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Wednesday, 1 December 2021

Recensione: "L'IMPERO DI ORO" di S.A. Chakraborty (Review Party)

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi torno sul blog per parlarvi de 'L'impero di oro', l'ultimo libro nella trilogia Daevabad di S.A. Chakraborty. 

Ho avuto la possibilità di leggere il libro in anteprima per il review party organizzato da Maria Cristina di Chronicles of a Bookaholic, che ringrazio, con la Mondadori, per l'opportunità. 


Titolo:
L'impero di oro
Autore: S.A. Chakraborty
Data d'uscita: 30 novembre 2021
Editore: Mondadori
Pagine: 768
Prezzo: 26€

Trama: Daevabad è caduta. La città ha perso la sua magia e ora Banu Manizheh, capo dei daeva, e Dara, il suo comandante resuscitato, devono rappezzare la loro fragile alleanza e fare di tutto per restituire la pace a una popolazione agguerrita e disperata. Dara però è affranto dalla perdita dell'amata Nahri e tormentato dai demoni del suo oscuro passato. Per non soccombere, sa che deve affrontare scomode verità sulla sua storia e mettersi al servizio di quelli che ha sempre considerato nemici. Sfuggiti per un pelo alle loro famiglie assassine e alle letali politiche di Daevabad, Nahri e Ali ora sono al sicuro al Cairo. Ma anche loro devono affrontare scelte difficili. Nahri sembra ritrovare la serenità nei vecchi ritmi e nella quotidianità familiare della sua patria, ma la devasta sapere che le persone care che ha lasciato a Daevabad e il popolo che la considerava una salvatrice sono alla mercé di una nuova tiranna. Anche Ali non può fare a meno di guardarsi indietro, ed è deciso a tornare per salvare la sua città e ciò che rimane della sua famiglia. Quando va a cercare aiuto nella terra di sua madre, scopre che il suo legame con i marid, i misteriosi elementali dell'acqua, è molto più profondo di quanto credesse, e minaccia non solo il suo rapporto con Nahri, ma anche la sua stessa fede. Mentre la pace diventa sempre più sfuggente e vecchie conoscenze si rifanno vive, Nahri, Ali e Dara comprendono che, per ricostruire il loro mondo, dovranno forse combattere contro chi un tempo amavano, e difendere coloro che in passato hanno ferito.

Serie:
1. La città di ottone 
2. Il regno di rame 
3. L'impero di oro



Recensione:

Voto: 5 stelle!

Quando l'anno scorso ho iniziato a leggere il primo romanzo della trilogia, dopo averne letto un terzo volevo mollare perché non stavo capendo niente e la storia non mi prendeva. Una mia amica mi ha consigliato di continuare e non la ringrazierò mai abbastanza per questo. Ad oggi la Daevabad è una delle mie trilogie preferite di sempre e voglio davvero invitare chi come me ha pensato di mollare la serie all'inizio di darle un'altra possibilità perché la merita assolutamente. 

Questa è la seconda volta che concludo il romanzo e devo dirvi che ha fatto male come la prima volta. Chi dice che il tempo guarisce tutte le ferite mente, perché ho pianto l'anno scorso e ho pianto adesso. Sono pochi i libri che riescono a colpirti nello stesso modo più volte, ovviamente la prima è un attacco a sorpresa, ma la seconda dovresti essere pronta e invece no, fa davvero male come la precedente, se non di più.

"Dovevamo essere i salvatori di Daevabad"
La trama di questo ultimo volume è incentrata sulla guerra e sulle alleanze politiche. Daevabad è caduta in mano a Manizheh e Dara, mentre Nahri e Ali si trovano dall'altra parte del mondo in Egitto dopo essere fuggiti. Mentre i primi due libri si concentravano sulla politica, con poche e piccole battaglie solo alla fine, questo ultimo volume è un continuo muoversi di alleanze che si creano, si distruggono e si ricreano, e di battaglie per conquistare la città magica che portando ad avere una trama che non si sa mai dove porterà. 

