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Thursday, 30 January 2025

Recensione: "QUICKSILVER" di Callie Hart - Quando un libro ha del potenziale concreto che non viene sfruttato

Buon pomeriggio lettor*!

Eccomi qui a parlare di un libro che per quanto mi riguarda è spuntato dal nulla colonizzando qualche mese fa il mio bookstagram, venendo presentato come una sorta di nuovo fenomeno editoriale americano, con tanto di adattamento su Netflix già annunciato.
Ora, io di norma diffido di tutta questa "pubblicità improvvisa", ma la trama non mi sembrava male e quindi ho deciso di provarlo e fare da cavia, vista anche l'uscita italiana, e questa di fatto è stata la mia ultima lettura del 2024.

Sono rimasta soddisfatta? Se devo essere sincera, mi è scesa più di una lacrimuccia per i soldi buttati 😭 Sotto poi trovate la mia recensione, intanto vi lascio le solite informazioni generiche legate all'uscita italiana.



Titolo:
Quicksilver
Autore: Callie Hart
Data d'uscita: 28 gennaio 2025
Editore: Rizzoli
Pagine: 612
Prezzo: 18,00
Serie: Fae&Alchemy

Trama: Saeris Fane, ventiquattro anni, è bravissima a mantenere segreti. Nessuno sa dei suoi strani poteri, né del fatto che ha passato la vita a rubare dalle cisterne della Regina Immortale. Ma in una terra dominata da un deserto spietato, non c’è nulla che non si farebbe per un bicchiere d’acqua. Prima o poi, però, ogni segreto viene alla luce. Quando Saeris si trova faccia a faccia con la morte in persona, riapre involontariamente un passaggio tra i regni e viene trasportata in una terra di ghiaccio e neve. I Fae sono sempre stati considerati creature mitiche, leggende, incubi… ma lì Saeris scoprirà che sono reali, e si ritroverà nel mezzo di un conflitto secolare che potrebbe costarle la vita. Prima umana a calcare le montagne ghiacciate di Yvelia in oltre mille anni, Saeris stringe un patto con Kingfisher, un affascinante guerriero Fae disposto a tutto pur di proteggere il suo popolo, perfino usare la magia alchemica della ragazza, e contro la sua stessa volontà.




Recensione:

Voto: 2⭐

Io mi chiedo come si facciano a scrivere così tante pagine per poi lasciare così poco al lettore.
Questo libro mi ha enormemente irritata per tutto il potenziale sprecato che c'è, mixato a una serie di luoghi comuni e trope inutili di cui la storia avrebbe fatto volentieri a meno. L'idea di un personaggio femminile che sa lavorare i metalli, supportato da un background concreto e sensato, affinità peculiari a parte, mi è piaciuto davvero molto, anche perché non lo si vede spesso nei libri, quantomeno abbinato al personaggio principale. Ho apprezzato in maniera minore il carattere di Saeris, che fin troppo ricalca altre eroine spavalde e dalla lingua tagliente che ormai si ritrovano ogni tre per due, senza dare quel qualcosa in più per potersi in qualche modo distinguere. Certo, è quasi impossibile non provare un minimo di empatia o di dispiacere per quello che ha passato durante la sua vita, che tra l'altro ne giustifica pienamente la diffidenza verso gli altri, il suo voler mostrare il proprio valore senza piegarsi a insulti e pregiudizi e l'insistenza più che lecita di voler tornare dai propri cari o, al contrario, di farli venire lì da lei per saperli al sicuro. Per di più, non mi aspettavo il risvolto - in questo caso totalmente e piacevolmente inaspettato - che ciò ha portato e devo dire che ho riso davvero tanto.

Worldbuilding, sistema magico e lore risultano piacevoli e interessanti, anche se non propriamente spiegati in maniera chiarissima, magari anche volutamente; quindi su questi non mi soffermo più di tanto perché può essere se ne parli meglio nel prossimo volume. Altri elementi che per me rimangono positivi sono sicuramente tutta la questione del mercurio, dalle sue potenzialità alla sua pericolosità, oltre che al suo modo di comunicare con gli Alchimisti; la stoicità di Kingfisher nel gestire le conseguenze del proprio segreto e il suo spirito di sacrificio; altri personaggi secondari potenzialmente interessanti, tra cui Carrion, che probabilmente è stato molte volte la luce in fondo al tunnel che mi ha permesso di continuare a leggere nei momenti più noiosi.

Il problema è, appunto, tutto il resto.
Inizio con una premessa: su Waterstones ho trovato questo libro definito come deliciously dark. Ora, io non mi ritengo una lettrice di dark romance, né saprei definirne esattamente le caratteristiche, quindi mi scuso in anticipo con chiunque possa essere più espert* di me in questo senso, sperando però che si prenda le mie parole solo per quello che sono, ovvero un parere puramente personale che non vuole offendere i gusti di nessuno, ma che vi chiedo comunque di rispettare. Ciò detto, se il "dark" è quello che ho letto, non è che ne sia rimasta particolarmente colpita o entusiasta.
Non sono una persona che si inquieta per un linguaggio più colorito o forte del solito in determinate scene, ma sinceramente dover leggere insulti a una donna banalizzando delle sue reazioni o azioni relegandole all'essere "in calore" non è personalmente qualcosa che ho apprezzato, soprattutto tenendo conto che non troppe pagine dopo si è diventati nei suoi confronti quasi dei cuori di panna. Oltre alla incoerenza della cosa, possiamo volare un po' più alto nel 2025? Io personalmente dico di sì.
A parte ciò, il romance è pure godibile se preso così com'è, ma poteva essere gestito molto meglio. Prima di tutto partiamo dall'ormai conosciuto e amato enemies to lovers, che appunto, piace, ma come per qualsiasi elemento che si decide di inserire in un libro, bisogna lavorarci su per renderlo credibile.
Qui abbiamo un odio praticamente a priori da parte di una delle due figure principali che porta comprensibilmente a una situazione di conflitto (dove però c'è un'attrazione fisica straordinaria per cui ci si trova attratti anche dal sudore), che però poi quasi dal nulla passa allo stadio del "c'è qualcosa tra di noi". Com'è possibile? L'attrazione fisica non comporta la creazione a priori di un sentimento. Quello viene dal tempo e dalla conoscenza reciproca tra due persone, e per quello che viene descritto nel libro e per la situazione appunto di partenza che vi dicevo prima, mi pare davvero troppo poco per arrivare praticamente a un innamoramento. Con delle premesse del genere, non dico che non mi aspettassi nulla fino al secondo libro, però così mi pare un po' troppo e, al contempo, poco credibile.
Certo, gli amanti dello spicy non disdegneranno le scene di tensione e chimica tra i due protagonisti, però visto appunto tutta questa parte preliminare che risulta davvero ben fatta (e non lo dico in maniera ironica), il "dunque" m'è quasi parso sempre un po' troppo veloce 😂 Può essere che la Hart avesse alzato troppo le mie aspettative.

