Showing posts with label 4.5 stelle. Show all posts
Showing posts with label 4.5 stelle. Show all posts

Wednesday, 19 February 2025

Recensione: "ONYX STORM" di Rebecca Yarros

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi porto la recensione del libro più atteso del 2025, Onyx Storm!


Titolo: Onyx Storm
Autrice: Rebecca Yarros
Data d'uscita: 21 gennaio 2025
Editore: Sperling & Kupfer 
Pagine: 640
Prezzo: 19,90€
Audiolibro: Si (sia Storytel che Audible)

Trama: Dopo aver trascorso quasi diciotto mesi nell’accademia militare di Basgiath, Violet Sorrengail sa che non c’è più tempo per le lezioni. O per l’incertezza. La guerra è davvero iniziata e, con i nemici in avvicinamento e ormai infiltrati all’interno dei loro ranghi, è impossibile sapere di chi fidarsi. Violet dovrà spingersi oltre le deboli difese di Aretia alla ricerca di alleati che possano schierarsi al fianco di Navarra. Il viaggio metterà a dura prova il suo spirito, la sua fortuna e la sua forza, ma è disposta a fare qualsiasi cosa per salvare ciò che ama – i suoi draghi, la sua famiglia, la casa che hanno ricostruito e lui. Anche se questo significa custodire un segreto così importante che potrebbe distruggere tutto. C’è bisogno di un esercito. Di Potere. Di Magia. E di una cosa che solo Violet è in grado di scovare… la verità. Ma una tempesta si sta preparando all’orizzonte e non tutti riusciranno a sopravvivere alla sua collera.



Serie:
1. Fourth Wing (recensione qui)
2. Iron Flame (recensione qui)
3. Onyx Storm
4. Ancora da annunciare
5. Ancora da annunciare





Recensione:

Voto: 4.5 stelle!

Con Onyx Storm abbiamo fatto ufficialmente il giro di boa dell'Empyrean series e anche se ci toccherà aspettare un pochino per sapere come continuerà la storia di Violet, possiamo assolutamente dire che la Yarros ci ha lasciato con tanti eventi da digerire e analizzare. 

Questo terzo volume è molto probabilmente il mio preferito della serie. La scrittrice ha finalmente lasciato andare la narrazione a blocchi argomentativi; che se nel primo volume andava bene, ha reso il secondo troppo rigido e poco fluido. In Onyx la storia risulta più appassionate e coinvolgente grazie alla presenza di capitoli brevi e momenti di pathos alla conclusione dei vari capitoli. 

La trama è molto equilibrata tra momenti politici, d'azione e quelli più romantici. La Yarros ha creato un buon mix che riesce ad accattivare chi legge e a rendere più o meno tutti i fan contenti. 
Il worldbuilding continua ad essere ampliato, come viene ampliata la conoscenza del mondo che ha Violet, la protagonista e voce narrante della storia. 
In alcuni punti c'è un po' di confusione per l'introduzione massiccia di informazioni e personaggi nuovi, legati soprattutto all'elemento politico del mondo. Tra duchi, nuovi popoli e usanze il mondo creato dalla Yarros si fa sempre più complesso, andando a inserire questo libro più nel genere high fantasy, che romantasy. 

Alcuni elementi che non mi hanno convinto del secondo libro vengono riproposti anche qui, ma fortunatamente non così spesso. Alcune volte Violet riesce a risolvere problemi o a creare piani tenendo nascoste molte informazioni a chi sta leggendo, cosa che non dovrebbe essere così possibile visto che noi siamo costantemente nella sua testa. Ma andando avanti e con l'introduzione di altri pov, è evidente che questo è un'espediente che la Yarros utilizza molto, dandoci così solo le informazioni che vuole lei per nascondere degli elementi che provocheranno poi vari colpi di scena. 

Punto focale della storia è la relazione tra Violet e Xaden. I due devono affrontare quello che è successo alla fine del volume precedente. Tutte le decisioni che la ragazza prende all'interno del romanzo sono in modo da poter aiutare Xaden. Lui, invece, passa il tempo a combattere e accettare il percorso che la sua vita ha intrapreso, mettendo sempre al primo posto Violet e la sua sicurezza. 
Personalmente trovo che questo sia il volume più romantico tra i tre. Meno passione, ma più gesti d'amore. Ogni singola azione che i due hanno compiuto in questo libro dimostra l'amore che provano l'uno per l'altra e come per loro al primo posto ci sia sempre la sicurezza dell'altra persona. 

Come sempre ho amato la relazione tra gli umani e i draghi. I loro rapporti sono meravigliosi ed è stato veramente interessante vedere anche altri cavalieri, oltre i due protagonisti, interagire con i loro draghi.
La piccola famiglia che hanno creato Violet, Tairn e Andarna mi riempie sempre il cuore di gioia (e qualche volta di disperazione, ma questo è un altro discorso).

Per me l'unico punto veramente dolente della serie è l'utilizzo dei personaggi secondari. A livello di struttura su questo versante la serie ricorda più un romance, essendo incentrata su Violet e Xaden e lasciando i personaggi secondari di contorno. Quest'ultimi vengono utilizzati quando sono necessari alla narrazione, ma poi ritornano ad essere delle macchiette. Sono poco sviluppati e nel caso accada loro qualcosa la scena non riesce ad essere emotiva come potrebbe essere, proprio per questa conoscenza superficiale che si ha. Continuo a pensare che una serie più corale, con più pov, sarebbe stata migliore.

Il libro si conclude nuovamente con un cliffhanger, che rimette tutte le carte in tavola e fa ritornare la storia al suo elemento principale: i segreti. Dopo un romanzo in cui Violet era a conoscenza della maggior parte dei segreti, la ragazza e con lei il lettore tornano all'oscuro di tante informazioni. La scrittrice ci lascia sul più bello, con molte domande in testa e tanti mesi in cui potremo analizzare tutti gli indizi che lei ci ha lasciato. 

Onyx Storm è un ottimo romanzo intermedio. Amplia alcuni argomenti e ne introduce di nuovi, per una narrazione scorrevole e accattivante. Tra scene d'azione e politiche, al cuore di tutto c'è ancora una volta la relazione tra Violet e Xaden e dei due con i loro draghi. 

- Camilla

Wednesday, 28 August 2024

Recensione: "RICOCHET" di Krista and Becca Ritchie

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi porto la recensione del secondo volume dell'Addicted series, Ricochet, che ho avuto la possibilità di leggere in anteprima e che ho amato con tutto il cuore.


Titolo:
Ricochet. Resistere lontana da te
Autrici: Krista and Becca Ritchie 
Data d'uscita: 28 agosto 2024
Editore: Giunti
Pagine: 304
Prezzo: 15,90€

Trama: Da quando Loren Hale, il migliore amico e grande amore di Lily, è andato in un centro di riabilitazione per alcolisti, è come se si fosse portato via un pezzo del suo cuore. Non è facile per lei resistere alla distanza ma soprattutto gestire la sua dipendenza e astenersi dal sesso per novanta giorni. Ma la nuova Lily si sta impegnando a cambiare e a essere più presente con la sua famiglia. In particolare con le sorelle: Rose, l'imprenditrice alle prese con una burrascosa relazione e Daisy, la top model quindicenne che cerca di attirare l'attenzione su di sé a qualsiasi costo. Ovviamente senza svelare il suo grande segreto, perché se i suoi genitori sapessero davvero di che cosa è capace, la ripudierebbero. La cosa più insopportabile, però, è non avere notizie di Lo. E se lui, al ritorno, non la volesse più? In fondo, la loro relazione è così disfunzionale che non ci sarebbe da stupirsi se decidesse di andarsene per sempre. Nel frattempo, Lily non può fare altro che aggrapparsi ai ricordi della loro lunga storia, perché, dopotutto, ci sono sempre stati l'uno per l'altra. E se alcuni amori sfiorano la superficie, altri sono così profondi che si insinuano sotto la tua stessa pelle.