"Volevo smetterla di avere paura di alzare la testa."
Uno dei punti che mi piace di più della trilogia è come non ci sia un gruppo totalmente buono e uno totalmente cattivo. Tutti hanno subito e hanno agito e facciamo davvero fatica a trovare un personaggio che non abbia le mani insanguinate. Di questo sono anche influenzate le fazioni dei daeva. Ognuno di questi gruppi è stato vittima e carnefice in un circolo vizioso che continua da secoli. 
Il lettore ovviamente riconosce in Manizheh il cattivo della vicenda, ma lo è davvero? Tutti i personaggi sono frutto delle loro esperienze passate, delle azioni che hanno subito e che hanno compiuto. Anche se so perfettamente che quello che Manizheh ha fatto è terribile e deplorevole non riesco ad odiarla. La scrittrice ti concede di dare uno sguardo alla sua vita e in un modo contorto capisci perché ha fatto quello che ha fatto. Credo che questo rendere tutti uguali sul livello della moralità, ma allo stesso tempo delimitare delle piccole differenze tra giusto e sbagliato, tra buono e cattivo, sia uno dei punti di forza della trilogia.

"Sono così stanca. Tutto quello che costruisco si distrugge. La mia vita al Cairo. I miei sogni per Daevabad. Do tutto, tutto quello che ho, poi arriva qualcuno e lo distrugge. E' tutto inutile."
I personaggi principali rimangono sempre Nahri, Ali e Dara, che sono anche i tre punti di vista da cui è narrata la vicenda. 
Nahri cerca fin dal primo libro un posto da chiamare casa, in cui appartenere e tutte le volte che pensa di aver trovato un po' di serenità questa viene distrutta. Non è mai stata completamente libera e avendo dovuto continuamente mentire e nascondere parti di sé non è ancora riuscita a capire chi lei sia davvero. Con il ritorno al Cairo le viene data la possibilità di ritornare alla vita di prima e di dimenticarsi della magica città e dei suoi cittadini che l'hanno ospitata negli ultimi anni, lasciandosi alle spalle gli orrori visti e subiti. Questa scelta che deve compiere mostra tutta la crescita che ha fatto nei tre libri. Nel secondo volume ci eravamo allontanati dalla ladruncola che abbiamo incontrato nel primo romanzo, però certe volte per sopravvivere non serve essere giusti, ma scaltri. 

"Che cosa significa essere distrutto per curiosità?"
Quando abbiamo incontrato Ali era un fervente politico poco scaltro, che veniva usato da tutti e sempre rilegato a una posizione che non desiderava avere. Durante la storia è riuscito a farsi valere e a trovare un suo posto, ma la distruzione di Daevabad rimette in gioco tutto quello che credeva e che ruolo deve avere nella storia. I problemi che ha avuto con la famiglia nei precedenti romanzi vengono accantonati perché non sono più importanti visto che se ne creano di nuovi con l'altra metà dei parenti, quelli materni. Questo ci permette ancora una volta di ampliare l'immenso e complesso mondo creato dalla Chakraborty che riesce sempre ad evolversi con la narrazione. 
Ali è molto cresciuto dal primo libro, ma mantiene sempre e comunque quel suo animo gentile e curioso, mostrando che si può cambiare rimanendo comunque se stessi.

"Ho sempre e solo cercato di servire la mia gente"
Dara è il mio personaggio preferito della trilogia e il più complesso tra i protagonisti. Anche se fa azioni terribili non riesco a considerarlo una persona cattiva. E' cresciuto con dei preconcetti e degli ideali che ne hanno plasmato la personalità, facendolo così essere la persona che incontriamo oggi. E' frutto della società in cui viveva e ancora una volta, come con Manizheh, non riesco a dargli completamente la colpa.  Durante tutta la lettura chi legge non viene mai portato a perdonarlo per quello che ha compiuto o a sminuire le sue azioni e il fatto che sia stato cresciuto così non lo giustifica assolutamente. Però sapendo questo e vedendo quanto tutta la sua vita sia stata condizionata da altri che lo hanno fatto diventare quello che è, non puoi non rattristarti e provare pietà nei suoi confronti. Il suo percorso di consapevolezza verso le azioni passate e presenti è la parte più commovente del romanzo, che porta ad una conclusione il cui percorso era già iniziato dal primo libro. 

