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Tuesday, 12 May 2026

Recensione: "KILLER INSTINCT" di Jennifer Lynn Barnes

Buongiorno amic* lettor*!
Torno su questi schermi per parlarvi del secondo volume della serie The Naturals, Killer Instict. Vi anticipo solo che se avete amato il primo volume, questa nuova avventura non vi deluderà. 


Titolo: Killer instinct. L'istinto di uccidere
Autrice: Jennifer Lynn Barnes
Data d'uscita: 12 maggio 2026
Editore: Nord Editore
Pagine: 352
Prezzo: 18,90€

Trama: A diciassette anni, la carriera di Cassie è già tracciata. Un paio di mesi fa, l’FBI l’ha contattata per entrare a far parte dei Naturals, un programma governativo che riunisce ragazzi dotati di poteri speciali per risolvere casi ancora aperti. Sembrava un lavoro semplice: per Cassie, leggere le persone è sempre stato naturale come respirare. Poi, però, è successo l’impensabile: qualcuno di molto vicino al programma li ha traditi, mettendo ognuno di loro in grave pericolo. E da allora nessuno sa più di chi potersi fidare. 
Ma non c’è tempo per riprendersi. Ancora scossi, Cassie e i suoi compagni di squadra – Dean, Michael, Lia e Sloane – vengono chiamati a svolgere una nuova indagine. Si tratta di un caso di omicidio in cui il 
modus operandi ricalca perfettamente quello di un killer già noto: il padre di Dean, che quest’ultimo ha cercato con tutto sé stesso di dimenticare. Eppure i conti non tornano, perché quel killer è in prigione da tempo.
Forse qualcuno si sta prendendo gioco di loro. Qualcuno che sa come manipolare le menti. Ancora una volta, il mistero su cui fare luce li coinvolge in prima persona, e i Naturals non possono che accettare la sfida e tentare di battere in astuzia chi sta cercando di prenderli nella rete.





Recensione:

Voto: 5 stelle!

La Barnes si conferma un'ottima scrittrice di mystery con un secondo volume dalla trama ancora più intricata del primo, capace di lasciarti con il fiato sospeso dalla prima all'ultima pagina. 

Centrale, come sempre, è il caso che i ragazzi stanno risolvendo: un serial killer all'attivo con cui loro non dovrebbero avere niente a che fare, ma che, come ormai capita spesso, in un modo o nell'altro è collegato al passato di uno di loro.
Il mistero è stato ben costruito dall'autrice, che riesce a darti i giusti indizi quando servono, permettendoti (se ci riuscirai) di connetterli prima della rivelazione finale. La narrazione in prima persona di Cassie permette a chi legge di seguire le indagini insieme a lei e tutto ciò che noi comprendiamo o notiamo è perché lo fa anche la protagonista. Camminiamo a pari passo con lei e condividiamo con la ragazza dubbi, incertezze e momenti in cui sentiamo che qualcosa non quadra, anche se non capiamo del tutto cosa. 
Ancora una volta l'autrice ci porta su delle piste che sembrano poi non condurre a nulla, riuscendo a confonderci le idee prima del grande reveal finale. Questo ti fa venir voglia di divorare il romanzo, perché necessiti di sapere cosa ti è sfuggito o se la tua intuizione è corretta. 

Come ho detto, al centro della storia c'è il caso, ma intorno ad esso si sviluppano le narrazioni che riguardano i ragazzi e la nostra comprensione di loro. Alcuni dettagli sul loro passato vengono a galla, ma ogni volume si concentra all'approfondimento di uno solo di loro. Se The Naturals era il libro di Cassie, Killer Instinct è quello di Dean. Sapevamo già qualcosa del suo passato, ma con questo libro approfondiamo tutto quello che gli è successo e i segni che gli ha lasciato. 
Apprezzo la scelta della Barnes di concentrarsi maggiormente su un personaggio, collegandolo al caso principale; questo le permette di non deviare dalla trama centrale e, allo stesso tempo, di muovere le sottotrame per sviluppare al meglio i personaggi e i rapporti tra loro.

Parlando di legami non si può che nominare la bellissima found family che i cinque stanno creando e come pian piano ognuno di loro stia trovando il suo posto nel gruppo. 
Per quanto riguarda il lato romance, invece, questa non è una serie incentrata sull'argomento, ma riesce comunque a regalare dei momenti molto dolci e qualche dramma adolescenziale. 

Killer Instinct per me è un secondo volume perfetto. Con il giusto mix di mistero e approfondimento dei personaggi, la Barnes riesce a intrattenere con facilità e a farti desiderare che la storia non finisca mai. I pezzi del puzzle continuano a unirsi, ma si percepisce che c'è ancora tanto da scoprire.

- Camilla

Tuesday, 21 April 2026

Recensione: "THE NATURALS" di Jennifer Lynn Barnes

Buongiorno amic* lettor*!
Torno oggi su questi schermi per parlarvi di uno dei libri più interessanti che ho letto quest'anno: The Naturals. Il primo volume di una nuova serie firmata da Jennifer Lynn Barnes e consigliata vivamente (e approvo) ai fan di Criminal Minds.