Insomma, riassumendo brevemente, al romance lascio un "ok" perché in un certo qual modo sa prenderti, ma chiudendo un occhio su moooolte cose, tra cui uno spoiler che non posso fare ma che mi è sembrato proprio uno sparare sulla Croce Rossa.

Altro punto che mi ha un po' uccisa dentro: i vampiri-fae. Perché. Non si poteva scegliere giusto una delle due cose, o lasciare queste benedette razze separate? Immagino di no. Ma qui mi rendo conto che dove io la vedo come un'assurdità, qualcun altro potrebbe vederci del genio, quindi alzo le mani. Il problema è che poi tutto ciò viene abbinato a un cast di villain che non colpisce per originalità e, a parte il sadismo e una crudeltà già viste, lasciano poco. Forse, invece di concentrarsi su entrate in scena sicuramente teatrali e anche ad effetto, si poteva lavorare di più per renderli più incisivi nella storia e nella mente del lettore. Non aiuta nemmeno il fatto che le scene d'azione o alcuni passaggi siano a volte poco chiari, per cui ci si ritrova un po' persi in balia degli eventi.

In ultimo, la found family presente, che è un elemento che io di norma amo in un libro, anche in questo caso risulta un'accozzaglia di personaggi che per quanto carini assieme non bastano per assicurarne la credibilità o, mi ripeto, per lasciare un segno.

Per concludere, la sensazione generale che mi ha lasciato questo libro è che la Hart abbia utilizzato elementi o trope che sicuramente hanno successo, non curandosi però di dar loro quel necessario contorno, spessore e definizione che servono all'interno di una storia perché la stessa abbia successo, sminuendo (indubbiamente in maniera involontaria) il proprio lavoro e le buone idee proposte nel mezzo.
Detto ciò, può anche essere semplicemente che
la CE che ha deciso di pubblicarlo e chi l'ha letto e amato siano riusciti ad apprezzare l'opera molto più di quanto io sia stata in grado di fare. Ammetto questo mio limite.

Andrò avanti dopo questa débâcle?
Una parte di me vorrebbe leggere il seguito per vedere dove si vuole davvero andare a parare, e per scoprire se le abilità di Alchimista di Saeris avranno uno sviluppo ancora più creativo e interessante... L'altra però mi ricorda che se la lunghezza del secondo sarà pari (o magari maggiore) a quella del primo, potrei non avere sinceramente la forza di farcela 😞 Vi aggiornerò. Intanto il mio consiglio è: se volete leggerlo, partite con aspettative basse, forse è meglio.

Alla prossima recensione!
Chiara

Wednesday, 18 October 2023

Recensione: "FOURTH WING" di Rebecca Yarros

Ciao lettor*

Oggi parliamo di come la Yarros abbia tutto il mio amore e affetto incondizionato per avermi fatto riprendere a leggere fantasy dopo mesi di tentativi e/o letture non eccessivamente entusiasmanti! Se ancora non la conoscete (ma ne dubito) si tratta di un'autrice che ha all'attivo un gran numero di romance, ma che per la prima volta si è cimentata -e ha fatto bene direi- con un fantasy! 

Non so che rapporto avete voi con i libri eccessivamente pubblicizzati, ma di norma quando vedo un hype eccessivo io sono la prima a metterli da parte. Non che non mi fidi a priori, ma quante volte troviamo spammati libri come se fossero il Graal e poi nell'aprirli ci accorgiamo che forse chi li ha pubblicizzati o ha aspettative veramente basse o nemmeno li ha letti?

Personalmente, troppe.

Detto questo, Fourth Wing era ovunque. Perennemente. E la trama aveva quelle vibes da dark academia che amo tanto, oltre che i draghi. Insomma... sono una persona debole anche io. Perciò mi sono lanciata e contro ogni pronostico ho amato questo libro dalla prima all'ultima pagina.

Precisazione: la recensione è basata sulla lettura del romanzo in lingua originale, ma le informazioni di seguito riguardano la versione italiana del libro.


Titolo:
Fourth Wing
Autrice: Rebecca Yarros
Data d'uscita: in uscita in italiano il 7 novembre 2023
Editore: Sperling & Kupfer 
Prezzo: 19,90€
Serie: The Empyrean, #1

Trama: L'accademia militare di Basgiath è la famosissima scuola per diventare cavalieri di draghi più spietata ed elitaria che ci sia. Una volta entrati non si hanno altro che due possibilità: laurearsi o morire. Violet Sorrengail già si immaginava a passare i prossimi anni circondata dai suoi amati libri e immersa nel silenzio della biblioteca. Nulla di più lontano da ciò che le sta per accadere. Quella generalessa di sua madre le ha ordinato di unirsi alle centinaia di candidati disposti a qualunque sacrificio pur di diventare parte dell'élite di Navarra: i cavalieri di draghi. Ma Violet ha solo vent'anni e un corpo ancora poco allenato alla battaglia: la morte per lei potrebbe arrivare in un lampo. I draghi, infatti, non si legano agli umani «fragili», ma li inceneriscono. E la maggior parte degli studenti non si farebbe scrupoli nell'eliminare Violet pur di migliorare le proprie possibilità di successo. Senza contare che tutti gli altri la farebbero fuori volentieri pur di punire la temibile e potente madre, compreso Xaden Riorson, il cavaliere più forte e spietato del Quadrante. E così Violet ogni sera va a dormire con la sfida di riuscire a vedere l'alba del giorno dopo...