Serie:
1. Addicted to You (recensione qui)
2. Ricochet
3. Addicted for Now
4. Kiss the Sky
5. Houthouse Flower
6. Thrive
7. Addicted After All
8. Fuel the Fire
9. Long Way Down
10. Some Kind of Perfect 



Recensione:

Voto: 4.5 stelle!

In questo libro seguiamo Lily durante i novanta giorni che Lo passa in riabilitazione. È un periodo difficile per lei, perché oltre a non avere, per la prima volta nella vita, al suo fianco il suo migliore amico , si trova anche a dover mantenere la promessa fatta al fidanzato. 

Ci troviamo davanti a una Lily pronta a cercare di "guarire" dalla sua dipendenza, ma che allo stesso tempo non può sbandierare al mondo i suoi problemi, per paura di essere additata. Rispetto alla dipendenza dell'alcol di Loren, quella di Lily dal sesso riscuoterebbe molta meno simpatia nelle persone e quindi il suo provare a migliorarsi deve essere nascosto, se non a Rose, Ryke e Connor che cercano di aiutarla. 

Il tema delle dipendenze viene trattato ancora una volta magistralmente dalle sorelle Ritchie. Non glissano sul problema, non ci sono salti temporali che ci portano a vedere Lily e Lo "guariti" e con la loro vita perfetta. Ma seguiamo i due (in questo soprattutto Lily) mentre fanno i loro passi avanti e anche quelli indietro, perché il percorso che hanno intrapreso non è lineare, ma fatto di piccole decisioni dalla grande portata. Vediamo le prime soddisfazioni di Lily, ma anche i momenti bui e la depressione che la colpiscono quando delude se stessa. Percepisci totalmente la tristezza e il dolore della protagonista e questo ti rende ancora più partecipe della sua vita, sostenendola a tua volta con il pensiero a riuscire a mantenere gli obiettivi che si è prefissata. 

Il percorso di Lily, però, non è un lavoro che deve fare da sola, ma ha una squadra di persone che la amano e che le stanno accanto, cercando di aiutarla in tutti i modi possibili. Rose che intervista personalmente i possibili psicologi per lei, Connor che legge manuali sulla sua dipendenza per capire come aiutarla, Ryke che se prima la controlla per il bene del fratello, poi pian piano instaura con lei un vero rapporto di amicizia e comincia a capire le difficoltà che anche lei ha affrontato, e per finire c'è Lo. Lui che è stato sempre la roccia di Lily e che anche se a kilometri di distanza da lei riesce comunque a esserci, anche se non di persona. 

Se nel primo romanzo i personaggi secondari pensavano che il rapporto tra Lily e Lo fosse tossico, in questo capiscono, come chi legge, quando in realtà i due siano la forza l'uno dell'altra. Come sia l'amore che provano per l'altra persona a spingerli a volersi migliorare, perché i due saranno sempre un tutt'uno. Miglioreranno insieme o cadranno affondo insieme. 

L'assenza di Lo nel volume porta Lily più volte a interrogarsi sulla loro relazione, se potranno mai avere un futuro o se le cose cambieranno dopo che lui ritornerà e per affrontare questi dubbi la ragazza si mette a pensare al loro passato comune, rendendoci partecipi dei momenti che hanno reso Lily e Lo chi sono oggi. Se nel primo volume mancava un po' l'aspetto pienamente romance della storia, o meglio quello che ci facesse capire come mai siano innamorati, attraverso questi ricordi chi legge viene immerso in 20 anni di amicizia, amore e rispetto e non potete arrivare a fine libro senza pensare che i due siano due metà dello stesso cuore. 

Anche se siamo ancora all'inizio della serie, che vi ricordo sarà di ben 10 volumi, si possono già cominciare ad apprezzare anche gli altri personaggi del gruppo. Il legame che Rose ha con le sue sorelle, il fatto che Connor riesca a capire Rose meglio di chiunque altro, la voglia di libertà di Daisy e il senso del dovere di Ryke. Sono tutti piccoli sprazzi sul futuro che ci attende, ma che già adesso fanno in modo che chi legge possa appassionarsi alle vicende di tutti loro. 

Ricochet è un libro più intenso rispetto al primo volume della serie, dove si va affondo nelle dipendenze dei protagonisti e si comincia a risalire, verso un futuro che si spera sarà migliore, ma che sicuramente sarà insieme. 

- Camilla

Wednesday, 7 August 2024

Recensione: "THE FRAGILE THREADS OF POWER" di V.E. Schwab

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi parlo di The Fragile Threads of Power, il romanzo con cui V.E. Schwab è tornata nel mondo di Shades of Magic. 


Titolo:
The Fragile Threads of Power
Autrice: V.E. Schwab
Data d'uscita: 11 giugno 2024
Editore: Oscar Vault 
Pagine: 684
Prezzo: 28€
Audiolibro: Si 

Trama: Sono passati sette anni da quando le porte tra i mondi sono state sigillate. Sette anni da quando Kell, Lila e Holland si sono opposti a Osaron, in una battaglia disperata che ha salvato i mondi di Londra Rossa, Grigia e Bianca. Sette anni da quando la magia di Kell è stata infranta e Holland ha perso la vita. Ora Rhy Maresh governa Londra Rossa, che ribolle di cospirazioni e rivolte, mentre a Londra Bianca è comparsa una nuova Antari, Kosika, il cui cruento fanatismo religioso potrebbe evocare un potere troppo vasto per essere controllato. In questo mosaico di nuovi amici e vecchi nemici, una ragazza dotata di un'insolita abilità entra in possesso di un oggetto in grado di cambiare il destino dei quattro mondi. Il suo nome è Tes ed è l'unica in grado di unire le fragili trame del potere. O di spezzarle per sempre.


Serie:
1. The Fragile Threads of Power
2. Non ancora annunciato
3. Non ancora annunciato


Recensione:

Voto: 4.5 stelle!

Sette anni dopo l'uscita dell'ultimo volume della trilogia Shades of Magic V.E. Schwab torna a raccontare una storia all'interno del suo universo fantasy più famoso. 
Anche per i personaggi sono passati sette anni e tra vecchi amici, nuovi incontri e parecchie minacce ancora una volta non c'è un momento per stare tranquilli. 

Questo primo romanzo della nuova trilogia Threads of Power è un lungo prologo, in cui viene spiegato cos'è successo nella vita di Kell, Lila, Rhy e Alucard negli ultimi sette anni e allo stesso tempo introduce nuovi personaggi e problemi che i nostri eroi dovranno affrontare. 