Titolo:
The Naturals. L'accademia dei casi irrisolti
Autrice: Jennifer Lynn Barnes
Data d'uscita: 24 marzo 2026
Editore: Nord
Pagine: 304
Prezzo: 18,90€

Trama: Da quando era bambina, Cassie Hobbes è sempre stata brava a leggere le persone. Fin troppo. Le bastano pochi gesti, uno sguardo per capirne anche i desideri più profondi. Una qualità cui non ha mai dato troppo peso, finché non si presenta alla sua porta un agente dell’FBI incaricato di reclutare ragazzi come lei, talenti naturali che andranno a formare una squadra speciale con il compito di risolvere vecchi casi di omicidio. Avendo provato sulla sua pelle il dolore di rimanere senza risposte, Cassie accetta e, in un attimo, la sua vita cambia per sempre.
Il programma Naturals, infatti, prevede che lei si trasferisca a vivere con altri ragazzi, ognuno con il proprio talento speciale. Alcuni di loro condividono un genio simile per il profiling, come Dean, enigmatico e sfuggente; altri hanno abilità ancora più sorprendenti, come Michael, rampollo viziato capace di leggere le emozioni altrui e di approfittarne. A poco a poco, Cassie si rende conto però che nessuno lì dentro è chi dice di essere. E, quando un serial killer inizierà a terrorizzare la città, non ci sarà più tempo per i segreti. Uno di loro sta giocando con il fuoco, e Cassie sarà costretta a usare ogni arma a sua disposizione, se non vuole rischiare di bruciarsi.




Serie:
1. The Naturals
2. Killer Instinct (in uscita a maggio in italiano)
3. All in (prossimamente in uscita)
4. Bad Blood (prossimamente in uscita)
4.5 Twelve
5. Dangerous Impulses 




Recensione:

Voto: 4 stelle!

The Naturals è esattamente quello che mi aspettavo di trovare: un buon mystery con personaggi interessanti e una scorrevolezza che ti porta a divorare le pagine una dietro l’altra.

Un programma dell’FBI destinato a giovani dotati, ognuno con il suo talento che gli permette di poter capire e analizzare delle situazioni che a noi comuni mortali sembrano non dire niente. Tra segreti, errori del passato e voglia di verità i cinque giovani protagonisti troveranno tra di loro degli amici, nemici o ostacoli per arrivare al loro obiettivo.

Questo primo libro della serie è molto introduttivo, ci vengono presentati i personaggi e il loro avvio al programma di The Naturals. È un po’ come seguirli a scuola, guardando come vengono addestrati a migliorare i loro talenti naturali. Il mistero è interessante ed è la parte centrale della narrazione, secondari sono le parti riguardanti più i vari personaggi, che alla fine della lettura continuano a tenere dei segreti al lettore. Si riescono ad apprezzare e a coinvolgere, ma per adesso non è stato dato loro tanto spazio per potersi mostrare e comprendere al meglio da chi legge.

L’esperienza di lettura è così immersiva e coinvolgente che è stato come guardare un episodio di Criminal Minds. Più volte vedendo gli esempi portati per addestrare i ragazzi mi sono tornati in mente degli episodi della serie tv. 

La parte mystery è la mia preferita. Una buona costruzione e mai banale. L’autrice è riuscita anche a sorprendermi, facendomi unire i puntini solo pochi istanti prima del reveal, ma la motivazione dietro mi è rimasta celata fino al momento della spiegazione. Cosa che ho molto apprezzato e che lascia ancora tantissime strade aperte per i prossimi volumi.

Ho amato molto anche i personaggi, ma mi sarebbe piaciuto avere qualcosina di più su di loro. Se Cassie e le controparti maschili, Dean e Michael, sono minimamente più sviluppati, bisogna ammettere che le storie personali dei personaggi vengono un po’ messe in secondo piano rispetto alla parte mystery, che è il vero cuore pulsante della narrazione. Questo provoca da una parte una grossa curiosità per scoprire di più su di loro, dall’altra manca quel qualcosa per comprenderli appieno e per essere completamente appassionati ai vari rapporti tra di loro. C’è decisamente una buona base e tanti altri volumi dove poterli approfondire meglio, ma qualcosina in più poteva essere dato anche in questo primo libro.

Sempre per questo motivo anche la storia d’amore, cioè il triangolo, è un pochino sottotono e decisamente secondaria a tutto il resto. Alcuni sentimenti sembrano nascere troppo velocemente, ma ci sono grandi potenzialità e sono curiosa di sapere cosa accadrà in futuro.

The Naturals è un primo libro introduttivo, che se per certi versi si prende il suo tempo per poter presentare come si deve i personaggi, è anche vero che parte in quarta per la parte mystery riuscendo ad appassionare completamente il lettore che vuole avere immediatamente in mano il prossimo volume della serie.

- Camilla

Friday, 25 July 2025

Recensioni: "ROSE IN CHAINS" & "THE THRASHERS" - Julie Soto si cimenta in due nuovi generi

Buongiorno lettor*!
Oggi ho pensato di portarvi un post particolare legato a due letture che ho fatto a maggio, ovvero Rose in Chains, per cui ho ricevuto l'ARC digitale in anteprima - e ringrazio tantissimo la Forever - e The Thrashers. Uno è un romantasy, l'altro un mystery. Cosa potranno mai avere in comune due generi così diversi? L'autrice.

Ebbene sì, perchè Julie Soto, dopo aver pubblicato due romance che io personalmente vi consiglio di recuperare (ovvero, Forget Me Not e Not Another Love Song), è tornata con due nuove uscite a pochi mesi di distanza appartenenti a generi ben diversi tra loro. 
Non credo capiti molto spesso che un autore spazi in più generi e di certo si può definire un azzardo, perchè non è detto che una persona portata per scrivere un determinato tipo di narrativa abbia la stessa efficacia anche in altri. Dal mio punto di vista è sinonimo di grande coraggio (e anche inventiva), perchè di norma poche persone escono da quella che viene considerata la loro comfort zone. 
Per questo motivo ho deciso di provarli con grande curiosità, ma anche con aspettative non eccessivamente alte, cercando di vedere se la Soto potesse convincermi anche in questa nuova veste. Ci sarà riuscita? 

