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Monday, 12 May 2025

Recensione: "UNSTEADY" di Peyton Corinne

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi torno su questi schermi per parlarvi di uno sport romance dolce, con spunti interessanti, ma che allo stesso tempo non è riuscito a portare la profondità che una storia del genere doveva avere, Unsteady di Peyton Corinne.

Titolo:
Unteady: Forti e fragili come il ghiaccio
Autrice: Peyton Corinne
Data d'uscita: 11 marzo 2025
Editore: Mondadori
Pagine: 360
Prezzo: 19,50€

Trama: Rhys Koteskiy è tornato, o almeno così sembrerebbe. Dopo il tremendo infortunio subito durante le Frozen Four dell'anno precedente che gli ha provocato una commozione cerebrale, il capitano della Waterfell University e promessa della NHL non è più a suo agio sul ghiaccio. Afflitto da attacchi di panico ogni volta che tenta di pattinare, Rhys si chiede se potrà mai giocare di nuovo, o se vorrà farlo. Sadie Brown ha deciso: questo semestre vuole rimanere concentrata, a qualunque costo. Sommersa dai debiti e impegnata da lavoro, udienze per la custodia dei fratelli e allenamenti, il suo unico obiettivo, ogni giorno, è arrivare viva a sera. Genio e sregolatezza del pattinaggio artistico, ha un carattere piuttosto spigoloso e, nel campus, si è fatta una certa reputazione. Non bella, a dire il vero. Quando una mattina, per caso, assiste a uno degli attacchi di panico di Rhys e va in suo soccorso, tra i due nasce immediatamente un'intesa. Da quel momento, inizieranno a condividere la pista da ghiaccio, la loro musica preferita e, di lì a poco, qualcosa di più, ma a una condizione: nessuna implicazione sentimentale. Le cose si complicano però quando Rhys si scopre attratto da Sadie, un tornado di emozioni sparate a tutto volume che leniscono la sua sensazione di vuoto, ora che si sente l'ombra del ragazzo e del giocatore che era un tempo. La stessa Sadie deve lottare con se stessa per resistere alla crescente attrazione che prova per il campione di hockey. Quello che ancora non hanno capito, però, è che l'unico modo per guarire le proprie ferite non è fingere ostinatamente di essere o provare altro da quello che sono e provano, ma essere onesti fino in fondo con se stessi e con gli altri. La felicità, talvolta, è molto più vicina di quanto sembri...



Serie:
1. Unsteady
2. Unloved
... da continuare




Recensione:

Voto: 3 stelle!

Unsteady è un libro che mi è piaciuto, ma con riserva. È riuscito a intrattenermi e a coinvolgermi nella varie vicende dei personaggi, ma per i temi trattati trovo che manchi di profondità. Si parla di molti argomenti delicati, ma mi è sembrato che la scrittrice stesse sempre sulla superficie, senza mai andare a sviscerarli. 

Da una parte abbiamo Rhys, giocatore di hockey che dopo un'incidente sul campo non riesce più a pattinare senza avere un attacco di panico. L'ansia che prova il ragazzo è uno dei temi principali del romanzo, ma certe volte non è ben chiaro cosa comporti. Ha problemi tutte le volte che pattina o solo quando c'è una partita? Perché ci viene presentato come se fosse il primo caso, ma allo stesso tempo lo incontriamo mentre sta dando lezioni di pattinaggio. Anche la risoluzione di questi suoi problemi risulta poco pensata, un momento ci sono e un altro no. Tutto il lavoro per migliorarsi avviene molto off-screen.

Dall'altra parte c'è Sadie, pattinatrice di talento che non riesce a concentrarsi sullo sport dovendo gestire la sua famiglia, soprattutto i fratelli piccoli a cui deve praticamente fare da genitore. Non so se sia voluto o meno, ma la storia della ragazza ricalca a volte quella raccontata da Chloe Walsh nella serie Boys of Tommen e per chi ha letto la storia dell'autrice irlandese, questa risulta molto sottotono. Sadie ci viene presentata come una ragazza che mette al primo posto il benessere dei fratelli, ma sapendo la vita che hanno a casa abita comunque nel dormitorio scolastico (non gliene sto facendo una colpa, ma questa scelta è strana essendo casa sua molto vicino all'università) e più volte non viene completamente mostrato quello che potrebbe fare. Successivamente, andando avanti con la narrazione, vengono introdotte altre problematiche per lei, ma tutte mi sembrano che abbiano una risoluzione frettolosa e fin troppo semplice. Forse sarebbe stato meglio concentrarsi unicamente solo su alcune problematiche. 

La scrittrice, attraverso i due protagonisti, porta molti temi delicati sul tavolo, ma non riesce a renderli incisivi come dovrebbero e avrebbero potuto essere. Molte volte non ci fa vivere i loro momenti salienti in prima persona, ma preferisce che loro raccontino successivamente quello che è avvenuto. Questo mi ha impedito di ricevere quel pugno allo stomaco che storie del genere dovrebbero trasmettere. Troppe problematiche, troppe poche pagine per gestirle e delle risoluzioni molto veloci che sembrano far finire tutto ad acqua di rosa.

I due insieme mi sono piaciuti, c'è un po' di insta-attraction, ma alla fine risultano carini e piacevoli da leggere. La musica è uno degli argomenti che li lega e se da una parte ho trovato carino il legame che formano attraverso di essa, dall'altra non posso nascondere che mi aspettavo avesse un ruolo più incisivo all'interno della narrazione. Approvate in pieno, invece, le scene con i fratelli di lei. Adorabili e divertenti, di sicuro le mie preferite della storia. 

Uno dei punti a favore, per me, è stata assolutamente la gestione dei personaggi secondari. Al momento sto notando che nelle serie romance di autoconclusivi le scrittrici cerchino di non approfondire troppo i personaggi prima che diventino protagonisti, al contrario la Corinne in questo romanzo ha già presentato possibili future coppie cominciando già a introdurre le loro storie e le problematiche che affronteremo nei loro libri. La scrittrice è riuscita così a farmi interessare ai suoi prossimi romanzi, cosa che di questi tempi è più unica che rara. 

La narrazione è fluida e tra i vari drammi anche interessante, ma a volte mi è sembrato che mancasse parte di testo. Cambiamenti repentini, scelte improvvise e avvenimenti avvenuti off-screen, hanno contribuito a non dare alla storia la profondità che necessitava. 

Unsteady è il primo romanzo di una serie hockey romance che riesce a mischiare momenti dolci, romantici e divertenti, con problematiche reali che parlano ai giovani d'oggi. Forse alcune pagine in più avrebbero aiutato la scrittrice a poter approfondire alcuni argomenti, rendendo la storia più profonda e incisiva.

- Camilla

Monday, 17 March 2025

Recensione: "THE FAVORITES" di Layne Fargo

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi parlo di un libro che mi ha letteralmente ossessionato e che penso che sia perfetto per tutti i fan di Taylor Jenkins Reid.