Serie: 
1. Fourth Wing 
2. Iron Flame (in uscita in inglese il 7 novembre)
... da continuare 


Recensione: 

Voto: 5 stelle!⭐

Era da tempo che un libro non mi prendeva così tanto dal primo capitolo, inchiodandomi tra le sue pagine. Con Fourth Wing veniamo immediatamente capultati nelle ultime ore prima che Violet faccia la sua scelta riguardo al proprio futuro... o meglio venga obbligata a farla. Quello a cui andrà a candidarsi non è infatti il Quadrante degli Scribi, al quale si è preparata da quando era piccola, ma quello dei Riders. Violento, pericoloso, e inadatto ai suoi limiti fisici - o almeno così le è sempre stato detto.

La prima nota positiva è quindi stata questa immersione naturale nel caos dei sentimenti di Violet, divisa tra il terrore per ciò che sta per andare ad affrontare (che probabilmente la condurrà a morte certa), ma anche la fiera decisione di fronteggiare il destino in cui l'ha costretta la madre a testa alta, al meglio delle proprie capacità. E credo sia questa una delle caratteristiche che non possono non far amare Violet Sorrengail: per quanto sia lontana dall'essere la "perfetta combattente" la protagonista della Empyrean series non si arrende mai, nemmeno davanti a quella che dovrebbe essere l'evidenza.

Questo discorso torna più volte lungo tutta la storia, dimostrando in più e più occasioni che non c'è un solo modo per superare le difficoltà, che ciò che per qualcuno può risultare scontato per altri invece è arduo. Anche se con dedizione, testa e impegno può esserci una via alternativa per potercela fare.

Ho adorato il fatto di avere un personaggio privo della spocchia di essere il migliore o il più bravo, probabilmente più conscio di fallire e stare per morire da un momento all'altro che di risultare trionfante, ma che al contempo usa tutte le proprie forze per rimanere in vita. Ed è proprio il modo in cui la Sorrengeil affronta la sua lotta per la sopravvivenza a fare la differenza: al posto di affogare nella disperazione o nella paura delle innumerevoli minacce di morte praticamente da ogni parte (compagni, prove, draghi..), Violet punta sui propri punti di forza per supplire alle mancanze fisiche, tentando comunque di spostare i propri limiti sempre un po' più in là.

Devo dire che ho apprezzato molto questa sua crescita, e spero che la Yarros eviti di farla diventare una stereotipata eroina senza più handicap, perchè credo che la bellezza di Violet sia proprio nelle sue imperfezioni. Leggerla è qualcosa che ti rinvigorisce, ti dà forza, e - parlando per me - sicuramente aiuta a provare empatia nei suoi confronti, seguendone le vicende con ancora più trasporto.

Il resto lo fa Basgiath, con il suo rigido addestramento, la rivalità interna e soprattutto l'assurda crudeltà presente tra gli stessi cadetti. Bullismo, invidia, vendetta condiscono un posto pericoloso quanto necessario per imparare a sopravvivere, rendendolo ancora più letale di quanto già non sia. E già dalle prime pagine veniamo svezzati dalla Yarros ad aspettarci di tutto. Non tutti i personaggi che impareremo ad apprezzare arriveranno alla fine e nulla viene lasciato impunito. Pertanto è sempre il caso di restare ben in allerta, perché non sai mai cosa può succedere. C'è infatti una tensione quasi continua dall'inizio alla fine, costellata di colpi di scena, che lascia il lettore (così come i personaggi di questo libro) con la sensazione che qualcosa possa stare per accedere da un momento all'altro, distruggendo il precario equilibrio raggiunto. E così si arriva alle ultime pagine, ritrovandosi alla deriva, col cuore spezzato, con una saccoccia di interrogativi per cui non si può fare altro che sperare in risposte future. Insomma, quel genere di disastro che ti fa solo venire voglia di avere il libro successivo tra le mani per poter sapere immediatamente come andrà avanti.

Parallelamente a una storia che per me personalmente funziona, con tematiche attuali quanto originali nel loro venire combinate assieme (in cui però preferisco al momento non addentrarmi perchè non vorrei fare eccessivi spoiler), un altro punto a favore di Fourth Wing sono i personaggi. Tralasciando Violet di cui ho già parlato prima, devo dire che anche il resto delle figure con cui condivide la scena risulta interessante e variegato. Abbiamo un'autrice che non si risparmia, quindi che si tratti di antagonisti o di supporti alla protagonista, ci vengono sempre dati quei piccoli dettagli che ci rendono ben chiaro chi abbiamo davanti, senza dover per forza necessitare di un "profilo psicologico completo". E cosa dire di Xaden? Ho amato immensamente questo personaggio nella sua complessità, conscia che probabilmente abbiamo potuto vedere - per ovvi motivi - solo una parte di lui. Concreto, con un carattere ferreo dato da tutto quello che sta portando sulle spalle, con una forza d'animo notevole, degna di un leader. Poi che abbia anche quelle vibes da morally grey character che a me piace molto, sicuramente non guasta. Il suo rapporto con Violet è qualcosa che diverte e stuzzica, aggiungendo interesse nel voler continuare giusto per vedere se e come continueranno a cozzare o meno. L'unica mia speranza rimane quella che non si appiattisca andando avanti, ma rimanga uno dei punti focali di questa storia, senza stare nell'ombra di Violet (e viceversa, sia chiaro). Oh, e ultima nota - ma per me fondamentale - : grazie Rebecca per non avermi piazzato il solito triangolo amoroso, anche se Camilla ci tiene a sottolineare "per ora", perchè i libri sono tanti. Ma è giusto essere speranzos*, vero?

Ultimo punto: i draghi. Finalmente delle creature che hanno il loro spazio nel racconto ma soprattutto nella società, caratterizzati dalle loro dinamiche e regole che non vengono imbrigliate dagli uomini. Adoro il fatto che ci siano varie tipologie di draghi, differenziati in indole, caratteristiche fisiche e caratteriali, e anche il loro legame con i Riders. È un aspetto che vorrei tanto venisse ancora più ampliato, perché è davvero interessante, soprattutto tutta la parte del Threshing, dove di fatto sono i draghi stessi a decidere chi vive e chi no. Anche qui non mi spingo troppo oltre perché non voglio darvi spoiler di nessun tipo, ma credo che alcune delle mie scene preferite siano proprio con loro.

Insomma, io personalmente non saprei cosa volere di più. Forse non sono d'accordissimo sulla reazione finale di Violet a una determinata situazione (e non so se perdonerò la Yarros per una certa cosa), ma per il resto per me rimane uno dei fantasy più belli del mio 2023 e ringrazio che Iron Flame esca a breve. 