I protagonisti della trilogia precedente tornano a occupare la scena. Troviamo Kell che cerca di capire chi è lui senza la sua magia, accompagnato da Lila che finalmente vive la vita che ha sempre voluto. A Londra, invece, Rhy e Alucard devono affrontare varie minacce rivolte verso la loro famiglia.
Vengono poi introdotte Tes e Kosika. La prima è una semplice ragazzina che per colpa dei suoi poteri si trova incastrata in una situazione più grande di lei, mentre la seconda è la nuova regnante di Londra Bianca, una fanatica religiosa che venera Holland. 

I vari filoni narrativi continuano a intrecciarsi nella storia, fino al momento di convergenza finale. Questo continuo spostamento di punto di vista permette al libro di essere molto ritmato e non stancare quasi mai. Tra i vecchi personaggi hanno un ruolo fondamentale Lila e Alucard, mentre Tes è una nuova aggiunta interessante, ma che non riesce a brillare del tutto proprio per la presenza dei protagonisti precedenti.
La trama che mi ha coinvolto di meno è quella di Kosika, al momento distaccata dalle altre. Proprio per questo la quasi sua "interruzione" del flusso narrativo all'inizio mi ha un po' annoiato. Ma c'è sempre una motivazione per tutto e andando avanti anche la sua storia è diventata interessante.

Quello che mi era piaciuto di più di Shades of Magic erano i rapporti tra i vari personaggi e anche questa volta sono l'occhiello del romanzo. Il rapporto di fratellanza tra Kell e Rhy, quelli amorosi di Rhy e Alucard, Kell e Lila, sono tutti meravigliosi. Non ho potuto che sorridere costantemente mentre erano in scena, perché è stato veramente bello poterli rivedere insieme e percepire tutto l'amore che provano gli uni per gli altri.

Definisco questo libro più un prologo in quanto mi è sembrato che la Schwab stesse preparando la sua nuova scacchiera, rimettendo sul tavolo vecchi giocatori e presentandone di nuovi. Molta della storia si svolge anche attraverso flashback per scoprire il passato dei vari personaggi, portandoci ad arrivare alla fine del romanzo con più o meno le stesse informazioni che avevamo all'inizio. Una lunga spiegazione, che grazie allo stile di Victoria è molto coinvolgente, ma che arrivata alla fine mi ha dato la percezione che mancasse quel pizzico in più per conquistarmi totalmente. 
Proprio per questo fatto il finale risulta abbastanza tranquillo. Abbiamo ricevuto qualche risposta, tante sono ancora aperte, ma le vicende sono state lasciate in una situazione abbastanza di stallo. Non vedo comunque l'ora di sapere cosa succederà, ma visto i tempi di attesa che si prospettano per il seguito, sono contenta che non ci abbia lasciato con un cliffhanger. 

The Fragile Threads of Power è un primo libro abbastanza calmo, che serve al* lettor* per ricongiungersi nuovamente al mondo creato dalla Schwab. Una introduzione interessante, che riesce a preparare la strada a una storia che ancora una volta sarà epica. 

- Camilla 

Thursday, 13 June 2024

Recensione: "KULTI" di Mariana Zapata

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi porto la recensione dell'ultimo libro sbarcato in Italia di Mariana Zapata, Kulti. Uno sport romance, slow burn, friends to lovers con due protagonisti grumpy.


Titolo:
Kulti. Fidati di me
Autrice: Mariana Zapata
Data d'uscita: 23 aprile 2024
Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 480
Prezzo: 12,90€
Serie: Autoconclusivo

Trama: Da piccola, Sal Casillas sapeva chi sarebbe stato l'uomo della sua vita: Reiner Kulti, l'icona del calcio, di cui aveva il poster appeso al muro. A ventisette anni, però, Sal ha accettato che la realtà prendesse il sopravvento sulle improbabili fantasticherie di un tempo, ormai relegate in un passato lontano. O almeno così credeva, perché Reiner Kulti è appena piombato nella sua vita, e questa volta in carne e ossa o, meglio, in scarpini e fischietto: sarà il nuovo allenatore della sua squadra. Sembra un sogno che si realizza. Eh, già, sembra, perché la tensione tra i due non tarda ad arrivare... ed è tanto travolgente quanto proibita. Giorno dopo giorno, il rapporto tra il mister e la sua giocatrice si trasforma in un estenuante pressing, in cui si alternano rivalità, odio, risate, tregue. Così, tra un battibecco e l'altro, Sal e Reiner vedono nascere tra loro un'amicizia speciale, che si fa via via più appassionata. Entrambi hanno paura di subire un gol, entrambi temono quel che potrebbe succedere se infrangessero le regole... Chi vincerà la partita?



Recensione:

Voto: 4.5 stelle!

In un mondo che va sempre più veloce e in cui * lettor* si appassionano a serie che vanno da zero a mille in pochi secondi, Mariana Zapata va contro corrente, con storie lente, immersive e che fanno penare per arrivare al momento della relazione. 
Se viene chiamata Regina dello slow burn c'è una motivazione ed è che per avere anche solo un misero bacio bisogna aspettare gli ultimi capitoli di una storia. Sono quindi libri che non piaceranno a tutt*, ma che si basano prima su una costruzione di un rapporto d'amicizia che pian piano si evolve in qualcosa di più. 

Kulti fa parte di questo grande filone slow burn della scrittrice, a cui si aggiunge un altro dei suoi argomenti di punta: lo sport. Probabilmente conoscerete la Zapata per la sua storia sul pattinaggio artistico, ma questa volta ci porta ad approfondire il mondo del calcio femminile. 

Sal è una calciatrice molto brava, che gioca per una squadra americana, che non è mai stata tanto considerata fino all'annuncio che Kulti, l'ex giocatore più famoso al mondo, non sarebbe stato il loro nuovo allenatore. 
Prima ancora che i due si incontrino i loro rapporti non sono idilliaci per problemi passati nascosti, come la cotta adolescenziale di lei per lui, o conosciuti, il fatto che lui abbia quasi messo precocemente fine alla carriera calcistica del fratello di lei. A questo si aggiunge il fatto che Kulti sembra costretto a lavorare come allenatore e tra mille silenzi protratti fino all'inverosimile e sguardi scorbutici è una persona con cui è terribilmente difficile lavorare. 

Se Kulti è il grumpy per eccellenza, Sal risulta la sua controparte femminile. Più smussata su certi angoli e con dei legami familiari più forti di quelli dell'uomo, ma anche la sua vita ruota intorno al calcio e al cercare di essere la migliore versione di se stessa. 
Ho adorato la forza del personaggio, come lotti per la sua famiglia e non abbia paura di finire nei guai pur di dire cosa pensa all'ex giocatore tedesco. Il tutto risulta più divertente sapendo la sua cotta adolescenziale per lui. È stato veramente dolce leggere di come lei abbia scelto di intraprendere questa carriera proprio perché lui l'ha ispirata e tutti i suoi film mentali sui loro possibili figli supercalciatori hanno dato benissimo la sensazione da prima cotta adolescenziale, che anche se irrealizzabile ti spezza comunque il cuore. 

Kulti è un personaggio che grazie alle sue tantissime doti argomentative, praticamente nulle fino a quasi la metà del romanzo quando finalmente inizia a parlare, riesce a trasmettere il suo essere estremamente scorbutico, ma andando avanti pian piano riusciamo a vedere un lato più dolce del cacciatore, grazie al rapporto che instaura con Sal. Il suo passato, però, rimane poco sviluppato. Molti argomenti come il momento del ritiro dallo sport e il divorzio dalla prima moglie potevano essere approfonditi e non rimanere solo accennati. Ma bisogna anche dire che durante la storia è lui stesso a dire di voler essere un uomo diverso e di dimenticare quello che ha fatto, come se la scrittrice ci stesse dicendo perché non abbia voluto toccare quelli argomenti. Personalmente se da un lato posso capire, dall'altro sono una curiosona e mi sarebbe piaciuto avere qualcosina di più.

