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Friday, 18 April 2025

Recensione: "HATE MAIL" di Donna Marchetti

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi parlo di un contemporary romance che è riuscito a sorprendermi e a farmi dubitare del funzionamento dei miei neuroni.


Titolo:
Hate Mail
Autrice: Donna Marchetti
Data d'uscita: 11 marzo 2025
Editore: Mondadori
Pagine: 396
Prezzo: 15,00€
Serie: Autoconclusivo

Trama: Naomi e Luca sono amici di penna fin dalle elementari. Più che altro, sono acerrimi nemici impegnati in un'epica battaglia a suon di insulti e sfide verbali. Quello che è iniziato come un esilarante scambio di lettere piene di veleno si trasforma però, negli anni, in una bizzarra amicizia che si estende tra la California e l'Oklahoma. Fino a quando, improvvisamente, smettono di scriversi. Sono passati ormai due anni dall'ultima volta che Naomi ha avuto notizie da Luca, da quell'ultima lettera che ha cambiato tutto. E quando la ragazza vede comparire sulla sua scrivania un'altra busta, è ben decisa a non lasciare che sia lui ad avere l'ultima parola.




Recensione:

Voto: 3.75 stelle!

Questo libro mi ha preso in contropiede fin dalla prima pagina, perché prima di iniziare la lettura ero convinta che i personaggi fossero degli adolescenti e invece sono degli adulti! Naomi e Luca iniziano a scriversi come progetto scolastico per le elementari, ma le loro lettere si distinguono da tutte le altre perché al posto di conoscersi i due passano il loro tempo a mandarsi messaggi cattivi, insultandosi più volte a vicenda. Mentre i loro compagni di scuola smettono di tenere una corrispondenza abbastanza presto, i nostri protagonisti continuano per più di quindici anni ad essere amici nemici di penna. 

Il libro mi ha divertito tantissimo. Alcune delle email che si sono scambiati erano veramente cattive, ma altre mi hanno fatto morire dal ridere. Ci sono momenti romantici, altri dolci, alcuni tristi, ma anche divertenti. Una vera e propria montagna russa di emozioni, che riesce a coinvolgerti e a spingerti a continuare a leggere. È presente anche un piccolo mistero, che è abbastanza scontato, ma allo stesso tempo ti tiene sul filo del rasoio fino alla rivelazione finale. Vi giuro che a un certo punto il libro mi ha preso così in contropiede che ho pensato di doverlo rileggere da capo per vedere se non mi ero davvero accorta di una cosa. Un'esperienza mistica che non mi aspettavo da un romance con una copertina così fluffy. 

Ho finito il libro che ero soddisfatta di quello che avevo letto, ma ragionandoci nei giorni successivi mi sono resa conto che la caratterizzazione dei personaggi è un po' la pecca del romanzo. Infatti arrivata alla fine del libro non posso dire di conoscere veramente Naomi e Luca. 
Nelle lettere che si scrivono per più di quindici anni, i due non raggiungono mai un livello profondo di conoscenza. Continuano per tutto il tempo a dirsi cattiverie e non parlano mai di questioni personali. Riusciamo a conoscere il Luca del passato attraverso i suoi capitoli, che sono ambientati nel passato e ripercorrono i momenti che hanno inciso maggiormente la sua vita. Ma quello del presente risulta un po' un'incognita, perché sappiamo cosa ha fatto prima, ma chi legge non riesce a capire affondo il Luca di oggi. Naomi, al contrario, rimane un mistero completo. Non sappiamo niente della sua vita passata. Ogni tanto viene nominato qualche evento, ma niente che venga approfondito. La sua caratterizzazione gira intorno al suo lavoro, che è praticamente l'unica informazione che abbiamo su di lei. 

Insieme mi sono piaciuti, anche se a posteriori ho trovato molto debole il legame che li unisce perché l'attaccamento che hanno mostrato prima di conoscersi non ha delle motivazioni, per me, abbastanza solide. La scrittrice è stata comunque in grado di dare loro un'evoluzione adeguata, anche se si è un pelino persa sugli ultimi capitoli che sono stati, a mio parere, troppo frettolosi.

Hate Mail è un libro davvero carino, che ricorda le rom-com dei primi anni 2000. Penso che i personaggi avevano un po' di più da raccontare di quanto è stato mostrato, ma il risultato finale è comunque una lettura piacevole che riesce a intrattenere. 

- Camilla

Friday, 29 November 2024

Recensione: "DA QUALCHE PARTE AL DI LÀ DEL MARE" di T.J. Klune

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi sono qui per parlarvi dell'ultimo romanzo di T.J. Klune, Da qualche parte al di là del mare, il sequel de La casa sul mare celeste. 


Titolo: Da qualche parte al di là del mare
Autore: T.J. Klune
Data d'uscita: 29 ottobre 2024
Editore: Mondadori
Pagine: 460
Prezzo: 19,00€

Trama: Arthur Parnassus vive una bella vita costruita sulle ceneri di una brutta vita. È il direttore di uno strano orfanotrofio su un'isola lontana e spera di diventare presto il padre adottivo di sei bambini magici che vi abitano. Nessuno di loro deve provare quel dolore che lui stesso ha provato da bambino. A fianco ha il suo grande amore, Linus Baker, ex assistente sociale del Dipartimento della Gioventù Magica; e ci sono Zoe Chapelwhite, spiritello dell'isola, e la sua fidanzata, la sindaca Helen Webb. Tutti loro faranno di tutto per proteggere i bambini e Arthur si trova a condurre una battaglia perché la sua famiglia, e tutte le persone magiche, abbiano finalmente il futuro che meritano. Ma le ombre del passato e l'arrivo di un altro bambino minano le sue certezze: la sua famiglia crescerà più forte che mai o cadrà a pezzi?

Serie:
1. La casa sul mare celeste (recensione qui)
2. Da qualche parte al di là del mare



Recensione:

Voto: 4 stelle!

Se tante persone erano molto preoccupate che questo secondo volume non sarebbe stato all'altezza del primo, io ero più che altro felice di vedere un altro spezzone delle vite di questi personaggi, sperando di ritrovare quel calore e quella gioia che mi aveva dato il primo libro, cosa che fortunatamente è avvenuta. 

Narrato, questa volta, dal punto di vista di Arthur, il libro segue Arthur e Linus mentre si apprestano ad adottare i bambini dell'orfanotrofio che gestiscono. Ma l'arrivo di una nuova ministra al dipartimento per i minori provoca a tutti loro dei problemi. 

Il libro si divide in scene di famiglia, dove viene lasciato spazio a ognuno dei bambini di mostrarsi con i propri pregi e difetti, ma anche di farci capire sono cambiati dalla prima volta che li abbiamo conosciuti. Dall'altra c'è la trama più burocratica e di come il governo tratti degli innocenti. 

I bambini mi hanno fatto morire dal ridere, adoro il rapporto che hanno tra di loro, ma anche con i loro genitori. Le scende found family sono state come un caldo abbraccio e mi è piaciuto molto come Klune abbia dato a ognuno di loro lo stesso spazio per parlare dei loro problemi. Mi sono piaciuti veramente tanto tutti i personaggi, ma Lucy con il suo dark humor mi fa spanciare dalle risate tutte le volte che apre bocca. Non sarai il preferito del Signore, ma ci sono io per te Lucy. 

La relazione tra Arthur e Linus è molto solida in questo romanzo. Si proteggono a vicenda e sarebbero pronti a tutto l'uno per l'altro. Ovviamente qualche minima incomprensione c'è, ma il loro rapporto viene messo un attimo in secondo piano per concentrarci sui bambini. 