Per scoprirlo basta continuare a leggere l'articolo. 


Titolo:
 Rose in Chains
Autrice: Julie Soto
Data d'uscita: 8 luglio 2025
Editore: Forever (Hachette Book Group)
Pagine: 464 
Prezzo: 35,07€ (deluxe edition) / versione italiana della Newton Compton: 12,90€
Serie: The Evermore Trilogy #1

Trama (vi lascio quella italiana visto che ormai è già arrivato anche da noi): 

Una principessa in pericolo. E se fosse il cattivo a salvarla?
Non fidarti dell’apparenza
.
Quando il regno di Evermore viene conquistato dal nemico e lei viene catturata, Briony Rosewood si rende conto che il suo mondo è cambiato per sempre e che il luogo che chiamava casa non è più un rifugio sicuro. Dopo la vittoria delle forze del male, schiavitù, prigionia e morte sono il triste destino del suo popolo. Privata della magia e della libertà, Briony stessa viene scelta per essere venduta al miglior offerente e, in quanto principessa di Evermore, è il premio più ambito. Dopo un’asta accesissima, è Toven Hearst, l’erede di una famiglia nota per la sua crudeltà, ad aggiudicarsela. Tuttavia, nonostante gli orrori della nuova realtà che è costretta ad affrontare e del nuovo ruolo che deve imparare a ricoprire, Briony si accorge che non tutto è perduto. E che la speranza e un volto amico si possono trovare anche nei posti più impensabili...


Recensione: 

** per quanto abbia provato a stare sul neutro, avviso che potrebbero esserci spoiler. 

Voto: 4.5 ⭐

Rose in Chains mi ha letteralmente conquistata. Julie Soto non ha azzardato solo nel cambio genere, ma anche nelle tematiche presentate, gestendo con grande delicatezza una storia dalle tinte cupe con una trama tutt'altro che semplice.

Effettivamente parlare di questo romanzo è come destreggiarsi in un labirinto intricato di rovi, perchè ogni piccolo ramo è spesso intrecciato ad altri più spessi, creando un groviglio complesso in cui toccare qualcosa vuol dire spesso triggerare altro, rendendo ancora più difficoltosa l'avanzata su un percorso di cui credo si sia visto ancora poco. 
Sì, perchè nonostante questo primo libro sia pieno di avvenimenti, non riesco a non considerare Rose in Chains una sorta di preludio introduttivo in cui iniziamo a vedere composta la scacchiera d'azione con le sue varie pedine - ma non del tutto completa, a mio parere - e ricostruiamo non solo il rapporto tra Toven e Briony, intriso di pregiudizi, interesse e un disequilibrio di ruoli, ma anche gli avvenimenti chiave che hanno portato poi al concreto inizio di questa storia, che si apre in medias res: ci troviamo infatti alla fine di quella che doveva essere l'ultima battaglia tra Evermore e Bomard, dove Rory, fratello di Briony, identificato come quello che secondo una profezia di centinaia di anni prima sarebbe stato l'eroe che avrebbe salvato la nazione e riunito il continente, viene ucciso.

Insomma, oltre al dover cercare di capire qualcosa di tutto ciò che sta accadendo e perchè siamo arrivati fin qui, abbiamo anche l'impatto di un carico emotivo tutt'altro che leggero: oltre al vedere infranta la speranza della fine di un conflitto logorante e sotto shock per l'inaspettata morte del gemello, Briony e i supersistiti di Evermore non solo vengono catturati come prigionieri, ma vengono spogliati praticamente di qualsiasi diritto e subiscono abusi e violenze prima di venire venduti al miglior offerente. Il loro "valore" in questo caso non è dato tanto dalla loro forza fisica, ma da quella mentale, che è il fulcro del loro potere, e di fatto la loro condanna pare quella di sopravvivere (fino a quando i loro proprietari e aggressori non cambieranno idea, ovviamente) come mera fonte di energia a disposizione dei propri padroni, poichè Bomard utilizza la magia del sangue che sfrutta la tempra della persona o di terzi come punto d'origine. Non mi addentrerò troppo nella trama, perchè inciamperei facilmente in spoiler, ma posso dirvi che leggere alcune scene mi ha fatta fermare un momento la lettura, perchè non c'è niente di edulcorato in questa storia, nè di facilmente risolvibile.

Dove infatti spesso in altri libri si trova sempre il "colpo di fortuna inaspettato", qui dimenticatevene. Briony si trova a toccare il fondo e a confrontarsi con un odio fin troppo acceso nei confronti della propria nazione e con una noncuranza del valore della vita umana che non possono non colpire; sinceramente, il tutto risulta anche fin troppo attuale visto ciò che sta accadendo in questo momento nel mondo. A ciò si aggiunge anche una palese rappresentazione di una società patriarcale, di cui la stessa Briony, per quanto brillante e dotata, è stata vittima fin dall'infanzia. Condannata (ma ovviamente indottrinata a considerarlo come giusto) a essere l'ombra del fratello, la nostra protagonista è stata spinta dal padre a far sì che Rory emergesse e risultasse sempre il migliore, a discapito di se stessa, conscia che il proprio futuro si sarebbe con grande probabilità limitato a essere la sposa di chiunque potesse assicurare una buona alleanza politica con Evermore. Si può quindi immaginare come l'uscita di scena di Rory, ormai re di Evermore, sposti in un solo colpo tutta la responsabilità sulle spalle di Briory, che ora sente su di sé il peso della sorte di tutti i superstiti e questo, nel bene, nel male e nella sua testardaggine, la porterà a cercare di fare di tutto per aiutarli, rendendola un elemento attivo nella storia, piuttosto che totalmente focalizzata sulla propria di sopravvivenza. 
Ogni passo è rischioso, ogni errore costa caro in questo racconto... Eppure pian piano Briony diventa sempre più intenzionata a non rimanere una pedina passiva e fare la differenza. Certo, è un personaggio perfetto? Assolutamente no, ma d'altra parte non sarebbe così credibile, altrimenti. Nei suoi modi impacciati Briony risulta molto più umana ed empatica di tante altre eroine, anche se ho il timore che proprio il suo tentare di incontrare le aspettative del suo popolo possa poi risultare come un'arma a doppio taglio nei confronti dei rapporti che al momento sta costruendo. Su questo, purtroppo, non si potrà fare altro che aspettare i prossimi volumi.

