono due ragazze completamente diverse. La prima è al penultimo anno di collage e ha già tutta la sua vita programmata davanti a sé. La seconda è al primo anno, finalmente le sembra di essersi liberata della presenza ingombrante della madre e non sa niente della magia. 
La vicenda che le due raccontano è principalmente una storia adolescenziale con una sottotrama fantasy e mystery. Fantasy per le streghe e mystery per cercare di capire chi vuole distruggere le streghe. 

La confraternita è al centro della narrazione. Il rito di iniziazione, le amicizie, la sorellanza e l'amore incidono molto di più nella storia rispetto alla magia. Infatti molte volte può sembrare più un romanzo adolescenziale che un fantasy. 

"Ogni strega nasceva con il suo specifico tipo di magia: Coppe per il segno dell'Acqua; Denari per il segno di Terra; Spade per il segno d'Aria; Bastoni per il segno di Fuoco."
La figura della strega non viene particolarmente approfondita. L'aspetto magico è interessante, ma piuttosto basilare. Le scrittrici hanno deciso di rimanere sul classico con poteri legati agli elementi e ai tarocchi, riuscendo così a creare una storia che nella sua semplicità non manda mai in confusione il lettore, che rimane comunque interessato a capire anche questo livello della narrazione. 

"L'amore è una faccenda molto più complicata." 
I personaggi, sia le protagoniste che quelli secondari, riescono senza problema ad intrattenere e fanno il loro ruolo senza muoversi troppo dei soliti trope. 
Le storie d'amore sono carine, abbastanza scontante, ma comunque per lo spazio che hanno all'interno della narrazione, poco, sono ben sviluppate e dal mio punto di vista approvate. 
Per quanto riguarda l'amicizia, mi sarebbe piaciuto vedere un legame più forte tra le ragazze e soprattutto tra Vivi e Scarlet. Il messaggio fondamentale del romanzo e della confraternita è questo, ma le scrittrici non sono riuscite a metterlo in primo piano come avrebbero dovuto. Tante volte il sentimento viene messo in secondo piano da segreti e screzi amorosi, cosa che se da una parte da' quel pizzico di mean girls in più, dall'altra rende davvero fragile la sorellanza che cercano di mostrarci come cuore pulsante della storia.

"Le persone non sono bianche o nere. Non siamo soltanto buone o cattive."
La parte mystery è stata decisamente la più deludente. Il grande plot twist è facilmente indovinabile fin dalla prima metà del romanzo, quando ancora la storia è più rivolta alla parte confraternita che mystery. Era abbastanza scontato, ma comunque questo non mi ha impedito di aver voglia di continuare la lettura. Al contrario, non stavo più nella pelle per arrivare al momento della verità e vedere il grande scontro finale. Quest'ultimo, però, devo ammettere che è stato un po' debole. Poteva decisamente essere allungato o spiegato meglio, ma alla fine è finito tutto in modo abbastanza piatto. 

"Questa è la pelle con cui sono nata e questa è la pelle con cui sei nata tu. Accettala. Controllala. Cambiala a piacimento. E' uno strumento, non ciò che ti definisce. Sei tu a decidere, tu a scegliere. Ecco che cosa significa essere un Corvo."
La confraternita delle streghe è un romanzo che mi ha particolarmente intrattenuto in un momento che ne avevo bisogno, che con personaggi e storie d'amore interessanti, riesce piacevolmente a farsi leggere.



Qui di sotto vi lascio gli altri appuntamenti per questo review party!




- Camilla 

Tuesday, 19 October 2021

Recensione: "IL REGNO DI CENERE" di Sarah J. Maas (Review Party)



Buongiorno amic* lettor*!
Oggi sono qui per parlarvi del libro conclusivo di una delle mie serie preferite, cioè 'Il regno di cenere', ultimo volume in uscita oggi della serie de 'Il trono di ghiaccio'. Ammetto che durante la lettura mi sono molto commossa, ma anche questa recensione, che è il mio saluto alla storia e ai personaggi, non è stata priva di emozioni. Buona lettura!

Ho avuto la possibilità di leggere il libro in anteprima per il review party organizzato da Divoratori di Libri e voglio ringraziare sia lei che la Mondadori per la possibilità. Inoltre vi invito ad andare a leggere anche le recensioni delle mie colleghe!


Titolo:
Il regno di cenere
Autore: Sarah J. Maas
Data d'uscita: 19 ottobre 2021
Editore: Mondadori
Pagine: 1008
Prezzo: 18€

Trama: Aelin ha rischiato tutto per salvare il suo popolo, ma ha pagato un prezzo altissimo: è stata rinchiusa in una bara di ferro dalla regina Maeve, costretta a sopportare mesi di torture se non vuole condannare coloro che ama. Ma anche la sua forza e la sua determinazione iniziano a incrinarsi. Non è l'unica a dover combattere per assicurarsi un futuro, mentre i fili del destino dei vari personaggi si intrecciano inesorabilmente.








Serie:
0.5 La lama dell'assassina 
1. Il trono di ghiaccio
2. La corona di mezzanotte
3. La corona di fuoco 
4. Regina delle ombre
5. Impero della tempesta
6. La torre d'alba 
7. Il regno di cenere




Recensione:

Voto: 5 stelle!

"C'era una volta, in una terra ridotta in cenere, una giovane principessa che amava il suo regno..."
Voglio iniziare questa recensione rendendo fin da subito chiara la mia opinione. 'Il trono di ghiaccio' è, fino ad adesso, la miglior serie che Sarah J. Maas abbia mai scritto. Dimenticativi l'osannata ACOTAR o la nuova Crescent City, il vero gioiello della scrittrice è proprio questa serie e Il regno di cenere è la perfetta conclusione di un lavoro durato anni. 

 

"Ogni passo, ogni sentiero che aveva preso, l'aveva condotta lì"

Quando si parla di un libro che conclude una serie di ben otto romanzi, oltre che a parlare dell'ultimo, non si può non fare un pensiero generale sul viaggio compiuto. Arrivata alla fine posso dire che la serie è stata strutturata meravigliosamente dalla scrittrice fin dal primo momento. Con questo non dico che non abbia cambiato qualcosa durante gli anni, ma che anche se lo ha fatto non sembra, perché la storia arriva a concludere il cerchio in modo spettacolare. Nessun personaggio viene inserito in modo casuale e dentro la serie tutti hanno un compito da svolgere. 