La parte romance non ha mai avuto all'interno della trilogia il punto focale della narrazione, ma fin dal primo libro è una parte non da meno della storia. Il triangolo che si è creato fin da La Città di Ottone è uno dei migliori che abbia mai letto e arrivata alla fine posso dire che non c'era nessun altro modo in cui si poteva concludere. Non importa se sei team Ali o team Dara, sarai soddisfatto, perché il libro doveva finire così ed è giusto sia nei confronti dei personaggi che dei lettori.

«Canteranno mille canzoni su di te.»
«Canzoni tristi?»
«Sono le migliori.»
L'impero di oro è la degna conclusione di una delle migliori trilogie uscite negli ultimi anni, dove guerre, politica, amore e magia si incontrano per creare un capitolo finale che distruggerà il cuore ai suoi lettori.

- Camilla 

Tuesday, 6 July 2021

5 SERIE CHE MI HANNO CONQUISTATO NEGLI ULTIMI ANNI

Buongiorno amic* lettor*!
Oggi ho fatto un viaggio nei viali dei ricordi, andando a cercare le ultime serie che mi abbiano veramente conquistato e mi duole ammettere che non sono così tante. 
Andando a vedere solo nell'ultimo anno e mezzo, ho trovato solo cinque serie che mi sono rimaste ben impresse nella memoria. Non per mancanza di letture, perché anche se sono un po' lenta riesco a leggere il mio bel discreto numero di libri l'anno, ma più vado avanti con l'età meno libri riescono a prendersi un pezzo del mio cuore. 
Quindi ecco a voi cinque serie che sono riuscite a conquistare questo cuore gelido negli ultimi anni:


LA CITTA' DI OTTONE di S.A. Chakraborty

Questa per me è decisamente LA SERIE degli ultimi anni. Se penso che all'inizio volevo abbandonare il primo libro mi viene da ridere. Pian piano ha conquistato pezzettini e pezzettini del mio cuore, fino a quando è riuscita ad insediarsi tra le mie serie preferite di sempre. 
Con una scrittura evocativa, la Chakraborty ci inoltra in un mondo studiato nel minimo dettaglio, dove magia e politica si mischiano meravigliosamente. 
Inoltre l'ultimo volume della trilogia è uno dei libri che mi ha fatto piangere di più nella storia dei finali. PERFETTO, dall'inizio alla fine. 

Trama: EGITTO, XVIII SECOLO. Nahri non ha mai creduto davvero nella magia, anche se millanta poteri straordinari, legge il destino scritto nelle mani, sostiene di essere un’abile guaritrice e di saper condurre l’antico rito della zar. Ma è solo una piccola truffatrice di talento: i suoi sono tutti giochetti per spillare soldi ai nobili ottomani, un modo come un altro per sbarcare il lunario in attesa di tempi migliori.
Quando però la sua strada si incrocia accidentalmente con quella di Dara, un misterioso jinn guerriero, la ragazza deve rivedere le sue convinzioni. Costretta a fuggire dal Cairo, insieme a Dara attraversa sabbie calde e spazzate dal vento che pullulano di creature di fuoco, fiumi in cui dormono i mitici marid, rovine di città un tempo maestose e montagne popolate di uccelli rapaci che non sono ciò che sembrano. Oltre tutto ciò si trova Daevabad, la leggendaria città di ottone. Nahri non lo sa ancora, ma il suo destino è indissolubilmente legato a quello di Daevabad, una città in cui, all’interno di mura metalliche intrise di incantesimi, il sangue può essere pericoloso come la più potente magia. Dietro le Porte delle sei tribù di jinn, vecchi risentimenti ribollono in profondità e attendono solo di poter emergere. L’arrivo di Nahri in questo mondo rischia di scatenare una guerra che era stata tenuta a freno per molti secoli.