Se all'inizio i due non sembrano andare d'accordo per il fatto che Sal rivanga troppo sul passato e Kulti è chiuso in se stesso, pian piano lei riesce a far breccia nel duro carattere dell'uomo, che comincia a considerarla un'amica. Anche se il loro rapporto ha uno sviluppo veramente lento, la Zapata ci mostra ancora una volta la bellezza dell'angst dei friends to lovers. Il prendersi cura l'uno dell'altro, le mini scene di gelosia e quelle più familiari. 

Il calcio ha un ruolo importante nella storia, ma la narrazione avviene maggiormente nelle scene di allenamento, dove i personaggi hanno più possibilità di parlare rispetto alle partite. Non avvengono grandi narrazioni di quest'ultime e il sistema calcistico poteva essere spiegato un po' meglio, ma personalmente sono contenta che la Zapata si sia concentrata meno su questi ultimi argomenti perché con il suo stile credo che avrebbe rallentato troppo la storia. 
Al contrario, avrebbe potuto spingere un pelino di più sulla differenza di trattamento e di pagamento tra i giocatori maschili e femminili nel mondo calcistico. È un argomento che attraversa tutto il romanzo, alcune volte più esplicitato di altre, ma mi sarebbe piaciuto una spinta in più almeno in un discorso di Sal.

Kulti è un romanzo dolce, divertente e che vi farà penare. Con due protagonisti che grazie a quanto sono simili riescono a comprendersi e a sostenersi a vicenda, dandoci una bellissima storia slow burn.

- Camilla 

Thursday, 30 May 2024

Recensione: "ADDICTED TO YOU" di Krista & Becca Ritchie

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi porto la recensione del primo libro dell'Addicted series, Addicted to You, una serie che amo con tutto il mio cuore e a cui spero che anche voi vogliate dare un'opportunità. 


Titolo:
Addicted to You. Non posso fare a meno di te
Autrici: Krista & Becca Ritchie 
Data d'uscita: 15 maggio 2024
Editore: Giunti 
Pagine: 384
Prezzo: 15,90€

Trama: Lei è dipendente dal sesso. Lui è dipendente dall'alcol... l'unica via d'uscita è toccare il fondo.
Nessuno sospetterebbe il più grande segreto di Lily Calloway. Mentre tutti ballano nei bar del college, Lily rimane in bagno. A fare sesso. La sua compulsione la porta a incontri di una notte, sveltine, e a eventi di cui si rammarica vergognosamente. L'unica persona che conosce il suo segreto ne ha uno suo.
Il migliore amico di Loren Hale è la sua bottiglia di bourbon. Lily arriva al secondo posto. Per tre anni hanno finto di avere una vera relazione, nascondendo le loro dipendenze alle loro famiglie. Hanno imparato l'arte di nascondere fiaschette e ragazzi a caso che entrano ed escono dal loro appartamento.
Ma mentre affondano sotto il peso delle loro dipendenze, si aggrappano di più alla loro relazione distruttiva e si chiedono se una vita insieme, questa volta per davvero, non sia meglio di una bugia. Sconosciuti e membri della famiglia iniziano a infiltrarsi nelle loro vite protette, e con nuove sfide, si rendono conto che potrebbero non essere solo dipendenti da alcol e sesso. Il loro vero vizio potrebbe essere l'altro.


Serie:
1. Addicted to You
2. Ricochet 
3. Addicted for Now
4. Kiss the Sky
5. Hothouse Flower
6. Thrive 
7. Addicted After All
8. Fuel the Fire
9. Long Way Down
10. Some Kind of Perfect 



Recensione:

Voto: 4.5 stelle!

Decidere di rileggere la serie dall'inizio è stata una delle scelte più difficili della mia vita. Avevo lasciato i personaggi alla fine del loro percorso e ritornare all'inizio, ai giorni bui, è qualcosa che spezza il cuore. Anche se mi li ha fatti apprezzare molto di più e comprendere maggiormente i loro comportamenti. 

Protagonista indiscussa di questo romanzo è la dipendenza, sia quella di Lily che quella di Lo, che imprigiona questi due personaggi in un circolo vizioso di autodistruzione. 
Le scrittrici ne parlano in modo delicato e rispettoso, sia nei confronti degli argomenti che delle situazioni che stanno affrontando i personaggi.
Grazie al punto di vista unico di Lily si può comprendere meglio una dipendenza poco considerata, quella del sesso, e che anzi alcune volte erroneamente viene ritenuta meno degna di empatia rispetto a quelle per alcol e droga. 

All'inizio del romanzo troviamo Lily e Lo in una finta relazione da ben tre anni. I due migliori amici hanno deciso di intraprendere questa strada per togliersi di mezzo le famiglie, così che avessero più tempo per dedicarsi all'alcol o al sesso senza essere disturbati. 
Il riuscire a soddisfare i loro impulsi è al centro della loro vita e quando questa prerogativa viene bloccata si assistono a scene di scoppi di ira con anche parole poco carine che vengono dette. 
Ma alla base del loro rapporto c'è sempre stato l'amore. Un amore dolce, ma che in questo primo volume rimane abbastanza di sottofondo, se non quando i due scelgono di provare davvero a stare insieme. 
Può sembrare quasi che il sentimento nasca improvvisamente, ma è sempre stato presente. Solo assopito e messo in secondo piano per paura di non essere all'altezza. Entrambi i personaggi si sentono di non meritare l'altro e per questo hanno preferito vivere una bugia che niente. 

La loro è una relazione sana? Al momento no, ma allo stesso tempo il termine "tossica" mi sembra così semplicistico. È vero da un lato il fatto che mentono per nascondere la dipendenza dell'altro e che per anni non abbiano cercato di mettersi un freno. Ma dall'altra parte possiamo vedere come ognuno di loro vorrebbe che l'altro guarisse, vorrebbero vederlo superare questa dipendenza, ma non riescono a potersi aiutare in quanto non sono pronti a superare il proprio problema. Lily e Lo sono due rette parallele, che possono migliorarsi solo se lo fanno contemporaneamente. Uno non può migliorare se l'altro non lo fa e questo ci porta in un ciclo continuo di mini passi avanti per farne mille indietro, un ciclo in cui la vocina nella loro testa che è la dipendenza combatte in tutti i modi per rimanere vincitrice e che quindi usa anche la dipendenza dell'altra persona a loro svantaggio per continuare a protrarre la sua gratificazione. 
Quindi sì, al momento i due personaggi possono sembrare distruttivi l'uno per l'altra, ma bisogna riconoscere che si sono anche salvati a vicenda più volte. Ad oggi i due non sarebbero in vita se l'altra persona non ci fosse stata. Lo probabilmente sarebbe soffocato o morto a un angolo della strada, mentre Lily si sarebbe persa nei sui impulsi e chissà cosa avrebbe fatto per soddisfarli. Nel libro non arrivano mai a questo punto, ma le scrittrici ci fanno capire che è una possibilità, che potrebbe accadere o che poteva già essere successo, ma entrambi l'uno nell'altra hanno trovato un'ancora a cui aggrapparsi e che anche se magari al momento non riesce a portarli a galla li tiene lontano dal fondo. 