Titolo:
The Favorites
Autrice: Layne Fargo
Data d'uscita: 4 marzo 2025
Editore: Mondadori
Pagine: 516
Prezzo: 20€
Serie: Autoconclusivo
Audiolibro: Si (Audible)

Trama: Anche se non ha alle spalle un nome altisonante, né una famiglia che la sostenga economicamente o emotivamente, Katarina Shaw ha sempre saputo di essere destinata a diventare una stella del pattinaggio olimpico. Quando incontra Heath Rocha, un ragazzo orfano, silenzioso e solitario, tra i due nasce istantaneamente un'intesa profonda, che li renderà una coppia formidabile sul ghiaccio e nella vita. Aggrappati al pattinaggio per sfuggire alle loro esistenze problematiche e riscrivere il proprio futuro, Kat e Heath scalano in fretta la strada che li conduce da giovani promesse a inarrestabili campioni di danza su ghiaccio. Belli, sfacciati e senza paura di mostrare la passione che li unisce anche in pista, i due giovani conquistano il pubblico con la chimica dei loro corpi, uno stile ribelle e una relazione da montagne russe. Fino a quando un incidente scioccante alle Olimpiadi di Sochi mette improvvisamente fine alla loro storia. Con l'avvicinarsi del decimo anniversario dall'ultima esibizione, un documentario non autorizzato riaccende l'ossessione per Kat e Heath, promettendo di svelare cosa sia realmente accaduto tra di loro. Kat non vuole avere nulla a che fare con il documentario, ma non può sopportare l'idea che qualcun altro pretenda di definire la verità al posto suo. Così, dopo un decennio di silenzio, decide di raccontare la sua versione: dalle tragedie d'infanzia che hanno saldato quel legame totalizzante tra lei e Heath, fino agli scontri e alle incomprensioni che li hanno portati a separarsi. Cosa siamo disposti a sacrificare per inseguire un sogno? Alternando il punto di vista di Katarina e i frammenti delle interviste con gli amici più stretti e i rivali più accaniti, The Favorites racconta i risvolti più morbosi dell'amore - che sia per una persona o uno sport - quando si trasforma in ossessione. Una storia travolgente, ambientata nel mondo scintillante e feroce del pattinaggio agonistico.





Recensione:

Voto: 4.25 stelle!

Il libro, come il documentario al suo interno, attira i lettori promettendo una storia d'amore fatta di passione e scandali, ma se gli spettatori dell'audiovisivo fittizio al suo interno si ritrovano a guardare esattamente questo, noi lettori ci troviamo davanti a una storia diversa da quella che ci aspettavamo.

Grazie ai capitoli dal pov di Kat, quella che ci viene presentata non è una semplice storia d'amore, ma una storia di sogni, impegno e sacrifici per raggiungere un obbiettivo. È una storia che non ha bianco e nero, in cui i personaggi sono estremamente complessi e più volte vi faranno arrabbiare o si comporteranno in modo scorretto. Non è uno sport romance, anche se uno degli argomenti principali è la danza su ghiaccio e la relazione tra Kat e Heath è una parte costante e fondamentale della narrazione. The Favorites è tante cose, ma il centro di tutto è Kat e la sua storia. 

Seguiamo Kat da quando è una giovane pattinatrice fino al suo momento di massimo successo ed è proprio la sua voce che ci accompagna tra speranze, fatiche, drammi e tradimenti nel mondo del pattinaggio agonistico. Lo stile narrativo del libro si divide in una parte narrata classicamente, con capitoli dal pov di vista di Kat, ma che racconta la storia dieci anni dopo l'incidente che ha messo fine a tutto, intervallata da una parte in stile documentaristico. Ho apprezzato che per questa parte non siano state trascritte solo le interviste, ma una specie di vera e propria sceneggiatura, con informazioni sul setting e la descrizione di immagini e video presenti nel prodotto audiovisivo. Al documentario partecipano varie persone tra insegnati, amici e rivali di Kat e Heath, ma non loro due. È proprio la voglia di Kat di raccontare la verità di quello che è successo a spingerla a prendere la decisione di dire, solo a noi lettori, cos'è realmente accaduto negli spezzoni e ipotesi che le persone intervistate stanno raccontando. 

La complessità dei personaggi, il loro presentarsi al lettore con tutti i loro sbagli e colpe li porta ad essere estremamente realistici e non facilmente amabili.
Kat è una forza della natura. Fin da piccola il suo sogno è la medaglia d'oro alle Olimpiadi e fa tutto il possibile per raggiungere al suo obbiettivo. Passa sopra chiunque pur di arrivare, anche certe volte a Heath. È un personaggio che penso si apprezzi con il tempo. Più volte all'inizio non mi è piaciuto il suo comportamento, capivo perfettamente la sua determinazione e la voglia di essere qualcuno, ma siamo abituati a leggere di personaggi, soprattutto femminili, che riescono a raggiungere i loro obiettivi essendo buone e generose. Kat non è così, è scontrosa, non facile da gestire e più volte si è rovinata con le sue stesse mani. È anche il personaggio che conosciamo meglio, proprio perché il romanzo è interamente dal suo punto di vista. Anche se non si approvano i suoi comportamenti, si capiscono sempre quali sono le motivazioni dietro. 
Se la cosa che Kat desiderava di più era il successo a livello sportivo, Heath desiderava Kat. 

Heath è la giusta controparte che serviva a Kat per raggiungere il suo sogno. L'unico desiderio del ragazzo era avere una famiglia e la possibilità di amare la ragazza e per questo si piega più volte a diventare chi o cosa a lei serviva. Questo suo volerla costantemente accontentare, per paura più volte di perderla, lo porta a prendere decisioni non sempre conformi, ma come si suol dire la linea tra amore e odio è veramente sottile. Devo ammettere che nei suoi confronti il mio cuore è sempre stato più buono, come sapete sono veramente debole davanti a un sottone e per me Heath lo è al cento per cento. Se all'inizio lo compativo maggiormente, soprattutto per le scelte che gli sono state imposte quasi per dimostrare di amare veramente Kat, andando avanti anche lui compie delle decisioni che non sono facili da digerire e più di una volta mi sarebbe piaciuto poter approfondire maggiormente alcuni dei suoi pensieri. Più di una volta mi sono chiesta cosa provava o pensava in relazione ad alcune scene o scelte che ha compiuto. 

La relazione tra i due è passionale, tormentata, ma anche tossica, proprio come la storia d'amore tra i due personaggi a cui sono ispirati, i protagonisti di Cime tempestose. Li vuoi vedere assieme, ma sai che si stanno facendo male a vicenda. Vorresti un happy ending, ma non sai se sia ormai possibile. Si amano, ma allo stesso tempo si feriscono costantemente. Sono la famiglia l'uno dell'altra, ma a tratti dei veri e propri sconosciuti. Si usano a vicenda, ma sono gli unici a capirsi con un solo sguardo. Sono complessi, diversi, ma allo stesso tempo un tutt'uno. La chimica e il legame tra i due è presente in ogni singola pagina e si percepisce il sentimento che li unisce e che con il tempo li porta a ferirsi a vicenda più di una volta. Non è una storia d'amore tutta rosa e fiori e se questo da una parte la rende veramente interessante da leggere, dall'altra è anche estremamente doloroso seguirli nella montagna russa che sono i loro sentimenti. 

La storia è il giusto mix tra Carrie Soto is Back, che lo ricorda per l'attenzione data allo sport e per la determinazione della protagonista, e Daisy Jones & the Six, che oltre per lo stile di narrazione originale lo richiama anche per il dramma presente nelle vicende vissute dai personaggi. 

Ho letto tutto il libro con la smania di continuare, perché dovevo assolutamente arrivare alla fine. E a un certo punto è subentrata della vera e propria ansia perché non avevo la minima idea di come si sarebbe potuto concludere. Di solito quando leggo una storia capisco abbastanza alla svelta se mi aspetta un finale felice o uno che mi farà piangere, ma questa volta non ne avevo la minima idea finché non l'ho effettivamente letto. È un finale non del tutto giusto, un po' agrodolce, ma credo il miglior possibile per i personaggi e quello che hanno affrontato. 

Ho veramente amato la storia, che mi ha tenuta incollata alle sue pagine, e tra gli alti e bassi ho apprezzato anche i personaggi, ma l'unica pecca del libro per me sono un po' le ultime circa cinquanta pagine, dove avvengono un susseguirsi di avvenimenti che vengono buttati uno dopo l'altro all'interno della narrazione, senza dare possibilità a chi legge di poterli assorbire completamente. Anche il fatto che per questi eventi potessimo avere solo il punto di vista di Kat mi ha lasciato con moltissime domande, sui sentimenti e le motivazioni che hanno portato certi personaggi a compiere determinate azioni, per cui sfortunatamente non avrò mai una risposta. 