Per chi non legge in inglese però non c'è da disperare, ormai lo saprete bene, perché Fourth Wing arriverà presto anche in Italia! Anzi, ormai direi che manca veramente poco. Io incrocio le dita per la resa nella traduzione, che so che sta già scatenando più di un dibattito, ma soprattutto spero davvero di avervi incuriosit* in merito e aspetterò poi le vostre opinioni! 

Se invece l'avete già letto, raccontatemi cosa ne pensate.

Alla prossima recensione!

Chiara

Wednesday, 11 October 2023

[ARC Review] Two Twisted Crowns by Rachel Gillig

Hello readers! 

How are you?

It's been a while I've written something for the English section of the blog, so I had to make amends and what better occasion than talking about one of my most anticipated 2023 books?! Less than two weeks from now the conclusion of this amazing duology will be released and I'm so excited to finally have it in my hands! That's why I'm honored that Little Brown Book group gave me the chance to read this book in advance (and thanks to Netgalley too of course) so I can present it to you.


Title: Two Twisted Crowns (The Shepherd King,#2)
Author: Rachel Gilling
Publishing Date: 19 Oct 2023
Publisher:  Orbit (Little Brown Book group)
Pages: 368 (paperback)
Price:
17,09$ (*according to Amazon.com)

Plot: **Since it's a sequel, be aware there will be spoilers related to the previous book**

In the luscious, dark sequel to One Dark Window, Elspeth must face the consequences of what she's wrought - perfect for readers of Hannah Whitten's For the Wolf and Alexis Henderson's The Year of the Witching.

Elspeth and Ravyn have gathered most of the twelve Providence Cards, but the last, and most important one remains to be found: The Twin Alders.

If they are going to find it before the Solstice and cure the kingdom of the dark magic infecting it, they will need to journey beyond the dangerous mist-cloaked forest that surrounds their kingdom.

And the only one who can lead them there is the monster that shares Elspeth's head. The Nightmare. And he's not eager to share any longer.


Review: 

5 stars! ⭐

To anyone who's every felt lost in a wood. There is a strange sort of findings in losing.

As I've already mentioned above, Two Twisted Crowns was one of my most expected books of 2023 after falling in love with One Dark Window last year, so I shuddered to read it after THAT final cliffhanger (because this author is a master at endings and breaking hearts).

I have to say that this novel was everything I needed from this series and even more. I missed the One Dark Window's characters SO much and, even if an year has passed, it was easy to come back to their stories, magistrally woven together by Rachel Gillig's poetic writing style. It was like entering in a dark, gothic story, where you can feel that cold sensation of danger surrounded by shadows that could hit you in every moment. I love think kind of atmosphere, when the story comes alive and you just live it with the characters (and deeply suffer with them, thank you for that too, Rachel).

 

Just when I think you're getting torelable, you go and open your mouth.

 

Anyway, this is not an easy book to face, but that was already clear with One Dark Window for the themes treated and the violence portraited, but I really appreciated the sensibility with which the author wrote certain scenes. It's sad to see how low people value human's life, especially if it isn't theirs, and Rachel Gillig showed it so well in her stories, where in the end everyone got what they deserved.

My heart broke multiple times for Elm and Ione, not to mention Elspeth and Ravyn who, together with the Nightmare, still hold my soul in their hands. What an unexpected and "funny" triangle they were! They drew me a smile multiple times. I really appreciated how the Shepherd King interacted with Ravyn and the others, along with his affection for Elspeth. 

That said, it's true that the main characters of the first book left a good amount of space to two "new ones", and even if I understand Rachel's choice, because it's useful to the story, I missed my Captain of the Destriers and the Girl with a monster inside her as primal protagonists and also together! 😢 They have one of the most beautiful relationship I've ever read. But, I repeat myself, it's an understandlable decision and it makes sense once you arrive at the end, because multiple knots had to be unraveled, and the readers already know Elspeth and Ravyn's love is truth. They didn't have to prove it more than they already did, they just had to stay alive so they could be reunited.

 

Clever man died on their own terms. And if they were wary, clever, and good, they perhaps died in piece. He, apparently, was none of the three.

However, it was impossible not to be dragged in that grim and dark atmosphere that accompanies the quest for the search of The Twins Alders card and the resistance of who stays "behind", dotted with entertaining moments and lovely ones that made me smile. They created a good rhythm with revelations and bigger events, that I personally found irresistible.
Praise also to the fact that finally there is a book with a proper ending, that gives the ultimate confrontation with the villain its space to unravel. I couldn't ask for more and I think this has just become one of my favorite duologies ever. Now, the problem is: how can I image not to read about those characters anymore? (so if Rachel will gave us in the future some extra scenes I will love her until the end of times).

 

I hope you enjoyed this review and please, read this duology!
I can't wait to read what you think about it.

To the next review!
Chiara

Thursday, 18 November 2021

RECENSIONE: "Ilahara - The Last Myrassar" di C.M. Karys

Buongiorno lettor*!
Come state?
Finalmente riesco a portarvi un contenuto che avrei voluto postare già da un po' e a cui tengo molto. Avete già visto un'anteprima della sinossi sul nostro blog e un'intervista fatta alle autrici (nel caso ve la foste persa la trovate qui), ma mancava ancora la recensione vera e propria. Era quindi il momento di rimediare, non trovate? 

 

Titolo: Ilahara - The Last Myrassar
Autore: C.M. Karys
Casa editrice: Literary Wanderlust
Data di uscita:1 novembre 2021
Numero di pagine: 320

Trama: Princess Asharaya Myrassar lost everything on the night of the Coup of Fire when the usurper queen, Aerella Argarys, slaughtered the royal family and claimed the throne of the fae kingdom of Ilahara. After seeking refuge on the human continent and leaving her magical past behind, Asharaya takes on a new identity: Shara, an assassin blessed with dark powers.

Prince Derron Argarys owes his royal title to his mother's coup, and although he has all the status and power one could wish for, he cannot escape the memories of the brutal death of the former prince he once called friend. Now the heir to the throne, Derron must set aside his memories and learn to rule by the Argarys words: show your power, hide your heart.