Le scene romantiche in questo primo volume sono veramente poche. L'amore tra i due si percepisce, ma come ho detto prima, è molto di sottofondo. Qualcosa che è quasi da cercare o da capire nei piccoli gesti, perché il centro di tutto è la dipendenza. Le Ritchie hanno voluto mostrare il lato più oscuro del loro rapporto e credo che questo serva per farci apprezzare di più la luce quando arriverà. 

L'induzione e l'intromissione di personaggi come Rose, Connor e Ryke nella relazione di Lily e Lo è stata estremamente necessaria per poter finalmente far capire loro che forse non tutto era sotto controllo come pensavano. I protagonisti riconoscono di avere una dipendenza, anche se non lo dicono ad alta voce, ma non lo ritengono un problema. Quando li incontriamo non sono ancora pronti a volersi migliorare, hanno paura e allo stesso tempo pensano di riuscire a mettere un limite al tutto nel caso lo volessero. 
Penso che per intraprendere un percorso di recupero la scelta debba venire dalla persona stessa. Bisogna prima di tutto saper riconoscere di avere un problema e poi decidere di volerlo superare. Ma anche se la scelta è autonoma, certe volte servono delle persone che riescano a indirizzarti sulla strada giusta ed è quello che nel romanzo fanno Rose, Connor e Ryke. Chi essendo presente anche non sapendo niente, chi in modo più lieve e quasi subdolo riesce a portare piccoli cambiamenti o chi arriva come un bulldozer per poter aiutare. Sono tutti modi che mostrano che ci tengono a Lily e Lo, due asociali che pensano di essere di troppo, di non piacere alle persone e che nessuno li amerà mai... e invece lo sono. Sono amati, dai parenti, dagli amici e anche l'uno dell'altro, ma non ancora da loro stessi. 

La storia è molto scorrevole, con uno stile fluido le Ritchie riescono a coinvolgerti nella narrazione e una volta che comincerai a tenere a Lily e Lo non riuscirai più a lascarli andare. 
Il grande tema del romanzo è la dipendenza, ma alla base di tutto c'è l'amore. La forza di questa serie sta proprio nei rapporti che i personaggi creano tra di loro e che già da adesso, al loro sbocciare, si possono percepire e apprezzare. 

Addicted to You è una storia diversa da quelle lette di solito. Non è un semplice romance, anzi se vogliamo essere completamente onesti probabilmente in questo primo volume ce ne è pochissimo, ma è una storia sulla dipendenza, sul non amare se stessi, ma amare un'altra persona così tanto che per loro si voglia migliorare. È una storia sull'amicizia, sulla sorellanza, sui rapporti che si vengono a creare tra persone che in un modo o nell'altro ti salvano la vita. 

- Camilla 

Monday, 27 May 2024

Recensione: "THE FALCONER - LA TRILOGIA" di Elizabeth May

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi porto la recensione dell'intera trilogia steampunk fantasy di Elizabeth May, The Falconer.


Titolo:
The Falconer - La Trilogia
Autrice: Elizabeth May
Data d'uscita: 5 marzo 2024
Editore: Mondadori
Pagine: 888
Prezzo: 32,30€

Trama: Edimburgo 1844. La bella Aileana Kameron sembra una giovane debuttante come tante, una frivola ragazzina dell'alta società. Di notte però dà la caccia alle malvage creature fatate che terrorizzano gli abitanti della città, in cerca di quella che le ha ucciso la madre. La sua missione di vendetta diventa però più complicata mano a mano che i suoi sentimenti per Kiaran MacKay, l'essere fatato che le ha insegnato a uccidere i suoi simili, si fanno più intensi e ambigui. E quando le fate mettono in atto un complotto per sterminare l'umanità, Aileana deve scegliere tra la soddisfazione personale, l'amore, e la salvezza della città che ama. Anche se ciò significasse fidarsi del nemico.


Serie:
1. La Falconiera 
2. Il Trono Evanescente
3. Il Regno Caduto



Recensione:

Voto: 4.5 stelle!

La vita di Aileana viene stravolta la sera del suo debutto in società, quando assiste all'omicidio della madre da parte di una fata. Viene così catapultata in mondo di mostri, in cui l'unico pensiero che riesce a mandarla avanti è quello della vendetta. 

La storia narrata in questa trilogia è abbastanza semplice e di impatto. Se dieci anni fa, al momento d'uscita, sarebbe sembrata originale, ad oggi si allinea perfettamente a quello che si ricerca e si trova nei fantasy romance. 


Protagonista centrale è Aileana. Se all'inizio la sua missione è quella di vendicare la madre, andando avanti il suo ruolo all'interno del mondo diventa di vitale importanza, portandola a essere l'unica persona che possa salvare il mondo dall'invasione della fate. 
Il personaggio è ben delineato e si riescono a capire tutte le motivazioni che la portano a cambiare all'interno della trilogia. Forte, a tratti arrogante, Aileana si dimostra alla fine della storia una semplice ragazza con un peso troppo grande sulle spalle, che forse non è pronta a portare. 

I personaggi secondari, al contrario, potevano essere maggiormente approfonditi. Intervengono nella narrazione solo quando strettamente necessari, se no diventano di contorno alla protagonista, che è il centro di tutto. 
Maggior attenzione da parte della May viene data ai personaggi femminili, che risultano più incisivi e reali, rispetto a quelli maschili che sono un po' trascurati, con due sole eccezioni. 
La prima è Derrik, pixie compagno delle avventure di Aileana che abita nel suo armadio dove le cuce vestiti. È la persona che riesce a mostrare alla ragazza che non tutte le fate sono cattive e che riesce ad ancorarla al suo lato umano anche quando lei sembra che stia andando alla deriva nel suo progetto di vendetta. 
Il secondo è Kiaran, la fata che dopo che Aileana ha cercato di ucciderlo decide di addestrarla per uccidere la sua specie. La sua storia è complicata e dolorosa e proprio per i sentimenti che lo accomunano alla ragazza tra i due nasce un sentimento che va oltre il ruolo di semplici complici. 

La storia d'amore è parte costante di tutta la narrazione, non ruba mai la scena alla trama principale, ma riesce comunque a conquistare chi legge per il legame che lega i due personaggi. 

La storia in sé è abbastanza semplicistica e devo ammettere che non so se l'avrei apprezzata così tanto oggi se non l'avessi già letta e amata anni fa. Alcune cose potevano essere approfondite e ripeto che alcuni personaggi potevano avere un ruolo più predominante nelle vicende, che al contrario si concentrano solo su Aileana. 

All'interno del volume unico trovate tutti e tre i libri che compongono la trilogia e questo è un bene in quanto i primi due finiscono con un cliffhanger, ma non preoccupatevi che il finale finale, anche se lacrimevole, vi soddisferà. 

The Falconer è una trilogia con una trama semplice, ma comunque accattivante. Una protagonista tosta e una storia d'amore per i tempi che sono sicura vi farà battere il cuore. 

- Camilla 

Wednesday, 10 January 2024

Recensione: "DANCE OF THIEVES - LA DILOGIA" di Mary E. Pearson

Buongiorno amic* lettor*!
Torno su questi schermi per portarvi la recensione della dilogia di Mary E. Pearson, aka il miglior libro fantasy che ho letto nel 2023.