La parte della storia riguardante l'adozione e l'inserimento del governo nelle vite dei nostri personaggi è stato davvero un colpo al cuore, soprattutto pensando che queste cose accadono tutti i giorni. 
Il chiaro riferimento a quella donna per l'antagonista mi ha fatto abbastanza ridere per quanto fosse palese e anche per come l'autore l'ha fatta diventare una copia di uno dei personaggi più odiati della scrittrice (quella vestita di rosa). So che alcune persone si rifiutano di leggere il libro proprio per questo palese riferimento alla scrittrice, ma lasciatemi dire che Klune poteva decisamente renderla più malvagia se voleva veramente attaccarla. Invece sotto sotto riesce a renderla un pochino umana, facendoci capire come il suo odio non nasca dal nulla. Questo giustifica quello che fa? Assolutamente no, ma rende il personaggio non solo una caricatura per fare, come ho sentito dire, "un dispetto", ma qualcuno di ben pensato che rappresenta, sfortunatamente, una parte della nostra società di oggi. 

Lo stile di Klune è sempre semplice e coinvolgente. Ero un po' preoccupata per la lunghezza dei capitoli, però li ho completamente divorati. 
Ci sono alcune scene o argomenti che avrei preferito venissero maggiormente approfonditi e il finale è ancora un pelino troppo utopico e semplicistico per i miei gusti, ma il libro mi è piaciuto molto comunque.

Ho trovato il romanzo una coccola nelle scene di famiglia, ma anche una sberla di realtà nelle difficoltà che questi piccoli bambini devono affrontare solo per essere accettati dal mondo per le loro differenze. Proprio per questi duplici sentimenti che ti accompagnano vorrei consigliare il libro soprattutto agli adolescenti. L'empatia che provi per questi bambini, può essere traslata nel mondo reale per il prossimo e questo è il più grande insegnamento che la storia dà. Il motivo per cui sono fiera di aver iniziato a leggere fantasy durante il mio periodo adolescenziale è che mi ha fatto aprire gli occhi su tantissime ingiustizie del mondo. L'empatia che si viene a provare per gli emarginati, i diversi, i "più deboli" di carta, può essere portata nel mondo reale e provata per il prossimo. Il mondo ha bisogno di più empatia e libri come questo mi fanno ben sperare che se dati in mano ai giovani, possiamo veramente aiutare una generazione a crescere con amore e non odio nel cuore. 

Da qualche parte al di là del mare è un sequel che riesce a trasmettere gli stessi sentimenti del libro precedente, riuscendo a farti dare una sbirciata alla vita di sette bambini veramente speciali. 

- Camilla 

Friday, 15 November 2024

Recensione: "BUTCHER & BLACKBIRD" di Brynne Weaver

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi sono qui per parlarvi della dark comedy che ha stregato la Bookish comumunity nelle ultime settimane, Butcher and Blackbird. Io ancora una volta sono la pecora nera del momento, perché sfortunatamente non mi ha convinto. 

Titolo: Butcher & Blackbird
Autrice: Brynne Weaver
Data d'uscita: 29 ottobre 2024
Editore: Oscar Mondadori
Pagine: 372
Prezzo: 16,00€
Audiolibro: Si

Trama: Anche i serial killer hanno bisogno di un amico. Ogni gioco ha il suo vincitore. Sloane e Rowan sono due serial killer a caccia di serial killer. Si conoscono da anni, e trovano riflessa la stessa anima nera come la pece l’uno negli occhi dell’altra. Si capiscono al volo, insomma. Sono amici, ma rivali. Dalle piccole cittadine della Virginia alla sofisticata California, dai sobborghi di Boston ai campi del Texas, ogni anno si incontrano per misurarsi con i peggiori mostri del Paese. Quando finalmente l’attrazione a lungo sopita esplode e scocca la scintilla, il romance si tinge di sfumature horror. Perché Sloane e Rowan hanno seminato dietro di loro una cruenta scia di fantasmi pronti a reclamare vendetta. Riusciranno a uscire in tempo da questo gioco mortale? 


Serie:
1. Butcher & Blackbird 
2. Leather & Lark (in uscita a maggio in italiano)
3. Scythe & Sparrow



Recensione:

Voto: 3 stelle!

Questa settimana ho finito di leggere Butcher & Blackbird, il primo libro della trilogia di autoconclusivi dark comedy di Brynne Weaver. Questo era uno dei libri che attendevo di più quest’anno, ma devo ammettere che non mi ha conquistato come speravo.

Dalle premesse mi aspettavo qualcosa di molto più dark, ma soprattutto più divertente. Posso contare sulle dita di una mano le scene che mi hanno veramente fatto ridere e per quanto riguarda i temi più scabrosi nel libro ci sono, vengono perfettamente elencati nei TW, però a volte mi è sembrato che la scrittrice si trattenesse ancora. Come da non spingersi troppo in là per poter comunque rendere la storia leggibile a più persone possibili.

La cosa che mi ha più deluso, però, è la poca presenza dell’approfondimento psicologico dei protagonisti. Mi aspettavo veramente un lavoro da dieci sulla psicologia dei personaggi e invece ho trovato il tutto molto blando e poco sviluppato. Questo soprattutto su Sloane. Il trauma che l’ha portata a diventare una serial killer viene vagamente nominato, senza mai andare nel dettaglio. Un dire non dire del tutto che se in certi libri capisco, qui penso che poteva essere evitato, perché la rabbia che avrebbe causato sarebbe stata ancora più potente in chi sta leggendo il libro.

Parlando sempre di Sloane ho trovato che nel libro pian piano iniziasse a cambiare. Se la conosciamo come una tipa tosta, che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, pian piano perde un po’ la sua corazza arrivando anche ad avere alcune scene in cui devo ammettere di non aver capito appieno come mai si comportava in quel modo. Da una parte ci sta che aprendosi con Rowan qualcosa in lei cambi, ma serviva un approfondimento psicologico migliore.
Al contrario non ho tanto da dire su Rowan, mi è piaciuto che sia un boy obsessed, ma non ha fatto niente che ai miei occhi lo rendesse così interessante da innamorarmene.

Per quanto riguarda la storia d’amore mi è dispiaciuto che molta della loro relazione iniziale sia avvenuta tra i salti temporali e quindi off-screen. Penso che assistere di prima persona mi avrebbe portato ad apprezzarli di più. I due all’inizio mi piacevano, la loro dinamica era interessante, ma appena si sono messi insieme il mio interessamento è scemato del tutto.

Il momento in cui la relazione sentimentale inizia è il punto esatto in cui la storia ha smesso di coinvolgermi. Se la prima parte mi ha tenuta incollata, durante la seconda non vedevo l’ora che tutto finisse. Mi sono ripresa un attimo con il plot twist finale, che non avevo visto arrivare ed è stato interessante.

Butcher and Blackbird è una dark comedy che anche se promette di andare oltre, sotto sotto rimane sul sicuro, concentrandosi maggiormente più sul romance, soprattutto le scene spicy, che su un approfondimento psicologico che personalmente mi sarebbe servito per farmi coinvolgere dai personaggi.

- Camilla 

Friday, 9 August 2024

Recensione: "SEVEN DAYS IN JUNE" di Tia Williams

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi porto la recensione di un libro che ho atteso tantissimo, Seven Days in June.


