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Friday, 25 July 2025

Recensioni: "ROSE IN CHAINS" & "THE THRASHERS" - Julie Soto si cimenta in due nuovi generi

Buongiorno lettor*!
Oggi ho pensato di portarvi un post particolare legato a due letture che ho fatto a maggio, ovvero Rose in Chains, per cui ho ricevuto l'ARC digitale in anteprima - e ringrazio tantissimo la Forever - e The Thrashers. Uno è un romantasy, l'altro un mystery. Cosa potranno mai avere in comune due generi così diversi? L'autrice.

Ebbene sì, perchè Julie Soto, dopo aver pubblicato due romance che io personalmente vi consiglio di recuperare (ovvero, Forget Me Not e Not Another Love Song), è tornata con due nuove uscite a pochi mesi di distanza appartenenti a generi ben diversi tra loro. 
Non credo capiti molto spesso che un autore spazi in più generi e di certo si può definire un azzardo, perchè non è detto che una persona portata per scrivere un determinato tipo di narrativa abbia la stessa efficacia anche in altri. Dal mio punto di vista è sinonimo di grande coraggio (e anche inventiva), perchè di norma poche persone escono da quella che viene considerata la loro comfort zone. 
Per questo motivo ho deciso di provarli con grande curiosità, ma anche con aspettative non eccessivamente alte, cercando di vedere se la Soto potesse convincermi anche in questa nuova veste. Ci sarà riuscita? 

Per scoprirlo basta continuare a leggere l'articolo. 


Titolo:
 Rose in Chains
Autrice: Julie Soto
Data d'uscita: 8 luglio 2025
Editore: Forever (Hachette Book Group)
Pagine: 464 
Prezzo: 35,07€ (deluxe edition) / versione italiana della Newton Compton: 12,90€
Serie: The Evermore Trilogy #1

Trama (vi lascio quella italiana visto che ormai è già arrivato anche da noi): 

Una principessa in pericolo. E se fosse il cattivo a salvarla?
Non fidarti dell’apparenza
.
Quando il regno di Evermore viene conquistato dal nemico e lei viene catturata, Briony Rosewood si rende conto che il suo mondo è cambiato per sempre e che il luogo che chiamava casa non è più un rifugio sicuro. Dopo la vittoria delle forze del male, schiavitù, prigionia e morte sono il triste destino del suo popolo. Privata della magia e della libertà, Briony stessa viene scelta per essere venduta al miglior offerente e, in quanto principessa di Evermore, è il premio più ambito. Dopo un’asta accesissima, è Toven Hearst, l’erede di una famiglia nota per la sua crudeltà, ad aggiudicarsela. Tuttavia, nonostante gli orrori della nuova realtà che è costretta ad affrontare e del nuovo ruolo che deve imparare a ricoprire, Briony si accorge che non tutto è perduto. E che la speranza e un volto amico si possono trovare anche nei posti più impensabili...


Recensione: 

** per quanto abbia provato a stare sul neutro, avviso che potrebbero esserci spoiler. 

Voto: 4.5 ⭐

Rose in Chains mi ha letteralmente conquistata. Julie Soto non ha azzardato solo nel cambio genere, ma anche nelle tematiche presentate, gestendo con grande delicatezza una storia dalle tinte cupe con una trama tutt'altro che semplice.

Effettivamente parlare di questo romanzo è come destreggiarsi in un labirinto intricato di rovi, perchè ogni piccolo ramo è spesso intrecciato ad altri più spessi, creando un groviglio complesso in cui toccare qualcosa vuol dire spesso triggerare altro, rendendo ancora più difficoltosa l'avanzata su un percorso di cui credo si sia visto ancora poco. 
Sì, perchè nonostante questo primo libro sia pieno di avvenimenti, non riesco a non considerare Rose in Chains una sorta di preludio introduttivo in cui iniziamo a vedere composta la scacchiera d'azione con le sue varie pedine - ma non del tutto completa, a mio parere - e ricostruiamo non solo il rapporto tra Toven e Briony, intriso di pregiudizi, interesse e un disequilibrio di ruoli, ma anche gli avvenimenti chiave che hanno portato poi al concreto inizio di questa storia, che si apre in medias res: ci troviamo infatti alla fine di quella che doveva essere l'ultima battaglia tra Evermore e Bomard, dove Rory, fratello di Briony, identificato come quello che secondo una profezia di centinaia di anni prima sarebbe stato l'eroe che avrebbe salvato la nazione e riunito il continente, viene ucciso.

Insomma, oltre al dover cercare di capire qualcosa di tutto ciò che sta accadendo e perchè siamo arrivati fin qui, abbiamo anche l'impatto di un carico emotivo tutt'altro che leggero: oltre al vedere infranta la speranza della fine di un conflitto logorante e sotto shock per l'inaspettata morte del gemello, Briony e i supersistiti di Evermore non solo vengono catturati come prigionieri, ma vengono spogliati praticamente di qualsiasi diritto e subiscono abusi e violenze prima di venire venduti al miglior offerente. Il loro "valore" in questo caso non è dato tanto dalla loro forza fisica, ma da quella mentale, che è il fulcro del loro potere, e di fatto la loro condanna pare quella di sopravvivere (fino a quando i loro proprietari e aggressori non cambieranno idea, ovviamente) come mera fonte di energia a disposizione dei propri padroni, poichè Bomard utilizza la magia del sangue che sfrutta la tempra della persona o di terzi come punto d'origine. Non mi addentrerò troppo nella trama, perchè inciamperei facilmente in spoiler, ma posso dirvi che leggere alcune scene mi ha fatta fermare un momento la lettura, perchè non c'è niente di edulcorato in questa storia, nè di facilmente risolvibile.