Un consiglio che voglio dare a chi ha tempo e voglia è di rileggere la serie in modo integrale prima di dedicarsi a questo ultimo volume. Così si potrà avere un'esperienza più completa del romanzo, soprattutto perché è pieno di Easter Egg. Chi ha appena riletto i libri riuscirà a coglierli meglio, mentre chi, come me, non ha una memoria di ferro avrà una vaga sensazione di familiarità con i personaggi o le scene che vengono reinserite nella narrazione. 


"C'era ancora bellezza, lei avrebbe combattuto per quello. Doveva combattere."

Il libro inizia in modo molto lento, dove la scrittrice si prende tempo per posizionare i suoi personaggi. Cosa è successo loro alla fine di 'Impero delle tempeste' o 'La torre dell'alba' e dove questo li pone nella trama dell'ultimo volume. Queste pagine potrebbero sembrare più lente, ma al contrario la Maas è riuscita a scandire un ritmo interessante, con capitoli non troppo lunghi che fanno girare la trama attraverso quattro linee narrative diverse e portando il lettore ad essere sempre interessato a sapere come continuerà. 


"Rendiamo questa battaglia degna di una canzone"

Il tema principale è la guerra. Forse non è un argomento che tanti si aspetterebbero dalla Maas, ma è riuscita a trattarlo meravigliosamente. La scrittrice sa per chi sta scrivendo, non fa pagine interminabili per raccontarci pochi minuti di battaglia. Al contrario, va dritta al punto raccontando i movimenti degli schieramenti in un modo semplice ed incisivo, riuscendo anche in poche righe a far sentire tutto il pathos, il dolore e la sconfitta che un argomento così importante comporta. 


"Noi siamo le Tredici. Da ora finché le Tenebre non ci reclameranno."

Mi è piaciuto molto come la Maas ha diviso lo spazio tra i personaggi. Ognuno di loro ha il tempo di esprimersi e cambiare. Nessuno viene dimenticato o reso estremamente protagonista, al contrario ognuno ha la sua missione, il suo scopo all'interno della narrazione, che porta a compimento il percorso iniziato anche otto romanzi prima. 


"Se anche potessi scegliere qualunque realtà da sogno, qualunque illusione perfetta, io comunque sceglierei te."

Non può ovviamente mancare la parte romance, che tra una battaglia e una rivelazione, riesce a prendere il tempo per far battere il cuore di chi legge e a dare quel tocco alla Maas che non può non mancare in un suo romanzo. 


"Speranza, aveva detto mesi prima. Ma forse alla fine per loro non ce n'era."

Durante la narrazione la storia riesce a sorprenderti, ad emozionarti, ma anche e soprattutto a farti soffrire. Arrivando così ad un finale incentrato sulla speranza, che porta a compimento un percorso che è iniziato con la mancanza di un futuro. 


"Il debito è stato pagato a sufficienza"

Arrivata alla fine è stata dura dire addio a questi personaggi che mi hanno accompagnato negli ultimi otto anni. Ad Aelin e Rowan con la loro storia iniziata in modo brusco, ma che hanno finito per salvarsi da se stessi a vicenda. A Dorian, il principe di ghiaccio, che è stato burattino, burattinaio e che alla fine ha capito di doversi prendere le sue responsabilità. A Manon, la strega più cattiva e brutale di tutte, che ha scoperto di avere un cuore e che si può spezzare. A Elide, prigioniera del passato, che è riuscita a ribellarsi. A Lorcan, guerriero irascibile, che ha trovato pane per i suoi denti. A Lysandra, mutaforme, che si è rialzata sempre, non facendosi mai mettere i piedi in testa. A Aedion, colui che è rimasto, che anche se si fa trascinare dai sentimenti striscerà per farsi perdonare. A Yrene, la salvata, che ha riportato la speranza. A Gabriel e Fenrys, che si sono schierati contro tutto e tutti per la famiglia. E anche a Chaol, personaggio che durante gli anni ho sia apprezzato, che un po' detestato, ma che alla fine era e rimarrà sempre un alleato leale. Tutti loro sono riusciti a prendersi un pezzo del mio cuore e non mi dimenticherò mai né di loro, né della serie.

«Siamo venute per mantenere la promessa fatta ad Aelin Galathynius. Per combattere in nome di quello che lei ci ha promesso.»
«E cioè?»
«Un mondo migliore»
Il regno di cenere è una conclusione perfetta per una serie che è riuscita a conquistare i cuori di molt*, che anche se ne usciranno distrutt* sapranno che questo è il miglior finale che la storia e i personaggi si meritavano.

- Camilla 

Thursday, 14 October 2021

Recensione: "THE HAWTHORNE LEGACY" di Jennifer Lynn Barnes (Review Party)



Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi parlo di The Hawthorne Legacy, il secondo volume della serie mystery che sta conquistando l'Italia.


Ho letto il libro per il review party organizzato da Ambra di ParanormalBooksLover e voglio ringraziare sia lei che Sperling & Kupfer per l'opportunità. Inoltre vi invito ad andare a leggere anche le recensioni dell* altr* ragazz*. 



Titolo:
The Hawthorne Legacy
Autore: Jennifer Lynn Barnes
Data d'uscita: 5 ottobre 2021
Editore: Sperling & Kupfer 
Pagine: 380
Prezzo: 17,90€

Trama: Dopo aver ricevuto inaspettatamente l'eredità di Tobias Hawthorne, Avery sta vivendo una nuova vita che mai avrebbe immaginato per sé: paparazzi, schiere di addetti alla sicurezza, una dimora immensa e tentacolare piena di tranelli e più denaro di quanto sia concepibile. Eppure, nella sua mente aleggia una sola domanda: perché io? Ed è per darsi una risposta che si ritrova invischiata in una caccia al tesoro letale a fianco dei quattro fratelli Hawthorne, che a volte paiono alleati, a volte temibili sfidanti sempre un passo avanti a tutti. Indovinello dopo indovinello, segreto dopo segreto, Avery è sempre più combattuta tra due dei ragazzi, Grayson e Jameson. Se il primo la attrae perché è razionale e responsabile, il secondo le piace per il motivo opposto, ovvero perché è folle e sempre pronto a correre rischi. Mentre minacce e pericoli sembrano celarsi dietro ogni angolo, Avery scoprirà qual è il legame tra lei e gli Hawthorne? E, soprattutto, riuscirà a capire a quale dei fratelli donare il suo cuore?