But when a crone proclaims the last of the dragon-blessed rulers still lives and prophesizes Asharaya's return to Ilahara, friend and foe alike set out to find her, Derron among them. Yet he discovers in Asharaya not only a cold and beautiful assassin but also the princess he once knew. When the chance to rid his family of the Myrassar threat comes, Derron hesitates in dealing the killing blow, charting a new course that may see Asharaya's return to Ilahara to face her greatest enemy and her destiny as the last dragon-blessed queen.


Recensione:

Voto: 4 stelle!⭐

E' davvero una sensazione strana quella di parlare di un libro che ho atteso per anni partendo giusto da delle (stupende) art viste su Instagram. Le immagini  sono diventate poi piccoli aneddoti di Chiara e Maria sulle loro pagine e/o storie relativi personaggi che man mano facevano capolino qua e là, fino a quando non è arrivata la prima sinossi. In un certo senso ho visto la storia crescere, ovviamente dal limitato punto di vista che può avere uno spettatore, e in qualche modo questo me l'ha resa più familiare e ha aumentato la mia curiosità in merito al poterla realmente leggere. Vi lascio quindi immaginare la gioia quando mi è stato inviato il romanzo in anteprima (grazie ragazze!) e sono davvero contenta di potervene parlare.

Ilahara-The Last Myrassar
colpisce immediatamente per un dettaglio fondamentale: un worldbuilding complesso, stratificato e profondamente intrecciato alla trama. L'impatto è forte, perchè si viene catapultati direttamente nel mezzo di questo nuovo mondo caratterizzato da popolazioni con caratteristiche, credenze e religioni differenti, e serve un attimo per assestarsi e riuscire a tenere bene a mente chi sia chi e ad acclimatarsi con la terminologia creata. Non è tuttavia una critica visto che una volta rotto il ghiaccio si è perfettamente inglobati nel mondo di Ilahara, così da potersi godere la trama e i suoi personaggi, il tutto è confezionato da una scrittura godibilissima che non si direbbe sia stata concepita da quattro mani. Lo stile di Chiara e Maria è coinvolgente, vivido ma soprattutto molto fluido, senza mai far sentire al lettore il cambio di "narratore". E' come se, nella scrittura, questo duo diventasse un perfetto unicum indissolubile con alle spalle più anni di esperienza letteraria di quelli che al momento ha.

Per un romanzo che contiene comunque un discreto numero di pagine e che ritengo un'introduzione alla vera parte centrale della storia, succede davvero tanto. Ogni capitolo è pieno di avvenimenti e azione, plot-twist e imprevisti che cambiano completamente le carte in tavola di minuto in minuto e lasciano il lettore senza parole, spingendolo a voler continuare per sapere cosa potrà mai succedere dopo e cosa, soprattutto, faranno i personaggi. Non vi è molto respiro nè grande gioia per i protagonisti, i cui punti di vista si alternano tra i capitoli con una certa regolarità, lasciando ovviamente maggior spazio a Shara e Derron. Questa scelta stilistica risulta buona sia per poter effettivamente avere un approfondimento psicologico sui personaggi presentati, sia per poter seguire vicende che avvengono in luoghi differenti, anche contemporaneamente, che introducono figure al momento secondarie, che probabilmente prenderanno più spazio in futuro.
E' una storia cupa, in cui le autrici non fanno sconti a nessuno e riescono a descrivere le scene con una vividezza che immerge sempre di più il lettore nelle pagine del libro. La storyline è articolata in svariate trame e sottotrame che derivano da eventi passati e si sviluppano e intrecciano in più e più modi, e pronte per essere stravolte ancora da quelli futuri. E' come se non vi fosse un solo effetto domino, ma molteplici, e non vedo proprio l'ora di poter seguire tutti i vari fili del destino che si stanno via via delineando.

Altro punto interessante sono i personaggi.
E' vero che non esulano da tropes ormai consolidati, ma se devo considerarli nell'insieme c'è comunque un mix eterogeneo di caratteri e inclinazioni che non risulta noioso e che sicuramente, anche se si spera con meno bisticci, avrà dinamiche interessanti anche in futuro. A sorpresa, poi, troviamo inseriti anche personaggi con handicap rilevanti che non suscitano pena quanto piuttosto rispetto, anche se avrei preferito avessero un ruolo più consistente all'interno della trama.
Altro punto degno di nota è la presenza di creature magiche quali i draghi, dotati di una loro coscienza e voce oltre che un legame speciale con gli umani che scelgono come loro compagni. Anche di questo aspetto non si è ancora approfondito molto, ma spero diventino una presenza ancora più prominente nei prossimi libri.
Allo stesso tempo, perchè c'è tanto, tutta questa pienezza di personaggi, elementi di trama ed eventi risulta in qualche modo troppo compattata. Questo comporta la sensazione di andare troppo veloci senza potersi soffermare abbastanza o gustarsi maggiormente determinati punti che forse avrebbero avuto bisogno di qualche pagina in più. In questo modo, oltre alla storia finiscono per venire sacrificate le relazioni tra i personaggi, chiare ma che in qualche modo rimangono in superficie, senza venire eccessivamente approfondite. Questo fa sì che non si riesca ad affezionarsi del tutto alle figure del racconto, quasi ci fosse un vetro, sottile, che divide ancora le figure dal lettore, impedendogli un'empatia maggiore. Eppure ciò non vuol dire che non si senta niente. Al contrario, la lettura risulta piena di sensazioni forti, che probabilmente risulterebbero appunto ancora più coinvolgenti se si riuscisse a rompere quell'ultima parete di distacco tra la scrittura e il lettore. E io sono sicura che queste autrici ne siano in grado, proprio perchè, leggendo, è palese quanto abbiano interiorizzato e conoscano intimamente questi personaggi. Si sente che c'è di più e si sente che chi sta alla guida della narrazione lo sa. Il passo ulteriore da fare è proprio riuscire a farlo arrivare, in pieno, al lettore, travolgendolo come un fiume in piena.
Forse anche per questo non riesco a comprendere del tutto il modo in cui s'è andato a sviluppare il rapporto tra Shara e Derron, caratterizzato, almeno in apparenza, da una ciclicità di avvicinamenti, errori e allontanamenti che non è mai riuscita ad interrompersi nonostante ci siano stati man mano dei passi avanti che, almeno in apparenza, potevano aiutare entrambi a superare almeno in parte i problemi che li portano a risultare nemici. Ovviamente non parlo di un banalissimo "cancelliamo tutto e andiamo avanti", perchè sarebbe stato eccessivo, ma appunto avrei voluto vedere quel passo in più, anche solo da parte di Derron, le cui scelte, soprattutto verso la fine, mi hanno lasciata abbastanza interdetta. Sarà troppo presto? Immagino sarà il prossimo libro a donarmi una chiave di lettura maggiore e non vedo l'ora.
Infine, altro punto su cui mi sono soffermata a riflettere, sono le morti presenti. Sarà forse perchè le ho già viste usate in più di un'occasione con la stessa modalità, sarà perchè effettivamente in modi diversi mi sembrano seguire un pattern similare, ma non mi hanno convinto fino in fondo (su almeno una poi non sono affatto d'accordo, crudelissime! 😭).