Dove infatti spesso in altri libri si trova sempre il "colpo di fortuna inaspettato", qui dimenticatevene. Briony si trova a toccare il fondo e a confrontarsi con un odio fin troppo acceso nei confronti della propria nazione e con una noncuranza del valore della vita umana che non possono non colpire; sinceramente, il tutto risulta anche fin troppo attuale visto ciò che sta accadendo in questo momento nel mondo. A ciò si aggiunge anche una palese rappresentazione di una società patriarcale, di cui la stessa Briony, per quanto brillante e dotata, è stata vittima fin dall'infanzia. Condannata (ma ovviamente indottrinata a considerarlo come giusto) a essere l'ombra del fratello, la nostra protagonista è stata spinta dal padre a far sì che Rory emergesse e risultasse sempre il migliore, a discapito di se stessa, conscia che il proprio futuro si sarebbe con grande probabilità limitato a essere la sposa di chiunque potesse assicurare una buona alleanza politica con Evermore. Si può quindi immaginare come l'uscita di scena di Rory, ormai re di Evermore, sposti in un solo colpo tutta la responsabilità sulle spalle di Briory, che ora sente su di sé il peso della sorte di tutti i superstiti e questo, nel bene, nel male e nella sua testardaggine, la porterà a cercare di fare di tutto per aiutarli, rendendola un elemento attivo nella storia, piuttosto che totalmente focalizzata sulla propria di sopravvivenza. 
Ogni passo è rischioso, ogni errore costa caro in questo racconto... Eppure pian piano Briony diventa sempre più intenzionata a non rimanere una pedina passiva e fare la differenza. Certo, è un personaggio perfetto? Assolutamente no, ma d'altra parte non sarebbe così credibile, altrimenti. Nei suoi modi impacciati Briony risulta molto più umana ed empatica di tante altre eroine, anche se ho il timore che proprio il suo tentare di incontrare le aspettative del suo popolo possa poi risultare come un'arma a doppio taglio nei confronti dei rapporti che al momento sta costruendo. Su questo, purtroppo, non si potrà fare altro che aspettare i prossimi volumi.

In ogni caso, al momento l'unico aiuto concreto che può ricevere, per quanto possa risultare strano (ma in realtà per me tutto torna già dalle prime pagine, è solo Briony che non c'è ancora arrivata #mainagioia), è quello di  Toven. Lui, figlio di una famiglia appartenente agli alti ranghi della società di Bomard, il cui padre pare essere il più spietato dei generali, in realtà mostra un lato molto più umano di quanto facciano le persone attorno a sé. Credo che, assieme ai suoi familiari, sia il personaggio attualmente più interessante di tutto il libro perchè per quanto nella posizione "privilegiata" di essere parte dei vincitori, per quanto mi riguarda è evidente che Toven non ne condivida del tutto gli ideali e le azioni, ma comunque necessiti di mantenere una facciata tale che gli possa permettere poi di fare qualcosa di concreto contro chi al momento sta governando. Lo vedo un po' come un equilibrista su un filo teso di cui non si vede la fine, che deve destreggiarsi tra le varie relazioni politiche, le invidie contro di sé o la propria famiglia, e un piano che secondo me c'è e di cui non sappiamo ancora praticamente niente iniziato probabilmente da tempo.
E in tutto questo ci sono ovviamente i sentimenti per Briony che complicano tutto, e per quanto avessi voluto sbattere più volte la testa contro al muro nel vederlo lasciare che la Rosewood continuasse a inciampare in stupidi pregiudizi nei suoi confronti e non si decidesse a dichiararle i propri sentimenti, ho trovato assolutamente adorabile il suo cercare di proteggerla fino al limite delle proprie possibilità anche in situazioni in cui la scelta più facile sarebbe stata quella di cedere ad altro. Però ve lo dico, qui lo slow burn è proprio lento... Perciò bisogna solo sperare che ci siano soddisfazioni in futuro perchè sotto questo aspetto ne abbiamo ancora di strada da fare. Ciò non toglie che di scene interessanti ce ne siano e non faranno altro che farvi innamorare ancora di più di questi due zucconi. Speriamo solo in un minore tira e molla.

Dei personaggi secondari invece non posso dirvi molto, perchè nella situazione in cui si trova Briony i contatti non sono tanti, ma ci sono parecchie figure che compaiono ogni tanto tra scene nel presente e flashback su cui spero si possa approfondire in futuro; soprattutto, per quanto mi riguarda, vorrei ci fosse ancora più spazio per Serena e Orion Hearst, Finn, Larissa e Sammy, perchè credo possano avere storie interessanti da scoprire. Al contempo, temo tantissimo per il futuro di Cordelia, che credo forse sia stata un po' bistrattata immeritatamente da alcune scelte di trama per le quali sono curiosa di vedere come reagirà più avanti.
Abbiamo invece, al contrario, una bella dose di antagonisti interessanti da dover gestire (ve l'ho detto, non si può mai stare tranquilli) tra cui appunto Mallow, e devo dirvi che era da un po' che non trovavo un personaggio così crudele e al contempo non piatto. Di cattiveria ne si può mostrare a iosa, ma credo sia ben più difficile creare un villain che possa lasciare il segno nel lettore, tanto da odiarlo a propria volta e allo stesso tempo ammirarne l'ingegno o quantomeno chiedersi come possa sempre essere un passo avanti agli altri. 
Per di più è quasi un'inusuale antitesi il fatto che in una società patriarcale come quella presentata una donna sia riuscita non solo a ottenere il potere, ma anche obbedienza e timore nei propri confronti, inculcando una dottrina così feroce contro un'altra nazione senza che nessuno paia volerla mettere in discussione. Tra l'altro, da alcuni dettagli posti qua e là sono ormai convinta che ci siano delle motivazioni passate piuttosto profonde che muovano i gesti di Mallow, e sono davvero curiosa di sapere esattamente cosa le sia successo per renderla il "mostro" che di fatto è adesso. La sua ossessione per Briony e contro Evermore oltre all'essere palese ha un che di peculiare, tanto da farmi scalpitare per saperne di più. Certo, allo stesso tempo vorrei vederla sconfitta il più in fretta possibile e rinchiusa nella cella più buia al centro della terra, una cosa non esclude ovviamente l'altra! Ormai ogni volta che entra in scena mi vengono i brividi pensando a cosa potrà mai ancora capitare.

In ultimo, il sistema magico: al momento è rimasto abbastanza marginale, ma devo dire di trovarlo molto interessante. Anche qui spero che in futuro possa essere approfondito meglio, anche relativamente all'uso dei famigli o altre branchie di magia o pozionistica. 

Insomma, forse ora potete capirmi quando vi dicevo prima che siamo davvero ancora all'inizio, e forse questo è il primo difetto che mi viene in mente relativo a questo libro: avendo effettivamente tanti flashback da presentare, e sicuramente ce ne mancano ancora per capire meglio determinati eventi o dinamiche anche interne a Bomard stessa, sarebbe stato bene aggiungere un po' più di pagine per portare un attimo più in avanti il racconto anche solo dal punto di vista di altri personaggi che per diversi motivi non possono essere vicino a Briony.
Oltre a ciò, non ho apprezzato per nulla la relazione tra la protagonista e Didion, perchè pur capendone il perchè (altro momento in cui avrei voluto dare una capocciata a qualcosa) non posso non provare pena per quel poveretto, anche se penso avrebbe potuto capire l'antifona da un po'. Detto questo, ho il brutto sentore che questa faccenda ritornerà prima o poi indietro come un boomerang a creare problemi a Briony, ma sinceramente un po' se lo meriterebbe anche. Detto questo, chi lo sa che invece un faccia a faccia a cuore aperto non sia un modo per crescere nell'ammettere i propri sbagli. Chi lo sa, vedremo dove ci porterà il prossimo libro. In ogni caso al momento il libro per me è promosso a pieni voti. 
Però ora datemi il seguito, grazie.