Serie:
1. The Inheritance Games (recensione qui)
2. The Hawthorne Legacy
3. The Final Gambit (in uscita in inglese il 30 agosto 2022)




Recensione:

Voto: 4 stelle!

Questo secondo volume mi è piaciuto decisamente più del primo. Mentre per The Inheritance Games avevo delle aspettative di un certo tipo, con questo sapevo già di aspettarmi un libro più dramma familiare e meno mystery e quindi sono riuscita a godermi appieno la storia. 

Alla fine del primo romanzo pensavamo di aver scoperto tutto del legame che univa Avery agli Hawthorne, ma proprio le ultime pagine hanno ribaltato completamente le carte. Il fatto che Toby sia vivo stravolge tutto quello che la ragazza pensava di conoscere e la porta ad un'altra caccia all'indizio attraverso le proprietà degli Hawthorne. 

Gli indizi sono sempre interessanti, ma questa volta li ho trovati quasi qualcosa di secondario. Al centro della trama c'è Toby, come trovarlo e il suo passato. Se nel presente questo lascia spazio ai fratelli di lavorare insieme e ad Avery di capire di più di loro, nel passato è dove si celano i veri scheletri nell'armadio della famiglia Hawthorne. A me i drammi familiari piacciono proprio per questo. Dammi segreti taciuti da anni e io ho i pop corn pronti per godermi lo spettacolo!

Finito il primo romanzo speravo che in questo avremmo approfondito i rapporti e il passato della famiglia Hawthorne e devo dire di essere veramente soddisfatta da questo punto di vista. Abbiamo visto il dramma, i segreti, ma anche i problemi che li hanno portati ad essere le persone che sono adesso. Credo che alla fine di questo libro abbiamo tutte le carte scoperte... o almeno lo spero, perché ho quasi paura di cos'altro possa tirare fuori dalla manica la scrittrice. Detto questo, anche se abbiamo tutte le informazioni, non abbiamo ancora finito da questo punto di vista, infatti servirebbe vedere di più i legami tra i vari parenti. Essendo la storia completamente narrata dal punto di vista di Avery, veniamo un po' tagliati fuori dalle interazioni familiari e secondo me è un vero peccato, perché ci avrebbe aiutato a capire meglio i personaggi secondari. Nel primo andava bene avere solo Avery come narratore, visto che anche i fratelli le nascondevano alcuni pezzi del loro passato, ma orami stanno giocando a carte scoperte ed essendo tutti allo stesso punto mi sarebbe piaciuto entrare nella loro mente per capirli meglio. 

Parte centrale della storia è il mistero di Toby, ma non può mancare il proseguimento del triangolo amoroso tra Avery e i due fratelli Hawthorne. Se avete letto la mia recensione del primo volume sapete che ho completamente bocciato questo elemento la volta scorsa, ma devo dire che in questo romanzo mi è piaciuto di più. Vuoi il fatto che ci siamo tolti d'impaccio il primo incontro o che ha meno spazio all'interno della narrazione o che i due personaggi maschili sono cresciuti (una ragazza può sperare), fatto sta che anche se non è la motivazione che mi spinge a leggere la serie, questa volto l'ho trovato un argomento ben inserito all'interno della storia ed è riuscito a convincermi. Ho iniziato il libro con una preferenza abbastanza decisa per uno dei due fratelli, ma arrivata alla fine ho cambiato opinione. Una delle due coppie ha decisamente più chimica e tutte le loro scene sono intense. L'altra, invece, ha una crescita maggiore durante la narrazione, soprattutto personale, che mi ha portato a trovarli più adatti in questo momento a stare insieme. 

Avery mi è piaciuta come protagonista. Mentre nel primo veniva messa sottotono dalla parte romance, in questo non è avvenuto. Essendo questa parte messa in secondo piano, ritroviamo la ragazza che abbiamo incontrato all'inizio di Inheritance. Intelligente, un po' cinica, ma allo stesso tempo una sognatrice. Una ragazza che ha toccato il fondo, ma che spera ancora nel trovare qualcuno che le voglia bene. 

La mia parte preferita del romanzo è decisamente la storia di Toby, è stato bello poterla scoprire pian piano, ma ammetto che mi piacerebbe saperne di più, magari proprio dal punto di vista del protagonista. Se la Barnes decidesse mai di scrivere un libro interamente su questa storia, io lo comprerei immediatamente. 

Il finale è molto diverso da quello precedente. Mentre in Inheritance ci veniva presentato il nuovo mistero, arrivata alla fine di The Hawthorne Legacy mi sembrava di aver appeno letto un finale di serie. Le questioni vengono quasi completamente chiuse, il mistero risolto e la scelta del triangolo sembra fatta. Quindi cosa succederà nel terzo romanzo? Sinceramente non ne ho la minima idea, ma spero che sia un finale grandioso. 

La narrazione è ancora una volta veloce e appassionante. Grazie a capitoli brevi il lettore viene completamente immerso nella storia e prima di rendersene conto si trova già alla fine. Questo è un aspetto sia positivo che negativo. Positivo perché rende il tutto più avvincente, ma dall'altra parte i personaggi e i loro sentimenti vengono un po' sacrificati per la trama. Mi piacerebbe decisamente sapere di più su di loro e le loro emozioni. 

The Hawthorne Legacy è un secondo libro all'insegna del dramma, dei segreti e dei legami familiari, che terrà i fan stregati dall'inizio alla fine. 

- Camilla


Vi lascio qui di seguito il calendario del review party!




Tuesday, 6 April 2021

Recensione "CRUSH" di Tracy Wolff (Review Party)



Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi parlo di Crush, secondo volume della serie Crave di Tracy Wolff che mi ha piacevolmente sorpreso a inizio anno. 