Ciò nonostante, questo non toglie che siamo solo all'inizio, la storia sarà ancora lunga e ho proprio intenzione di godermela tutta e soprattutto vedere fin dove potrà arrivare questo giovanissimo duo di scrittrici che, per quello che ho visto, è tutto tranne che privo di potenzialità e ha tanto da dare e raccontare - perciò io direi che se pure il prossimo viene il doppio delle pagine, va più che bene.
Non mi lancio nelle cinque stelle proprio perchè se questo è quello che riescono a fare ora, credo che in futuro possano fare ancora meglio e non vedo l'ora di vederle crescere ulteriormente.


Voi l'avete letto? Vi è piaciuto? Qualcosa non vi ha convinto? Sperate (io sì) che possa essere pubblicato anche qui da noi? Fatemi sapere!

Nel frattempo, ci vediamo alla prossima recensione 💓

 

credit art: la meravigliosa @gabriella.bujdoso


-Chiara






Thursday, 11 November 2021

LIBRI ORIGINALI E DOVE TROVARLI: For The Wolf di Hannah Whitten

Ciao a tutt* lettor*!
Negli ultimi anni il panorama fantasy internazionale si è ben che riempito di proposte, con serie e stand-alone che sono volati in vetta alle classifiche e hanno sicuramente guadagnato grande visibilità, chi per un aspetto, chi per un altro. Bisogna ammettere che anche nelle pubblicazioni italiane si è dato più spazio al genere, scelta che da una parte non può che farmi piacere, dall'altra, sarebbe il caso che si iniziasse a lavorare maggiormente sulla qualità delle traduzioni visti i risultati oltremodo imbarazzanti proposti per alcuni titoli (cosa di cui, lavorando nello stesso settore, mi vergogno molto).

C'è un "ma", però. Proprio per questa vastità di titoli proposti risulta sempre più difficile scovare quella lettura originale che possa effettivamente donare qualcosa di diverso e soprattutto rimanere impressa nella memoria anche dopo un certo periodo di tempo. Non so se capita anche a voi, ma l'impressione è quella di leggere in buona parte titoli godibili ma facilmente dimenticabili, dove né la trama né i personaggi riescono in qualche modo a lasciare un'impronta riconoscibile e unica rispetto a tutti i trope e il "già visto" che caratterizzano il fantasy (non che altri generi ne siano immuni, ovviamente).
Il risultato è quello di guardare un giorno la propria libreria e trovarsi davanti un sacco di libri che sì, ci sono piaciuti, ma che alla fine possono venire tranquillamente dati via per fare posto ad altri senza grandi rimorsi, se non forse quello di averli effettivamente comprati a discapito di altro.

Come fare, quindi, a trovare qualcosa di innovativo?

La domanda non ha ovviamente una risposta univoca, il più spesso è andare oltre i titoli più spammati che troviamo sui social e fare delle ricerche per conto nostro, poi seguire l'istinto. A volte faremo cilecca, ma altre, invece, "andare a naso" può portare a delle scoperte decisamente interessanti. Ed è proprio su questo che verte la nuova rubrica che parte con oggi: presentarvi dei titoli che ho scoperto spulciando qua e là che secondo me, in qualche modo, hanno degli elementi che li distinguono dal resto della massa! 

Iniziamo con una lettura fatta nel mese di giugno:


Titolo: For the Wolf (The Wilderwood #1)
Autore: Hannah Whitten
Casa editrice: Orbit Books
Data di uscita:1 giugno 2021
Numero di pagine: 437
Trama: The first daughter is for the Throne.
The second daughter is for the Wolf.


For fans of Uprooted and The Bear and the Nightingale comes a dark fantasy novel about a young woman who must be sacrificed to the legendary Wolf of the Wood to save her kingdom. But not all legends are true, and the Wolf isn't the only danger lurking in the Wilderwood.

As the only Second Daughter born in centuries, Red has one purpose-to be sacrificed to the Wolf in the Wood in the hope he'll return the world's captured gods.

Red is almost relieved to go. Plagued by a dangerous power she can't control, at least she knows that in the Wilderwood, she can't hurt those she loves. Again.

But the legends lie. The Wolf is a man, not a monster. Her magic is a calling, not a curse. And if she doesn't learn how to use it, the monsters the gods have become will swallow the Wilderwood-and her world-whole.

Commento:
*avviso, leggera presenza di spoiler*

«I'm for the Wolf.»
«I'm for you.»

Con un palese retelling di Cappuccetto Rosso e anche forse de La Bella e La Bestia, la Whitten ci mostra un libro dai tratti inaspettatamente molto cupi e spietati, in cui viene seguito sia il percorso di Red che di Neve, chi nella scoperta della verità sul Wilderwood, chi invece nella propria personale discesa verso l'oscurità, sebbene nata per buoni propositi. Segreti, manipolazioni, intrighi e più di un colpo di scena mi hanno tenuta incollata a questa lettura, nonostante il cambio di punto di vista tra le due sorelle sia comunque sbilanciato a favore di Red (reale protagonista della storia), lasciando così parecchi punti d'ombra su tutto ciò che accade invece a Neve e alla corte, potendo vederne solo qualche sprazzo qua e là nel tempo.
Non risulta però totalmente uno svantaggio - anche se forse sarebbe stato dovuto strutturare meglio, visto che rispetto al resto dei capitoli quelli di Neve risultano sempre più veloci e meno descritti -, perché si riesce in ogni caso a seguire a grandi linee lo svolgersi della storia secondaria, ottenendo così  informazioni su quello che il nemico sta facendo o progettando, legato, tra l'altro, all'aspetto tossico del fanatismo religioso che ammetto di aver trovato descritto (inquietantemente) benissimo.
L'avere un occhio puntato su ciò che accade in luoghi diversi da quello in cui si trova la protagonista, oltre ad essere sicuramente interessante porta anche il lettore in una posizione scomoda, visto che si ritrova spesso a sapere o intuire in anticipo quali pericoli potranno incombere sulla ignara Red. Questo aumentato stare sulle spine risulta vincente, perché amplia ancora di più quella cupezza piena di cattivi presagi che si genera all'inizio del libro e continua praticamente fino alla fine, inglobando tutti i personaggi e il lettore con loro. Potremmo definirla in questo senso una fiaba gotica, decadente, in cui non vi è un facile lieto fine e forse nemmeno lo si trova in toto, con figure che sono lontane dall'essere perfette ma nei loro pregi, desideri e spigolature risultano assolutamente umane. Ed è proprio in queste crepe e speranze che si insinua subdolamente il male, circuendo, ingannando e tirando a sé persone che altri non sono che pedine da utilizzare per poter compiere i propri scopi, lasciando anche in questo caso il lettore a poter solo vedere, impotente, il degenerare della situazione, conscio, più si avanza nella storia, che nel momento in cui Red e Neve si incontreranno di nuovo, si ritroveranno probabilmente sui due lati opposti della scacchiera.