Ringrazio Oscar Vault per avermi inviato una copia del Drago.


Titolo:
Dance of Thieves. Danza dei ladri. La dilogia
Autrice: Mary E. Pearson
Data d'uscita: 14 novembre 2023
Editore: Mondadori
Pagine: 768
Prezzo: 28€

Trama: Una guardia, un tempo ladra leggendaria, che vuole dare prova di sé. Un giovane, erede di una dinastia di fuorilegge, che si ritrova improvvisamente al comando. Una danza pericolosa che potrebbe costare loro la vita e il cuore.









Serie:
1. Dance of Thieves - Danza dei ladri
2. Vow of Thieves - Giuramento dei ladri



Recensione:

Voto: 4.5 stelle!


Ambientata sei anni dopo la trilogia originale iniziata con The Kiss of Deception, la storia segue Kazi e Jase. Lei è una Rahtan in missione per la regina di Venda, sulle tracce di un criminale di guerra. Lui è appena diventato Patrei della sua gente dopo la morte del padre. Entrambi hanno qualcosa da dimostrare e da perdere. 


La trama si divide in due filoni, in base alle due missioni dei personaggi. Da una parte abbiamo Kazi, che è il collegamento con la trilogia precedente. Attraverso di lei abbiamo la possibilità di rivedere vecchi personaggi in nuovi ruoli, ma anche scoprire cos’è successo dopo la guerra combattuta precedentemente.

Dall’altra parte abbiamo Jase che introduce anche i vecchi lettori a un mondo totalmente nuovo, fatto di nuove leggende, tradizioni e pericoli. 

"Siamo insieme e resteremo insieme qualunque cosa accada."

Entrambi i personaggi sono interessanti e ben delineati all’interno della storia. Mentre l’argomento principale della trama della trilogia era l’inganno, che grazie ai tanti punti di vista era fatto quasi più all’aria aperta, qui il tema che lega tutto sono i segreti, quelle verità che rimangono taciute e di cui solo il lettore che può leggere entrambi i punti di vista dei protagonisti ne è custode. Creando questa danza in cui si intrecciano verità, menzogne e omissioni.  


Alla scrittrice piace l’instalove e infatti anche qui compare, ma in modo più sottile rispetto alla trilogia. Infatti i personaggi sono subito attratti l’uno dall’altra, ma un diverbio li porterà a essere in pericolo e quindi a doversi aiutare a vicenda per riuscire a sopravvivere. Il passaggio da enemies a reluctant allies è fatto molto bene, riuscendo a mettere le basi per un rapporto che riesce a conquistare chi legge. 


"Esprimi un desiderio, Kazi."

A livello di trama la storia parte un po’ con la retro. Ho fatto veramente fatica a leggere la prima metà del primo volume. Nelle prime pagine ero quasi confusa cercando di comprendere se dovevo già conoscere dei personaggi o dei luoghi dalla trilogia originaria, ma una volta capito che la maggior parte del materiale erano nuove informazioni ho ricominciato a concentrarmi sulla storia, anche se non mi stava colpendo positivamente. In queste prime pagine i personaggi vengono distanziati dal resto delle vicende. Credo che questo avvenga per permettere loro di conoscersi e di instaurare un rapporto, ma senza tutto il contorno la narrazione stava risultando abbastanza debole. Superata la metà (e avendo salutato la reading slump), i personaggi tornano carichi al centro della storia, cioè quello che accade alla Bocca dell'Inferno. E questo dà nuova vita alla trama che inizia un’evoluzione così movimentata e interessante da non permetterti di staccarti neanche un secondo. 

Il fatto di dover letteralmente solo girare la pagina per avere il secondo volume in mano mi ha permesso di iniziarlo immediatamente e devo dire che Vow of Thieves mi è piaciuto decisamente di più del primo libro. I semi che la scrittrice aveva piantato sono fioriti portando una narrazione più adrenalinica, magica ed emozionate. Jase e Kazi per varie vicissitudini passano meno tempo insieme in questo volume, ma il loro rapporto traspare con più intensità. 

La Pearson riesce sempre a creare un cast di personaggi secondari di supporto che riescono a stare al passo con i protagonisti. Il gruppo che si viene a creare non delude mai e tra antagonisti e aiutanti riescono a creare una storia più complessa e accattivante.


"Scegli le parole con cura, persino quelle che pensi, perché possono diventare semi e i semi diventano la storia."

Quello che personalmente mi piace di più delle storie della scrittrice è l’utilizzo che fa delle leggende che creano la backstory del suo mondo. Se al primo libro suo che ho letto questo non avere notizie chiare non mi convinceva, andando avanti ho capito che questo è proprio il punto forte della storia. Ogni regno ha le proprie leggende che sono tramandate oralmente o attraverso citazioni non concluse. Ognuno di loro rivendica una parte di territorio in base a queste storie, ma qual è la verità? Cos’è realmente successo secoli fa? Chi legge non viene mai a sapere la storia completa, ma solo degli spezzoni che possono costantemente essere definiti falsi in base a nuove informazioni che vengono condivise. Una parte di me vorrebbe sapere tutta la storia per filo e per segno, vorrebbe capire se quello che ho immaginato è veramente quello che è successo, ma il mistero, questo sapere/non sapere, è così interessante che per una volta in vita mia preferisco rimanere all’oscuro della verità. 


Durante questa recensione ho parlato varie volte della trilogia di The Kiss of Deception perché avendola letta poco prima della dilogia nel mio cervello era quasi obbligatorio dover fare un paragone o considerare le similitudini. Detto questo ci tengo a precisare che per leggere Dance of Thieves non è necessario aver letto la trilogia. I fatti accaduti precedentemente che servono per la trama vengono ripresi e tutti i personaggi principali sono nuove introduzioni. Però se leggete in inglese vi vinto a recuperare anche la trilogia, perché tanti piccoli momenti o dettagli avranno per voi più significato avendola letta. 


"Chi scriverà la nostra storia, Jase?"
"Lo faremo noi, Kazi. Tu e io scriveremo la nostra storia."

Dance of Thieves è una dilogia che parte lentamente, facendoti prima conoscere i personaggi, per poi buttarli in una narrazione adrenalinica, senza un momento di pace. Dove verrai coinvolt* dai colpi di scena e segreti che si celano dietro ogni angolo. 

- Camilla

Tuesday, 5 September 2023

Recensione: "THE FRAGILE THREADS OF POWER" di V.E. Schwab

 Ciao lettor*!
Se poteste scegliere un qualsiasi libro in anteprima, cosa leggereste?
Chiamatemi scontata ma per me la risposta è sempre stata "The Fragile Threads of Power", primo libro della nuova serie di V.E. Schwab ambientato nel mondo di ADSOM. Da quanto è uscito "A Conjuring of Light" nel 2017 non ho fatto altro che aspettare.
Quando sono riuscita a mettere le mani su un ARC digitale avevo le lacrime agli occhi...
Quindi eccomi a qua a parlarne anche con voi in questo post!

Titolo: The Fragile Threads of Power
Autrice: V.E. Schwab
Data d'uscita: 26 Settembre 2023
Editore: Tor Books
Prezzo: 23€ *soggetto a variazioni

Trama

Once, there were four worlds, nestled like pages in a book, each pulsing with fantastical power, and connected by a single city: London. Until the magic grew too fast, and forced the worlds to seal the doors between them in a desperate gamble to protect their own. The few magicians who could still open the doors grew more rare as time passed and now, only three Antari are known in recent memory―Kell Maresh of Red London, Delilah Bard of Grey London, and Holland Vosijk, of White London.