Ho avuto la meravigliosa opportunità di leggere il libro in anteprima per il review party organizzato da Il Confine dei Libri e voglio ringraziare sia loro che Sperling & Kupfer per l'opportunità. Inoltre vi invito ad andare a leggere anche le recensioni delle mie colleghe. 




Titolo:
Crush
Autore: Tracy Wolff
Data d'uscita: 6 Aprile 2021
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 596
Prezzo: 17,00€

Trama: Sembra una mattinata qualunque alla Katmere Academy, mentre Grace si fa strada fra streghe, vampiri, draghi e licantropi per andare a lezione. Eppure, poco dopo, si rende conto che i suoi compagni la fissano più del solito, che le occhiate insistenti la accompagnano in giro per la scuola a ogni passo. E nel giro di qualche istante scopre che quegli sguardi non sono dovuti solamente al fatto che è la ragazza di Jaxon, il principe dei vampiri: negli ultimi quattro mesi, a sua insaputa, è rimasta pietrificata in forma di gargoyle. Lo shock della rivelazione è grande, ma ancora peggio è venire a sapere che Hudson, lo spietato fratello di Jaxon, potrebbe ancora nascondersi da qualche parte, pronto a fare del male a chiunque. Come se tutto ciò non bastasse, Grace comincia a sentire che qualcosa dentro di lei non va, che in qualche modo il legame con Jaxon è stato compromesso, forse dalla sua nuova natura, o forse da qualcosa di più oscuro. E benché lui si dichiari disposto ad aspettarla in eterno, se necessario, la ragazza riuscirà a tornare ad amare con tutta se stessa il vampiro che le ha rubato il cuore?

Serie:
1. Crave (recensione qui)
2. Crush
3. Covet
4. Court



Recensione

Voto: 3.5 stelle!

Crush inizia con Grace che cammina nella scuola come se gli ultimi capitoli di Crave non fossero mai esistiti e questo porta subito il lettore a farsi domande del tipo "che cos'è successo?" "perché?". Poi andando avanti scopriamo che non siamo noi ad aver dimenticato, ma lo ha fatto la protagonista. Infatti Grace si è trasformata in gargoyle per ben quattro mesi e non si ricorda niente di dove sia stata, di cosa sia successo in questo periodo, ma soprattutto di quello che è successo a Hudson. 

Mentre il primo libro parte un po' lentamente, ma poi si riprende velocemente, questo secondo volume non è riuscito a conquistarmi fino all'ultimo venti percento. Può darsi che ero vicino alla reading slump o che sono stata molto irritata con il romanzo, fatto sta che ho passato la maggior parte della mia lettura ad alzare gli occhi al cielo o a dover chiudere il libro per il nervosismo. 

«Ti ho aspettata per un'eternità, Grace. Posso attendere ancora un po'.»
Se Crave mi ha ricordato Legacy, per Crush la scrittrice si è ispirata al progenitore della serie televisiva, cioè The Vampire Diaries. Elemento fondamentale dello show e del romanzo è il triangolo amoroso. Questo è un trope che può piacere o non piacere di principio, ma per me dipende molto da chi lo scrive e da come decide di svilupparlo e in questo caso proprio non mi ha convinto, anzi più di una volta mi ha infastidito. Trovo che la Wolff abbia preso ispirazione anche da ACOTAR, perché ha deciso di screditare il vecchio interesse amoroso per mettere sotto una luce positiva quello nuovo. Però mentre la Maas aveva già precedentemente messo le basi per poter fare una storia del genere e il tutto è risultato in una narrazione sensata, qui questo non avviene. Jaxon non ha mai fatto niente di male nel primo libro e sinceramente neanche in questo. Grace si attacca proprio a fatti o gesti inutili pur di metterlo in cattiva luce. Questo tipo di triangolo si basa sulla rabbia che la scrittrice vuole provocare nel lettore; il problema è che lei ha cercato di indirizzarla sul personaggio di Jaxon e se magari per alcuni ha funzionato, per me no e la mia rabbia si è riversata su Grace, che ha continuamente comportamenti insensati. 
Quello che mi ha amareggiato di più è che entrambe le coppie sono interessanti; anche quella nuova ha molta chimica ed è accattivante per chi legge, ma come la scrittrice ha deciso di giocarsi la carte del triangolo ha un po' rovinato il tutto. 
Inoltre per me potrebbe benissimo essere un argomento concluso, perché arrivati alla fine di Crush si capisce perfettamente chi lei sceglierà e spero con tutto il cuore che la scrittrice chiuda l'argomento il prima possibile, senza allungare troppo qualcosa che ormai, a mio parere, è già scontato. 

«Mentre voi quattro siete occupati a trovare un modo per salvarmi, che cosa posso fare io per salvare me stessa?»
Grace non mi era dispiaciuta come protagonista nel primo libro, ma in questo l'ho trovata al quanto insopportabile. Essendo il libro narrato dal suo punto di vista è lei che deve indirizzare la rabbia del lettore creata dalla scrittrice, ma i suoi continui commenti negativi contro tutto quello che fa Jaxon non hanno proprio senso. Sembra soltanto che non gli vada bene niente di quello che faccia e anche una minima frase la fraintende e la mette sotto una luce negativa. Ho trovato davvero tutta questa situazione eccessiva e chi ne esce male, dal mio punto di vista, è proprio la ragazza, che sembra che cerchi solo una motivazione per la creazione del triangolo, come per dire che lei si è avvicinata al secondo interesse amoroso solo perché Jaxon non è perfetto. Inoltre l'ho trovata molto influenzabile nelle sue scelte, cambia idea in base a quello che le dicono gli altri personaggi, senza mai fermarsi per riflettere e trovare un suo pensiero. 

«Sono sempre stato un mostro, Grace. Sei stata tu a rendermi umano»
Jaxon non è un personaggio di cui mi ero innamorata perdutamente durante il primo libro, anche se mi era piaciuto, ma ammetto che visto come hanno cercato di metterlo in cattiva luce durante questo romanzo mi sono affezionata molto di più a lui. E' un personaggio che ogni tanto sbaglia, che è testardo, ma allo stesso tempo cerca di fare il meglio che può con le informazioni che ha. Inoltre lo vediamo davvero poco durante Crush. E' passato da co-protagonista a personaggio secondario senza nessun apparente motivo se non il triangolo. Alla fine lui è una persona buona e per me non si merita l'accanimento negativo che ha ricevuto da parte della scrittrice in questo romanzo. 