Oltre a ciò, quello che mi ha colpito molto è stato il ruolo prominente della natura all'interno di questo libro, così come il tema dell'autolesionismo. Il Wilderwood è un essere vivo, in qualche modo crudele, contorto, che per sopravvivere e proteggere non bada a uccidere. Se all'inizio viene presentato come una sorta di essere malefico da distruggere, porta in sé e nella sua creazione una storia ben diversa, ma soprattutto spicca per risultare una sorta di personaggio a sé stante durante tutta la narrazione. E' come se lo si sentisse respirare, vivere, insinuarsi in ogni dove e interagire con i personaggi su più livelli, in una relazione che in ogni modo si fa sempre più fitta.
E poi, l'autolesionismo, legato alla figura di Eammon. Temi così delicati purtroppo vengono spesso trattati con superficialità, mentre invece la Whitten è stata brava a donargli profondità e senso coerenti con la storia, che non fanno altro che meglio delineare (e far amare) l'uomo che corrisponde all'appellativo di Lupo. Avendo assistito alla morte delle persone a cui più amava e incolpandosi di essere stato impotente, Eammon ha deciso di prendere sulle spalle da solo la salvaguardia del Wilderwood, nonostante questo comporti che per guarirlo e risanarne gli alberi "malati" lui debba versare il proprio stesso sangue. 
E' un processo doloroso e in qualche modo invasivo, visto che c'è sempre il rischio che il bosco voglia di più e ti renda un tutt'uno con lui, eppure il protagonista maschile non vacilla mai nel suo compito quasi fosse una punizione da scontare fino alla fine, precludendosi qualsiasi gioia e autoconvincendosi si tratti di un sacrificio necessario a cui deve pensare da solo, come se vedesse nel farsi del male la giusta chiave per espiare un peccato che in realtà nemmeno ha commesso.
Per fortuna l'arrivo di Red cambierà le cose. Il loro rapporto è lento, fatto da iniziali pregiudizi e volontà di mantenere le distanze, evolvendosi in amicizia e poi in qualcosa di più - e dopo tutti gli insta-love presenti nell'ultimo periodo, direi che anche questo è stata una gran boccata di aria fresca.

 

Non vi dico altro per non spoilerarvi troppo, ma sicuramente For the Wolf è un libro che consiglio, a meno che non siate troppo sensibili per determinate tematiche (che già l'autrice cita, giustamente, nei Content Warning).
Come avrete ormai capito non vedo l'ora di continuare la serie e scoprire se la scrittura di quest'autrice, già decisamente promettente, si evolverà ancora con altre (funeste) sorprese! Tra l'altro il prossimo libro avrà come protagonista principale Neve, chissà se mi convincerà di più che nel primo libro!


Questo primo appuntamento con la Rubrica finisce qui.
Voi l'avete già letto? Vorreste venisse tradotto in italiano?
Io spero di avervi incuriositi almeno un pochino.
Alle prossime puntate, lettor*!

-Chiara

 

credit art:

https://lesyablackbird.tumblr.com

Thursday, 5 August 2021

[INTERVISTA] Una chiacchierata con C.M. Karys

 Ciao lettor*! Come state?
L'articolo di oggi è leggermente diverso dal solito. Normalmente su Spill the Book ormai lo sapete, trovate recensioni, liste o argomenti bookish, wrap-up, nuove uscite e anche cover reveal. Stavolta abbiamo pensato di aggiungere qualcosa di nuovo che spero riusciremo a portare ancora sul blog.
Di cosa sto parlando?


Come sapete abbiamo già pubblicato la cover reveal assieme alla trama del primo libro di C.M. Karys, pseudonimo due sorelle italiane, Maria Elena e Chiara, ovvero Ilahara - The Last Myrassar (se l'avete persa potete trovarla qui). Per questo ho pensato che sarebbe stato carino aggiungere qualcosina in più, andando a fare una chiacchierata con entrambe e loro sono state davvero disponibili nel dirmi immediatamente di sì.
Spero che questa piccola intervista possa piacervi quanto lo è stato per me farla.💓

 

Questa meravigliosa cover è stata creata da Gabriella Bujdoso (@gabriella.bujdoso su Instagram)

Ciao ragazze!
Prima di tutto congratulazioni per l’imminente uscita di Ilahara – the Last Myrassar, vostro primo romanzo. Ora che finalmente abbiamo una data ufficiale, come vi sentite? Siete emozionate?

Grazie! Sì, siamo molto emozionate. Anche se la data è così vicina sembra ancora surreale. Cerchiamo di affrontare tutto con serenità e di non badare molto agli aspetti più ansiogeni, del tipo come sarà recepito il libro una volta uscito e cose varie. L’affetto della comunità di Bookstagram c’è di grande aiuto!

 

Da dove vi è venuta l’ispirazione per Ilahara?

Tutto è partito da un flash di Chiara. Ha avuto una sorta di visione di questa ragazza che saltava da un’ombra con un pugnale in mano. Pian piano da lì è nato tutto il resto. 

 

Scrivere un romanzo dall’inizio alla fine non è certo semplice. Voi siete in due. Com’è stato lavorare insieme? Quali sono i pro e i contro?