Titolo:
Seven Days in June
Autrice: Tia Williams
Data d'uscita: 16 luglio 2024
Editore: Oscar Vault
Pagine: 372
Prezzo: 15€
Serie: Autoconclusivo

Trama: Eva Mercy, mamma single, è un'autrice di bestseller erotici. Shane Hall è un romanziere pluripremiato che vive lontano dai riflettori. Quando si incontrano a un evento letterario, sono subito scintille: quello che nessuno sa è che quindici anni prima i due hanno vissuto una settimana di intensa passione e, anche se adesso fingono di non conoscersi, non possono ignorare il passato. Ora hanno solo sette giorni per scoprire cos'è che ancora sembra tenerli uniti.








Recensione:

Voto: 3.5 stelle!

Sono interessata a questo libro da quando è uscito in inglese e finalmente con la sua pubblicazione in italiano sono riuscita a recuperarlo. Avevo delle aspettative davvero alte e anche se la storia mi è piaciuta, sfortunatamente non mi ha distrutto l'anima come mi aspettavo. 

Eva e Shane si sono incontrati per caso all'ultimo anno di liceo e tra loro è scattata la scintilla. Hanno passato insieme solo sette giorni intensi, prima di non rivedersi più per i successivi quindici anni. Oggi sono entrambi scrittori e quando si rincontrano la passione che avevano provato non è del tutto assopita. 

Questa tipologia di storia è il mio pane quotidiano. Le amo, proprio perché leggere di due persone che si amano, ma che sono state divise dalla vita mi emoziona particolarmente. La scrittrice è riuscita a coinvolgermi nella sua storia, ma non a conquistarmi del tutto. Mi è sembrato che non si immergesse mai nelle problematiche dei due protagonisti, per rimanere sempre sulla superficie. Soprattutto per quanto riguarda il rapporto tra Eva e Shane. Il tempo che passano insieme è relativamente poco sia nel passato che nel presente, e questo mi ha portato a non capire fino in fondo come mai vogliono stare insieme. Posso capire la connessione istantanea, ma non mi è mai sembrata veramente profonda. 

Le scene ambientate nel passato sono relativamente poche e ci troviamo davanti più a un riassunto che ad altro. Oggettivamente questo non è un male e ci sta con il tipo di racconto che la Williams ha portato avanti. I due passano questi sette giorni insieme a cercare di assopire i loro demoni con qualsiasi rimedio e quindi ci sta riassumere solo cosa hanno fatto. Ma dall'altra parte sorge spontanea la domanda del perché i due siano così legati l'uno all'altra. Il bonding legato al trauma può arrivare fino a un certo punto, poi servono altre prove che possano mostrare la solidità di un rapporto. 

Speravo che questo avvenisse nei capitoli ambientati nel presente, ma la loro relazione sembra ripartire semplicemente da dove si erano lasciati. È vero che sono persone diverse, che hanno superato o stanno combattendo in modo più sano i loro demoni, ma la domanda centrale del perché sono così legati l'uno all'altra rimane ancora senza risposta. Leggendo il romanzo non ho mai trovato una motivazione del perché i due desiderassero stare insieme o come mai abbiano passato gli ultimi quindici anni della loro vita a comunicare indirettamente attraverso i loro romanzi. Posso capire che il loro incontro sia stato una svolta nella loro vita, ma penso che la scrittrice doveva approfondire meglio i loro sentimenti per riuscire a creare una storia più profonda.

Questo è anche uno di quei libri in cui non sono sicura che la coppia possa veramente avere il suo happy ending. I due ci vengono sempre mostrati nei momenti in cui rubano del tempo al mondo reale, ma all'interno di una vita con le sue varie problematiche riuscirebbero a rimanere uniti? Mi sarebbe piaciuto vedere di più questi vari momenti, che a mio parere avrebbero mostrato sia la crescita dei personaggi che una vera e propria possibilità di relazione. Al contrario non viene mai mostrato come potrebbe essere la loro vita insieme o cosa faranno in futuro e questo per me ha svalorizzato la coppia, rendendola qualcosa di passeggero.

Se la relazione tra i due non mi ha colpito del tutto, ho invece molto apprezzato il legame tra Eva e sua figlia. Il loro rapporto è il miglior descritto all'interno del libro e più volte mi ha fatto ridere o piangere. Grazie alla narrazione onnisciente ci viene permesso di leggere anche dei capitoli dal punto di vista della figlia, rendendola un personaggio a tutti gli effetti e non solo qualcuno di passaggio per due scene carine. 

L'altro argomento meglio sviluppato nella storia è la disabilità di Eva. È una situazione di cui si parla costantemente ed è stato difficile leggere di come solo perché è qualcosa di non vedibile la protagonista abbia fatto fatica a ricevere le cure appropriate e come questa malattia influisca costantemente sulla sua vita. Questa disabilità è stata anche una delle ragioni per cui è finito il suo primo matrimonio, quindi mi sarebbe piaciuto vedere come avrebbe reagito Shane in caso di un episodio, ma sempre per la motivazione che i due sembrano solo rubare del tempo al mondo reale questo non avviene e per me è stato un vero peccato. 

Il libro è scritto molto bene, potendo cambiare a piacimento tra le voci dei vari personaggi la scrittrice riesce a dare alla sua storia più sfumature che la rendono complessa e accattivante. L'unica pecca è proprio nella relazione tra Eva e Shane che sembra sempre troppo superficiale.

- Camilla

Wednesday, 7 August 2024

Recensione: "THE FRAGILE THREADS OF POWER" di V.E. Schwab

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi parlo di The Fragile Threads of Power, il romanzo con cui V.E. Schwab è tornata nel mondo di Shades of Magic. 


Titolo:
The Fragile Threads of Power
Autrice: V.E. Schwab
Data d'uscita: 11 giugno 2024
Editore: Oscar Vault 
Pagine: 684
Prezzo: 28€
Audiolibro: Si 

Trama: Sono passati sette anni da quando le porte tra i mondi sono state sigillate. Sette anni da quando Kell, Lila e Holland si sono opposti a Osaron, in una battaglia disperata che ha salvato i mondi di Londra Rossa, Grigia e Bianca. Sette anni da quando la magia di Kell è stata infranta e Holland ha perso la vita. Ora Rhy Maresh governa Londra Rossa, che ribolle di cospirazioni e rivolte, mentre a Londra Bianca è comparsa una nuova Antari, Kosika, il cui cruento fanatismo religioso potrebbe evocare un potere troppo vasto per essere controllato. In questo mosaico di nuovi amici e vecchi nemici, una ragazza dotata di un'insolita abilità entra in possesso di un oggetto in grado di cambiare il destino dei quattro mondi. Il suo nome è Tes ed è l'unica in grado di unire le fragili trame del potere. O di spezzarle per sempre.


Serie:
1. The Fragile Threads of Power
2. Non ancora annunciato
3. Non ancora annunciato


Recensione:

Voto: 4.5 stelle!

Sette anni dopo l'uscita dell'ultimo volume della trilogia Shades of Magic V.E. Schwab torna a raccontare una storia all'interno del suo universo fantasy più famoso. 
Anche per i personaggi sono passati sette anni e tra vecchi amici, nuovi incontri e parecchie minacce ancora una volta non c'è un momento per stare tranquilli. 

Questo primo romanzo della nuova trilogia Threads of Power è un lungo prologo, in cui viene spiegato cos'è successo nella vita di Kell, Lila, Rhy e Alucard negli ultimi sette anni e allo stesso tempo introduce nuovi personaggi e problemi che i nostri eroi dovranno affrontare. 