The Favorites è un libro che ti coinvolge fin dalla prima pagina e non ti lascia mai andare. La tua sarà una corsa contro il tempo per arrivare all'ultima pagina e scoprire cos'è successo a Kat e Heath, ma non pensate che una volta finito riuscirete a lasciare andare i due, perché rimaranno con voi per moltissimo tempo. 

- Camilla

Friday, 29 November 2024

Recensione: "DA QUALCHE PARTE AL DI LÀ DEL MARE" di T.J. Klune

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi sono qui per parlarvi dell'ultimo romanzo di T.J. Klune, Da qualche parte al di là del mare, il sequel de La casa sul mare celeste. 


Titolo: Da qualche parte al di là del mare
Autore: T.J. Klune
Data d'uscita: 29 ottobre 2024
Editore: Mondadori
Pagine: 460
Prezzo: 19,00€

Trama: Arthur Parnassus vive una bella vita costruita sulle ceneri di una brutta vita. È il direttore di uno strano orfanotrofio su un'isola lontana e spera di diventare presto il padre adottivo di sei bambini magici che vi abitano. Nessuno di loro deve provare quel dolore che lui stesso ha provato da bambino. A fianco ha il suo grande amore, Linus Baker, ex assistente sociale del Dipartimento della Gioventù Magica; e ci sono Zoe Chapelwhite, spiritello dell'isola, e la sua fidanzata, la sindaca Helen Webb. Tutti loro faranno di tutto per proteggere i bambini e Arthur si trova a condurre una battaglia perché la sua famiglia, e tutte le persone magiche, abbiano finalmente il futuro che meritano. Ma le ombre del passato e l'arrivo di un altro bambino minano le sue certezze: la sua famiglia crescerà più forte che mai o cadrà a pezzi?

Serie:
1. La casa sul mare celeste (recensione qui)
2. Da qualche parte al di là del mare



Recensione:

Voto: 4 stelle!

Se tante persone erano molto preoccupate che questo secondo volume non sarebbe stato all'altezza del primo, io ero più che altro felice di vedere un altro spezzone delle vite di questi personaggi, sperando di ritrovare quel calore e quella gioia che mi aveva dato il primo libro, cosa che fortunatamente è avvenuta. 

Narrato, questa volta, dal punto di vista di Arthur, il libro segue Arthur e Linus mentre si apprestano ad adottare i bambini dell'orfanotrofio che gestiscono. Ma l'arrivo di una nuova ministra al dipartimento per i minori provoca a tutti loro dei problemi. 

Il libro si divide in scene di famiglia, dove viene lasciato spazio a ognuno dei bambini di mostrarsi con i propri pregi e difetti, ma anche di farci capire sono cambiati dalla prima volta che li abbiamo conosciuti. Dall'altra c'è la trama più burocratica e di come il governo tratti degli innocenti. 

I bambini mi hanno fatto morire dal ridere, adoro il rapporto che hanno tra di loro, ma anche con i loro genitori. Le scende found family sono state come un caldo abbraccio e mi è piaciuto molto come Klune abbia dato a ognuno di loro lo stesso spazio per parlare dei loro problemi. Mi sono piaciuti veramente tanto tutti i personaggi, ma Lucy con il suo dark humor mi fa spanciare dalle risate tutte le volte che apre bocca. Non sarai il preferito del Signore, ma ci sono io per te Lucy. 

La relazione tra Arthur e Linus è molto solida in questo romanzo. Si proteggono a vicenda e sarebbero pronti a tutto l'uno per l'altro. Ovviamente qualche minima incomprensione c'è, ma il loro rapporto viene messo un attimo in secondo piano per concentrarci sui bambini. 

La parte della storia riguardante l'adozione e l'inserimento del governo nelle vite dei nostri personaggi è stato davvero un colpo al cuore, soprattutto pensando che queste cose accadono tutti i giorni. 
Il chiaro riferimento a quella donna per l'antagonista mi ha fatto abbastanza ridere per quanto fosse palese e anche per come l'autore l'ha fatta diventare una copia di uno dei personaggi più odiati della scrittrice (quella vestita di rosa). So che alcune persone si rifiutano di leggere il libro proprio per questo palese riferimento alla scrittrice, ma lasciatemi dire che Klune poteva decisamente renderla più malvagia se voleva veramente attaccarla. Invece sotto sotto riesce a renderla un pochino umana, facendoci capire come il suo odio non nasca dal nulla. Questo giustifica quello che fa? Assolutamente no, ma rende il personaggio non solo una caricatura per fare, come ho sentito dire, "un dispetto", ma qualcuno di ben pensato che rappresenta, sfortunatamente, una parte della nostra società di oggi. 

Lo stile di Klune è sempre semplice e coinvolgente. Ero un po' preoccupata per la lunghezza dei capitoli, però li ho completamente divorati. 
Ci sono alcune scene o argomenti che avrei preferito venissero maggiormente approfonditi e il finale è ancora un pelino troppo utopico e semplicistico per i miei gusti, ma il libro mi è piaciuto molto comunque.

Ho trovato il romanzo una coccola nelle scene di famiglia, ma anche una sberla di realtà nelle difficoltà che questi piccoli bambini devono affrontare solo per essere accettati dal mondo per le loro differenze. Proprio per questi duplici sentimenti che ti accompagnano vorrei consigliare il libro soprattutto agli adolescenti. L'empatia che provi per questi bambini, può essere traslata nel mondo reale per il prossimo e questo è il più grande insegnamento che la storia dà. Il motivo per cui sono fiera di aver iniziato a leggere fantasy durante il mio periodo adolescenziale è che mi ha fatto aprire gli occhi su tantissime ingiustizie del mondo. L'empatia che si viene a provare per gli emarginati, i diversi, i "più deboli" di carta, può essere portata nel mondo reale e provata per il prossimo. Il mondo ha bisogno di più empatia e libri come questo mi fanno ben sperare che se dati in mano ai giovani, possiamo veramente aiutare una generazione a crescere con amore e non odio nel cuore. 

Da qualche parte al di là del mare è un sequel che riesce a trasmettere gli stessi sentimenti del libro precedente, riuscendo a farti dare una sbirciata alla vita di sette bambini veramente speciali. 

- Camilla 

Friday, 9 August 2024

Recensione: "SEVEN DAYS IN JUNE" di Tia Williams

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi porto la recensione di un libro che ho atteso tantissimo, Seven Days in June.


Titolo:
Seven Days in June
Autrice: Tia Williams
Data d'uscita: 16 luglio 2024
Editore: Oscar Vault
Pagine: 372
Prezzo: 15€
Serie: Autoconclusivo

Trama: Eva Mercy, mamma single, è un'autrice di bestseller erotici. Shane Hall è un romanziere pluripremiato che vive lontano dai riflettori. Quando si incontrano a un evento letterario, sono subito scintille: quello che nessuno sa è che quindici anni prima i due hanno vissuto una settimana di intensa passione e, anche se adesso fingono di non conoscersi, non possono ignorare il passato. Ora hanno solo sette giorni per scoprire cos'è che ancora sembra tenerli uniti.








Recensione:

Voto: 3.5 stelle!

Sono interessata a questo libro da quando è uscito in inglese e finalmente con la sua pubblicazione in italiano sono riuscita a recuperarlo. Avevo delle aspettative davvero alte e anche se la storia mi è piaciuta, sfortunatamente non mi ha distrutto l'anima come mi aspettavo. 

Eva e Shane si sono incontrati per caso all'ultimo anno di liceo e tra loro è scattata la scintilla. Hanno passato insieme solo sette giorni intensi, prima di non rivedersi più per i successivi quindici anni. Oggi sono entrambi scrittori e quando si rincontrano la passione che avevano provato non è del tutto assopita. 