Titolo:
 The Thrashers
Autrice: Julie Soto
Data d'uscita: 6 maggio 2025
Editore: Wednesday Books
Pagine: 464 
Prezzo: 24,28 €
Serie: Per il momento standalone

Trama:  Either you're in or you're out.

Welcome to the Thrashers, the elite friend group at New Helvetia High.
They’re everything everyone wants to be.
Jodi Dillon was never meant to be one of them. Julian, Lucy, Paige, and the infamous Zack Thrasher are rich, sophisticated, and love attention. Jodi feels out of place, but Zack’s her childhood best friend, so she’s in.
Then Emily Mills, who desperately wanted to be a Thrasher, dies—and the whispers about the Thrashers begin. As Emily’s journal surfaces, detectives close in, and Jodi faces an impossible choice: betray her friends or protect herself.

But as eerie messages and strange occurrences escalate, it becomes clear—Emily isn’t done with them yet.

Recensione: 

Voto: 3.75⭐!

Dopo aver amato così tanto Rose in Chains mi sono lanciata a leggere anche The Thrashers, che di certo non mi ha delusa. E che libro lettor*! E' come entrare in una centrifuga in cui non hai davvero idea di cosa stia davvero succedendo fino alla fine.
La storia in sè è piuttosto semplice, ma al contempo non fa che complicarsi e intrecciarsi più si va avanti col racconto in maniere a volte anche abbastanza sconvolgenti. Di fatto l'evento in sè non ha bisogno di tante spiegazioni sul come sia successo e su chi sia stato - almeno in apparenza - ma è il perchè, è il quello che c'è stato prima per arrivare al gesto di Emily che su cui si focalizza l'attenzione, portando alla luce più di una verità scomoda e una realtà tutt'altro che semplice.

Devo dire che Jodi mi ha fatto molta tenerezza ma in alcuni casi anche pena... Capisco benissimo il vedere in qualche modo i propri rapporti messi in discussione da nuove aggiunte nel gruppo, vivendo col timore di essere quella che prima o poi verrà lasciata fuori e per questo il cercare, in un modo o nell'altro, di barcamenarsi in nuove dinamiche risultando quella che è scontato che ci sia sempre a guardarti le spalle ma che forse, allo stesso tempo, non sa se può dire lo stesso dall'altra parte. E' chiaro anche perchè sia considerata "l'anello debole" da torchiare, e per questo ho altamente apprezzato il fatto che, pur confusa dai dubbi insinuatile da terze persone, non sia mai stata facilmente influenzabile in merito al proprio giudizio riguardo il resto dei Thrashers. Al contempo, proprio perchè secondo me è un personaggio caratterizzato da grande tenacia, avrei voluto che prendesse ancora più coraggio nell'affrontare i propri vari "amici" così da poter forse ripartire da capo nei propri rapporti in un'ottica più vera e sincera. Al contrario, invece, mi è parsa perdonare tanto, troppo, e forse nemmeno cercare in toto tutta la verità.
E se Lucy e Paige mi hanno più che altro irritata pur restando delle figure coerenti con loro stesse e ben delineate, anche se non del tutto cristalline, il mio preferito è Julian, che per quanto in molti casi esagerato nel suo essere tagliente e anche meschino, quantomeno è quello che tra tutti mi è parso il più onesto. In certe scene mi è piaciuto davvero molto (la chimica tra lui e Jodi poi in certi momenti era meravigliosa, anche se un po' ti chiedi esattamente da dove sia uscita fuori) e ho apprezzato come sia stato di fatto l'unico ad andare "contro" Zack e mettere un minimo in dubbio quell'aria di perfezione che sembrava in qualche modo renderlo intoccabile.

E proprio riguardo quest'ultimo, devo dire che sono stata tratta in inganno all'inizio anche io da quest'aria da golden boy/golden retriver un po' ingenuo, che invece è risultato molto più stratificato e con più ombre di quelle che si potrebbe pensare. Comprendo perfettamente il carisma che lo rende fulcro di attenzione, e ci sta, ma capisco meno questa sorta di fedeltà nei suoi confronti da parte di più di un personaggio, soprattutto da un certo punto della storia in poi.

Manipolazioni, gelosie, violenza, stalking... c'è davvero tanto in questo libro e purtroppo secondo me s'è toccata solo la superficie di un iceberg ben più profondo. Se poi pensiamo all'aggiunta dell'elemento soprannaturale, che rende il tutto non solo ancora più enigmatico e inquietante, ma anche aperto ancora ad altro, tutto The Thrashers mi fa pensare tranne l'essere uno standalone. 
Perosnalmente ho terminato la lettura pensando che il finale presentato fosse pieno di troppe ingiustizie e con troppe poche risposte per essere finito così. Lo sbilanciamento nelle sorti dei personaggi mi pare eccessivo e poco equo, soprattutto visti i colpi di scena mostrati all'ultimo secondo. Diciamo che se questa era l'idea della Soto, ovvero di anticiparci l'arrivo di un secondo libro prima ancora di annunciarlo, allora c'è riuscita molto bene, altrimenti credo davvero manchi qualcosa.

Lo promuovo, quindi? Sì, perchè comunque sa prenderti in maniera tale da non poterlo smettere di leggere, ma secondo me qui sono state fatte scelte un po' più arrabattate di quanto invece è stato creato con Rose in Chains. In questo caso sarebbe stato più utile o eliminare sottotrame evitabili, o al contrario lavorare meglio per creare un'opera che risultasse più coesa e corale, dando il giusto spazio a tutto quello che c'era da dire e forse osando di più. 

Che dire lettor*, credo che questa autrice abbia un grande potenziale che in alcuni casi riesce a esprimere al massimo, altri non troppo. Credo comunque che sia per il tipo di storia raccontata, che per le modalità di narrazione abbia sempre un che di peculiare che vale la pena provare.
Voi li leggerete? Aspetto anche un vostro parere!💙

Alla prossima recensione!
Chiara

 


 

 

Thursday, 30 January 2025

Recensione: "QUICKSILVER" di Callie Hart - Quando un libro ha del potenziale concreto che non viene sfruttato

Buon pomeriggio lettor*!