AIR AWAKENS di Elise Kova

Ho comprato il primo volume anni fa, ma sono riuscita a leggerlo solo a fine dell'anno scorso. La storia inizia in modo molto basilare, e bisogna ammetterlo, in modo poco originale, ma quello che mi ha conquistato è la storia d'amore. Ha vibes da darklina nelle origini, ma andando avanti è molto più matura. Tutta la narrazione con il susseguirsi dei libri migliora, andando a diventare anche più cruenta e distaccandosi dal ya del primo romanzo. La guerra è il tema principale dei seguiti e arrivati all'ultimo volume non potete che notare che Air Awakens sembra quasi far parte di una serie diversa rispetto ai suoi successori. 

Trama: A library apprentice, a sorcerer prince, and an unbreakable magic bond...
The Solaris Empire is one conquest away from uniting the continent, and the rare elemental magic sleeping in seventeen-year-old library apprentice Vhalla Yarl could shift the tides of war.
Vhalla has always been taught to fear the Tower of Sorcerers, a mysterious magic society, and has been happy in her quiet world of books. But after she unknowingly saves the life of one of the most powerful sorcerers of them all—the Crown Prince Aldrik—she finds herself enticed into his world. 
Now she must decide her future: Embrace her sorcery and leave the life she’s known, or eradicate her magic and remain as she’s always been. And with powerful forces lurking in the shadows, Vhalla’s indecision could cost her more than she ever imagined.



BROMANCE BOOK CLUB di Lyssa Kay Adams

Non posso non fare una lista e non inserirci un pizzico di romance e la serie migliore che ho letto negli ultimi anni di questo genere è Bromance Book Club. La trama mi ha molto incuriosita e l'esecuzione della Adams è geniale. Tutti i libri girano introno al club formato dagli uomini più in voga della città di Nashville, che leggono romance per aiutarsi nella vita sentimentale. Ogni libro riguarda una coppia diversa e c'è anche un diverso trope. Il primo è un second chance romance, il secondo un enemies to lovers, il terzo un friends to lovers e l'ultimo è un arrange marriage. Sono tutti libri dolcissimi con personaggi maschili davvero adorabili. 
Inoltre il primo libro è stato opzionato da Netflix come film!

Trama: The first rule of book club: You don't talk about book club.
Nashville Legends second baseman Gavin Scott's marriage is in major league trouble. He’s recently discovered a humiliating secret: his wife Thea has always faked the Big O. When he loses his cool at the revelation, it’s the final straw on their already strained relationship. Thea asks for a divorce, and Gavin realizes he’s let his pride and fear get the better of him. 

Welcome to the Bromance Book Club.
Distraught and desperate, Gavin finds help from an unlikely source: a secret romance book club made up of Nashville's top alpha men. With the help of their current read, a steamy Regency titled Courting the Countess, the guys coach Gavin on saving his marriage. But it'll take a lot more than flowery words and grand gestures for this hapless Romeo to find his inner hero and win back the trust of his wife. 



WINTER FE' SAGA di Ilaria Varese

Nella lista c'è anche un po' di casa, con la mia serie italiana preferita, la Winter Fe' Saga. Dalla trama del primo libro può sembrare un paranormal simile a mille altri, ma qui vi sbagliate, perché Ilaria Varese è la regina del cambiare le carte in tavola e la sua serie è una delle più crude che io abbia letto negli ultimi anni. Dimenticatevi i lupi mannari che sono carini e coccolosi, le storie d'amore adolescenziali e i problemi che si risolvono, perché qui tutto cambia. Ci sono i lupi mannari e altre mille specie differenti, l'amore è presente in tutte le sue sfumature, primo tra tutti quello familiare e i problemi non si risolvono da soli, ma si affrontano... e riaffrontano, finché non ne spuntano di nuovi. 