Questa tipologia di storia è il mio pane quotidiano. Le amo, proprio perché leggere di due persone che si amano, ma che sono state divise dalla vita mi emoziona particolarmente. La scrittrice è riuscita a coinvolgermi nella sua storia, ma non a conquistarmi del tutto. Mi è sembrato che non si immergesse mai nelle problematiche dei due protagonisti, per rimanere sempre sulla superficie. Soprattutto per quanto riguarda il rapporto tra Eva e Shane. Il tempo che passano insieme è relativamente poco sia nel passato che nel presente, e questo mi ha portato a non capire fino in fondo come mai vogliono stare insieme. Posso capire la connessione istantanea, ma non mi è mai sembrata veramente profonda. 

Le scene ambientate nel passato sono relativamente poche e ci troviamo davanti più a un riassunto che ad altro. Oggettivamente questo non è un male e ci sta con il tipo di racconto che la Williams ha portato avanti. I due passano questi sette giorni insieme a cercare di assopire i loro demoni con qualsiasi rimedio e quindi ci sta riassumere solo cosa hanno fatto. Ma dall'altra parte sorge spontanea la domanda del perché i due siano così legati l'uno all'altra. Il bonding legato al trauma può arrivare fino a un certo punto, poi servono altre prove che possano mostrare la solidità di un rapporto. 

Speravo che questo avvenisse nei capitoli ambientati nel presente, ma la loro relazione sembra ripartire semplicemente da dove si erano lasciati. È vero che sono persone diverse, che hanno superato o stanno combattendo in modo più sano i loro demoni, ma la domanda centrale del perché sono così legati l'uno all'altra rimane ancora senza risposta. Leggendo il romanzo non ho mai trovato una motivazione del perché i due desiderassero stare insieme o come mai abbiano passato gli ultimi quindici anni della loro vita a comunicare indirettamente attraverso i loro romanzi. Posso capire che il loro incontro sia stato una svolta nella loro vita, ma penso che la scrittrice doveva approfondire meglio i loro sentimenti per riuscire a creare una storia più profonda.

Questo è anche uno di quei libri in cui non sono sicura che la coppia possa veramente avere il suo happy ending. I due ci vengono sempre mostrati nei momenti in cui rubano del tempo al mondo reale, ma all'interno di una vita con le sue varie problematiche riuscirebbero a rimanere uniti? Mi sarebbe piaciuto vedere di più questi vari momenti, che a mio parere avrebbero mostrato sia la crescita dei personaggi che una vera e propria possibilità di relazione. Al contrario non viene mai mostrato come potrebbe essere la loro vita insieme o cosa faranno in futuro e questo per me ha svalorizzato la coppia, rendendola qualcosa di passeggero.

Se la relazione tra i due non mi ha colpito del tutto, ho invece molto apprezzato il legame tra Eva e sua figlia. Il loro rapporto è il miglior descritto all'interno del libro e più volte mi ha fatto ridere o piangere. Grazie alla narrazione onnisciente ci viene permesso di leggere anche dei capitoli dal punto di vista della figlia, rendendola un personaggio a tutti gli effetti e non solo qualcuno di passaggio per due scene carine. 

L'altro argomento meglio sviluppato nella storia è la disabilità di Eva. È una situazione di cui si parla costantemente ed è stato difficile leggere di come solo perché è qualcosa di non vedibile la protagonista abbia fatto fatica a ricevere le cure appropriate e come questa malattia influisca costantemente sulla sua vita. Questa disabilità è stata anche una delle ragioni per cui è finito il suo primo matrimonio, quindi mi sarebbe piaciuto vedere come avrebbe reagito Shane in caso di un episodio, ma sempre per la motivazione che i due sembrano solo rubare del tempo al mondo reale questo non avviene e per me è stato un vero peccato. 

Il libro è scritto molto bene, potendo cambiare a piacimento tra le voci dei vari personaggi la scrittrice riesce a dare alla sua storia più sfumature che la rendono complessa e accattivante. L'unica pecca è proprio nella relazione tra Eva e Shane che sembra sempre troppo superficiale.

- Camilla

Wednesday, 7 August 2024

Recensione: "THE FRAGILE THREADS OF POWER" di V.E. Schwab

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi parlo di The Fragile Threads of Power, il romanzo con cui V.E. Schwab è tornata nel mondo di Shades of Magic. 


Titolo:
The Fragile Threads of Power
Autrice: V.E. Schwab
Data d'uscita: 11 giugno 2024
Editore: Oscar Vault 
Pagine: 684
Prezzo: 28€
Audiolibro: Si 

Trama: Sono passati sette anni da quando le porte tra i mondi sono state sigillate. Sette anni da quando Kell, Lila e Holland si sono opposti a Osaron, in una battaglia disperata che ha salvato i mondi di Londra Rossa, Grigia e Bianca. Sette anni da quando la magia di Kell è stata infranta e Holland ha perso la vita. Ora Rhy Maresh governa Londra Rossa, che ribolle di cospirazioni e rivolte, mentre a Londra Bianca è comparsa una nuova Antari, Kosika, il cui cruento fanatismo religioso potrebbe evocare un potere troppo vasto per essere controllato. In questo mosaico di nuovi amici e vecchi nemici, una ragazza dotata di un'insolita abilità entra in possesso di un oggetto in grado di cambiare il destino dei quattro mondi. Il suo nome è Tes ed è l'unica in grado di unire le fragili trame del potere. O di spezzarle per sempre.


Serie:
1. The Fragile Threads of Power
2. Non ancora annunciato
3. Non ancora annunciato


Recensione:

Voto: 4.5 stelle!

Sette anni dopo l'uscita dell'ultimo volume della trilogia Shades of Magic V.E. Schwab torna a raccontare una storia all'interno del suo universo fantasy più famoso. 
Anche per i personaggi sono passati sette anni e tra vecchi amici, nuovi incontri e parecchie minacce ancora una volta non c'è un momento per stare tranquilli. 

Questo primo romanzo della nuova trilogia Threads of Power è un lungo prologo, in cui viene spiegato cos'è successo nella vita di Kell, Lila, Rhy e Alucard negli ultimi sette anni e allo stesso tempo introduce nuovi personaggi e problemi che i nostri eroi dovranno affrontare. 

I protagonisti della trilogia precedente tornano a occupare la scena. Troviamo Kell che cerca di capire chi è lui senza la sua magia, accompagnato da Lila che finalmente vive la vita che ha sempre voluto. A Londra, invece, Rhy e Alucard devono affrontare varie minacce rivolte verso la loro famiglia.
Vengono poi introdotte Tes e Kosika. La prima è una semplice ragazzina che per colpa dei suoi poteri si trova incastrata in una situazione più grande di lei, mentre la seconda è la nuova regnante di Londra Bianca, una fanatica religiosa che venera Holland. 

I vari filoni narrativi continuano a intrecciarsi nella storia, fino al momento di convergenza finale. Questo continuo spostamento di punto di vista permette al libro di essere molto ritmato e non stancare quasi mai. Tra i vecchi personaggi hanno un ruolo fondamentale Lila e Alucard, mentre Tes è una nuova aggiunta interessante, ma che non riesce a brillare del tutto proprio per la presenza dei protagonisti precedenti.
La trama che mi ha coinvolto di meno è quella di Kosika, al momento distaccata dalle altre. Proprio per questo la quasi sua "interruzione" del flusso narrativo all'inizio mi ha un po' annoiato. Ma c'è sempre una motivazione per tutto e andando avanti anche la sua storia è diventata interessante.