I protagonisti della trilogia precedente tornano a occupare la scena. Troviamo Kell che cerca di capire chi è lui senza la sua magia, accompagnato da Lila che finalmente vive la vita che ha sempre voluto. A Londra, invece, Rhy e Alucard devono affrontare varie minacce rivolte verso la loro famiglia.
Vengono poi introdotte Tes e Kosika. La prima è una semplice ragazzina che per colpa dei suoi poteri si trova incastrata in una situazione più grande di lei, mentre la seconda è la nuova regnante di Londra Bianca, una fanatica religiosa che venera Holland. 

I vari filoni narrativi continuano a intrecciarsi nella storia, fino al momento di convergenza finale. Questo continuo spostamento di punto di vista permette al libro di essere molto ritmato e non stancare quasi mai. Tra i vecchi personaggi hanno un ruolo fondamentale Lila e Alucard, mentre Tes è una nuova aggiunta interessante, ma che non riesce a brillare del tutto proprio per la presenza dei protagonisti precedenti.
La trama che mi ha coinvolto di meno è quella di Kosika, al momento distaccata dalle altre. Proprio per questo la quasi sua "interruzione" del flusso narrativo all'inizio mi ha un po' annoiato. Ma c'è sempre una motivazione per tutto e andando avanti anche la sua storia è diventata interessante.

Quello che mi era piaciuto di più di Shades of Magic erano i rapporti tra i vari personaggi e anche questa volta sono l'occhiello del romanzo. Il rapporto di fratellanza tra Kell e Rhy, quelli amorosi di Rhy e Alucard, Kell e Lila, sono tutti meravigliosi. Non ho potuto che sorridere costantemente mentre erano in scena, perché è stato veramente bello poterli rivedere insieme e percepire tutto l'amore che provano gli uni per gli altri.

Definisco questo libro più un prologo in quanto mi è sembrato che la Schwab stesse preparando la sua nuova scacchiera, rimettendo sul tavolo vecchi giocatori e presentandone di nuovi. Molta della storia si svolge anche attraverso flashback per scoprire il passato dei vari personaggi, portandoci ad arrivare alla fine del romanzo con più o meno le stesse informazioni che avevamo all'inizio. Una lunga spiegazione, che grazie allo stile di Victoria è molto coinvolgente, ma che arrivata alla fine mi ha dato la percezione che mancasse quel pizzico in più per conquistarmi totalmente. 
Proprio per questo fatto il finale risulta abbastanza tranquillo. Abbiamo ricevuto qualche risposta, tante sono ancora aperte, ma le vicende sono state lasciate in una situazione abbastanza di stallo. Non vedo comunque l'ora di sapere cosa succederà, ma visto i tempi di attesa che si prospettano per il seguito, sono contenta che non ci abbia lasciato con un cliffhanger. 

The Fragile Threads of Power è un primo libro abbastanza calmo, che serve al* lettor* per ricongiungersi nuovamente al mondo creato dalla Schwab. Una introduzione interessante, che riesce a preparare la strada a una storia che ancora una volta sarà epica. 

- Camilla 

Monday, 24 June 2024

Recensione: "YELLOWFACE" di R.F. Kuang

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi porto la recensione di un libro che veramente apprezzato, Yelloface, il nuovo romanzo di R.F. Kuang.


Titolo:
Yelloface
Autrice: R.F. Kuang 
Data d'uscita: 21 maggio
Editore: Mondadori
Pagine: 384
Prezzo: 22€
Serie: Autoconclusivo 

Trama: Che male può fare uno pseudonimo? Juniper Song ha scritto un libro di enorme successo. Però forse non è esattamente chi vuole far credere di essere. June Hayward e Athena Liu, giovani scrittrici, sembrano destinate a carriere parallele: si sono laureate insieme, hanno esordito insieme. Solo che Athena è subito diventata una star mentre di June non si è accorto nessuno. Quando assiste alla morte di Athena in uno strano incidente, June ruba il romanzo che l'amica aveva appena finito di scrivere ma di cui ancora nessuno sa nulla, e decide di pubblicarlo come fosse suo, rielaborato quel tanto che basta. La storia, incentrata sul misconosciuto contributo dei cinesi allo sforzo bellico inglese durante la Prima guerra mondiale, merita comunque di essere raccontata. L'importante è che nessuno scopra la verità. Quando però qualcosa comincia a trapelare, June deve decidere fino a che punto è disposta a spingersi pur di mantenere il proprio segreto. Un romanzo spassosamente tagliente che parla di diversità, razzismi, privilegi e appropriazione culturale. E dei limiti che non si dovrebbero mai superare.



Recensione:

Voto: 5 stelle!

R.F. Kuang è una delle scrittrici di questa generazione. Tutti i suoi libri riescono a centrare perfettamente il messaggio che vogliono trasmettere e rimangono impressi in chi li legge e infatti Yellowface dimostra ancora una volta che la bravura della scrittrice. Tra le sue tre storie questa è quella più approcciabile. Messe da parte le guerre e le traduzioni passiamo al mondo editoriale, sempre parlando però del problema del razzismo in vari ambienti della vita di tutti i giorni.

Juniper è il personaggio più riuscito della Kuang. Protagonista indiscussa, chi legge rimarrà più volte esterrefatto davanti ai suoi pensieri e soprattutto a come rigira la realtà per sentirsi a posto rispetto a quello che ha fatto, pensando sempre di essere il centro delle azioni che compiono gli altri.
Una vera e propria Karen, che se è difficile da sopportare a volte riesce comunque a fare un po’ di tenerezza. Credo che alcuni suoi pensieri sul successo e quello che lasceremo al mondo accomunino un po’ tutti noi. Però anche questa empatia ha breve durata, perché immediatamente Juniper ricade nell’invidia e la rabbia che la contraddistinguono.


Athena, anche se muore precocemente, è l’altra grande protagonista. Il suo fantasma e il suo ricordo assillano Juniper in scene che non si capisce fino all’ultimo se siano reali o meno. 
Non la conosciamo mai direttamente, ma solo attraverso i pensieri delle altre persone. Chi era veramente Athena? Non lo sapremo mai. Se quando a presentarci la sua persona è solo Juniper siamo propensi a darle quasi una santificazione, capendo che l’amica la vede solo attraverso lo sguardo verde dell’invidia, andando avanti e conoscendola attraverso gli occhi di altri personaggi Athena risultata un personaggio complesso e difficile da inquadrare.

Il racconto del settore editoriale è tutt’altro che idilliaco. La Kuang ci mostra un mondo fatto di invidie, screzi e opportunità che possono finire immediatamente. Un mondo brutale e a cui la scrittrice non risparmia nessuna critica. A volte, devo essere onesta, mi sono chiesta come abbia convinto il suo editore a pubblicare questo romanzo.

Ancora una volta la scrittrice ci porta a riflettere sul tema del razzismo, evidente in molti dei pensieri della protagonista. Credo che chiunque legga il romanzo sarà portato a farsi un’esame di coscienza anche per il fatto che alcune volte i pensieri di Juniper sono qualcosa che abbiamo pensato anche noi o che non riteniamo essere così gravi come idee. Ma se a dirlo è un personaggio che sbaglia continuamente, che ha una chiara propensione ad avere pensieri discordi dai nostri, significa che sotto sotto anche noi siamo un po’ come lei? 
Come ho detto è una storia che fa molto riflettere e le parole della scrittrice rimarranno con me per molto tempo.