Eccomi qui a parlare di un libro che per quanto mi riguarda è spuntato dal nulla colonizzando qualche mese fa il mio bookstagram, venendo presentato come una sorta di nuovo fenomeno editoriale americano, con tanto di adattamento su Netflix già annunciato.
Ora, io di norma diffido di tutta questa "pubblicità improvvisa", ma la trama non mi sembrava male e quindi ho deciso di provarlo e fare da cavia, vista anche l'uscita italiana, e questa di fatto è stata la mia ultima lettura del 2024.

Sono rimasta soddisfatta? Se devo essere sincera, mi è scesa più di una lacrimuccia per i soldi buttati 😭 Sotto poi trovate la mia recensione, intanto vi lascio le solite informazioni generiche legate all'uscita italiana.



Titolo:
Quicksilver
Autore: Callie Hart
Data d'uscita: 28 gennaio 2025
Editore: Rizzoli
Pagine: 612
Prezzo: 18,00
Serie: Fae&Alchemy

Trama: Saeris Fane, ventiquattro anni, è bravissima a mantenere segreti. Nessuno sa dei suoi strani poteri, né del fatto che ha passato la vita a rubare dalle cisterne della Regina Immortale. Ma in una terra dominata da un deserto spietato, non c’è nulla che non si farebbe per un bicchiere d’acqua. Prima o poi, però, ogni segreto viene alla luce. Quando Saeris si trova faccia a faccia con la morte in persona, riapre involontariamente un passaggio tra i regni e viene trasportata in una terra di ghiaccio e neve. I Fae sono sempre stati considerati creature mitiche, leggende, incubi… ma lì Saeris scoprirà che sono reali, e si ritroverà nel mezzo di un conflitto secolare che potrebbe costarle la vita. Prima umana a calcare le montagne ghiacciate di Yvelia in oltre mille anni, Saeris stringe un patto con Kingfisher, un affascinante guerriero Fae disposto a tutto pur di proteggere il suo popolo, perfino usare la magia alchemica della ragazza, e contro la sua stessa volontà.




Recensione:

Voto: 2⭐

Io mi chiedo come si facciano a scrivere così tante pagine per poi lasciare così poco al lettore.
Questo libro mi ha enormemente irritata per tutto il potenziale sprecato che c'è, mixato a una serie di luoghi comuni e trope inutili di cui la storia avrebbe fatto volentieri a meno. L'idea di un personaggio femminile che sa lavorare i metalli, supportato da un background concreto e sensato, affinità peculiari a parte, mi è piaciuto davvero molto, anche perché non lo si vede spesso nei libri, quantomeno abbinato al personaggio principale. Ho apprezzato in maniera minore il carattere di Saeris, che fin troppo ricalca altre eroine spavalde e dalla lingua tagliente che ormai si ritrovano ogni tre per due, senza dare quel qualcosa in più per potersi in qualche modo distinguere. Certo, è quasi impossibile non provare un minimo di empatia o di dispiacere per quello che ha passato durante la sua vita, che tra l'altro ne giustifica pienamente la diffidenza verso gli altri, il suo voler mostrare il proprio valore senza piegarsi a insulti e pregiudizi e l'insistenza più che lecita di voler tornare dai propri cari o, al contrario, di farli venire lì da lei per saperli al sicuro. Per di più, non mi aspettavo il risvolto - in questo caso totalmente e piacevolmente inaspettato - che ciò ha portato e devo dire che ho riso davvero tanto.

Worldbuilding, sistema magico e lore risultano piacevoli e interessanti, anche se non propriamente spiegati in maniera chiarissima, magari anche volutamente; quindi su questi non mi soffermo più di tanto perché può essere se ne parli meglio nel prossimo volume. Altri elementi che per me rimangono positivi sono sicuramente tutta la questione del mercurio, dalle sue potenzialità alla sua pericolosità, oltre che al suo modo di comunicare con gli Alchimisti; la stoicità di Kingfisher nel gestire le conseguenze del proprio segreto e il suo spirito di sacrificio; altri personaggi secondari potenzialmente interessanti, tra cui Carrion, che probabilmente è stato molte volte la luce in fondo al tunnel che mi ha permesso di continuare a leggere nei momenti più noiosi.

Il problema è, appunto, tutto il resto.
Inizio con una premessa: su Waterstones ho trovato questo libro definito come deliciously dark. Ora, io non mi ritengo una lettrice di dark romance, né saprei definirne esattamente le caratteristiche, quindi mi scuso in anticipo con chiunque possa essere più espert* di me in questo senso, sperando però che si prenda le mie parole solo per quello che sono, ovvero un parere puramente personale che non vuole offendere i gusti di nessuno, ma che vi chiedo comunque di rispettare. Ciò detto, se il "dark" è quello che ho letto, non è che ne sia rimasta particolarmente colpita o entusiasta.
Non sono una persona che si inquieta per un linguaggio più colorito o forte del solito in determinate scene, ma sinceramente dover leggere insulti a una donna banalizzando delle sue reazioni o azioni relegandole all'essere "in calore" non è personalmente qualcosa che ho apprezzato, soprattutto tenendo conto che non troppe pagine dopo si è diventati nei suoi confronti quasi dei cuori di panna. Oltre alla incoerenza della cosa, possiamo volare un po' più alto nel 2025? Io personalmente dico di sì.
A parte ciò, il romance è pure godibile se preso così com'è, ma poteva essere gestito molto meglio. Prima di tutto partiamo dall'ormai conosciuto e amato enemies to lovers, che appunto, piace, ma come per qualsiasi elemento che si decide di inserire in un libro, bisogna lavorarci su per renderlo credibile.
Qui abbiamo un odio praticamente a priori da parte di una delle due figure principali che porta comprensibilmente a una situazione di conflitto (dove però c'è un'attrazione fisica straordinaria per cui ci si trova attratti anche dal sudore), che però poi quasi dal nulla passa allo stadio del "c'è qualcosa tra di noi". Com'è possibile? L'attrazione fisica non comporta la creazione a priori di un sentimento. Quello viene dal tempo e dalla conoscenza reciproca tra due persone, e per quello che viene descritto nel libro e per la situazione appunto di partenza che vi dicevo prima, mi pare davvero troppo poco per arrivare praticamente a un innamoramento. Con delle premesse del genere, non dico che non mi aspettassi nulla fino al secondo libro, però così mi pare un po' troppo e, al contempo, poco credibile.
Certo, gli amanti dello spicy non disdegneranno le scene di tensione e chimica tra i due protagonisti, però visto appunto tutta questa parte preliminare che risulta davvero ben fatta (e non lo dico in maniera ironica), il "dunque" m'è quasi parso sempre un po' troppo veloce 😂 Può essere che la Hart avesse alzato troppo le mie aspettative.

Insomma, riassumendo brevemente, al romance lascio un "ok" perché in un certo qual modo sa prenderti, ma chiudendo un occhio su moooolte cose, tra cui uno spoiler che non posso fare ma che mi è sembrato proprio uno sparare sulla Croce Rossa.