In ogni caso, al momento l'unico aiuto concreto che può ricevere, per quanto possa risultare strano (ma in realtà per me tutto torna già dalle prime pagine, è solo Briony che non c'è ancora arrivata #mainagioia), è quello di  Toven. Lui, figlio di una famiglia appartenente agli alti ranghi della società di Bomard, il cui padre pare essere il più spietato dei generali, in realtà mostra un lato molto più umano di quanto facciano le persone attorno a sé. Credo che, assieme ai suoi familiari, sia il personaggio attualmente più interessante di tutto il libro perchè per quanto nella posizione "privilegiata" di essere parte dei vincitori, per quanto mi riguarda è evidente che Toven non ne condivida del tutto gli ideali e le azioni, ma comunque necessiti di mantenere una facciata tale che gli possa permettere poi di fare qualcosa di concreto contro chi al momento sta governando. Lo vedo un po' come un equilibrista su un filo teso di cui non si vede la fine, che deve destreggiarsi tra le varie relazioni politiche, le invidie contro di sé o la propria famiglia, e un piano che secondo me c'è e di cui non sappiamo ancora praticamente niente iniziato probabilmente da tempo.
E in tutto questo ci sono ovviamente i sentimenti per Briony che complicano tutto, e per quanto avessi voluto sbattere più volte la testa contro al muro nel vederlo lasciare che la Rosewood continuasse a inciampare in stupidi pregiudizi nei suoi confronti e non si decidesse a dichiararle i propri sentimenti, ho trovato assolutamente adorabile il suo cercare di proteggerla fino al limite delle proprie possibilità anche in situazioni in cui la scelta più facile sarebbe stata quella di cedere ad altro. Però ve lo dico, qui lo slow burn è proprio lento... Perciò bisogna solo sperare che ci siano soddisfazioni in futuro perchè sotto questo aspetto ne abbiamo ancora di strada da fare. Ciò non toglie che di scene interessanti ce ne siano e non faranno altro che farvi innamorare ancora di più di questi due zucconi. Speriamo solo in un minore tira e molla.

Dei personaggi secondari invece non posso dirvi molto, perchè nella situazione in cui si trova Briony i contatti non sono tanti, ma ci sono parecchie figure che compaiono ogni tanto tra scene nel presente e flashback su cui spero si possa approfondire in futuro; soprattutto, per quanto mi riguarda, vorrei ci fosse ancora più spazio per Serena e Orion Hearst, Finn, Larissa e Sammy, perchè credo possano avere storie interessanti da scoprire. Al contempo, temo tantissimo per il futuro di Cordelia, che credo forse sia stata un po' bistrattata immeritatamente da alcune scelte di trama per le quali sono curiosa di vedere come reagirà più avanti.
Abbiamo invece, al contrario, una bella dose di antagonisti interessanti da dover gestire (ve l'ho detto, non si può mai stare tranquilli) tra cui appunto Mallow, e devo dirvi che era da un po' che non trovavo un personaggio così crudele e al contempo non piatto. Di cattiveria ne si può mostrare a iosa, ma credo sia ben più difficile creare un villain che possa lasciare il segno nel lettore, tanto da odiarlo a propria volta e allo stesso tempo ammirarne l'ingegno o quantomeno chiedersi come possa sempre essere un passo avanti agli altri. 
Per di più è quasi un'inusuale antitesi il fatto che in una società patriarcale come quella presentata una donna sia riuscita non solo a ottenere il potere, ma anche obbedienza e timore nei propri confronti, inculcando una dottrina così feroce contro un'altra nazione senza che nessuno paia volerla mettere in discussione. Tra l'altro, da alcuni dettagli posti qua e là sono ormai convinta che ci siano delle motivazioni passate piuttosto profonde che muovano i gesti di Mallow, e sono davvero curiosa di sapere esattamente cosa le sia successo per renderla il "mostro" che di fatto è adesso. La sua ossessione per Briony e contro Evermore oltre all'essere palese ha un che di peculiare, tanto da farmi scalpitare per saperne di più. Certo, allo stesso tempo vorrei vederla sconfitta il più in fretta possibile e rinchiusa nella cella più buia al centro della terra, una cosa non esclude ovviamente l'altra! Ormai ogni volta che entra in scena mi vengono i brividi pensando a cosa potrà mai ancora capitare.

In ultimo, il sistema magico: al momento è rimasto abbastanza marginale, ma devo dire di trovarlo molto interessante. Anche qui spero che in futuro possa essere approfondito meglio, anche relativamente all'uso dei famigli o altre branchie di magia o pozionistica. 