Quello che mi era piaciuto di più di Shades of Magic erano i rapporti tra i vari personaggi e anche questa volta sono l'occhiello del romanzo. Il rapporto di fratellanza tra Kell e Rhy, quelli amorosi di Rhy e Alucard, Kell e Lila, sono tutti meravigliosi. Non ho potuto che sorridere costantemente mentre erano in scena, perché è stato veramente bello poterli rivedere insieme e percepire tutto l'amore che provano gli uni per gli altri.

Definisco questo libro più un prologo in quanto mi è sembrato che la Schwab stesse preparando la sua nuova scacchiera, rimettendo sul tavolo vecchi giocatori e presentandone di nuovi. Molta della storia si svolge anche attraverso flashback per scoprire il passato dei vari personaggi, portandoci ad arrivare alla fine del romanzo con più o meno le stesse informazioni che avevamo all'inizio. Una lunga spiegazione, che grazie allo stile di Victoria è molto coinvolgente, ma che arrivata alla fine mi ha dato la percezione che mancasse quel pizzico in più per conquistarmi totalmente. 
Proprio per questo fatto il finale risulta abbastanza tranquillo. Abbiamo ricevuto qualche risposta, tante sono ancora aperte, ma le vicende sono state lasciate in una situazione abbastanza di stallo. Non vedo comunque l'ora di sapere cosa succederà, ma visto i tempi di attesa che si prospettano per il seguito, sono contenta che non ci abbia lasciato con un cliffhanger. 

The Fragile Threads of Power è un primo libro abbastanza calmo, che serve al* lettor* per ricongiungersi nuovamente al mondo creato dalla Schwab. Una introduzione interessante, che riesce a preparare la strada a una storia che ancora una volta sarà epica. 

- Camilla 

Monday, 24 June 2024

Recensione: "YELLOWFACE" di R.F. Kuang

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi porto la recensione di un libro che veramente apprezzato, Yelloface, il nuovo romanzo di R.F. Kuang.


Titolo:
Yelloface
Autrice: R.F. Kuang 
Data d'uscita: 21 maggio
Editore: Mondadori
Pagine: 384
Prezzo: 22€
Serie: Autoconclusivo 

Trama: Che male può fare uno pseudonimo? Juniper Song ha scritto un libro di enorme successo. Però forse non è esattamente chi vuole far credere di essere. June Hayward e Athena Liu, giovani scrittrici, sembrano destinate a carriere parallele: si sono laureate insieme, hanno esordito insieme. Solo che Athena è subito diventata una star mentre di June non si è accorto nessuno. Quando assiste alla morte di Athena in uno strano incidente, June ruba il romanzo che l'amica aveva appena finito di scrivere ma di cui ancora nessuno sa nulla, e decide di pubblicarlo come fosse suo, rielaborato quel tanto che basta. La storia, incentrata sul misconosciuto contributo dei cinesi allo sforzo bellico inglese durante la Prima guerra mondiale, merita comunque di essere raccontata. L'importante è che nessuno scopra la verità. Quando però qualcosa comincia a trapelare, June deve decidere fino a che punto è disposta a spingersi pur di mantenere il proprio segreto. Un romanzo spassosamente tagliente che parla di diversità, razzismi, privilegi e appropriazione culturale. E dei limiti che non si dovrebbero mai superare.



Recensione:

Voto: 5 stelle!

R.F. Kuang è una delle scrittrici di questa generazione. Tutti i suoi libri riescono a centrare perfettamente il messaggio che vogliono trasmettere e rimangono impressi in chi li legge e infatti Yellowface dimostra ancora una volta che la bravura della scrittrice. Tra le sue tre storie questa è quella più approcciabile. Messe da parte le guerre e le traduzioni passiamo al mondo editoriale, sempre parlando però del problema del razzismo in vari ambienti della vita di tutti i giorni.

Juniper è il personaggio più riuscito della Kuang. Protagonista indiscussa, chi legge rimarrà più volte esterrefatto davanti ai suoi pensieri e soprattutto a come rigira la realtà per sentirsi a posto rispetto a quello che ha fatto, pensando sempre di essere il centro delle azioni che compiono gli altri.
Una vera e propria Karen, che se è difficile da sopportare a volte riesce comunque a fare un po’ di tenerezza. Credo che alcuni suoi pensieri sul successo e quello che lasceremo al mondo accomunino un po’ tutti noi. Però anche questa empatia ha breve durata, perché immediatamente Juniper ricade nell’invidia e la rabbia che la contraddistinguono.


Athena, anche se muore precocemente, è l’altra grande protagonista. Il suo fantasma e il suo ricordo assillano Juniper in scene che non si capisce fino all’ultimo se siano reali o meno. 
Non la conosciamo mai direttamente, ma solo attraverso i pensieri delle altre persone. Chi era veramente Athena? Non lo sapremo mai. Se quando a presentarci la sua persona è solo Juniper siamo propensi a darle quasi una santificazione, capendo che l’amica la vede solo attraverso lo sguardo verde dell’invidia, andando avanti e conoscendola attraverso gli occhi di altri personaggi Athena risultata un personaggio complesso e difficile da inquadrare.

Il racconto del settore editoriale è tutt’altro che idilliaco. La Kuang ci mostra un mondo fatto di invidie, screzi e opportunità che possono finire immediatamente. Un mondo brutale e a cui la scrittrice non risparmia nessuna critica. A volte, devo essere onesta, mi sono chiesta come abbia convinto il suo editore a pubblicare questo romanzo.

Ancora una volta la scrittrice ci porta a riflettere sul tema del razzismo, evidente in molti dei pensieri della protagonista. Credo che chiunque legga il romanzo sarà portato a farsi un’esame di coscienza anche per il fatto che alcune volte i pensieri di Juniper sono qualcosa che abbiamo pensato anche noi o che non riteniamo essere così gravi come idee. Ma se a dirlo è un personaggio che sbaglia continuamente, che ha una chiara propensione ad avere pensieri discordi dai nostri, significa che sotto sotto anche noi siamo un po’ come lei? 
Come ho detto è una storia che fa molto riflettere e le parole della scrittrice rimarranno con me per molto tempo.

Durante tutta la lettura non avevo idea di come si sarebbe conclusa la storia. Non riuscivo a capire che direzione le avrebbe fatto prendere la Kuang, ma finito il libro devo dire che ha trovato un modo geniale per concluderlo. Una fine appropriata e che riesce a dare anche la stoccata finale al messaggio che ha voluto trasmettere.

Yellowface è un libro che secondo me tutt* dovrebbero leggere. Una storia pungente, ben congegnata e che ti terrà sulle spine fino all’ultima pagina. 

- Camilla

Friday, 3 May 2024

Recensione: "LO SCUDO DEL PRINCIPE" di Cassandra Clare

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi vi porto la recensione dell'ultimo libro firmato da Cassandra Clare, Lo scudo del principe. Il primo volume della sua nuova serie high fantasy scollegata dal mondo di Shadowhunters e lasciatemi dire che dopo la delusione de La catena di spine, bentornata Cassandra!


Titolo:
Lo scudo del principe
Autrice: Cassandra Clare
Data d'uscita: 16 gennaio 2024
Editore: Mondadori
Pagine: 540
Prezzo: 21,90€
Audiolibro: Si

Trama: Io sono lo Scudo del Principe. Sono la sua armatura indistruttibile. Sanguino perché lui possa non sanguinare. Soffro perché lui non debba soffrire. Muoio perché lui possa vivere per sempre. 