«Non ti stancherai mai di farmi passare per il cattivo?»
«Non lo so. E tu non ti stancherai mai di essere il cattivo?»
Hudson viene ufficialmente introdotto in questo romanzo e si scopre di più su di lui, sulla sua storia, ma soprattutto sulle sue azioni. E' un personaggio molto affascinante e che ovviamente conquista chi legge. Però abbiamo ancora molto da scoprire e spero che la scrittrice si giochi bene le sue carte. 
La parte più interessante è decisamente il rapporto tra i due fratelli che è appena accennato, ma che ha molto potenziale. Possiamo vedere l'affetto e anche la rabbia che provano l'uno per l'altro e l'odio che è stato insegnato loro. Voglio assolutamente sapere di più su di loro e il loro passato. 

«Anche se lui non ricambiava i miei sentimenti, era una costante, capisci? Era la mia costante.»
I personaggi secondari potrebbero facilmente avere più spazio perché sono accattivanti, ma vengono un po' sacrificati, come Jaxon, per dare maggiormente spazio a Grace e ad Hudson. 
Credo che il libro necessiti di più pov, lo renderebbe più complesso e i personaggi che adesso abbiamo visto solo dal punto di vista di Grace più strutturati. 

«La gente ha paura di ciò che non capisce.»
Il mondo magico veniva solo accennato nel primo libro e mi ero augurata che in questo secondo volume la Wolff tracciasse delle linee più precise. Al contrario ha deciso di mantenersi ancora sul vago in modo da poter cambiare le regole in base a quello che le interessa. Questo fatto del cambiare o modificare scelte porta il libro ad essere molto prevedibile, in quanto la scrittrice fa conoscere al lettore solo fatti o scappatoie alle regole che servono alla narrazione. 
Proprio per questo il finale anche se interessante risulta scontato. Credo che la scrittrice abbia cercato di creare un effetto shock, ma il fatto è altamente prevedibile e già da metà libro il lettore può sospettarlo.

«Le sue parole mi ridanno speranza, proprio perché non sono quelle che mi aspettavo da lui, né da nessun altro»
Da tutto quello che ho detto può sembrare che il libro non mi sia piaciuto, ma al contrario trovo che i personaggi siano tutti molto interessanti e la trama secondaria, cioè quello che sta accadendo nel mondo magico e la guerra che sembra annunciata, è decisamente accattivante. L'unico problema del libro, dal mio punto di vista, è il triangolo, non in sé, ma come la scrittrice ha deciso di strutturarlo. 
Ci sono anche molte domande che aspettano una risposta, ad esempio che cosa è successo nei quattro mesi che Grace non si ricorda? C'è già stato accennato qualcosa, ma abbiamo ancora tanto da capire e scoprire.

«So solo che non tutti i mostri sono ciò che sembrano.»
Crush è un libro che dividerà i lettori, c'è chi sarà deluso e chi ne sarà entusiasta. Punta ancora una volta tutto sulle emozioni che vuole far provare a chi legge, che nel bene e nel male rimane coinvolto nella narrazione dall'inizio alla fine, lasciando il lettore con la voglia di sapere come continuerà la serie. 

- Camilla

*fan art di @_lulu_lucky 

Tuesday, 23 February 2021

RECENSIONE: La Corte di Fiamme e Argento di Sarah J. Maas - Review Party

 


Buon pomeriggio lettor*!
Finalmente siamo al 23 febbraio, il che vuol dire che La Corte di Fiamme e Argento è arrivato ufficialmente anche da noi grazie alla Mondadori, che l'ha pubblicato con una sola settimana di ritardo dalla release inglese. Siete emozionat*?
Ammetto che leggere questo libro in anteprima mondiale è stato un po' uno shock. Ho impiegato qualche giorno per realizzare quanto fossi fortunata non solo di averlo in anticipo, ma anche di potermelo leggere senza influenze esterne. Per questo non posso fare altro che ringraziare la casa editrice che ci ha concesso questa possibilità e Silvia di @silvyinwonderland che ci ha proposto di partecipare al Review Party💓

 

Titolo: La Corte di Fiamme e Argento
Autore: Sarah J. Maas
Data di uscita: 23 Febbraio 2021
Editore: Mondadori
Pagine: 720
Prezzo: 22,00€ 

Trama: Nesta Archeron non è quel che si dice un tipo facile: fiera del suo carattere spigoloso, è particolarmente facile alla rabbia e poco incline al perdono. E da quando è stata costretta a entrare nel Calderone ed è diventata una Fae contro la sua volontà, ha cercato in ogni modo di allontanarsi dalla sorella e dalla corte della Notte per trovare un posto per sé all'interno dello strano mondo in cui è costretta a vivere. Quel che è peggio è che non sembra essere ancora riuscita a superare l'orrore della guerra con Hybern. Di certo non ha dimenticato tutto ciò che ha perso per colpa sua. A rendere ancora più irritante la sua situazione, poi, ci pensa Cassian, apparentemente dotato di una naturale predisposizione a farle perdere il controllo. Ogni occasione è buona per stuzzicarla e provocarla, rendendo però allo stesso tempo evidente la natura del focoso legame che, loro malgrado, li unisce. Nel frattempo, le quattro infide regine, che durante l'ultima guerra si erano rifugiate sul Continente, hanno siglato una nuova e pericolosa alleanza, una grave minaccia alla pace stabilita tra i regni. E la chiave per arrestare le loro mire potrebbe risiedere nella capacità di Cassian e Nesta di affrontare una volta per tutte il loro passato. Sullo sfondo di un mondo marchiato dalla guerra e afflitto dall'incertezza, i due Fae tenteranno di venire a patti con i loro personali mostri, con la certezza di trovare, l'uno nell'altra, quel qualcuno che li accetta così come sono e che li può aiutare a lenire tutte le ferite.

 Voto: 4.7 stelle! ⭐


Recensione: 

"Spero che alcuni di quei momenti risuoneranno in te, caro lettore, e ti ricorderanno che sei amato e che meriti l'amore senza se e senza ma."