Insomma, forse ora potete capirmi quando vi dicevo prima che siamo davvero ancora all'inizio, e forse questo è il primo difetto che mi viene in mente relativo a questo libro: avendo effettivamente tanti flashback da presentare, e sicuramente ce ne mancano ancora per capire meglio determinati eventi o dinamiche anche interne a Bomard stessa, sarebbe stato bene aggiungere un po' più di pagine per portare un attimo più in avanti il racconto anche solo dal punto di vista di altri personaggi che per diversi motivi non possono essere vicino a Briony.
Oltre a ciò, non ho apprezzato per nulla la relazione tra la protagonista e Didion, perchè pur capendone il perchè (altro momento in cui avrei voluto dare una capocciata a qualcosa) non posso non provare pena per quel poveretto, anche se penso avrebbe potuto capire l'antifona da un po'. Detto questo, ho il brutto sentore che questa faccenda ritornerà prima o poi indietro come un boomerang a creare problemi a Briony, ma sinceramente un po' se lo meriterebbe anche. Detto questo, chi lo sa che invece un faccia a faccia a cuore aperto non sia un modo per crescere nell'ammettere i propri sbagli. Chi lo sa, vedremo dove ci porterà il prossimo libro. In ogni caso al momento il libro per me è promosso a pieni voti. 
Però ora datemi il seguito, grazie.



Titolo:
 The Thrashers
Autrice: Julie Soto
Data d'uscita: 6 maggio 2025
Editore: Wednesday Books
Pagine: 464 
Prezzo: 24,28 €
Serie: Per il momento standalone

Trama:  Either you're in or you're out.

Welcome to the Thrashers, the elite friend group at New Helvetia High.
They’re everything everyone wants to be.
Jodi Dillon was never meant to be one of them. Julian, Lucy, Paige, and the infamous Zack Thrasher are rich, sophisticated, and love attention. Jodi feels out of place, but Zack’s her childhood best friend, so she’s in.
Then Emily Mills, who desperately wanted to be a Thrasher, dies—and the whispers about the Thrashers begin. As Emily’s journal surfaces, detectives close in, and Jodi faces an impossible choice: betray her friends or protect herself.

But as eerie messages and strange occurrences escalate, it becomes clear—Emily isn’t done with them yet.

Recensione: 

Voto: 3.75⭐!

Dopo aver amato così tanto Rose in Chains mi sono lanciata a leggere anche The Thrashers, che di certo non mi ha delusa. E che libro lettor*! E' come entrare in una centrifuga in cui non hai davvero idea di cosa stia davvero succedendo fino alla fine.
La storia in sè è piuttosto semplice, ma al contempo non fa che complicarsi e intrecciarsi più si va avanti col racconto in maniere a volte anche abbastanza sconvolgenti. Di fatto l'evento in sè non ha bisogno di tante spiegazioni sul come sia successo e su chi sia stato - almeno in apparenza - ma è il perchè, è il quello che c'è stato prima per arrivare al gesto di Emily che su cui si focalizza l'attenzione, portando alla luce più di una verità scomoda e una realtà tutt'altro che semplice.

Devo dire che Jodi mi ha fatto molta tenerezza ma in alcuni casi anche pena... Capisco benissimo il vedere in qualche modo i propri rapporti messi in discussione da nuove aggiunte nel gruppo, vivendo col timore di essere quella che prima o poi verrà lasciata fuori e per questo il cercare, in un modo o nell'altro, di barcamenarsi in nuove dinamiche risultando quella che è scontato che ci sia sempre a guardarti le spalle ma che forse, allo stesso tempo, non sa se può dire lo stesso dall'altra parte. E' chiaro anche perchè sia considerata "l'anello debole" da torchiare, e per questo ho altamente apprezzato il fatto che, pur confusa dai dubbi insinuatile da terze persone, non sia mai stata facilmente influenzabile in merito al proprio giudizio riguardo il resto dei Thrashers. Al contempo, proprio perchè secondo me è un personaggio caratterizzato da grande tenacia, avrei voluto che prendesse ancora più coraggio nell'affrontare i propri vari "amici" così da poter forse ripartire da capo nei propri rapporti in un'ottica più vera e sincera. Al contrario, invece, mi è parsa perdonare tanto, troppo, e forse nemmeno cercare in toto tutta la verità.
E se Lucy e Paige mi hanno più che altro irritata pur restando delle figure coerenti con loro stesse e ben delineate, anche se non del tutto cristalline, il mio preferito è Julian, che per quanto in molti casi esagerato nel suo essere tagliente e anche meschino, quantomeno è quello che tra tutti mi è parso il più onesto. In certe scene mi è piaciuto davvero molto (la chimica tra lui e Jodi poi in certi momenti era meravigliosa, anche se un po' ti chiedi esattamente da dove sia uscita fuori) e ho apprezzato come sia stato di fatto l'unico ad andare "contro" Zack e mettere un minimo in dubbio quell'aria di perfezione che sembrava in qualche modo renderlo intoccabile.

E proprio riguardo quest'ultimo, devo dire che sono stata tratta in inganno all'inizio anche io da quest'aria da golden boy/golden retriver un po' ingenuo, che invece è risultato molto più stratificato e con più ombre di quelle che si potrebbe pensare. Comprendo perfettamente il carisma che lo rende fulcro di attenzione, e ci sta, ma capisco meno questa sorta di fedeltà nei suoi confronti da parte di più di un personaggio, soprattutto da un certo punto della storia in poi.