Durante tutta la lettura non avevo idea di come si sarebbe conclusa la storia. Non riuscivo a capire che direzione le avrebbe fatto prendere la Kuang, ma finito il libro devo dire che ha trovato un modo geniale per concluderlo. Una fine appropriata e che riesce a dare anche la stoccata finale al messaggio che ha voluto trasmettere.

Yellowface è un libro che secondo me tutt* dovrebbero leggere. Una storia pungente, ben congegnata e che ti terrà sulle spine fino all’ultima pagina. 

- Camilla

Monday, 27 May 2024

Recensione: "THE FALCONER - LA TRILOGIA" di Elizabeth May

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi porto la recensione dell'intera trilogia steampunk fantasy di Elizabeth May, The Falconer.


Titolo:
The Falconer - La Trilogia
Autrice: Elizabeth May
Data d'uscita: 5 marzo 2024
Editore: Mondadori
Pagine: 888
Prezzo: 32,30€

Trama: Edimburgo 1844. La bella Aileana Kameron sembra una giovane debuttante come tante, una frivola ragazzina dell'alta società. Di notte però dà la caccia alle malvage creature fatate che terrorizzano gli abitanti della città, in cerca di quella che le ha ucciso la madre. La sua missione di vendetta diventa però più complicata mano a mano che i suoi sentimenti per Kiaran MacKay, l'essere fatato che le ha insegnato a uccidere i suoi simili, si fanno più intensi e ambigui. E quando le fate mettono in atto un complotto per sterminare l'umanità, Aileana deve scegliere tra la soddisfazione personale, l'amore, e la salvezza della città che ama. Anche se ciò significasse fidarsi del nemico.


Serie:
1. La Falconiera 
2. Il Trono Evanescente
3. Il Regno Caduto



Recensione:

Voto: 4.5 stelle!

La vita di Aileana viene stravolta la sera del suo debutto in società, quando assiste all'omicidio della madre da parte di una fata. Viene così catapultata in mondo di mostri, in cui l'unico pensiero che riesce a mandarla avanti è quello della vendetta. 

La storia narrata in questa trilogia è abbastanza semplice e di impatto. Se dieci anni fa, al momento d'uscita, sarebbe sembrata originale, ad oggi si allinea perfettamente a quello che si ricerca e si trova nei fantasy romance. 


Protagonista centrale è Aileana. Se all'inizio la sua missione è quella di vendicare la madre, andando avanti il suo ruolo all'interno del mondo diventa di vitale importanza, portandola a essere l'unica persona che possa salvare il mondo dall'invasione della fate. 
Il personaggio è ben delineato e si riescono a capire tutte le motivazioni che la portano a cambiare all'interno della trilogia. Forte, a tratti arrogante, Aileana si dimostra alla fine della storia una semplice ragazza con un peso troppo grande sulle spalle, che forse non è pronta a portare. 

I personaggi secondari, al contrario, potevano essere maggiormente approfonditi. Intervengono nella narrazione solo quando strettamente necessari, se no diventano di contorno alla protagonista, che è il centro di tutto. 
Maggior attenzione da parte della May viene data ai personaggi femminili, che risultano più incisivi e reali, rispetto a quelli maschili che sono un po' trascurati, con due sole eccezioni. 
La prima è Derrik, pixie compagno delle avventure di Aileana che abita nel suo armadio dove le cuce vestiti. È la persona che riesce a mostrare alla ragazza che non tutte le fate sono cattive e che riesce ad ancorarla al suo lato umano anche quando lei sembra che stia andando alla deriva nel suo progetto di vendetta. 
Il secondo è Kiaran, la fata che dopo che Aileana ha cercato di ucciderlo decide di addestrarla per uccidere la sua specie. La sua storia è complicata e dolorosa e proprio per i sentimenti che lo accomunano alla ragazza tra i due nasce un sentimento che va oltre il ruolo di semplici complici. 

La storia d'amore è parte costante di tutta la narrazione, non ruba mai la scena alla trama principale, ma riesce comunque a conquistare chi legge per il legame che lega i due personaggi. 

La storia in sé è abbastanza semplicistica e devo ammettere che non so se l'avrei apprezzata così tanto oggi se non l'avessi già letta e amata anni fa. Alcune cose potevano essere approfondite e ripeto che alcuni personaggi potevano avere un ruolo più predominante nelle vicende, che al contrario si concentrano solo su Aileana. 

All'interno del volume unico trovate tutti e tre i libri che compongono la trilogia e questo è un bene in quanto i primi due finiscono con un cliffhanger, ma non preoccupatevi che il finale finale, anche se lacrimevole, vi soddisferà. 

The Falconer è una trilogia con una trama semplice, ma comunque accattivante. Una protagonista tosta e una storia d'amore per i tempi che sono sicura vi farà battere il cuore. 

- Camilla 

Wednesday, 10 January 2024

Recensione: "DANCE OF THIEVES - LA DILOGIA" di Mary E. Pearson

Buongiorno amic* lettor*!
Torno su questi schermi per portarvi la recensione della dilogia di Mary E. Pearson, aka il miglior libro fantasy che ho letto nel 2023.

Ringrazio Oscar Vault per avermi inviato una copia del Drago.


Titolo:
Dance of Thieves. Danza dei ladri. La dilogia
Autrice: Mary E. Pearson
Data d'uscita: 14 novembre 2023
Editore: Mondadori
Pagine: 768
Prezzo: 28€

Trama: Una guardia, un tempo ladra leggendaria, che vuole dare prova di sé. Un giovane, erede di una dinastia di fuorilegge, che si ritrova improvvisamente al comando. Una danza pericolosa che potrebbe costare loro la vita e il cuore.









Serie:
1. Dance of Thieves - Danza dei ladri
2. Vow of Thieves - Giuramento dei ladri



Recensione:

Voto: 4.5 stelle!


Ambientata sei anni dopo la trilogia originale iniziata con The Kiss of Deception, la storia segue Kazi e Jase. Lei è una Rahtan in missione per la regina di Venda, sulle tracce di un criminale di guerra. Lui è appena diventato Patrei della sua gente dopo la morte del padre. Entrambi hanno qualcosa da dimostrare e da perdere. 


La trama si divide in due filoni, in base alle due missioni dei personaggi. Da una parte abbiamo Kazi, che è il collegamento con la trilogia precedente. Attraverso di lei abbiamo la possibilità di rivedere vecchi personaggi in nuovi ruoli, ma anche scoprire cos’è successo dopo la guerra combattuta precedentemente.

Dall’altra parte abbiamo Jase che introduce anche i vecchi lettori a un mondo totalmente nuovo, fatto di nuove leggende, tradizioni e pericoli. 

"Siamo insieme e resteremo insieme qualunque cosa accada."

Entrambi i personaggi sono interessanti e ben delineati all’interno della storia. Mentre l’argomento principale della trama della trilogia era l’inganno, che grazie ai tanti punti di vista era fatto quasi più all’aria aperta, qui il tema che lega tutto sono i segreti, quelle verità che rimangono taciute e di cui solo il lettore che può leggere entrambi i punti di vista dei protagonisti ne è custode. Creando questa danza in cui si intrecciano verità, menzogne e omissioni.  


Alla scrittrice piace l’instalove e infatti anche qui compare, ma in modo più sottile rispetto alla trilogia. Infatti i personaggi sono subito attratti l’uno dall’altra, ma un diverbio li porterà a essere in pericolo e quindi a doversi aiutare a vicenda per riuscire a sopravvivere. Il passaggio da enemies a reluctant allies è fatto molto bene, riuscendo a mettere le basi per un rapporto che riesce a conquistare chi legge. 