Credo che questa sia una delle recensioni più difficili che mi sia toccato fare.
Spesso si pensa che parlare di libri e autori che amiamo sia più facile di quelli che invece non ci hanno convinto. E' qui che sta l'errore. Perchè c'è così tanto da dire da essere dei fiumi in piena e allo stesso tempo c'è bisogno di più attenzione perchè le nostre riflessioni non finiscano per risultare randomiche. Io spero mi scuserete per la prolissità, ma di cose da dire ce ne sono davvero tante.
Sono passati quasi 3 anni da A Court of Frost and Starlight (novella successiva a La Corte di Ali e Rovina purtroppo non pubblicata -per ora- in Italia) e 4 dalla fine della prima trilogia - anche chi l'ha letto in italiano direi che è stato moooolto fortunato nell'aspettare relativamente poco. Chi invece s'era dato all'inglese..probabilmente sguazzava come me e molti altri nella nostalgia di questa serie che, in un modo o nell'altro, ti rimane in mente.
E proprio per questo, credo che il libro divida prima ancora di essere letto proprio per il personaggio che ne è protagonista: Nesta.
700 e passa pagine dedicate a un personaggio che si dimostra spesso tutt'altro che amabile e gentile non sono certo una passeggiata, lo comprendo. C'è anche chi, al contrario, provando antipatia per tutti gli altri personaggi, ha riversato nella maggiore delle Archeon tutte le proprie aspettative, sperando probabilmente in un libro che in cui perorasse le proprie prese di posizione.
Ebbene, credo che nessuna delle due posizioni trovi un reale riscontro perchè partono da un presupposto che ha in sè un errore, ovvero il non andare oltre l'apparenza di ciò che fino a quel momento s'era visto.
La chiave perchè questo libro avesse un senso non era infatti la rivincita dell'Inner Circle su Nesta o il contrario, ma l'andare al di là, lo scavare più a fondo. Questo era quello che speravo e (per fortuna) è quello che ho ottenuto benchè non è stato un libro facile, come non lo è la personalità della protagonista.
E' stato un lungo, doloroso viaggio però necessario perchè il lettore potesse capire e allo stesso tempo seguire tutto il percorso che Nesta fa per venire a patti con ciò che è successo nella sua vita e ripartire da lì per poter poi lavorare su di sè e sul proprio rapporto con gli altri.
Tutto questo è ovviamente inserito in una trama più grande che ho il sentore si dipanerà in tutta la nuova serie di libri, coinvolgendo vecchi e nuovi personaggi e soprattutto andando a toccare dei punti o degli interrogativi che la fine di La Corte di Ali e Rovina aveva lasciato palesemente aperti.
Le regine umane che avevano complottato con Hybern, la maledizione di Vassa, i rapporti tra le Corti oltre che quelle tra fae e umani, la tensione crescente tra gli Illyrian soprattutto dopo aver subito così tante ingenti perdite durante la guerra... C'era così tanto di cui parlare e per fortuna la Maas ha deciso di aprire un nuovo capitolo che spero toccherà man mano tutti questi punti.
Ovviamente non ho intenzione di far spoiler, quindi non vi dirò esattamente ciò che si inizia a trattare o meno, ma se questo è l'inizio, sembra starsi per sviluppare una serie di eventi ancora più interessante di quella che ha seguito tutti i primi tre libri!

Il ritmo rimane incalzante, intenso in alcuni momenti, alternando attimi di calma e di introspezione ad altri di azione o fatti che man mano aggiungono elementi importanti da tenere a mente. Lo stile della Maas rimane fluido per tutta la storia quanto pieno di emozioni, in un caleodiscopio di sfumature non facile da gestire, ma che lei riesce a dosare senza cadere nell'eccessivo dramma. Le pagine scorrono sotto gli occhi del lettore sempre più velocemente, portandolo alla fine senza quasi accorgersi di aver letto così tante pagine in davvero poco tempo.

L'ambientazione, inoltre, rimane quella solida di sempre, con l'aggiunta di dettagli, nuove creature, tradizioni e leggende che sono risultati coerenti e convincenti. Credo che quello di Prythan sia un mondo dalle potenzialità immense che continuano a moltiplicarsi piuttosto che diminuire, senza mai stufare -al contrario, fosse per me vorrei entrare nel merito di tutte le Corti e soprattutto di tutte le avventure vissute da Rhysand e il suo gruppo nei secoli precedenti all'arrivo di Amarantha (ma questo immagino sia chiedere un po' troppo).

Detto ciò, è anche vero che la Maas punta sempre ad avere scene di un certo effetto e che ogni tanto capita che scivoli nell'eccesso (poi ci troviamo Rhysand che ride perchè Feyre sconfigge i nemici con dei super lupi d'acqua... chissà perché). Anche qui qualcosina ridimensionabile c'era sicuramente, tuttavia, se su Crescent City la faccenda in alcuni casi mi era risultata un pò più fastidiosa, qui credo sia stata gestita molto meglio. E alla fine, le scene iconiche della Maas hanno sempre il loro perché, quindi non mi sento di meno di bocciarle del tutto. Per di più verso la fine temevo in alcune scelte piuttosto banali e invece devo ammettere che mi ha sorpresa, perciò direi che nonostante qualche cliché, è riuscita comunque a portare qualche cambio di rotta non così scontato che ho molto apprezzato.

Quello che comunque si nota abbastanza facilmente, è il fatto che il libro si svolge su due binari che scorrono obbligatoriamente paralleli: le indagini di Rhysand e la sua Corte sulle mosse delle regine umane e il percorso di Nesta verso la propria guarigione interiore.
E se da una parte i romanzi precedenti avevano molta più azione, qui la sfera dedicata alla Archeon doveva essere per forza così rilevante, perché altrimenti non sarebbe bastata per affrontare il suo carattere e la sua storia nella sua totalità. Come ho detto prima non è stato un viaggio semplice, nemmeno da leggere. Il mio punto di partenza risultava allineato con quello del resto dei personaggi principali, non perché - come ho letto spesso in giro - Feyre ci presenteva Nesta così, ma piuttosto perché, da lettrice non-onniscente, era palese che ci fosse qualcosa che non si conosceva che non permetteva una visione a 360° del personaggio.