Manipolazioni, gelosie, violenza, stalking... c'è davvero tanto in questo libro e purtroppo secondo me s'è toccata solo la superficie di un iceberg ben più profondo. Se poi pensiamo all'aggiunta dell'elemento soprannaturale, che rende il tutto non solo ancora più enigmatico e inquietante, ma anche aperto ancora ad altro, tutto The Thrashers mi fa pensare tranne l'essere uno standalone. 
Perosnalmente ho terminato la lettura pensando che il finale presentato fosse pieno di troppe ingiustizie e con troppe poche risposte per essere finito così. Lo sbilanciamento nelle sorti dei personaggi mi pare eccessivo e poco equo, soprattutto visti i colpi di scena mostrati all'ultimo secondo. Diciamo che se questa era l'idea della Soto, ovvero di anticiparci l'arrivo di un secondo libro prima ancora di annunciarlo, allora c'è riuscita molto bene, altrimenti credo davvero manchi qualcosa.

Lo promuovo, quindi? Sì, perchè comunque sa prenderti in maniera tale da non poterlo smettere di leggere, ma secondo me qui sono state fatte scelte un po' più arrabattate di quanto invece è stato creato con Rose in Chains. In questo caso sarebbe stato più utile o eliminare sottotrame evitabili, o al contrario lavorare meglio per creare un'opera che risultasse più coesa e corale, dando il giusto spazio a tutto quello che c'era da dire e forse osando di più. 

Che dire lettor*, credo che questa autrice abbia un grande potenziale che in alcuni casi riesce a esprimere al massimo, altri non troppo. Credo comunque che sia per il tipo di storia raccontata, che per le modalità di narrazione abbia sempre un che di peculiare che vale la pena provare.
Voi li leggerete? Aspetto anche un vostro parere!💙

Alla prossima recensione!
Chiara

 


 

 

Friday, 13 December 2024

RECENSIONE: "IL RITORNO DI RACHEL PRICE" di Holly Jackson

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi torno su questi schermi per parlarvi del nuovo romanzo di Holly Jackson, Il ritorno di Rachel Price. 


Titolo:
Il ritorno di Rachel Price
Autore: Holly Jackson
Data d'uscita: 22 ottobre 2024
Editore: Rizzoli
Pagine: 516
Prezzo: 18,00€
Serie: Autoconclusivo

Trama: Luci. Azione. Bugie. Bel, diciotto anni, ha vissuto tutta la sua vita all’ombra della misteriosa scomparsa di sua madre, Rachel. Sedici anni fa la donna è svanita nel nulla e Bel, l’ultima ad averla vista viva, era troppo piccola per ricordare qualcosa. Quel che è certo è che Rachel non c’è più, presumibilmente morta da anni. Bel vorrebbe solo poter andare avanti, mentre invece il fantasma della madre sembra non volerla proprio lasciare in pace. Quando la famiglia Price dà il consenso a girare un documentario su Rachel, il caso viene riportato alla ribalta. Bel non vede l’ora che le riprese finiscano per poter tornare alla sua vita normale, ma poi accade l’impossibile: Rachel Price riappare e addio ritorno alla normalità. La storia che Rachel racconta ha dell’incredibile, e infatti Bel non sa se crederle. Ma se sta mentendo, dove è stata per tutti questi anni? E se non fosse davvero chi dice di essere? Una ripresa dopo l’altra, Bel deve scoprire la verità su sua madre e sul perché è tornata.




Recensione:

Voto: 4 stelle!

La vita di Bel viene sconvolta quando a due anni sua madre scompare senza lasciare nessuna traccia. La ragazza cresce circondata da persone interessate a capire cosa sia veramente successo a Rachel Price e che pensano che il colpevole sia il padre di lei, anche se ha un alibi ed è stato scagionato. Questo la porta ad essere un'adolescente che si ritrae dai rapporti sociali, che inizia ogni singola relazione della sua vita sia di amicizia che d'amore con la consapevolezza che la presenza dell'altra persona è solo momentanea, in quanto prima o poi se ne andrà. 

La nostra storia comincia quando Bel ha 18 anni e la sua famiglia ha accettato di fare un documentario sulla scomparsa di Rachel per cercare di ripulire del tutto il nome del padre, che ancora dopo anni viene silenziosamente incolpato di quello che è successo alla moglie. Attraverso le varie interviste * lettor* viene pian piano a conoscenza di quello che è successo il giorno della scomparsa di Rachel, cominciando già a porsi delle domande o ad avere delle teorie. 
L'argomento del documentario, però, cambia drasticamente quando Rachel torna a casa, viva e vegeta. 
Un momento che dovrebbe essere pieno di gioia, in realtà sconvolge profondamente le dinamiche familiari dei Price e vecchi segreti e dissapori vengono finalmente a galla. 

Il libro si prende molto tempo per introdurre la storia di Rachel e quello che le è successo sedici anni prima. Creando un inizio di narrazione abbastanza lento, ma necessario per mettere le basi per spingere fin da subito chi legge a porsi domande su quello che è realmente accaduto alla donna. Mentre la famiglia Price non si aspettava il ritorno di Rachel, noi che siamo dall'altra parte ne eravamo già stati informati, come del fatto che Bel non avrebbe creduto alla versione della madre e avrebbe cominciato a indagare per scoprire cosa le è realmente successo. Ed è proprio in questa dinamica tra madre e figlia che il libro comincia a diventare veramente interessante. 