Altro punto che mi ha un po' uccisa dentro: i vampiri-fae. Perché. Non si poteva scegliere giusto una delle due cose, o lasciare queste benedette razze separate? Immagino di no. Ma qui mi rendo conto che dove io la vedo come un'assurdità, qualcun altro potrebbe vederci del genio, quindi alzo le mani. Il problema è che poi tutto ciò viene abbinato a un cast di villain che non colpisce per originalità e, a parte il sadismo e una crudeltà già viste, lasciano poco. Forse, invece di concentrarsi su entrate in scena sicuramente teatrali e anche ad effetto, si poteva lavorare di più per renderli più incisivi nella storia e nella mente del lettore. Non aiuta nemmeno il fatto che le scene d'azione o alcuni passaggi siano a volte poco chiari, per cui ci si ritrova un po' persi in balia degli eventi.

In ultimo, la found family presente, che è un elemento che io di norma amo in un libro, anche in questo caso risulta un'accozzaglia di personaggi che per quanto carini assieme non bastano per assicurarne la credibilità o, mi ripeto, per lasciare un segno.

Per concludere, la sensazione generale che mi ha lasciato questo libro è che la Hart abbia utilizzato elementi o trope che sicuramente hanno successo, non curandosi però di dar loro quel necessario contorno, spessore e definizione che servono all'interno di una storia perché la stessa abbia successo, sminuendo (indubbiamente in maniera involontaria) il proprio lavoro e le buone idee proposte nel mezzo.
Detto ciò, può anche essere semplicemente che
la CE che ha deciso di pubblicarlo e chi l'ha letto e amato siano riusciti ad apprezzare l'opera molto più di quanto io sia stata in grado di fare. Ammetto questo mio limite.

Andrò avanti dopo questa débâcle?
Una parte di me vorrebbe leggere il seguito per vedere dove si vuole davvero andare a parare, e per scoprire se le abilità di Alchimista di Saeris avranno uno sviluppo ancora più creativo e interessante... L'altra però mi ricorda che se la lunghezza del secondo sarà pari (o magari maggiore) a quella del primo, potrei non avere sinceramente la forza di farcela 😞 Vi aggiornerò. Intanto il mio consiglio è: se volete leggerlo, partite con aspettative basse, forse è meglio.

Alla prossima recensione!
Chiara

Wednesday, 4 October 2023

Recensione: "LOVE, THEORETICALLY" di Ali Hazelwood

Ciao lettor*!
Oggi con la mia solita puntualità vi porto la recensione del libro scelto per il mese di giugno. In realtà l'ho letto quasi subito quando è uscito ma ho continuato a rimandare la scrittura dell'articolo...
Quindi senza procastinare oltre, iniziamo!

Titolo: Love, Theoretically
Autrice: Ali Hazelwood
Data d'uscita: 13 Giugno 2023
Editore: Little Brown Books
Prezzo: 15,25€ *soggetto a variazioni

Trama:
The many lives of theoretical physicist Elsie Hannaway have finally caught up with her. By day, she’s an adjunct professor, toiling away at grading labs and teaching thermodynamics in the hopes of landing tenure. By other day, Elsie makes up for her non-existent paycheck by offering her services as a fake girlfriend, tapping into her expertly honed people pleasing skills to embody whichever version of herself the client needs.

Honestly, it’s a pretty sweet gig—until her carefully constructed Elsie-verse comes crashing down. Because Jack Smith, the annoyingly attractive and broody older brother of her favorite client, turns out to be the cold-hearted experimental physicist who ruined her mentor’s career and undermined the reputation of theorists everywhere. And that same Jack who now sits on the hiring committee at MIT, right between Elsie and her dream job.

Elsie is prepared for an all-out war of scholarly sabotage but…those long, penetrating looks? Not having to be anything other than her true self when she’s with him? Will falling into an experimentalist’s orbit finally tempt her to put her most guarded theories on love into practice?

Recensione:

3.5 stelle!

Premessa: Io ho assolutamente adorato gli altri libri dell'autrice quindi avevo aspettative alle stelle.
Il libro mi è piaciuto ma l'ho trovato leggermente più debole rispetto a The Love Hypothesis e Love on the Brain.

Come avete letto dalla trama, la protagonista è Elsie un'insegnante del campo delle STEM che ha un lavoretto extra per arrotondare lo stipendio: offre i suoi servizi come finta fidanzata.
Solo che casualmente si ritrova a dover lavorare con il fratello di uno dei suoi clienti...
La trama è interessante ma apre ad una serie di tropes che purtroppo l'autrice ha utilizzato un po' troppe volte: Hate to lovers (non proprio, più un fraintendimento diciamo), Romance sul lavoro, fake dating, il fatto che si conoscessero già da prima (non so come dovrei chiamarlo ma è una cosa ricorrente).
Nell'insieme sono tutti tropes che amo leggere e che mi fanno strillare come una ragazzina, però ho trovato ripetitivo leggerli ancora un volta in questa serie di libri, che per quanto possano essere considerati singoli e indipendenti sono tutti accomunati dallo stesso tema.

Inoltre, sarà la personalità dei personaggi, ma mancava dei soliti commenti sarcastici e quell'umorismo che ha caratterizzato sia The Love Hypothesis che Love on the Brain,
Questo non influenza la lettura in sé, rimane un libro piacevole e veloce da leggere ma mi è mancato quel qualcosa in più che mi ha fatto amare i suoi predecessori.

Un suo punto a favore sono i temi trattati, come sempre infatti la Hazelwood ci da degli spunti riflessione sul mondo delle STEM, in particolare delle donne che si occupano di queste discipline, ma che sono applicabili a volte anche al mondo accademico in generale. 
In particolare in questo caso si concentra sulle conoscenze e "raccomandazioni", mi fermo qui perchè non vorrei parlare troppo!

Quindi in sintesi, consiglio la lettura? Si! Love, Theoretically rimane nonostante tutto un libro che ho apprezzato e divorato e che suggerisco di leggere se avete voglia di leggere qualcosa di leggero.
Se avete amato come me i due libri precedenti però ricordate quello che ho detto!

Fatemi sapere se lo leggerete o già l'avete letto, alla prossima recensione,
Erika.


Tuesday, 5 September 2023

Recensione: "THE FRAGILE THREADS OF POWER" di V.E. Schwab

 Ciao lettor*!
Se poteste scegliere un qualsiasi libro in anteprima, cosa leggereste?
Chiamatemi scontata ma per me la risposta è sempre stata "The Fragile Threads of Power", primo libro della nuova serie di V.E. Schwab ambientato nel mondo di ADSOM. Da quanto è uscito "A Conjuring of Light" nel 2017 non ho fatto altro che aspettare.
Quando sono riuscita a mettere le mani su un ARC digitale avevo le lacrime agli occhi...
Quindi eccomi a qua a parlarne anche con voi in questo post!