"Esprimi un desiderio, Kazi."

A livello di trama la storia parte un po’ con la retro. Ho fatto veramente fatica a leggere la prima metà del primo volume. Nelle prime pagine ero quasi confusa cercando di comprendere se dovevo già conoscere dei personaggi o dei luoghi dalla trilogia originaria, ma una volta capito che la maggior parte del materiale erano nuove informazioni ho ricominciato a concentrarmi sulla storia, anche se non mi stava colpendo positivamente. In queste prime pagine i personaggi vengono distanziati dal resto delle vicende. Credo che questo avvenga per permettere loro di conoscersi e di instaurare un rapporto, ma senza tutto il contorno la narrazione stava risultando abbastanza debole. Superata la metà (e avendo salutato la reading slump), i personaggi tornano carichi al centro della storia, cioè quello che accade alla Bocca dell'Inferno. E questo dà nuova vita alla trama che inizia un’evoluzione così movimentata e interessante da non permetterti di staccarti neanche un secondo. 

Il fatto di dover letteralmente solo girare la pagina per avere il secondo volume in mano mi ha permesso di iniziarlo immediatamente e devo dire che Vow of Thieves mi è piaciuto decisamente di più del primo libro. I semi che la scrittrice aveva piantato sono fioriti portando una narrazione più adrenalinica, magica ed emozionate. Jase e Kazi per varie vicissitudini passano meno tempo insieme in questo volume, ma il loro rapporto traspare con più intensità. 

La Pearson riesce sempre a creare un cast di personaggi secondari di supporto che riescono a stare al passo con i protagonisti. Il gruppo che si viene a creare non delude mai e tra antagonisti e aiutanti riescono a creare una storia più complessa e accattivante.


"Scegli le parole con cura, persino quelle che pensi, perché possono diventare semi e i semi diventano la storia."

Quello che personalmente mi piace di più delle storie della scrittrice è l’utilizzo che fa delle leggende che creano la backstory del suo mondo. Se al primo libro suo che ho letto questo non avere notizie chiare non mi convinceva, andando avanti ho capito che questo è proprio il punto forte della storia. Ogni regno ha le proprie leggende che sono tramandate oralmente o attraverso citazioni non concluse. Ognuno di loro rivendica una parte di territorio in base a queste storie, ma qual è la verità? Cos’è realmente successo secoli fa? Chi legge non viene mai a sapere la storia completa, ma solo degli spezzoni che possono costantemente essere definiti falsi in base a nuove informazioni che vengono condivise. Una parte di me vorrebbe sapere tutta la storia per filo e per segno, vorrebbe capire se quello che ho immaginato è veramente quello che è successo, ma il mistero, questo sapere/non sapere, è così interessante che per una volta in vita mia preferisco rimanere all’oscuro della verità. 


Durante questa recensione ho parlato varie volte della trilogia di The Kiss of Deception perché avendola letta poco prima della dilogia nel mio cervello era quasi obbligatorio dover fare un paragone o considerare le similitudini. Detto questo ci tengo a precisare che per leggere Dance of Thieves non è necessario aver letto la trilogia. I fatti accaduti precedentemente che servono per la trama vengono ripresi e tutti i personaggi principali sono nuove introduzioni. Però se leggete in inglese vi vinto a recuperare anche la trilogia, perché tanti piccoli momenti o dettagli avranno per voi più significato avendola letta. 


"Chi scriverà la nostra storia, Jase?"
"Lo faremo noi, Kazi. Tu e io scriveremo la nostra storia."

Dance of Thieves è una dilogia che parte lentamente, facendoti prima conoscere i personaggi, per poi buttarli in una narrazione adrenalinica, senza un momento di pace. Dove verrai coinvolt* dai colpi di scena e segreti che si celano dietro ogni angolo. 

- Camilla

Wednesday, 15 November 2023

Recensione: "FABLE" di Adrienne Young

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi porto la recensione del primo volume della serie The World of Narrows, Fable. Un fantasy semplice, ma che riesce facilmente a conquistarti. 

Grazie mille a Oscar Vault per avermi inviato una copia del romanzo da recensire.


Titolo:
Fable
Autrice: Adrienne Young
Data d'uscita: 23 maggio 2023
Editore: Mondadori - Oscar Vault
Pagine: 360
Prezzo: 24€

Trama: Figlia del più potente trafficante dello Stretto, la giovane Fable ha conosciuto un solo luogo che possa chiamare "casa": una nave ormai colata a picco. Quattro anni prima ha visto la madre annegare durante una terribile tempesta; il giorno seguente il padre l'ha abbandonata su un'isola covo di furfanti. Per sopravvivere Fable ha dovuto imparare a badare a se stessa, senza fidarsi di nessuno e contando solo su ciò che sua madre le ha insegnato. A tenerla viva è il desiderio di lasciare l'isola, ritrovare il padre e rivendicare il proprio posto al suo fianco. Ad aiutarla nell'intento c'è West, un giovane mercante. Fable però si accorge presto che durante la sua permanenza sull'isola i nemici del padre e i rischi connessi alla sua attività si sono moltiplicati; e, come se non bastasse, West non è chi dice di essere. Ma la ragazza non ha scelta: se vuole rimanere viva, dovrà lottare insieme a lui contro pericoli ben peggiori degli uragani che flagellano lo Stretto.


Serie:
0. Saint (prequel incentrato sulla figura di Saint)
1. Fable 
2. Namesake (ultimo volume dal pov di Fable)
3. The Last Legacy 




Recensione:

Voto: 4 stelle!

La scrittrice inizia subito di gran carriera con un linguaggio marittimo molto specifico, rendendomi un po' complicata la comprensione dei primi capitoli. Sono totalmente ignorante in materia e quindi Google è diventato il mio miglior amico per cercare di capire le tante parole che non conoscevo. Decisamente qualcosa di istruttivo, ma che mi ha privato della possibilità di potermi immergere nella narrazione.

Superato questo ostacolo, la storia inizia veramente e ho potuto abbandonare il mio telefono per potermi finalmente godere la lettura e devo ammettere che anche in un periodo stressante come questo mese l’ho divorato.

Ho amato la storia, così semplice, ma interessante. Che riesce a tenerti sempre sulle spine e a coinvolgerti completamente. È la storia di una ragazza in cerca di una casa, di un posto dove poter essere al sicuro e amata. Di una ciurma, che quando l’ha salvata, non si aspettava tutto quello che sarebbe successo loro. Lei che potrà essere la loro ancora di salvezza o colei che li fa affondare. 



Fable è una protagonista forte e tenace, intraprendente, ma che allo stesso tempo risulta un pelino ingenua quando si siede al tavolo dei grandi giocatori. Capiamo perfettamente cosa la spinge nelle sue azioni e mi sono piaciute molte le sue scene con Wes e Saint. 
Non è un’eroina, anzi in questo libro non c’è un vero e proprio cattivo. Si, ci sono degli antagonisti, ma questa non è la solita storia del bene vs male. Da il destino del mondo è totalmente nelle sue mani. È una storia sulla vita e sulla crescita personale, per riuscire a scoprire chi si è veramente. 