But barely a glimpse of them have been seen in the last seven years―and a new Antari named Kosika has appeared in White London, taking the throne in Holland's absence. The young queen is willing to feed her city with blood, including her own―but her growing religious fervor has the potential to drown them instead.

And back in Red London, King Rhy Maresh is threatened by a rising rebellion, one determined to correct the balance of power by razing the throne entirely.

Amidst this tapestry of old friends and new enemies, a girl with an unusual magical ability comes into possession of a device that could change the fate of all four worlds.

Her name is Tes, and she's the only one who can bring them together―or unravel it all.


Recensione:

Voto: 4.5 stelle!

Premessa!! Ci potrebbe essere qualche spoiler e accenno al finale di A Conjuring of Light, quindi se ancora non l'avete letto, tenetene conto.
L'autrice dice che è un libro che può essere letto anche senza aver letto la trilogia precedente ed effettivamente è vero perchè può essere capito anche prendendolo singolarmente. Secondo me però i personaggi "vecchi" sono troppo presenti, hanno troppa storia pregressa per saltarla completamente e questo non vi farebbe godere a pieno il romanzo.


















Come già vi avevo anticipato, The Fragile Threads of Power è un libro che aspettavo da moltissimo tempo e mentre lo leggevo mi sono sentita come se fossi tornata a casa. 
E' quello che mi aspettavo? Probabilmente no, però l'ho amato comunque.

Scrivere un sequel per un serie già conclusa non è compito semplice perchè c'è il rischio che sembri forzato ma credo che Victoria se la sia cavata egregiamente. L'ha fatto sembrare così semplice, quasi come se non ci fosse un divario fra queste due serie!
La storia è la naturale continuazione dopo la serie di eventi accaduti in ACOL.

Una cosa che sicuramente non mi aspettavo, era quella di vedere i personaggi dei libri precedenti così tanto, ma chiamatemi nostalgica, è stato come rivedere dei vecchi amici dopo moltissimo tempo.
Forse, visto l'importante ruolo che hanno all'interno di questo mondo è risultato difficile escluderli a priori e nonostante tutto non credo che questo abbia impedito di avere una storia nuova e fresca.
Kell a mio parare aveva ancora moltissimo da raccontarci e ed è cresciuto molto. Credo il finale di ACOL sia stato letteralmente una doccia fredda per lui e sono felice che l'autrice gli abbia dedicato un po' di spazio.
E' stato interessante vederlo adattarsi e cambiare dopo essere stato lanciato in un ambiente completamente estraneo (sia fisicamente che psicologicamente). Ha scoperto un altro lato di se stesso e si è mantenuto come un personaggio dinamico anche dopo la fine della sua "era".
Lo stesso purtroppo non posso dire di Lila, sono sempre stata fan del suo carattere testardo e l'ho sempre difesa dagli "hater" ma devo ammettere che soprattutto qui è rimasta un personaggio statico e a tratti irritante.

Oltre a loro credo che l'introduzione dei nuovi personaggi sia stata un'ottima aggiunta al cast, specialmente Kosika e Tes.
Tes è il personaggio portante del libro visto come molte story lines senza di lei non sarebbero possibili.
L'abbiamo incontrata anche nella trilogia, anche se per un breve momento, quindi nel caso di una rilettura tenete gli occhi aperti!
Avrei voluto, però, più spazio per lei, credo che abbia ancora molto in serbo per noi.  
Kosika è sicuramente il personaggio più interessante del gruppo: è la nuova regina di Londra Bianca.
Holland in ACOL si è sacrificato nella speranza di salvare questo mondo, quindi ero particolarmente curiosa di scoprire cos'era successo in sua assenza.
Kosika ci offre una visione più ampia di questo mondo corrotto, con la sua narrazione ci racconta la storia dei suoi abitanti e quanto oltre sono disposti ad andare per salvare il posto dove vivono.

Il ritmo della storia è un po' lento ma i personaggi sono riusciti a mantenere la mia attenzione.
Credo che questo libro sia in realtà un enorme prologo per introdurci al vero centro dell'azione, non siamo decisamente pronti!

Questo è tutto quello che pensavo sul nuovo libro in uscita. Fatemi sapere se avete intenzione di leggerlo o se vi ho incuriosito.

A presto,
Erika.

Tuesday, 15 November 2022

FORGOTTEN GODS: THE MIDNIGHT LIE e THE HOLLOW HEART di Marie Rutkoski

Buongiorno amic* lettor*!
Torno sui vostri schermi in questa fredda giornata di novembre per parlarvi della dilogia Forgotten Gods di Marie Rutkoski, che ho letto e amato il mese scorso. In questo articolo potrete trovare le informazioni dei due romanzi e il mio parere su di loro.



INFORMAZIONI GENERALI:

Trama primo libro: 
Nel mondo in cui vive Nirrim il crimine dilaga, nonostante la durezza con cui viene punito, e i piaceri non esistono. O meglio, sono riservati all'Alta Stirpe. Per le persone di basso rango, gli abitanti del Rione, come Nirrim, la vita è solo cupezza e castigo, è vietato anche soltanto assaggiare dolci o indossare abiti colorati. Due sono le scelte possibili: seguire le regole oppure pagare pegno e sopportare le conseguenze. E così Nirrim ha imparato presto a tenere la testa china, e a nascondere il pericoloso segreto che custodisce. Fino al giorno in cui non incontra Sid, che giunge da lontano, le racconta che l'Alta Stirpe possiede una magia, e la sprona a conquistare quello stesso potere per sé. Ma per farlo, Nirrim deve abbandonare la sua vecchia vita e riporre tutta la sua fiducia in una persona sconosciuta che sembra chiedere, più di tutto, di non darle fiducia. Un fantasy epico e romantico assieme che ci mostra come liberarci dalle bugie che ci raccontano gli altri, e da quelle che raccontiamo a noi stessi.


Serie:
1. The Midnight Lie (in italiano La bugia di mezzanotte)
2. The Hollow Heart 

- Genere: fantasy YA

- Storia d'amore principale: f/f

- Trope: strangers to allies to friends to lovers 

- Pov (punti di vista):
The Midnight Lie: Nirrim
The Hollow Heart: Nirrim, Sid, God  




- Per adesso solo il primo dei due volumi è uscito in italiano. Non si sa ancora niente di una possibile pubblicazione del secondo romanzo. 

- Livello di inglese: intermedio
(Se non siete sicur* di riuscire a leggerlo in lingua, vi suggerisco di provare l'estratto che potete trovare anche su Amazon)





- La dilogia è ambientata 20 anni dopo le vicende della The Winner's Trilogy e i personaggi della trilogia originaria vengono nominati e compaiono. 

Serve aver letto la Winner's Trilogy prima di leggere questa?
Tecnicamente no, perché tutti gli eventi necessari alla comprensione vengono ripresi. Ma io consiglio di farlo perché è sempre meglio vivere in prima persona certi eventi, rispetto ad un resoconto addolcito. 





PUNTI FORTI E DEBOLI:

PUNTI FORTI:

- Lo stile della Rutkoski, riuscirà a stregarvi completamente. 