D'altra parte, come avrebbero potuto darcelo gli altri? Nessuno conosce la storia di una figura se non chi l'ha interamente vissuta in prima persona. Non si può incolpare né Feyre di aver dipinto una sorella come "cattiva" quando tutto ciò che si è letto e visto parlava da sé, né l'autrice di averla creata per forza così, perché sarebbe riduttivo.
Allo stesso tempo il comportamento di Nesta non poteva non suscitare domande: perché una sorella maggiore ha lasciato che la minore si occupasse da sola di evitare che la famiglia morisse di fame? Perché invece di sostenerla e donarle affetto ha piuttosto optato per un fastidioso disappunto continuo? Queste sono domande che sono nate già da La Corte di Rose e Spine e mi sono sempre rimaste proprio perché non trovavano mai una spiegazione logica né arrivavano a un punto di risoluzione reale. C'erano bassi, qualche alto, poi di nuovo dei bassi, con un inasprirsi del comportamento di Nesta che è arrivato al culmine con A Court of Frost and Starlight.
Ed è proprio nel punto più basso che la Archeon poteva toccare che si apre La Corte di Fiamme e Argento, distante da tutto e tutti, persino da Amren con cui aveva stretto amicizia. Non si cura di cosa fare nella propria vita, né del proprio svalutarsi, tanto appunto da far sì che Rhysand e Feyre, con l'aiuto di Cassian, cerchino di dare uno scossone alla situazione e, così come la Signora Suprema della Corte della Notte ha dovuto affrontare i propri demoni, spingano anche sua sorella a fare altrettanto, così da tirarla fuori dall'autodistruzione nella quale sta sprofondando.
La sua asprezza, la rabbia nei confronti degli altri trasudano da ogni pagina, così anche la sua consapevolezza di scegliere volutamente parole che possono ferire, conscia di averlo fatto in passato più e più volte. Questo in parte mi ha sollevata, son sincera, perché ha significato che Nesta non fosse  una persona così noncurante come poteva sembrare, ma qualcuno che ha conscienza di qualsiasi cosa faccia e ne prenda atto, nel bene e nel male. E' una figura forte, salda, determinata quando vuole e soprattutto incapace di cedere quando si tratta di qualcosa a cui tiene o qualcuno che vuole proteggere. Questo la porta alla schiettezza, alla ruvidezza nell'esprimere le proprie opinioni e, a volte, anche una rigidità che ha radici lontane, ormai radicate nel suo animo. E' lì che si nascondono le ferite e i traumi di questa giovane donna ormai tramutata fae, da sempre costretta nelle rigide regole di una società e una rigida educazione che l'ha plasmata senza però donarle l'affetto e la protezione di cui avrebbe avuto bisogno. Da qui l'aggressività, quella corazza difensiva che ha indossato per non crollare e forse anche la paura di amare troppo e di risultarne poi orrendamente ferita.
Per questo pur comprendendo, pur amando tanto, colpire, criticare, disprezzare sono sembrate forse la scelta migliore piuttosto che fidarsi, far avvicinare gli altri, lasciando così spazio all'invidia, a quella sorta di gelosia e a quel tendere di incolpare gli altri piuttosto che se stessa, in un'abitudine talmente radicata da non provare a fermarsi e capire perchè il perchè dei propri sentimenti prima ancora delle proprie azioni.
Nesta risulta come un enorme veliero alla deriva: imponente, pericoloso per chiunque vi vada contro, ma anche destinato a schiantarsi a sua volta senza un navigatore che ne prenda in mano il timone.
E qui entra in gioco la Casa del Vento, la presenza di Cassian che non smette mai, nemmeno nei momenti più difficili di credere in lei, i nuovi legami che riesce man mano ad instaurare, che le permettono di trovare un ambiente proprio, in cui poter sentirsi al sicuro, senza pressioni, e soprattutto ricominciare capendo di non essere la sola ad avere subito dei traumi e che forse, proprio per questo, può aiutare altre persone a fare i conti con i propri. D'altra parte, il crearsi una propria dimensione e una sorta di seconda famiglia dona a Nesta la spinta per per vedere che c'è davvero del potenziale in lei, diverso da ciò che ha rubato al Calderone: è una persona buona, generosa, affettuosa, anche se lo dimostra in maniera non eccessivamente smielata. Nesta ha una forza interiore e un'attenzione verso le persone a cui vuole bene che non sono da tutti e che man mano diventeranno sempre più evidenti, dovrà solo avere lei fiducia in se stessa e anche negli altri, così da poter risolvere le proprie questioni in sospeso.
Tuttavia ci vuole tempo, tempo per buttare fuori tutta quella negatività fatta di errori commessi ma anche azioni subite in più occasioni e traumi che hanno lasciato segni profondi nel suo animo, ed affrontarla in maniera definitiva dove si può o scendervi a patti in altri casi, fino a poter finalmente mettere un punto e voltare pagina.
E qui si snoda anche il legame con Feyre, ancora più toccante perché, pur non avendo il punto di vista della Signora Suprema, si riescono a leggere i sentimenti di entrambe le sorelle in un mix di dolore, distanza, rabbia e speranza, quasi fosse anche la loro una danza che le separa più che unirle, ma alla fine torna sempre al punto di partenza: l'essere insieme. Il loro rapporto, frastagliato, complicato fin dalla prima volta che le abbiamo viste insieme, qui arriva a un reale punto di svolta che non smette ancora adesso di commuovermi.
Lo stesso vale per il rapporto tra Nesta e suo padre, quel padre che tanto ha disprezzato e al contempo ha visto morire davanti ai suoi occhi. Anche in questo caso ho apprezzato la concretezza e la dignità con cui la Maas ha permesso alla Archeon di affrontare il lutto, capendo forse di non solo dover perdonare, ma anche perdonarsi. Perché la verità è che qualsiasi cosa fatta agli altri, forse Nesta l'ha rivolta in prima persona anche contro se stessa, con una cattiveria immeritata. E ciò è diventato un comportamento talmente radicato da aver bisogno di più di uno shock per poter effettivamente venire del tutto eliminato. Si cade, si cade tanto. Eppure man mano da tutta quell'oscurità Nesta riesce non solo a comprendersi meglio, ma ad accettare che il pozzo buio in cui è finita non deve essere per forza la fine. Può scalarlo, dolorosamente, lentamente, ma alla fine riuscirà ad uscirne. Può ancora crescere, può essere una versione nuova di se stessa pur non cambiando ciò che la contraddistingue davvero come persona perchè va bene anche non essere perfetti, non è questo che ci fa amare dagli altri e Cassian glielo dimostra più e più volte.