Trama: Lunghi capelli bianchi, occhi azzurri e pelle color della luna. Gwenfyr Flannigain è una ragazza di Bristol, nata e cresciuta in una delle tante fattorie del Tennessee, dove vive insieme al fratello maggiore Chase e al padre Roderick. Una famiglia come tante, se non fosse per il fatto che sono licantropi di sangue puro da diverse generazioni. Eccetto lei, Gwen, che nonostante discenda come il fratello da un'antica stirpe di lupi, non ha mai subito la sua prima trasformazione. Ha 22 anni, ormai, e sa che non succederà più. Gwen è "difettosa": condannata a vivere a metà tra il mondo degli umani e quello del branco, ma senza far realmente parte né di uno né dell'altro. Ma un evento sta per sconvolgere la sua vita: a meno di un mese dal suo compleanno - data che coincide con il solstizio d'inverno, il Winter Fe', un periodo molto particolare per le creature mannare - suo padre, il capobranco, viene a conoscenza della morte dell'Alfa della contea confinante per mano di un licantropo sanguinario, Nicholas Hasson. L'accaduto mette in allenta tutti. Il branco è in pericolo. Gwen è in pericolo. E, presto, nulla sarà più come prima 



EVEN THE DARKEST STARS di Heather Fawcett

A concludere la lista c'è questa chicca. Nel 2020 ho letto maggiormente vecchi arretrati di serie iniziate anni prima, che per un motivo o per l'altro non ero riuscita ancora a leggere e Even the Darkest Stars è stata l'unica serie ad appassionarmi e a spingermi a concluderla immediatamente. 
Un'atmosfera invernale davvero magica, dei personaggi interessanti, plot twist, una storia d'amore che ti fa battere il cuore... e DRAGHI!

Trama: Kamzin has always dreamed of becoming one of the emperor’s royal explorers, the elite climbers tasked with mapping the wintry, mountainous Empire and spying on its enemies. She knows she could be the best in the world, if only someone would give her a chance.
But everything changes when the mysterious and eccentric River Shara, the greatest explorer ever known, arrives in her village and demands to hire Kamzin—not her older sister, Lusha, as everyone had expected—for his next expedition. This is Kamzin’s chance to prove herself—even though River’s mission to retrieve a rare talisman for the emperor means climbing Raksha, the tallest and deadliest mountain in the Aryas. Then, Lusha sets off on her own mission to Raksha with a rival explorer, and Kamzin must decide what’s most important to her: protecting her sister from the countless perils of the climb or beating her to the summit.
The challenges of climbing Raksha are unlike anything Kamzin expected—or prepared for—with avalanches, ice chasms, ghosts, and other dangers at every turn. And as dark secrets are revealed, Kamzin must unravel the truth about their mission and her companions—while surviving the deadliest climb she has ever faced.




Queste sono le serie che mi hanno conquistato negli ultimi anni e voi? Avete qualche serie da consigliarmi?
- Camilla

Tuesday, 2 March 2021

Recensione "Il Regno di Rame" di S.A.Chakraborty

Ciao a tutti lettor*! 
 
Finalmente arriva anche in Italia The Kingdom of Copper, secondo libro della Daevabad trilogy, edito da Oscar Vault col titolo di Il Regno di Rame. Avendolo amato tutte e tre (ed è uno dei rari casi in cui siamo state praticamente d'accordo in toto), potevamo quindi non fare una piccola recensione in merito?

  • Titolo: Il Regno di Rame
  • Autore: S.A. Chakraborty
  • Data d'uscita: 02 febbraio 2021
  • Editore: Mondadori
  • Prezzo di Copertina: 24,00 € (lo so, siete un pò svenut*... anche noi)
  • Pagine:  648 pagine
  • Collana:Oscar Vault
  • Trama: La vita di Nahri è cambiata per sempre nel momento in cui ha accidentalmente evocato Dara, un misterioso jinn. Fuggita dalla sua casa al Cairo, si è ritrovata nell'abbagliante corte reale di Daevabad, immersa nelle cupe conseguenze di una battaglia devastante, e lì ha scoperto di aver bisogno di tutto il suo istinto truffaldino per sopravvivere. Anche se accetta il suo ruolo ereditario, sa di essere intrappolata in una gabbia dorata, controllata da un sovrano che governa dal trono che una volta apparteneva alla sua famiglia: basterà un passo falso per far condannare la sua tribù. Nel frattempo, Ali è stato esiliato per aver osato sfidare suo padre. Braccato dagli assassini, è costretto a fare affidamento sui poteri spaventosi che gli hanno donato i marid. Così facendo, però, minaccia di portare alla luce un terribile segreto che la sua famiglia ha tenuto nascosto a lungo. Intanto, nel desolato nord, si sta sviluppando una minaccia invisibile. È una forza capace di portare una tempesta di fuoco proprio alle porte della città. Un potere che richiede l'intervento di un guerriero combattuto tra un feroce dovere a cui non potrà mai sottrarsi e una pace che teme di non meritare mai.