Bel che si mette a investigare su un crimine mi ha ricordato la prima protagonista della Jackson, Pip, ma gli approcci che abbiamo per le due sono completamente diversi. Se noi credavamo fermamente in quello che Pip diceva e le motivazioni che la portavano a investigare, qui al contrario non si riesce a fidarsi del tutto di Bel. Ancora prima di iniziare il romanzo siamo portati a diffidare della storia che ci viene raccontata da Rachel. Fin dalla sua prima apparizione analizziamo attentamente quello che dice e quello che fa, pronti a prenderla in fallo, ma la motivazione per cui Bel inizia a non credere alla versione della madre è veramente un dettaglio minimo, che potrebbe essere facilmente spiegato. 

Quindi se da una parte abbiamo Rachel, che sbaglia qualche dettaglio, ma al contempo ha un comportamento molto in linea con quello delle persone che sono state rapite per anni. Dall'altra abbiamo Bel, che è spinta a indagare più dal suo trauma dell'abbandono che da una ricerca della verità. È come se volesse che Rachel stesse mentendo, volesse che fosse tornata per un motivo preciso e non perché voleva volontariamente farlo, perché il suo trauma le dice che è impossibile che una persona la ami così tanto da sceglierla. 
Questa complicata relazione tra le due, gli sbagli di una e le intenzioni dell'altra, portano chi legge all'inizio a non capire se credere meno alla versione di Rachel. Sta mentendo o Bel sta cercando il proverbiale pelo nell'uovo? Il ragionevole dubbio che si crea è la parte, a mio parere, più interessante della storia. Fino a metà del libro non riuscivo a decidere da che parte stare in questo "scontro". Le mie idee si ingarbugliavano una sull'altra e non capivo se credere a Rachel o meno. Se era veramente stata rapita o se ne era andata di sua volontà. E se quest'ultimo è il caso, perché è tornata? Al contrario se era veramente stata rapita, cosa sta nascondendo adesso?

La narrazione prende pian piano velocità, arrivando a non lasciarti neanche lo spazio di respirare perché vuoi sapere a tutti i costi cosa sta per succedere. A un certo punto era come se di propria volontà i miei occhi avessero deciso di passare alla frase sotto o addirittura alla pagina successiva, perché non riuscivo ad aspettare neanche un secondo di più per sapere cosa stava per accadere. Alla fine l'ho dovuto leggere tutto d'un fiato perché dovevo sapere cos'era successo a Rachel. 

Per quando riguarda il mistero, ancora una volta la scrittrice ne ha creato uno accattivante e non scontato. Alcune cose le avevo indovinate, ma il quadro generale della situazione assolutamente no. 
Se avete letto altri libri di Holly Jackson sapete che le piace mettere piccoli dettagli-indizi fin dall'inizio della storia e per una volta pensavo di averla "battuta" scoprendone alcuni e invece oltre a far notare anche lei immediatamente queste cose, alla fine è riuscita a rigirare tutto e a darci una visione completamente diversa di questi elementi. 

I personaggi sono tutti molto interessanti e ognuno va a ricoprire un ruolo ben definito nel grande mistero che è Rachel Price. Ho molto apprezzato soprattutto la caratterizzazione psicologica di Bel. Lei era presente quando la madre è scomparsa e anche se non si ricorda niente questo l'ha segnata. Anche il successivo arresto del padre e quindi l'abbandono di entrambi i genitori, sommato ai commenti che in anni ha ricevuto per tutta la vicenda, l'hanno fatta crescere in un adolescente difficile, che non si fida di nessuno se non del padre, che vede come migliore amico, ma anche fulcro della sua vita. Non è una protagonista piacente, più volte è scortese con gli altri e anche troppo dura nei confronti di Rachel. Un personaggio decisamente non facile, di cui non possiamo fidarci interamente durante l'indagine, ma che pian piano andando avanti riusciamo a scoprire e apprezzare. 

Se la parte riguardante la famiglia, con drammi e segreti, è stata scritta molto bene, la parte romance risulta abbastanza scialba. Capisco la necessità che serviva soprattutto per una parte della trama, ma i due personaggi sembrano essere stati messi a forza ad avere un rapporto romantico. Sinceramente penso che avrebbe potuto tranquillamente lasciare la loro un'amicizia e questo non avrebbe cambiato niente a livello di narrazione. 
Super approvato, invece, l'inserimento del documentario. Oltre a permettere ai personaggi di raccontare quello che è successo in passato e i loro sentimenti e di far percepire al* lettor* quando non tutta la verità viene raccontata, concede al libro anche un elemento originale. 

Il finale è sconvolgente, emozionante e mostra l'amore che esiste per le persone che consideriamo la nostra famiglia. Perché alla fine "prima la famiglia", sempre.

Il ritorno di Rachel Price è un'altra storia in pieno stile Jackson, in cui la scrittrice ci porta all'interno dei drammi e segreti di una famiglia alla ricerca di verità o della bugia più comoda che serve loro per poter andare avanti. 

- Camilla

Monday, 23 October 2023

Recensione: "UNA BRAVA RAGAZZA È UNA RAGAZZA MORTA" di Holly Jackson

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi porto la recensione dell'ultimo libro della trilogia di Holly Jackson Come uccidono le brave ragazze. Un volume conclusivo che si distacca da quelli precedenti. Bisogna necessariamente fare un inchino alla scrittrice per la strada che ha voluto intraprendere, ma allo stesso tempo l'ho trovata quasi fuori dal suo elemento.