 

Effettivamente Ilahara è stato il nostro primo romanzo completato, quindi questo lo rende ancora più speciale. Sono undici anni ormai che scriviamo insieme e non lo vorremo altrimenti. Inizialmente Maria scriveva da sola e Chiara si divertiva a darle dei consigli fin quando abbiamo deciso che era più bello scrivere insieme. Innanzitutto ci divertiamo di più. Quelle volte che capitano che stiamo scrivendo capitoli separati sono sempre una tortura. A noi piace scrivere le battute dei personaggi come una sorta di role play, passandoci il computer avanti e indietro come se stessimo avendo una conversazione. Inoltre costruire quel minimo di trama e i personaggi è molto più divertente in due. Altri autori cercano writing buddies su internet per avere quel rapporto che noi abbiamo già. Leggiamo gli stessi libri, abbiamo gli stessi interessi, quindi siamo sempre in sintonia sul tipo di storie che vogliamo scrivere. L’unico problema è quando non siamo d’accordo su come procedere in una storia. Per il momento è successo solo una volta. No, non per Ilahara. Quella fu una settimana difficile. Nostro fratello non ci sopportava più.

 

Cosa vi ha messo più in difficoltà nella stesura del romanzo?

Alcune parti dell’editing sono state complicate, soprattutto il primo round dove per aggiustare dei dettagli all’inizio abbiamo finito col dover riscrivere metà libro per far quadrare il tutto. Non ce ne pentiamo perché la nostra editor ci ha dato delle dritte davvero buone che hanno reso il libro più bello, ma fare il tutto entro il limite stabilito dalla casa editrice è stata dura. Ma ci siamo riuscite! E poi c’è stata la famigerata fase dei Copy Edits, dove in pratica abbiamo dovuto spulciare il libro parola per parola alla ricerca di espressioni usate troppo, e di parole come “that”, “was”, “and” o terminanti in “-ly” che erano superflue. E’ necessario perché alleggerisce di tanto (ma veramente tanto) il conteggio finale delle parole e rende la lettura più scorrevole, ma è anche la parte più noiosa.

 

Qual è stato invece l’aspetto che avete amato di più?

Amiamo il plotting iniziale, e amiamo tanto scrivere soprattutto le scene tra i personaggi. Anche durante la prima fase degli edits ci siamo divertite sotto un certo punto di vista perché una volta che abbiamo dovuto riscrivere alcune parti del libro era come scriverlo per la prima volta, anche se questa volta con più coscienza riguardo le cose tecniche suggerite dalla nostra editor.

 

Siete italiane ma avete optato per scrivere in inglese, cosa che sicuramente incuriosirà molti.
C’è un motivo particolare dietro questa scelta?
So che avete vissuto per un periodo in America, quindi immagino che l’inglese sia un po’ una seconda madrelingua.

L’amore per la lettura e la scrittura è nata grazie alle nostre maestre in America. Lì si dà molta importanza alla lettura, o almeno lo si faceva alla nostra scuola. Avevamo un’ora di “Reading Class”, cioè di classe di lettura, e dopo mangiato ci facevano leggere mezz’ora un libro a nostro piacere. Alcune lezioni diventavano un’occasione di scrittura creativa. Quando siamo tornate in Italia non abbiamo smesso di scrivere in inglese. Ma non nascondiamo che il motivo più grande che ci ha spinte lontane dall’editoria italiana è la percezione che abbiamo del Fantasy nel nostro Paese. Nell’ultimo periodo sembra ci sia una rinascita del Fantasy, ma comunque se entriamo in una libreria la maggior parte dei libri sono traduzioni dei libri scritti originariamente in lingua inglese. Di italiano c’è ancora poco, e questo perché sembra essere un genere molto snobbato nel nostro paese da chi si crede di essere grande intenditore.

 

Com’è stato lavorare con una casa editrice? (Ilahara - The Last Myrassar verrà pubblicato dalla casa editrice Literary Wanderlust - @literary__wanderlust su Instagram)

E’ stato bello. Loro hanno proveduto a offrirci un editor, una copertina stupenda e la stampa dei libri che non avremmo potuto permetterci da sole. 

 

Tornando a Ilahara, cosa possiamo aspettarci da questo romanzo in 4 parole?


Azione, stabstabstab, intrigo politico (contatecelo come una sola parola, please!), divertimento.
Chiara vuole essere seria, ma Maria vuole aggiungere una quinta parola al pari di supercalifragilistichespiralidoso: slowburnenemiestolovers.  Ecco.

 

Il vostro personaggio preferito?

Mykal Todrak.

 


E quello di cui avete amato di più scrivere?

Ve ne diciamo due, uno scritto da Chiara e l’altro da Maria, ma non vi diciamo chi scrive chi perché siamo cattive: Shara e Cassia. Sono state le più difficili per motivi differenti e sono anche due donne molto forti ma diverse tra di loro.

 

In ultimo, ho letto ci saranno degli incentivi per il pre-order, ehehe.

Sì, ci sono. Condivideremo più informazioni appena abbiamo definito i dettagli ma diciamo che i nostri follower hanno già avuto abbondanti sneak peek su cosa possono aspettarsi. 


E questo è quanto car* lettor*! Devo dire che quest'intervista, seppur breve, è stata davvero molto interessante e credo lasci anche più di uno spunto di riflessione su cui poter discutere, tanto che (piccolo spoiler), gli appuntamenti con Ilahara non sono terminati
qui, quindi se non volete perdervi i prossimi vi consiglio di rimanere aggiornati sulle uscite del blog! 😏
Ringrazio ancora Chiara e Maria per la loro disponibilità nel rispondermi e anche le mie partner in crime Erika e Camilla perchè assecondano e supportano ogni mia idea improvvisa su nuovi progetti.  Devo dire di essermi divertita molto e credo che questa intervista, nelle sue risposte, lasci trasparire le persone adorabili che sono queste due ragazze, sempre pronte a supportare gli altri nella comunità bookstagram, indipendentemente dalla quantità di follower del proprio account - e anche questo, dobbiamo dirlo, non è proprio da tutti.

In ogni caso, per rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità relative a Ilahara (oltre che futuri progetti, su cui le ragazze stanno già lavorando) e a questo duo tutto al femminile, vi ricordiamo i link dei loro social media:


 
 

Alla prossima intervista!💓
-Chiara