Voto:  5 stelle!⭐
 
Recensione:
Cercherò di fare una versione piuttosto "pulita" da spoiler, stando sul generale, tuttavia non mi assumo la responsabilità per chiunque non abbia letto anche La Città di Ottone, perchè altrimenti non potremmo parlare praticamente di nulla.

Il libro inizia all'incirca non troppo dopo la fine di La Città di Ottone con Nahri, Ali e Dara in tre situazioni decisamente diverse tra loro. Devo ammettere che vedere Nahri così in trappola mi ha stretto il cuore in una morsa profonda e dolorosa. Molto meno mi dispiaceva per Ali (molto molto meno, scusa Erika), mentre per Dara ho avuto un moto di speranza e sollievo che purtroppo, come sempre quando si parla di lui, è durato molto poco.
La prima sorpresa è il fatto che dopo il prologo iniziale, la Chakraborty ci porti avanti di non uno, non due, ma addirittura cinque anni. Cinque anni che pesano sulle vite dei protagonisti, da cui i lettori sono praticamente esclusi (salvo ovviamente informazioni necessarie che vengono date man mano) ma che si sentono nell'animo dei tre personaggi principali.
Ci sono questi 3 fili che scorrono paralleli, ma distanti, che man mano gli ingranaggi del destino iniziano ad avvicinare, fino al momento del loro nuovo incontro. Da lì, come se già le varie relazioni non fossero state abbastanza complicate, è un progressivo susseguirsi di eventi e improvvisi capovolgimenti che spiazzano e colpiscono nel profondo il lettore in un crescendo che arriva al suo culmine in maniera del tutto inaspettata, nonostante il sentore di pericolo e disastro permanga fin dalle prime pagine. 
Sì, perché come una sorta di novella Sibilla, l'autrice dissemina qua e là frasi che altro non sembrano se non premonitrici di quello che andrà ad accadere, senza però lasciarci la possibilità di capire esattamente a cosa andremo incontro. Non che qualcuno possa mai essere comunque pronto.

Tutta la vicenda è contornata principalmente dalla  caotica, complessa e sofferente Daevabad, che in questo libro diventa più viva che mai. E' come se la Chakraborty ce ne aprisse ancor più di prima le strade, ci permettesse di entrare nella vita di tutti i giorni, nei suoi palazzi, nelle abitudini dei cittadini, nelle sue ingiustizie, come se, un pò come Nahri, anche noi ci fossimo abituati a viverci all'interno. Ed è forse qui che ci si rende conto che la Città d'Ottone, altri non è che un teatro di orrori passati e presenti che sembrano non avere una fine. E' facile perdersi e non certo solo per strade labirintiche. Chi vi entra non può altro che essere catapultato in mezzo a una lotta di odio tra razze diverse in cui più si va avanti meno si riesce a distinguere con certezza chi è davvero il vero nemico.
Certo, Ghassan non è e mai sarà un santo. Eppure vediamo anche qualcosa di umano in lui. Sentiamo la storia che c'è dietro la presa di potere del clan dei Gezeri e inorridiamo, comprendendone però in parte le ragioni. Questo ne giustifica i mezzi e il pugno duro con cui governa la città e minaccia chiunque possa essere suo potenziale nemico, figli compresi? Assolutamente no. Allo stesso tempo non riusciamo nemmeno a empatizzare del tutto con la "Resistenza", né con chi la guida. Motivazioni diverse, sì, a volte forse nemmeno troppo, ma modalità identiche. Vendetta e violenza non possono generare altro che pari sentimenti se qualcuno non vi pone fine. E' questo che alcuni dei nostri personaggi capiscono anche se non sempre riescono ad uscire da questo orrendo meccanismo e noi lettori non possiamo fare altro che rimanere spettatori muti e profondamente addolorati per tutto ciò che ne deriva, venendo però rincuorati della speranza che qualche voce che sembra alzarsi e voler spezzare queste catene, ci sia e decida di combattere.