- La storia d'amore tra Sid e Nirrim. Fin dal primo incontro senti la chimica tra i due personaggi. 

- Il mondo narrato dalla scrittrice è sia vecchio che nuovo per i lettori di lunga data. Vecchio perché ci troviamo nello stesso universo della The Winner's Trilogy, ma allo stesso tempo nuovo perché andiamo all'esplorazione di un luogo completamente diverso. Ancora una volta la scrittrice riesce a creare qualcosa di così vicino alla realtà che non può che farti stringere il cuore. 

- Il sistema magico/delle divinità è qualcosa che era stato solo accennato precedentemente e che qui invece ha la possibilità di sbocciare. 



PUNTI DEBOLI:

- Certi punti della narrazione sono troppo veloci. La scrittrice poteva prendersi più tempo per elaborare il tutto. Ne risente soprattutto la parte finale del secondo volume. Finisce in modo appropriato? Si, ma un approfondimento non avrebbe fatto male. 

- Tante persone si fermano al primo libro o decidono di non finirlo per come vengono rappresentati i personaggi della trilogia originaria. A me aveva interessato questa "luce negativa" su di loro, perché mostra come la scrittrice non abbia paura di osare. Per chi non è sicur* di leggere la dilogia per questa motivazione ci tengo a rassicurarvi che la scrittrice ha la situazione completamente sotto controllo e che non tutto è quello che sembra. 





MINI RECENSIONI:

- THE MIDNIGHT LIE/ LA BUGIA DI MEZZANOTTE - 4.5 stelle!

Arrivare al primo dieci percento di questo romanzo mi è sembrato come un parto: lungo ed estenuante. Prima di iniziare la lettura sapevo che questa dilogia è ambienta nello stesso mondo di The Winner’s Trilogy, però mentre leggevo non mi ci ritrovavo per niente. Questo aggiunto allo stile particolare della scrittrice mi ha mandato totalmente fuori fase e pensavo che non sarei mai riuscita a finirlo.
Poi il miracolo: l’introduzione di Sid.
Finalmente mi è sembrato di rientrare in careggiata e la nebbia sull’ambientazione ha cominciato lentamente ad evaporare.

La narrazione avviene vent’anni dopo la trilogia originaria e ci troviamo in una parte di mondo totalmente inesplorata, cosa che comporta un vento di novità, se non quasi di confusione iniziale per chi legge.

Il punto focale della storia è proprio il rapporto tra Nirrim e Sid. Due persone totalmente diverse, ma che riescono a trovarsi e a stringere un legame meraviglioso. La prima è una ragazza insicura e succube delle persone che la circondano e sfruttano senza che lei prenda veramente posizione perché non vuole essere abbandonata e anzi pensa che tutto questo sia amore. Sid, al contrario, è scappata da una difficile situazione familiare, che però non le impedisce di decide di essere se stessa al cento per cento. Mi ha ricordato molto Anna Lightwood, credo che le due potrebbero essere facilmente migliori amiche: vestite sempre bene, sbarazzine e sciupafemmine.

La storia tra le due a volte mi è sembrata un pelino troppo veloce e servivano due o tre informazioni in più sui loro pensieri, ma dopo il primo dieci percento dove ero sicura che avrei abbandonato, la Rutkoski è riuscita a coinvolgermi completamente e non ho potuto che apprezzare enormemente il romanzo. Tutto questo grazie alla sua magnifica prosa. Ci impieghi un attimo ad abituarti, ma quando lo fai nessuno più ti fermerà.

La storia in sé sembra veramente iniziare solo alla fine, questo è praticamente un lungo prologo, quindi sono molto curiosa di sapere cosa succederà.

Ci tengo in oltre a fare un applauso alla scrittrice perché ha preso una scelta che poche altre avrebbero intrapreso, riportando indietro personaggi amati e facendoli vedere sotto una luce diversa non sempre positiva. È vero che tutto può essere aggiustato nel secondo volume, perché durante questo abbiamo solo appreso informazioni per vie terze, ma devo ammettere che il ricordo che avevo dei personaggi si è incrinato e non so se riuscirò più a leggere la trilogia originaria con gli stessi occhi.





- THE HOLLOW HEART - 4 stelle!

Era da tantissimo tempo che non mi capitava di finire un libro fantasy ed essere così coinvolta da voler immediatamente leggere il seguito, ma The Midnight Lie ci è riuscito e quindi mi sono subito buttata su The Hollow Heart.

Il romanzo è narrato dal punto di vista di Nirrim, Sid e un terzo personaggio che fa quasi da narratore esterno, collegando passato, presente e futuro e anche personaggi secondari che compiono azioni significative per la narrazione non essendo però protagonisti.

Nirrim deve affrontare quello che è successo alla fine del libro precedente, mentre Sid i suoi genitori.

Come ho detto nella recensione del primo volume ho trovato coraggiosa la scelta della scrittrice di far tornare i personaggi della trilogia precedente e metterli in cattiva luce, ma come mi aspettavo quello che leggiamo in The Midnight Lie non è totalmente vero. Dobbiamo ricordarci che Sid, anche se un po’ grandicina, è comunque una ragazzina che si arrabbia e non sempre dosa correttamente l’intensità delle sue parole. Durante il primo libro sentiamo solo quello che dice, senza sapere cosa veramente pensa e solo adesso ne veniamo a conoscenza. Con questo non voglio dire che lei abbia dato una versione completamente diversa da chi sono in realtà i suoi genitori, ma diciamo che come tutti hanno compiuto degli errori, ma non sono del tutto snaturati come sembravano nel precedente romanzo.

Anche se le due protagoniste continuavano ad alternarsi e trovavo entrambi i filoni narrativi interessanti, non posso mentire e devo ammettere che quello di Sid è sicuramente quello che ha catturato di più il mio interesse.

Questo libro ha capitoli più lunghi rispetto al precedente, ma sono stata così coinvolta dalla storia che non me ne sono quasi mai resa conto. Il primo settanta percento è volato come se nulla fosse, ma una piccola vocina nella mia testa da metà continuava a ripetermi che la storia non sembrava andare verso la preparazione per una conclusione. Cosa che verso il settanta percento deve aver pensato anche l’autrice che da quel momento si è sbrigata per poter concludere tutte le vicende. Questa parte per me è stata un po’ troppo veloce. La scrittrice poteva benissimo tenere il primo settanta percento come secondo libro intermedio, con i cambiamenti e la crescita dei personaggi e l’ultimo trenta elaborarlo meglio, approfondendo il tutto per creare un terzo romanzo. Detto questo, quello che abbiamo avuto non è stato necessariamente un male. Mi sarebbero piaciute più attenzioni su certi momenti e alcune scelte non mi hanno convinto appieno, ma comunque approvo come il tutto è stato gestito.

Il finale è sia aperto, che una conclusione completa. Da una parte ti da quella sensazione di chiusura, ma dall’altra non sai che fine faranno i personaggi dopo quello che è successo. Anche se di solito non apprezzo del tutto questi finali, in questo caso mi ha convinto.

La dilogia di Fogotten Gods non è perfetta, ma in un anno di fantasy che mi hanno lasciato un po’ l’amaro in bocca sono riuscita ad apprezzarla davvero tanto e per adesso si prende anche il titolo di serie fantasy dell’anno.






Spero che questo articolo vi sia stato utile! 
A presto,

- Camilla