Titolo: The Fragile Threads of Power
Autrice: V.E. Schwab
Data d'uscita: 26 Settembre 2023
Editore: Tor Books
Prezzo: 23€ *soggetto a variazioni

Trama

Once, there were four worlds, nestled like pages in a book, each pulsing with fantastical power, and connected by a single city: London. Until the magic grew too fast, and forced the worlds to seal the doors between them in a desperate gamble to protect their own. The few magicians who could still open the doors grew more rare as time passed and now, only three Antari are known in recent memory―Kell Maresh of Red London, Delilah Bard of Grey London, and Holland Vosijk, of White London.

But barely a glimpse of them have been seen in the last seven years―and a new Antari named Kosika has appeared in White London, taking the throne in Holland's absence. The young queen is willing to feed her city with blood, including her own―but her growing religious fervor has the potential to drown them instead.

And back in Red London, King Rhy Maresh is threatened by a rising rebellion, one determined to correct the balance of power by razing the throne entirely.

Amidst this tapestry of old friends and new enemies, a girl with an unusual magical ability comes into possession of a device that could change the fate of all four worlds.

Her name is Tes, and she's the only one who can bring them together―or unravel it all.


Recensione:

Voto: 4.5 stelle!

Premessa!! Ci potrebbe essere qualche spoiler e accenno al finale di A Conjuring of Light, quindi se ancora non l'avete letto, tenetene conto.
L'autrice dice che è un libro che può essere letto anche senza aver letto la trilogia precedente ed effettivamente è vero perchè può essere capito anche prendendolo singolarmente. Secondo me però i personaggi "vecchi" sono troppo presenti, hanno troppa storia pregressa per saltarla completamente e questo non vi farebbe godere a pieno il romanzo.


















Come già vi avevo anticipato, The Fragile Threads of Power è un libro che aspettavo da moltissimo tempo e mentre lo leggevo mi sono sentita come se fossi tornata a casa. 
E' quello che mi aspettavo? Probabilmente no, però l'ho amato comunque.

Scrivere un sequel per un serie già conclusa non è compito semplice perchè c'è il rischio che sembri forzato ma credo che Victoria se la sia cavata egregiamente. L'ha fatto sembrare così semplice, quasi come se non ci fosse un divario fra queste due serie!
La storia è la naturale continuazione dopo la serie di eventi accaduti in ACOL.

Una cosa che sicuramente non mi aspettavo, era quella di vedere i personaggi dei libri precedenti così tanto, ma chiamatemi nostalgica, è stato come rivedere dei vecchi amici dopo moltissimo tempo.
Forse, visto l'importante ruolo che hanno all'interno di questo mondo è risultato difficile escluderli a priori e nonostante tutto non credo che questo abbia impedito di avere una storia nuova e fresca.
Kell a mio parare aveva ancora moltissimo da raccontarci e ed è cresciuto molto. Credo il finale di ACOL sia stato letteralmente una doccia fredda per lui e sono felice che l'autrice gli abbia dedicato un po' di spazio.
E' stato interessante vederlo adattarsi e cambiare dopo essere stato lanciato in un ambiente completamente estraneo (sia fisicamente che psicologicamente). Ha scoperto un altro lato di se stesso e si è mantenuto come un personaggio dinamico anche dopo la fine della sua "era".
Lo stesso purtroppo non posso dire di Lila, sono sempre stata fan del suo carattere testardo e l'ho sempre difesa dagli "hater" ma devo ammettere che soprattutto qui è rimasta un personaggio statico e a tratti irritante.

Oltre a loro credo che l'introduzione dei nuovi personaggi sia stata un'ottima aggiunta al cast, specialmente Kosika e Tes.
Tes è il personaggio portante del libro visto come molte story lines senza di lei non sarebbero possibili.
L'abbiamo incontrata anche nella trilogia, anche se per un breve momento, quindi nel caso di una rilettura tenete gli occhi aperti!
Avrei voluto, però, più spazio per lei, credo che abbia ancora molto in serbo per noi.  
Kosika è sicuramente il personaggio più interessante del gruppo: è la nuova regina di Londra Bianca.
Holland in ACOL si è sacrificato nella speranza di salvare questo mondo, quindi ero particolarmente curiosa di scoprire cos'era successo in sua assenza.
Kosika ci offre una visione più ampia di questo mondo corrotto, con la sua narrazione ci racconta la storia dei suoi abitanti e quanto oltre sono disposti ad andare per salvare il posto dove vivono.

Il ritmo della storia è un po' lento ma i personaggi sono riusciti a mantenere la mia attenzione.
Credo che questo libro sia in realtà un enorme prologo per introdurci al vero centro dell'azione, non siamo decisamente pronti!

Questo è tutto quello che pensavo sul nuovo libro in uscita. Fatemi sapere se avete intenzione di leggerlo o se vi ho incuriosito.

A presto,
Erika.

Tuesday, 31 January 2023

WRAP-UP GENNAIO 2023

Buon Pomeriggio a tutt*! 
Sembra assurdo ma siamo già alla conclusione del primo mese dell'anno e questo significa che è il momento di tirare le somme. Speriamo abbiate apprezzato le vostre letture!


CHIARA

- THE WHISPERING DARK di Kelly Andrew - 4.8 stelle! 

Nonostante il mio anno sia iniziato con una lettura che di allegro e holidays inspired non ha proprio nulla, devo dire che non potevo scegliere lettura migliore. The Whispering Dark è un romanzo che cattura dalle prime pagine, con un'atmosfera cupa e piena d'ombre, in cui niente e nessuno è al sicuro. Lo stile che accompagna questa storia è lirico, perfettamente in sintonia con le vicende raccontate, capace di lasciare quel brivido lungo la schiena nel condurre il lettore in un mondo sempre più oscuro. Risulta originale anche per il sistema magico e i personaggi, chi abbozzato, chi più approfondito, mi hanno personamente convinta. Quel 0.2 mancante è perché avrei voluto avere più spazio nel finale per la risoluzione conclusiva, lì effettivamente mi son un attimo persa. 

- THE STOLEN HEIR di Holly Black - 4.5 stelle! 