Devo dire che la Archeon non avrebbe potuto avere compagno migliore. Dolce, premuroso ma allo stesso tempo capace di lasciarla a combattere da sé le proprie battaglie, Cassian è riuscito a bilanciare i propri sentimenti per Nesta con ciò che era necessario fare per poterla davvero aiutare, nonostante tutte le volte in cui lui stesso è stato ferito dalle sue parole. Non che avessi particolari dubbi, visto quanto è stato fondamentale per la guarigione di Feyre. Cassian è un altro di quei personaggi che ricordano come essere un uomo non significhi per forza risultare solo spocchiosi, sessualmente attivi e dotati di grandi poteri o forza fisica. E' una persona con le proprie debolezze e fragilità, dotata della capacità di ascoltare, di spronare, di rispettare gli spazi altrui e saper guidare con mano ferma non solo Nesta ma qualsiasi persona abbia bisogno del suo aiuto. Cassian è una persona che va oltre le apparenze, le divisioni e gli handicap, permettendo forse - anche grazie alla sua "dolce metà", in questo caso - di iniziare una piccola rivoluzione che potrebbe gradualmente cambiare le vedute della società e di cui, nel caso, vedremo gli esiti nei prossimi libri.
Non nego però che mi sarei aspettata un pò più di spazio anche per quanto riguarda le sue vicende personali viste le premesse iniziali, ma non è detto che non avvenga in seguito dato che trama continua in un modo o nell'altro a includere tutti i miei amati membri dell'Inner Circle.
Detto questo, per quanto riguarda la sua relazione con Nesta non credevo di trovare un così marcato accento sul romance, che tuttavia non mi ha disturbata e anzi, è risultato comunque molto coinvolgente (certo, capisco perfettamente perché ci siamo spostati nella categoria "adult" - quindi se non amate scene esplicite non è il libro adatto a voi - ). Ho apprezzato anche come è stata resa in maniera indiretta una certa questione, così come il notare alcuni parallelismi tra loro e la coppia Feyre-Rhysand, benché abbiano comunque un'identità diversa come coppia che mi ha appassionata, divertita e anche commossa in molti momenti.
In ultimo, non posso non menzionare la tematica dell'amicizia, come al solito centrale nei libri della Maas tanto quanto l'amore. I legami che finalmente Nesta riesce a stringere mi hanno intenerita nella loro semplicità, proprio perché dimostrano una purezza e un candore nei sentimenti di questa novella fae che altrimenti non avremmo mai visto. Le sue attenzioni per Emerie e Gwyn, il suo rispetto per i loro traumi e il sostegno che si danno a vicenda in un continuo scegliersi tra loro risultano la prova che in Nesta non c'è solo cattiveria come molti (lei compresa) continuano a credere. Lo dimostra persino la paura di parlare loro del suo passato, proprio temendone l'allontanamento e il giudizio; al contrario, la nostra protagonista non fa altro che ricevere affetto e forza per andare avanti, tanto da riuscire ad affrontare le sfide che le vengono poste così come i propri rapporti irrisolti. E credo non vi sia nulla di più meraviglioso di vedere una famiglia di persone che si sono scelte tra loro che pian piano continua ad allargarsi.
Allo stesso tempo mi è impossibile non citare il rapporto d'amicizia tra Feyre e Cassian, che spunta fuori qua e là in maniera spontanea ma fermamente presente. Ho adorato la loro relazione fin dall'inizio e mi fa davvero piacere come la Maas non se ne sia dimenticata. Lo stesso vale per Azriel. Anche se riservato mi è piaciuto il fatto che l'abbia fatto coinvolgere con persone esterne all'Inner Circle, facendo così nascere anche qualche siparietto divertente che smorza la serietà della narrazione.

D'altra parte non potrebbe essere altrimenti vista l'ampia gamma di temi trattati: il lutto, l'abbandono, la discriminazione, il bigottismo, la violenza (sessuale o meno) contro le donne, La Corte di Fiamme e Argento tocca questioni che non possono non colpire, soprattutto quando rappresentate in maniera vivida ma senza pietismi o al contrario eccessiva teatralità. E non posso che ammirare una scrittrice che riesce ad affrontare di temi del genere senza nasconderne la gravità dei gesti e soprattutto delle loro conseguenze, ricordando tuttavia come ci sia sempre la speranza di poter andare avanti e che, quando la propria forza non basta, c'è sempre qualcuno pronto a tendere la mano. Non importa se non la si raccoglierà subito, quella mano rimarrà lì, in attesa, anche quando si finirà per dimenticarsene, proprio perché non possiamo permettere ai nostri giorni bui di vincere.

Che dire lettor*. Questo libro è stata un'escalation di emozioni. Mi sono arrabbiata, ho riso, mi sono spaventata come non mai (Sarah non lo fare più!), mi sono commossa nel ritrovare i miei amatissimi personaggi, mi sono affezionata ad altri, e ho pianto molto, venendo forse a patti con la mia personale Nesta interiore. Avevo bisogno di questo libro e avevo bisogno che fosse così, e non vedo davvero l'ora di sapere cosa ci sarà in serbo per noi nei prossimi libri (poi però un ultimo conclusivo con tutti i pv o quantomeno coi Feysand -#sorrynotsorry per tutti quelli che staranno dicendo "ma baaaasta!"- ci sta, eh, io la butto lì).
Per ora non posso dire altro che grazie a Sarah J. Maas, perché come ogni volta riesce a rubarmi il cuore ancora e ancora.

"A ogni Nesta là fuori,
scalate la montagna"


Mi raccomando, non perdetevi anche le altre recensioni che usciranno oggi su La Lettrice sulle nuvole e Chronicles of a bookaholic e quelle di domani!


Alla prossima recensione!
-Chiara