Titolo:
Una brava ragazza è una ragazza
Autrice: Holly Jackson
Data d'uscita: 4 aprile 2023
Editore: Rizzoli
Pagine: 560
Prezzo: 17€

Trama: Sono passati pochi mesi da quando Pip Fitz-Amobi ha risolto il suo ultimo caso, che ancora le toglie il sonno, ed ecco che si ritrova costretta a indagare di nuovo. Uno stalker le manda continuamente messaggi di velata minaccia, ma ancora una volta la polizia non dà peso alle sue segnalazioni e sceglie di non intervenire. Più che mai Pip sente di non poter contare sulla loro protezione ma è assolutamente determinata a trovare il suo personale nemico. Indagando come ha imparato a fare, non ci mette molto a scoprire delle analogie tra il suo stalker e un serial killer locale responsabile di ben cinque omicidi alcuni anni prima. Stavolta è la sua vita a essere in pericolo, e per salvarsi Pip dovrà lottare come non ha mai fatto prima, scegliendo di percorrere una strada che non avrebbe mai creduto possibile…


Serie:
0.5 Killy Joy (novella, non ancora tradotta in italiano) 
1. Come uccidono le brave ragazze
2. Brave ragazze, cattivo sangue
3. Una brava ragazza è una ragazza morta


Recensione:

Voto: 3 stelle

Una brava ragazza è una ragazza morta è un romanzo che chiude il cerchio, che ti riporta quasi all’inizio di tutto per mostrarti come Pip sia cambiata dopo quello che le è successo. Fin dalla prima pagina percepisci un tono di narrazione più cupo, una storia diversa da quelle precedenti, che però non capisci fino in fondo dove ti porterà.

La storia è divisa in due parti. La prima è quella più simile agli altri romanzi, con un mistero e gli indizi da trovare. Nella seconda la scrittrice prende una svolta inaspettata e devo ammettere coraggiosa.
Mi sono molto piaciute le intenzioni, il cosa voleva scrivere, ma non mi ha convinto del tutto la realizzazione finale.

Durante la prima parte il mistero risulta al lettore quasi fin troppo semplice e un pelino troppo conveniente ai fini della trama. La semplicità non sarebbe un problema se non fosse che Pip non riesce a captare i giusti indizi e rimane indietro rispetto a noi spettatori. Nei romanzi precedenti il lettore è sempre di pari passo alla protagonista, magari un attimo avanti o indietro, ma è sempre con lei, al di sotto della scrittrice che è onnisciente. Questa volta invece noi siamo con la scrittrice a guardare una Pip che fa veramente fatica a risolvere qualcosa che sembra davvero elementare. Non dico che avrebbe dovuto risolverlo immediatamente, ma mi ha lasciato un po’ con l’amaro in bocca il fatto che non abbia minimamente preso in considerazione più di una persona per il caso. Capisco che questo può essere legato alla situazione mentale in cui si trova la protagonista, ma allora mi serviva un approfondimento maggiore sulla sua psicologia.

La seconda parte è veramente interessante per la svolta che la scrittrice ha voluto compiere. Non è qualcosa che tanti avrebbero fatto e quindi tanto di cappello. Però anche se ho apprezzato l’idea, non mi è piaciuta l’esecuzione. Ho trovato la narrazione estremamente noiosa e non ha catturato la mia attenzione. Ad un certo punto l’unica gioia che avevo era raggiungere la fine del capitolo. Sfortunatamente poi ne iniziava un altro. 
È una narrazione diversa da quella in cui abbiamo visto precedentemente la Jackson e personalmente non l’ho trovata brillante come quando scrive le parti mystery. La strada che ha intrapreso è molto più difficile da scrivere e devo ammettere che ogni tanto mi sembrava che avesse dimenticato qualche dettaglio. Inoltre anche il fatto che tutto avviene in un lasso di tempo breve per me non ha aiutato, avrei preferito quasi che staccasse la narrazione con ad esempio dei flashfoward o qualcosa del genere proprio per non creare questa pesantezza che io ho avvertito. Dall’altra parte capisco che la motivazione per cui abbia dovuto lasciare questo blocco narrativo intero è per creare angoscia in chi legge. Ho sentito tante persone dichiarare di essere stati ansiosi durante la lettura e che un senso di angoscia li abbia seguiti anche finito il libro e so che questo è quello a cui puntava la scrittrice, ma parlandone soggettivamente io non ho provato nessuna di queste sensazioni. Dopo un po’ ho cominciato ad annoiarmi e poi è arrivata anche l’apatia.

Forse avrei preferito che la narrazione fosse stata divisa in due libri. La prima parte volume tre e la seconda volume quattro. Così da poter approfondire entrambi i temi trattati.

Centro focale del romanzo è il rapporto tra Pip e Ravi. Sono davvero contenta che lui sia ritornato in un ruolo più centrale in questo volume e loro proprio mi piacciono. Sono una di quelle coppie adorabili che tutte le volte che sono in scena non puoi che sorridere, perché sono perfetti l’uno per l’altra.

Il finale non mi ha completamente soddisfatto. Penso che sia la scena che mostra di più quanto servisse un approfondimento psicologico nel romanzo. Con questo non voglio dire che non ci sia, ma in molte scene serviva una spinta in più per capire meglio che cosa pensava la protagonista. Tornando al finale, mi serviva di più. Per la scelta che la scrittrice ha fatto non può concludere così. Sembrano più dei puntini di sospensione che un punto vero e proprio.

Finito questo romanzo devo dire che il mio preferito della trilogia rimane il primo. Lo trovo quello costruito meglio, si vede che era l’idea iniziale. Anche se la Jackson ha aggiunto i volumi successivi in seguito ha fatto un buon lavoro ad inserire nuovi elementi collegandoli a quelli precedentemente creati. Ma qualche piccola spaccatura era stata creata e questo ultimo volume si basa proprio su queste.
Non posso dire che sia un brutto libro, ma sfortunatamente non è riuscito a conquistarmi e mi ha molto annoiato.

- Camilla