Grande argomento del romanzo è la famiglia. Quella di sangue, ma anche quella che ti scegli, che quasi ti capita di incontrare. Ho apprezzato l’evoluzione del rapporto che la protagonista instaura con la ciurma.
I personaggi secondari sono interessanti e hanno avuto la possibilità di presentarsi, ma minimamente. Mi piacerebbe poter approfondire le loro storie personali nel secondo volume.

La storia d’amore è dolcissima. Ho adorato i personaggi sia singolarmente, che in coppia. Quando sono insieme scoppiano le scintille. 


Menzione d’onore per il personaggio di Saint, forse il più interessante di tutti. Voglio assolutamente sapere di più su di lui e il suo passato e sono stata veramente felice quando ho scoperto che la scrittrice gli ha dedicato un romanzo spin-off. 


Vi avviso di prepararvi, perché il libro finisce con un cliffhanger, che sono sicura spingerà anche voi a voler iniziare immediatamente il sequel. 


- Camilla

Tuesday, 17 October 2023

Recensione: "ICEBREAKER" di Hannah Grace

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi porto la recensione di Icebreaker, il libro che ha conquistato Booktok e che esce in data odierna in italiano per Oscar Vault. Sfortunatamente a me non ha convinto, ma andiamo a capire il perché...

Grazie mille a Oscar Vault per avermi mandato una copia del libro da recensire!

Titolo:
Icebreaker 
Autrice: Hannah Grace
Data d'uscita: 17 ottobre 2023
Editore: Mondadori Oscar Vault 
Pagine: 486
Prezzo: 16€

Trama: Anastasia Allen si allena da una vita per entrare nella nazionale americana di pattinaggio. E tutto sembra andare per il meglio quando ottiene una borsa di studio per l’Università della California e un posto nella loro squadra di pattinaggio artistico. Nulla potrà fermarla. Neppure il capitano della squadra di hockey, Nate Hawkins. I due chiaramente non si possono soffrire, ma sono costretti a condividere il palazzetto del ghiaccio in cui allenarsi… e molto di più.

Serie:
1. Icebreaker 
2. Wildfire (uscito per adesso solo in inglese
... da continuare




Recensione:

Voto: 2.5 stelle

Come si può ben capire dalla mia valutazione, sfortunatamente il libro non mi è piaciuto. Non lo considero un brutto romanzo o problematico per gli argomenti che tratta, ma per me ha decisamente dei problemi nella costruzione della storia. 

Narrato attraverso i punti di vista dei suoi due protagonisti, Icebreaker è la storia di come Anastasia e Nate, una pattinatrice e un giocatore di hockey che non hanno niente in comune, sono costretti a dover dividere la pista di pattinaggio.

Se dovessi descriverlo nel modo più semplice possibile direi che è un libro che è tutto e niente contemporaneamente. 
Tutto perché è pieno di scene, di momenti che sono fatti apposta per essere apprezzati da chi legge il genere. Dall'altra parte è niente, perché manca di spiegazioni, di approfondimenti emotivi e caratteriali, di sentimento. Un puzzle di scene che mandano avanti una narrazione che fa acqua da tutte le parti. Mancano spiegazioni su cosa spinge i personaggi a compiere varie azioni e certe volte mi è sembrato che mancassero pezzi di conversazione, perché tra un capitolo e l'altro i personaggi prendevano delle decisioni senza che venissero concordate in scena. 

È un libro tell e non show. Viene tutto detto nei dialoghi: come dovrebbero essere i personaggi, cosa dovrebbero provare; ma nessun monologo interiore che approfondisca quello che provano. Anzi più di una volta la spiegazione dello stato emotivo di un protagonista veniva rivelato nel pov dell'altro, impedendo così del tutto l'approfondimento dei suoi sentimenti. 

Tanti dettagli sembrano inseriti nella storia in momenti random o quando servivano per portare avanti un dialogo. Informazioni fondamentali per costruire i personaggi vengono dette quasi per sbaglio anche dopo più di cento pagine e inserite come se tutti dovessimo già saperle. Mi sono sembrate caratteristiche scritte sul momento, durante la stesura, senza una logica o un reale collegamento a quello che queste informazioni comportassero all'interno della storia. 

Ritornano alla parte del tutto e quindi alle scene che sono create proprio per piacere, credo che anche qui la scrittrice si sia abbastanza trattenuta. Molte volte c'era la possibilità di allungare, di dare quel pizzico di dramma in più e invece il capitolo successivo inizia con un salto temporale. Tantissimi momenti fondamentali per la costruzione anche della relazione tra i due protagonisti avvengono off-screen e poi solo riassunti in poche righe. 

Altro problema che ho trovato, ma che non è direttamente collegato alla storia, è come il libro viene presentato. Partendo da filoni di trama minimali che vengono fatti passare come trama principale e arrivando a trope che personalmente non ho riscontrato all'interno della narrazione. Questo è un problema non solo perché crea aspettative, ma proprio perché da una concezione diversa del romanzo per quello che è. 
Ci tengo a specificare che questa non è una delle motivazioni della mia valutazione, ma è qualcosa che personalmente mi ha infastidito e che voglio dirvi così possiate entrare più preparati all'interno della storia. 

Passando ai personaggi non sono malaccio, soprattuto le interazioni tra il gruppo, ma non li ho trovati così caratterizzati da riuscire a catturare il mio cuore. Si parla molto del fatto che i protagonisti siano un reverse grumpy/sunshine, ma personalmente io non li ho trovati così caratterizzati da poter definire lei grumpy e lui sunshine. Sono due semplici personaggi che hanno momenti buoni e momenti cattivi, ma che non sono così agli antipodi da poter essere definiti sotto questo trope. 

La parte fondamentale della storia è la relazione di Anastasia e Nathan e sfortunatamente fin dal primo momento non mi ha conquistato. I due sono immediatamente attratti l'uno dell'altra, non c'è nessun hate o dislike, e non ho mai visto una vera evoluzione nella loro storia. Perché siete attratti? Perché ti offendi con una persona che hai incontrato due secondi fa come se fosse il tuo ragazzo da dieci anni? Tante domande, poche risposte. 

Tantissime situazioni all'interno della coppia, soprattuto iniziali, mi sono sembrate inserite per poter dare un tocco di modernità al libro o impedire che i protagonisti si mettessero insieme immediatamente. Ma questi argomenti o personaggi vengono letteralmente trattati come un ostacolo, che alla prima occasione può essere tolto senza neanche tante cerimonie. 
Questo succede anche con alcuni dei personaggi secondari, ci sono quelli di serie A, che si capisce la scrittrice ha intenzione di dedicare loro un libro in futuro, e quelli di serie B, che compaiono e scompaiono a piacimento all'interno della narrazione. Vengono usati solo per alcune comparsate, ma non vengono mai affrontate le loro relazioni con i protagonisti. 

Il libro parla anche di molti argomenti delicati, non in modo sbagliato, ma personalmente ho trovato tutto un po' superficiale. Come per tutto il resto della narrazione la scrittrice è sempre rimasta sulla superficie della storia, senza mai andarla ad approfondire. Da loro dello spazio all'interno della narrazione, ma niente che vada ad incidere sulla linearità della trama. Avrei decisamente preferito meno smut e più momenti magari con lo psicologo di Anastasia, in modo così da approfondire questi problemi che al giorno d'oggi riguardano molte persone. 

Parlando di smut, devo dire che il romanzo ne ha tanto, a tratti personalmente troppo. Non mi sarebbe dispiaciuto se fosse stato equilibrato da momenti in cui i personaggi parlano dei loro sentimenti, in cui avessi potuto vedere una loro evoluzione, invece la maggior parte delle volte che sono in scena insieme finiscono per farlo. 