Questo è il destino inesorabile di Kel, prelevato dalla Casa degli Orfani di Aigon quando era poco più che un bambino per diventare la controfigura dell’erede al trono, il suo scudo umano. Cresciuto accanto al principe Conor quasi come un fratello, viene addestrato fin dal primo giorno a morire al suo posto, prima o poi. Nessun altro futuro è possibile per lui.
Lin Caster è una guaritrice appartenente alla piccola comunità Ashkar che, nel regno, è l’unica ancora in grado di esercitare la magia e che, per questo motivo, è stata confinata nel Sault, un’area recintata di Castellane da cui nessuno è autorizzato a uscire. Alla ragazza, però, capita spesso di disattendere il divieto, perché altrimenti non potrebbe curare i malati e i moribondi della città.
Quando i due giovani si incontrano in seguito a un attentato, i loro destini si intrecciano indissolubilmente. Una misteriosa figura che governa il mondo sotterraneo e criminale della città li trascinerà in una realtà fatta di intrighi e ombre dove scopriranno quanto la corruzione si estenda dai bassifondi più oscuri di Castellane fino alla torre più alta dei suoi palazzi. Perché se c’è una cosa che, qui, accomuna i nobili più ricchi e i criminali più dissoluti è la loro insaziabile brama di ricchezza e potere.
Posti di fronte allo svelamento di segreti a lungo custoditi, Kel e Lin saranno costretti a chiedersi se la conoscenza valga il prezzo del tradimento e, soprattutto, il rischio che la loro nazione finisca in guerra e il mondo nel caos…



Serie:
1. Lo scudo del principe 
2. The Ragpicker King (in inglese 4 marzo 2025)
3. Ancora da annunciare 
4. Ancora da annunciare 




Recensione:

Voto: 4 stelle!

Ho impiegato molto tempo a trovare il giusto momento per leggere questo romanzo. L'ho iniziato più volte, ma è una storia veramente complessa che mette le radici nel fantasy puro e per questo risulta a primo acchito difficile per la marea di informazioni a cui vieni fin da subito sottoposto. 

Le prime duecento pagine sono quelle che la scrittrice si prende per presentare il worldbuiling che ha creato per questa nuova storia. È una parte veramente piena di informazioni, forse troppe tutte insieme e non permettono a chi leggere di immergersi completamente nella lettura. Mi è sembrato che la Clare abbia voluto dimostrare a tutti i costi di poter scrivere un high fantasy. In un mondo in cui ultimamente le scrittrici vengono relegate al genere romantasy, lei va contro corrente con un fantasy puro e immediatamente mette i puntini sulle i, raccontandoti nei minimi dettagli il mondo che ha pensato. Se da una parte faccio i complimenti alla scrittrice perché ha veramente pensato a tutto, dall'altra non mi servivano tutte queste informazioni, che hanno rallentato molto la narrazione. 

La presentazione iniziale finisce con l'incontro tra i protagonisti, che dà veramente avvio alla storia. Da qui i capitoli diventano più scorrevoli e ci addentriamo maggiormente nei problemi di corte. 
Questo primo romanzo risulta molto introduttivo, non succede tanto a livello di trama orizzontale, ma è l'inizio di varie storie che andranno a svilupparsi in seguito. La parte più interessante è forse il finale dove comincia l'azione che proseguirà nei prossimi volumi.

È un romanzo molto corale, ma per adesso solo quattro personaggi sono stati sviluppati maggiormente: Kel, Lin, Conor e Antonetta. 
Kel era un bambino quando è stato prelevato dall'orfanotrofio per essere buttato al centro delle politiche del palazzo come Scudo del principe. Il suo lavoro è quello di sostituire l'erede al trono in situazioni complicate, facendogli proprio da scudo rispetto al mondo. Mi è molto piaciuto come personaggio e sono curiosa di vedere dove lo porterà la strada che ha intrapreso. È stato condizionato fin da piccolo a mettere prima di tutto il benessere di Conor, a cui è legato da un affetto sincero, ma credo che il suo percorso lo porterà a considerare di più anche quello che lui vuole nella vita. 
Lin fa parte degli Ashkar, un popolo nomade in grado di esercitare la magia che non viene buon visto dalla popolazione e che per questo è stato confinato nel Sault, un'area recintata di Castellane. È molto evidente l'ispirazione che la scrittrice ha preso dal popolo ebraico e quello che queste persone subiscono fa provare veramente tanta rabbia in chi legge. Il sogno di Lin è quello di diventare una guaritrice, ma è stata fin da subito ostacolata in quanto donna. È un personaggio forte, determinato, che non si fa mai mettere i piedi in testa da nessuno e che è pronta a tutto pur di salvare la sua migliore amica. 
Conor è l'erede al trono e devo ammettere che i miei sentimenti per lui sono contrastanti. Se capisco il suo potenziale e apprezzo molto il rapporto che ha con Kel, dall'altra trovo che sia quello che ha bisogno di un maggior percorso di crescita. È viziato e abituato a ricevere tutto quello che vuole, senza sapere i reali problemi che affrontano le persone comuni e anzi proprio non rendendosene conto. Tante volte mi ha irritato e anche se vedo del potenziale al momento devo dire che la nostra relazione è sull'hate to love. 
Antonetta è un'amica di infanzia di Kel e Conor. Un vero maschiaccio che passava tutto il tempo a giocare con i ragazzi, fino a quando non è dovuta crescere per soddisfare le ambizioni della madre, che adesso la vorrebbe sposata con il principe. L'ho molto apprezzata come personaggio, si vede che nasconde più di quello che dice e sono veramente curiosa di poterla approfondire in seguito. 
In questo primo volume la storia è narrata solo dal punto di vista di Kel e Lin, ma spero che andando avanti la Clare aggiunga anche i punti di vista degli altri personaggi, così da poterli comprendere meglio. 

Per quanto riguarda la parte romance, in questo libro è poco presente. Ci sono vari intrecci amorosi che si legano e slegano, ma verso la fine sembrano chiare le due storie d'amore che ha intenzione di sviluppare la scrittrice. Prima di iniziare la lettura avevo in mente coppie diverse, ma devo dire che quelle che ha creato hanno molto potenziale e sono molto ansiosa di poter leggere come si evolveranno. Ammetto di essere già un pochino ossessionata da una delle due, ma questo è il potere di Cassandra Clare che grazie al minimo slow burn già mi ha conquistato. 

Se avete amato Shadowhunters sono convinta che vi piacerà anche questa nuova avventura della scrittrice. È più complessa sotto certi aspetti, ma lo stile e l'attenzione che viene data ai personaggi è sempre il marchio di fabbrica della Clare. 
Al momento non trovo neanche la storia così adult, è più nella linea new adult che hanno preso le scrittrici che hanno fatto il passaggio da YA. Personalmente credo che questi target siano ormai veramente troppo labili, ci sono scrittrici che già nello YA scrivevano storie più mature e adesso chi si trova nel genere New Adult scrivono facilmente qualcosa che potrebbe essere anche per i più giovani. Tutto questo per dirvi che Lo scudo del principe per temi trattati è abbastanza in linea con la serie di Shadowhunters, non è un fantasy che si avvicina a Game of Thrones, ma più a Throne of Glass. 

Lo scudo del principe è un romanzo che dopo un'introduzione molto prolissa in cui la Clare vuole dimostrare di essere in grado di poter scrivere questo genere, torna nell'elemento della scrittrice con personaggi ammalianti, storie interessanti e l'inizio di storie d'amore che vi faranno andare fuori di testa per averne di più. 

- Camilla 

Wednesday, 14 February 2024

Recensione: "LA CASA DI FIAMMA E OMBRA" di Sarah J. Maas

Buongiorno amic* lettor*!
Torno su questi schermi per parlarvi di uno dei romanzi più attesi dell'anno, La casa di fiamma e ombra, il terzo volume della serie Crescent City. 

Se prima di immergervi nella lettura di questo romanzo vi serve una rinfrescata, vi ricordo che sul blog potete trovare il riassunto del primo e del secondo volume. 

La recensione può contenere informazioni di quello che succede nei libri precedenti della serie!