E siamo tornati finalmente nel mondo dei fae della Black. Mi era mancato? Tantissimo, e le aspettative erano sicuramente molto alte. Devo dire che l'autrice è riuscita a convincermi con questa nuova duologia, nonostante io abbia sentito la mancanza di Cardan (e sì, anche Jude). D'altra parte, personaggi così iconici sono difficili da dimenticare. Ciò nonostante, Oak e Wren sono decisamente in grado di tenere la scena. E' impossibile non farsi coinvolgere dalla storia della giovane Suren, come dei piccoli dettagli che la Black è brava a lasciar trasparire sul fratello di Jude, Vivi e Taryn - anche se personalmente avrei voluto il suo punto di vista, perchè rimane il personaggio più interessante. La parte della "missione" della storia è stata carina, non sempre chiarissima, ma non mi è dispiaciuta. Certo, avrei preferito nella rivelazione finale un po' più di originalità. In ogni caso aspetto a dare un voto più alto, perché voglio vedere cosa succederà nel prossimo (e finale) volume.

- THE LUMINARIES di Susan Dennard - 4.8 stelle! 

Libro che per me va a parimerito con The Whispering Dark. Avevo un po' paura a leggerlo, avendo saputo che il target qui risultava più "basso" di quello di Truthwitch, e quindi temevo fosse una storia troppo sempliciotta per la mia età. Invece, devo dirvi che per quanto sia palesemente un libro young adult, con qualche scena che magari avrei apprezzato più una decina di anni fa, la Dennard è riuscita a gestire bene la cosa, creando una storia coinvolgente, ben fatta e comunque interessante. L'ambientazione, la divisione delle famiglie con i nomi della settimana (geniale), ognuna con una propria particolarità, mi hanno conquistata. Al contempo si sente la presenza della foresta, altro motore della storia oltre che sfondo, che rende l'atmosfera ancora più cupa e misteriosa. Avrei voluto saperne di più? Assolutamente sì. Diciamo che questo è un volume palesemente introduttivo, che lascia più domande che risposte, e che forse, volutamente, spinge così a voler andare avanti. Tra tutto, vorrei proprio venire a capo della faccenda del padre di Winnie, che al momento tutto m'è sembrato tranne che un antagonista. Al contempo, sto aspettando di veder sbocciare per bene la mia ship, quindi non vedo l'ora di avere tra le mani il seguito.

ERIKA

- THE ADVENTURES OF AMINA AL-SIRAFI di Shannon Chackraborty - 4 stelle!
Iniziato nel 2022, finito nel 2023! Ancora una volta la Chackraborty si dimostra un'ottima scrittrice, ho amato il suo stile e il world building, con qualche riferimento alla sua prima serie, The City of Brass. Interessante è l'eroina del libro, che rispetto alle classiche protagoniste fantasy è una donna già vissuta e con una figlia da proteggere. Le sue avventure infatti si intrecciano fra passato e presente. Buoni anche i personaggi secondari che spero verranno messi in luce di più nei libri successivi (da quello che ho capito sarà una trilogia). Ho scritto una recensione più approfondita sulla mia pagina IG tigerlily.books se siete interessat*!


- NINTH HOUSE di Leigh Bardugo - 5 stelle!

Questa è un rilettura perchè avevo proprio bisogno di una rinfrescata dal lontano 2019, in occasione dell'uscita del sequel. Inutile dire che mi è piaciuto tanto quanto la prima volta: a partire dai personaggi ma soprattutto per l'atmosfera creata dalla architettura di Yale (il mio cuore da architetto ama particolarmente).




- THE ATLAS PARADOX di Olivie Blake - 4 stelle!
Non avevo sentito ottimi pareri riguardo al seguito di The Atlas Six ma, a mio parere, si è rivelato all'altezza del primo. Ho amato le dinamiche fra i personaggi e in particolare ho amato seguire le storie di Libby, Nico e Gideon. Voglio chiedere (non molto gentilmente) all'autrice di darmi più Gideon e un seguito il prima possibile!





- THE GOLDEN ENCLAVES di Naomi Novik - 3.75 stelle!

Libro conclusivo della trilogia Scholamance: molto scorrevole e credo che la Novik abbia dato una degna conclusione ai personaggi principali. Verso la metà/ultimo quarto del libro diventa un po' ripetitivo e questo mi ha fatto abbassare di parecchio il voto finale. 



- HELL BENT di Leigh Bardugo - 5 stelle!
Anche per questo nulla da dire, ho sentito qualche parere discordante ma invece io credo che questa sia una delle serie più solide dell'autrice dopo il capitombolo di King of Scars.
La storia scorre bene, forse anche meglio del primo libro, senza il bisogno di dover inserire tutti i flashbacks e abbiamo avuto la possibilità di scoprire di più su personaggi vecchi e "nuovi".
Qualcuno vuole la recensione completa?



- THE LUMINARIES di Susan Dennard - 3.75 stelle!
Dopo averlo interrotto nel 2022 non avevo grandi aspettative ma invece mi ha saputo stupire. Storia abbastanza lineare e non fuori dalla norma ma che è riuscita a catturarmi, in particolare per le interazioni fra personaggi. Purtroppo avrei voluto qualche risposta in più, soprattutto riguardante un dettaglio fondante del racconto ma forse è proprio questo che mi farà attendere il sequel con più ansia!



- WICKED FOX di Kat Cho - 3 stelle!
Ero abbastanza curiosa riguardante tutta la mitologia e su come fossero stati integrati i Gumiho/Dokkaebi all'interno della storia ma purtroppo credo che sia uno YA che è invecchiato non benissimo. Nel complesso è una storia scorrevole e piacevole, ma credo che il romance sia stato un po' troppo affrettato!





- VICIOUS SPIRITS di Kat Cho - 3.5 stelle!
Il sequel per me è circa sullo stesso livello del primo a livello di trama, ma per gusti personali si prende mezzo voto in più. Il focus si è spostato su un'altra coppia che mi è piaciuta molto di più come dinamiche...





- CHAIN OF IRON di Cassandra Clare - 4.75 stelle!
Anche questa una rilettura non programmata in attesa di Chain of Thorns che uscirà oggi!
Sarà stata Camilla che mi ha invogliata...
In ogni caso ho amato tornare rituffarmi nella storia e rileggere le scelte dei protagonisti in modo un po' più freddo, conoscendo già cosa sarebbe successo. 
Ora sono ancora più carica per CoT (e date un happy ending al mio povero bambino Matthew)!!



- THE DIVINERS di Libbra Bray - 3.75 stelle!
Con il finale si è ripreso ma personalmente mi sarei aspettata qualcosa di più da questo libro...
Le premesse c'erano tutte: l'ambientazione nella new york degli anni 20 per creare atmosfera e il tema dei "diviners"/veggenti che raramente si trova nei fantasy (l'unico altro libro che lo ha come protagonisti è the Bone Season con una chiave di lettura totalmente diversa). Purtroppo questo libro oltre a sembrare un grande prologo per quello a venire ha sviluppato poco i personaggi e le relazioni tra essi.
Diciamo che mancava un po' d'anima. Tutto sommato però è stata una lettura sfiziosa e mi ha incuriosito abbastanza da farmi decidere che leggere anche il seguito!