L'ultimo appunto che mi sento di fare è sulla rappresentazione degli sport all'interno del romanzo. Se vi interessano sport romance che hanno anche una componente di sport vi consiglio di leggere un altro libro. All'interno di Icebreaker le scene degli allenamenti o riguardanti gli sport avvengono quasi sempre off-screen. L'hockey non viene praticamente visto, mentre il pattinaggio ha minimamente una considerazione in più. Personalmente ho percepito la poca conoscenza che la scrittrice ha dei due sport, soprattuto dopo aver appena letto The Graham Effect della Kennedy, che è incentrato sull'hockey.

Arriviamo quindi alla fatidica domanda, mi è piaciuto qualcosa del romanzo? Lo stile della scrittrice è molto scorrevole, infatti anche se non ero convinta di quello che leggevo non mi sono mai annoiata. Alcune situazioni tra i personaggi sono divertenti, soprattutto quando c'è di mezzo la squadra di hockey. Ma principalmente mi è piaciuto il personaggio di Henry, che trovo estremamente interessante. Probabilmente l'unico altro romanzo della serie a cui potrei dare una possibilità sarà il suo. 

Icebreaker è un libro che fin dalla prima pagina prova ad accontentare chi legge, grazie all'inserimento di trope e scene apprezzate, ma che sfortunatamente non riesce mai ad andare oltre alla superficie della narrazione, facendo mancare svariati approfondimenti sia di dettagli che emotivi. 

- Camilla 

Thursday, 3 August 2023

Recensione: "HOTEL MAGNIFIQUE" di Emily J. Taylor

Ciao lettor*!
Eccomi qui con una recensione che avete scelto con i vostri voti di maggio, un po' in ritardo, lo so, ma se mi seguite sapete che io e i fantasy stiamo facendo un po' fatica nell'ultimo anno. Sarà che essendo il mio genere preferito mi aspetto sempre molto, ma trovare qualcosa che sappia prendermi sta risultando davvero difficile. E' mai capitato anche a voi...? Se avete una ricetta per uscire dall'impasse fatemelo sapere.
Detto questo, ringraziando Fourth Wing, che mi ha spinta in una scia positiva, sono riuscita a recuperare qualche lettura tra cui proprio la vostra scelta del sondaggio del mio ultimo articolo delle nuove uscite! Di cosa stiamo parlando?

Ma di Hotel Magnifique, edito da @oscarvault.


Titolo: Hotel Magnifique
Autrice: Emily J. Taylor
Data d'uscita: 16 maggio 2023
Editore: Oscarvault
Prezzo: 25€
Serie: Autoconclusivo

Trama: Per tutta la vita Jani ha sognato l'altrove. Ma ormai si è rassegnata: non lascerà mai la sporca città portuale di Durc, dove si guadagna a malapena da vivere lavorando alla Conceria Fréllac e si occupa della sorellina Zosa. Tutto cambia però quando arriva il leggendario Hotel Magnifique. Celebre per i suoi stupefacenti incantesimi, l'edificio si sposta per il mondo comparendo in un nuovo luogo allo scoccare di ogni mezzanotte. Quando vengono a sapere che l'hotel sta cercando personale, Jani e Zosa colgono al volo l'occasione e subito vengono rapite da un universo di candelieri scintillanti e magie impossibili. Ma Jani scopre che l'albergo itinerante nasconde pericolosi segreti... Assieme a Bel, portiere dal fascino quasi irritante, e suo unico alleato, Jani cerca di svelare il mistero celato nel cuore dell'hotel per liberare tutto lo staff, compresa Zosa, dal crudele potere del maître. Per riuscirci, dovrà mettere a repentaglio tutto ciò che ama, ma non ha scelta: fallire sarebbe un destino ben peggiore che non tornare mai a casa.

Recensione:

Voto: 2.5 stelle!

Ebbene sì, purtroppo questa lettura mi ha alquanto delusa... Non so se sono io a essere fuori target, ma per quanto ci abbia provato - e credetemi, mi son proprio sforzata a finirlo - non è stata proprio una lettura per me.

Ma  vediamo di analizzarne aspetti positivi e negativi, giusto per darvi un parere a 360°.

Cosa ho apprezzato?

- l'ambientazione ha il suo perché, non c'è niente da dire. Sia il sistema magico che l'idea di questo hotel itinerante dai misteriosi (e sanguinosi, direi) segreti è sicuramente vincente. Mi è piaciuta l'eterogeneità dei poteri, quanto l'idea che l'hotel stesso in qualche modo risponda ai propri ospiti e interagisca con loro;

- la relazione amorosa, sebbene non "perfetta", riesce a catturare l'attenzione e spinge nel continuare, anche perché per una volta non abbiamo un insta-love seguito dal solito vedere il MMC cadere ai piedi della protagonista, ma c'è un tira e molla coerente, che personalmente ho apprezzato;

- il segreto dietro all'Hotel Magnifique, che ammetto non mi aspettavo. Sia la storia dietro l'hotel che il come s'è sviluppato e il suo legame col proprietario, per non parlare del ruolo che gli antagonisti giocano nell'insieme mi ha in effetti colpita positivamente. Diciamo che manca il "buonismo" che spesso in un libro autoconclusivo e YA ci si potrebbe aspettare, dando più ampio spazio alle possibili conseguenze che le azioni dei protagonisti potrebbero avere. 


Cosa non mi ha convinto?

Nonostante i punti positivi che vi ho accennato sopra, Hotel Magnifique a mio parere lascia fuori dalla propria trama elementi che sarebbe stato interessante approfondire, prediligendo altro di cui al contrario si sarebbe potuto fare largamente a meno. Per di più, non ho trovato un particolare sviluppo della protagonista, che purtroppo mi ha irritata dall'inizio e, per quanto ne ammirassi la forza e la determinazione, non mi ha aiutata a essere presa dal racconto. La stessa ambientazione e sistema magico secondo me vengono lasciati da parte, quando avrebbero potuto dare molto di più... la figura stessa di Bel, che mi ha affascinata fin da subito per tutto ciò che non è dato sapere (scusate, ma senza farvi spoiler è dura spiegarmi meglio) su di lui, viene risolta in maniera piuttosto blanda, quando secondo me aveva un potenziale molto più ampio.

Anche il legame tra sorelle, che di fatto è uno dei punti cardine del libro, spesso mi è sembrato più un peso che un qualcosa di positivo, se non nel finale... e la cosa mi ha un po' stupita, vista la mancanza di interazioni. Forse un'aggiunta negli ultimi capitoli avrebbe potuto colmare questa lacuna.

Probabilmente quello che non va per me è lo stile di scrittura, che appunto lancia indizi ed elementi degni di nota, aggiunge e toglie personaggi quasi fossero pedine degli scacchi, ma di fatto non ne dona un contorno definito, non crea quel pacchetto ben costruito che di fatto regge il romanzo, proponendo una storia sì, sicuramente interessante, ma che alla fine a me ha lasciato molti dubbi, grande noia e la necessità di arrivare a una benedetta fine che però non mi ha soddisfatta.

Arrivando quindi al dunque, ve lo consiglierei?

Sì, se volete una lettura leggera che vi possa intrattenere senza perdervi magari in trame eccessivamente complesse. Probabilmente le avventure di Jani e Bel sapranno conquistarvi più di quello che sono riuscite a fare con me!


Alla prossima recensione!
Chiara