Titolo:
La casa di fiamma e ombra 
Autrice: Sarah J. Maas 
Data d'uscita: 30 gennaio 2024
Editore: Mondadori 
Pagine: 732
Prezzo: 22,90€

Trama: Bryce Quinlan non si sarebbe mai aspettata di vedere un mondo diverso da Midgard ma, ora che è successo, l’unica cosa che vuole è tornare indietro. Tutto ciò che ama è lì: la sua famiglia, i suoi amici, il suo compagno. Bloccata in un luogo spaventoso e a lei sconosciuto, avrà bisogno di tutto il suo ingegno per riuscire a tornare a casa. E non è un’impresa facile dal momento che Bryce non ha la più pallida idea di chi potersi fidare. Hunt Athalar si è trovato in molte situazioni difficilissime nella sua vita, ma questa potrebbe essere la più complicata di sempre. Dopo alcuni mesi in cui ha avuto tutto ciò che desiderava, si trova di nuovo nelle prigioni degli Asteri, privato della sua libertà e senza alcun indizio sul destino di Bryce. Vuole disperatamente aiutarla ma, finché non riuscirà a sfuggire agli Asteri, ha le mani letteralmente legate. Il mondo di Bryce e Hunt è sull’orlo del collasso, e il suo futuro poggia sulle loro spalle.


Serie:
1. La casa di terra e sangue (recensione) (riassunto)
2. La casa di cielo e aria (recensione) (riassunto)
3. La casa di fiamma e ombra 
... da continuare...




Recensione:

Voto: 4 stelle!

Se per chi legge sono passati due anni dall'uscita dell'ultimo volume della serie, per Bryce e i suoi amici la storia riprende poco dopo che l'avevamo lasciata. La Maas parte in quarta e non si ferma per tutta la durata della storia, portandoci su una montagna russa di rivelazioni, segreti e inganni. 

Questo terzo volume è più fantasy rispetto ai precedenti. La trama è l'elemento fondamentale della storia e le informazioni che vengono date sono parecchie, a tratti addirittura troppe per un solo romanzo. La scrittrice si era trattenuta nei volumi precedenti, trovandosi adesso a dover spiegare anche informazioni basilari per la costruzione del mondo. La complessità della storia creata mi ha ricordato quella de Il trono di ghiaccio, il problema è che nella sua serie d'esordio la Mass ha avuto otto libri per costruirla, mentre con solo tre romanzi a disposizione per Crescent City sembra che tutto sia concentrato solo in questo ultimo volume. 

I personaggi della Maas sono sempre stati il cuore della sua narrazione, ma in questo libro li ho trovati molto sacrificati a favore di trama. C'è veramente poco spazio dedicato a loro. Si evolvono, ma in maniera così veloce da essere quasi insignificante. Le relazioni tra di loro vengono molto appiattite, messe in secondo piano, se non addirittura terzo. Tante volte è addirittura chi legge che deve quasi completare il quadro psicologico, andando a trovare delle motivazioni per le loro azioni che non vengono apertamente espresse. Questo dare così tanto spazio al pensiero de* lettor* porta ad ampliare i loro pensieri precedenti verso l'estremo. Molto probabilmente se un personaggio vi è piaciuto precedentemente allora continuerete a supportarlo e a giustificare le sue azioni, al contrario se un personaggio non vi era piaciuto probabilmente il vostro pensiero su di lui o lei peggiorerà. 

Nella mia mente non posso che paragonare questo libro a Kingdom of Ash, anche lì la Maas ha lasciato più spazio alla trama, ma le basi erano più solide. All'epoca ha potuto concedersi questa scelta perché i personaggi erano ben delineati, avevano avuto più libri per farsi conoscere, apprezzare, ma soprattutto comprendere. E questo ha reso le scene dedicate ai personaggi veramente emozionanti, cosa che sfortunatamente in CC3 è mancata. Sono legata a questi personaggi, soprattuto a Bryce e Hunt, ma mi sono emozionata veramente poco.  
Le uniche scene che mi hanno veramente fatto sorridere e in cui mi è sembrato di ritrovare il cuore della scrittura della Maas sono quelle dei capitoli extra. Qui possiamo comprendere e approfondire diversi aspetti dei personaggi e mi hanno estremamente emozionato, per questo mi dispiace molto che non siano inserite all'interno del libro. 

Non hanno aiutato questa situazione neanche i diversi punti di vista. Ritornano quelli del volume precedente con l'aggiunta di quello di Lidia, che ho molto apprezzato. 
Se per gran parte della narrazione l'alternanza tra di essi ha creato un bel ritmo, rendendo il tutto più accattivante, ci sono due punti di vista che si distaccano dal filone narrativo principale, portando a momenti più noiosetti. Queste parti sembrano riguardare solo storie future e se sì, da una parta lasciano porte aperte per nuove storie pronte per essere prossimamente sviluppate, dall'altra parte dovete fidarvi della Maas perché tutto quello che viene detto o fatto serve per il quadro generale.

Anche la parte romance è stata penalizzata dalla presenza massiccia di trama a livello narrativo. Avvengono degli sviluppi, ma come ho detto prima secondo me dovevano essere approfonditi meglio. La scrittrice usa anche degli escamotage che aveva utilizzato in precedenza, ma qui li ho trovati meno di impatto proprio per un poco sviluppo delle situazioni. Ci sono delle scene carine sia a livello di coppia che di gruppo, ma niente di così memorabile come nei libri precedenti della Maas. 

I personaggi devono tutti affrontare il trauma successo alla fine del libro precedente e ognuno a modo suo ne esce cambiato. Il problema, forse, è che questo trauma sembra sempre passare in secondo piano per il momento estremamente caotico in cui si trovano, portando chi legge a comprendere poco alcune loro scelte e come decidono di affrontare la situazione che si trovano davanti. 
Bryce è cambiata dalla prima volta che l'abbiamo incontrata. Della party girl non ne rimangono neanche le tracce e soprattutto in questo volume si possono vedere come tutte le perdite l'abbiano cambiata. Ci troviamo davanti a un personaggio più duro, pronto a prendere la situazione nelle sue mani e che si fida poco degli altri. Ha sempre mille piani pronti che non svela fino all'ultimo secondo disponibile e questo comportamento mi ha molto ricordato Aelin. 
Hunt era già provato precedentemente per tutto il suo passato e la sua lenta discesa verso la disperazione continua anche in questo volume. È un personaggio che più volte vorrebbe arrendersi, andarsene, ma che viene sempre spinto in avanti dalla compagna. 
Altro personaggio che deve far fronte al suo passato e decidere chi vuole diventare è Ruhn
Ithan e Tarion devo dire che sono i personaggi che a volte mi hanno annoiato. I loro filoni narrativi si distaccano da quelli del gruppo e a volte volevo solo che i loro capitoli finissero per tornare dagli altri personaggi. 
Al contrario avrei voluto decisamente altri mille capitoli dal punto di vista di Lidia. La sua backstory è decisamente affascinante e le mille sfaccettature del personaggio che la Maas ci ha presentato sono state una più interessante dell'altra. 

La parte che mi è piaciuta di più è stata decisamente la prima. L'alternanza di quello che stavano passando Bryce e Hunt divisi mi ha particolarmente coinvolto. Ci sono stati dei pezzi un po' difficili da digerire, perché Sarah non si è trattenuta, e devo ammettere alcuni errorini di continuità per informazioni discordanti che venivano date rispetto al volume precedente, ma per come è stata strutturata è la parte migliore del romanzo per me. 
La seconda, invece, l'ho trovata un po' più lenta e mi sono un pelino annoiata. Ma trovo che sia una caratteristica dei finali o pseudo-finali della scrittrice, si prende questo spazio per mettere i personaggi nella posizione che le serve e preparare la parte conclusiva.
Infatti poi la terza parte mi è piaciuta di più. Certi aspetti potevano essere spiegati o approfonditi meglio, ma è un po' tutto il romanzo che risente di una velocità narrativa che non gli permette di brillare fino in fondo. 