E anche questo mese abbiamo finito. Cosa hai letto di bello a Gennaio? Qualche nuovo preferito?
 

- Team Spill the Book 

Tuesday, 4 October 2022

Recensione: "The Atlas Six" di Olivie Blake

Ciao lettor*!
Eccomi finalmente per parlarvi del libro che avete votato nei sondaggi di inizio mese!

 

Titolo: The Atlas Six
Autrice:
Olivie Blake
Data d'uscita:
17 maggio 2022
Editore:
Sperling & Kupfer
Pagine:
436
Prezzo:
17,90€

Trama: Segreti. Tradimenti. Potere. Benvenuti nella Società Alessandrina. «Cos'altro se non la morte potrebbe conferire una tale vita alla conoscenza che proteggiamo?» Ogni dieci anni, ai sei maghi più talentuosi in circolazione viene offerta la possibilità di conquistarsi un posto nella Società Alessandrina, l'istituzione più segreta ed esclusiva del mondo, che garantirà loro potere e prestigio oltre ogni limite. In occasione della nuova iniziazione, il misterioso Atlas Blakely sceglie: Libby Rhodes e Nico de Varona, due fisicisti che controllano gli elementi e sono in competizione da tempo immemore; Reina Mori, una naturalista che comprende il linguaggio della vita stessa; Parisa Kamali, una telepatica per cui la mente non conosce segreti; Callum Nova, un empatico in grado di far fare agli altri qualunque cosa; e Tristan Caine, capace di smascherare qualsiasi illusione. Ciascuno dei prescelti dovrà dimostrare di meritare l'accesso alla Società e lottare con tutte le sue forze per ottenerlo, sebbene ciò significhi stringere alleanze con i nemici giurati e tradire gli amici più fidati. Perché, anche se i candidati straordinari sono sei, i posti nella Società sono solo cinque. E nessuno vuole essere eliminato.

Recensione:

 Voto:  4 stelle!⭐

C'è voluto un po' per finirlo, ma devo dire che, sebbene non perfetto, The Atlas Six merita effettivamente l'attenzione che gli è stata data. 

Che cosa quindi mi è piaciuto?

  • il sistema magico: l'ambientazione è sicuramente molto particolare, ma ciò che mi ha più incuriosita e attirata è proprio la presenza di abilità quasi completamente unici di persona in persona, dotati di pro e contro. Manipolazione mentale, lettura della mente, capacità di vedere oltre le illusioni e tanto tanto altro... La Blake ha creato personaggi unici non solo nel definirne la persona, ma aggiungendovi anche dei "poteri" che gli sono affini. Questo è sicuramente un gran punto a favore di questo libro.
  • le tinte cupe: dall'inizio alla fine della mia lettura sono stata immersa in una storia che in qualche modo sembrava essere sempre, oltre che piena di mistero, sul filo del rasoio, come se da un momento all'altro potesse capitare qualcosa di pericoloso o tremendo. A ciò si aggiunge il bagaglio personale di pressoché ogni personaggio presente, fatto di ombre e di segreti, che non fa altro che aumentare questa gravità e la competizione interna agli Atlas Six, che aumenta ancora di più la tensione in un crescendo di alleanze, tradimenti, dubbi e manipolazioni continue tra i presenti. Sicuramente aumenta il "peso" della lettura, ma non ne sono stata infastidita o annoiata, anzi, in qualche modo è stato ammaliante, tanto da spingermi a continuare a leggere proprio per sapere come sarebbe finita.
  • i plot-twist: ci sono stati alcuni eventi che non mi aspettavo assolutamente e mi hanno molto sorpresa e voglio proprio vedere come si evolveranno o risolveranno nei libri successivi! Non mi dilungo di più su questo punto perché non voglio rovinarvi la sorpresa ma... sappiate che con quest'autrice - o quantomeno questi personaggi - c'è poco da stare tranquilli.
  • personaggi
    : trovarne uno immaccolato temo sia un'impresa impossibile, ma va bene così. Complicati, pieni di turbe, desideri, rancori, violenza, sfiducia... i protagonisti di questa storia (ma estenderei anche ai personaggi secondari) sono tutt'altro che facili da leggere, altamente pericolosi - o disturbati - e largamente imprevedibili, mentre leggiamo della loro ascesa verso il potere e tutto ciò che ne comporta. La morale viene messa da parte, le decisioni che vengono spinti a prendere sono tutt'altro che concepibili eppure... eppure c'è una concretezza e un realismo che riesce a non renderli assurdi. Non credo si possa dire che sia facile empatizzare con loro, ma sicuramente non lasciano indifferenti.

 

Cosa invece non mi ha convinta del tutto?

  • l'ambientazione: per quanto, come dicevo prima, il sistema magico sia assolutamente interessante, devo anche dire che la descrizione del mondo in cui la Blake inserisce il lettore è piuttosto confusionaria e se non si fa attenzione spesso ci si perde. In questo caso forse sarebbe servita un'introduzione iniziale un po' più corposa, con qualche dettaglio in più. Lo stesso vale per le lezioni o le esercitazioni che i ragazzi fanno durante il corso della storia.
  • alcune scelte di trama: per quanto ci siano dei capovolgimenti e dei colpi di scena che sono effettivamente di grande effetto, quelli finali vengono smorzati da alcune scelte narrative che secondo me li rendono prevedibili, il che è davvero un peccato. E in effetti mi son proprio chiesta: "perchè dirlo ora? così si capisce!" Chi lo sa!
  • le relazioni tra i personaggi: ora, a parte le mie preferenze personali, devo ammettere che tra tutti quei voltafaccia, tradimenti e schemi mentali non è stato facile capire le inclinazioni e i sentimenti dei protagonisti per le persone che stavano loro attorno. Anche su questo punto sarebbe stato carino avere un approfondimento, perché se serve sempre spiegarlo vuol dire che qualcosa non funziona. Ci può stare per uno o due casi ma non sempre.

Tirando le somme, The Atlas Six si distingue per originalità sia nei personaggi presentati, sia per la tipologia di storia proposta. C'è un netto margine di miglioramento, che spero arrivi col secondo volume (che non mi perderò perché devo assolutamente sapere come finisce!). 

E voi cosa ne dite? Aspetto di sapere il vostro parere! Altrimenti, spero in questo caso di avervi invogliati a leggerlo!


Alla prossima recensione!
Chiara