Altra parte che mi è particolarmente piaciuta è stata quella del crossover. Sono pienamente soddisfatta di come la Maas abbia sviluppato questo filone nella storia. È riuscita a dare agli altri personaggi il giusto spazio, senza che rubassero la scena ai veri protagonisti del libro. 

So che dopo aver letto tutto questo la mia valutazione potrebbe sembrare quasi senza senso, ma anche se trovo che il libro abbia molti difetti e che la Maas poteva darci di più, non è stata una brutta lettura. Mi è mancato un po' il cuore della storia, perché ho trovato i personaggi un po' opachi, ma a livello di trama il libro è ben costruito, riesce a interessare e a portare a termine i filoni narrativi principali, lasciandone qualcuno secondario aperto per i prossimi romanzi all'interno del mondo di Crescent City. 

La casa di fiamma e ombra è un libro in cui la trama regna sovrana, rendendo i personaggi e le le relazioni tra di loro secondarie, facendo così un po' mancare il cuore delle storie a cui la Maas ci ha abituato in passato. Allo stesso tempo, però, la scrittrice riesce ancora a intrattenere e a dare una conclusione soddisfacente alla storia di Bryce e Hunt. 

- Camilla 

Wednesday, 10 January 2024

Recensione: "DANCE OF THIEVES - LA DILOGIA" di Mary E. Pearson

Buongiorno amic* lettor*!
Torno su questi schermi per portarvi la recensione della dilogia di Mary E. Pearson, aka il miglior libro fantasy che ho letto nel 2023.

Ringrazio Oscar Vault per avermi inviato una copia del Drago.


Titolo:
Dance of Thieves. Danza dei ladri. La dilogia
Autrice: Mary E. Pearson
Data d'uscita: 14 novembre 2023
Editore: Mondadori
Pagine: 768
Prezzo: 28€

Trama: Una guardia, un tempo ladra leggendaria, che vuole dare prova di sé. Un giovane, erede di una dinastia di fuorilegge, che si ritrova improvvisamente al comando. Una danza pericolosa che potrebbe costare loro la vita e il cuore.









Serie:
1. Dance of Thieves - Danza dei ladri
2. Vow of Thieves - Giuramento dei ladri



Recensione:

Voto: 4.5 stelle!


Ambientata sei anni dopo la trilogia originale iniziata con The Kiss of Deception, la storia segue Kazi e Jase. Lei è una Rahtan in missione per la regina di Venda, sulle tracce di un criminale di guerra. Lui è appena diventato Patrei della sua gente dopo la morte del padre. Entrambi hanno qualcosa da dimostrare e da perdere. 


La trama si divide in due filoni, in base alle due missioni dei personaggi. Da una parte abbiamo Kazi, che è il collegamento con la trilogia precedente. Attraverso di lei abbiamo la possibilità di rivedere vecchi personaggi in nuovi ruoli, ma anche scoprire cos’è successo dopo la guerra combattuta precedentemente.

Dall’altra parte abbiamo Jase che introduce anche i vecchi lettori a un mondo totalmente nuovo, fatto di nuove leggende, tradizioni e pericoli. 

"Siamo insieme e resteremo insieme qualunque cosa accada."

Entrambi i personaggi sono interessanti e ben delineati all’interno della storia. Mentre l’argomento principale della trama della trilogia era l’inganno, che grazie ai tanti punti di vista era fatto quasi più all’aria aperta, qui il tema che lega tutto sono i segreti, quelle verità che rimangono taciute e di cui solo il lettore che può leggere entrambi i punti di vista dei protagonisti ne è custode. Creando questa danza in cui si intrecciano verità, menzogne e omissioni.  


Alla scrittrice piace l’instalove e infatti anche qui compare, ma in modo più sottile rispetto alla trilogia. Infatti i personaggi sono subito attratti l’uno dall’altra, ma un diverbio li porterà a essere in pericolo e quindi a doversi aiutare a vicenda per riuscire a sopravvivere. Il passaggio da enemies a reluctant allies è fatto molto bene, riuscendo a mettere le basi per un rapporto che riesce a conquistare chi legge. 


"Esprimi un desiderio, Kazi."

A livello di trama la storia parte un po’ con la retro. Ho fatto veramente fatica a leggere la prima metà del primo volume. Nelle prime pagine ero quasi confusa cercando di comprendere se dovevo già conoscere dei personaggi o dei luoghi dalla trilogia originaria, ma una volta capito che la maggior parte del materiale erano nuove informazioni ho ricominciato a concentrarmi sulla storia, anche se non mi stava colpendo positivamente. In queste prime pagine i personaggi vengono distanziati dal resto delle vicende. Credo che questo avvenga per permettere loro di conoscersi e di instaurare un rapporto, ma senza tutto il contorno la narrazione stava risultando abbastanza debole. Superata la metà (e avendo salutato la reading slump), i personaggi tornano carichi al centro della storia, cioè quello che accade alla Bocca dell'Inferno. E questo dà nuova vita alla trama che inizia un’evoluzione così movimentata e interessante da non permetterti di staccarti neanche un secondo. 

Il fatto di dover letteralmente solo girare la pagina per avere il secondo volume in mano mi ha permesso di iniziarlo immediatamente e devo dire che Vow of Thieves mi è piaciuto decisamente di più del primo libro. I semi che la scrittrice aveva piantato sono fioriti portando una narrazione più adrenalinica, magica ed emozionate. Jase e Kazi per varie vicissitudini passano meno tempo insieme in questo volume, ma il loro rapporto traspare con più intensità. 

La Pearson riesce sempre a creare un cast di personaggi secondari di supporto che riescono a stare al passo con i protagonisti. Il gruppo che si viene a creare non delude mai e tra antagonisti e aiutanti riescono a creare una storia più complessa e accattivante.


"Scegli le parole con cura, persino quelle che pensi, perché possono diventare semi e i semi diventano la storia."

Quello che personalmente mi piace di più delle storie della scrittrice è l’utilizzo che fa delle leggende che creano la backstory del suo mondo. Se al primo libro suo che ho letto questo non avere notizie chiare non mi convinceva, andando avanti ho capito che questo è proprio il punto forte della storia. Ogni regno ha le proprie leggende che sono tramandate oralmente o attraverso citazioni non concluse. Ognuno di loro rivendica una parte di territorio in base a queste storie, ma qual è la verità? Cos’è realmente successo secoli fa? Chi legge non viene mai a sapere la storia completa, ma solo degli spezzoni che possono costantemente essere definiti falsi in base a nuove informazioni che vengono condivise. Una parte di me vorrebbe sapere tutta la storia per filo e per segno, vorrebbe capire se quello che ho immaginato è veramente quello che è successo, ma il mistero, questo sapere/non sapere, è così interessante che per una volta in vita mia preferisco rimanere all’oscuro della verità. 


Durante questa recensione ho parlato varie volte della trilogia di The Kiss of Deception perché avendola letta poco prima della dilogia nel mio cervello era quasi obbligatorio dover fare un paragone o considerare le similitudini. Detto questo ci tengo a precisare che per leggere Dance of Thieves non è necessario aver letto la trilogia. I fatti accaduti precedentemente che servono per la trama vengono ripresi e tutti i personaggi principali sono nuove introduzioni. Però se leggete in inglese vi vinto a recuperare anche la trilogia, perché tanti piccoli momenti o dettagli avranno per voi più significato avendola letta. 


"Chi scriverà la nostra storia, Jase?"
"Lo faremo noi, Kazi. Tu e io scriveremo la nostra storia."

Dance of Thieves è una dilogia che parte lentamente, facendoti prima conoscere i personaggi, per poi buttarli in una narrazione adrenalinica, senza un momento di pace. Dove verrai coinvolt* dai colpi di scena e segreti che si celano dietro ogni angolo. 

- Camilla