Altro punto a favore che ha portato il mio voto ad essere assolutamente pieno è la presenza di molta più azione rispetto a La Città di Ottone. Lo stesso stile di scrittura della Chakraborty mi sembra notevolmente migliorato. 
Paragonandolo al suo predecessore, che aveva una prima parte piuttosto lenta e pesante da digerire, questo secondo volume risulta fluido da leggere e avvincente fin dalle prime pagine. L'ambientazione non viene certo trascurata, ma le informazioni vengono meglio amalgamate al resto della storia, rendendo così la lettura estremamente piacevole, caratterizzata da frasi schiette ma ricche anche di potere evocativo e messaggi che, per chi sa guardare davvero, vanno oltre la mera superficie.

Non manca nemmeno uno sviluppo psicologico nei protagonisti. 
Se nel primo libro Ali mi infastidita orrendamente, qui devo dire che fin dall'inizio gli viene dato uno spirito diverso (o forse sono io che lo percepisco come tale). I suoi capitoli sono stati tra i più interessanti di tutto il libro, il suo essere pedante e zelante è praticamente scomparso per lasciare il posto a una figura sicura riguardo ciò che crede sia giusto e soprattutto pronta a riconoscere i propri errori e donarsi interamente a chiunque ne abbia bisogno. Mi ha davvero commossa in alcuni momenti, perché Ali non sceglie mai la strada sicura né quella più facile, ma cerca  piuttosto di fare la differenza. Si cura della sofferenza degli altri e invece di usarla come un'arma prova a proteggerla, a rimediare e non solo a dispiacersene e questo, ai fini del libro, farà spesso la differenza. Certo, rimane molte volte uno sprovveduto ingenuo, ma immagino dovremo tenercelo così. 
Ho ammirato anche la forza di Nahri, perché in situazioni in cui chiunque sarebbe spezzato e si sentirebbe sconfitto lei resiste. E' ancora testarda, più sicura di sé e pronta ad usare i propri mezzi (per pochi che siano) per lottare per dare a tutti - e non solo al proprio popolo - un futuro migliore. Credo che il suo viaggio di crescita non sia ancora del tutto finito. Ci sono state troppe macchinazioni, troppi tradimenti (sia reali che percepiti come tali) perché possa effettivamente capire a pieno chi è e soprattutto aprirsi davvero al prossimo... ma spero ci arriverà nel prossimo volume.
Infine Dara. Il mio personaggio preferito del libro (ho un debole per i personaggi tormentati) e i cui capitoli mi mettevano sempre addosso così tanta sofferenza da essere spesso quelli che meno ho amato. Leggerli è stato difficile proprio per il dolore e quel profondo senso di "errore" di cui erano pregni. Avrei voluto altro per lui, avrei preferito di gran lunga un diverso tipo di situazione e di sviluppo, ma ne capisco l'importanza. Con Dara possiamo vedere l'altra faccia della medaglia, lo seguiamo nel suo comprendere la verità su cose che prima aveva dato per scontate e giuste, ne percepiamo il dubbio, la rassegnazione e una ribellione a una sorta di ciclo che pare infinito che al momento non riesce ancora a vincere sul resto, e questo mi ha fatto male. Spero davvero che The Empire of Gold possa dare a questo personaggio lo sviluppo, la pace e la felicità che merita.


E' un libro difficile, me ne rendo conto. E' una storia pregna di tematiche importanti, di personaggi di cui non puoi non innamorarti e di vicende singole che ti scaldano il cuore anche quando non vorresti, perché è questa la magia della Chakraborty. La sua è una mano pressoché invisibile che ti porta esattamente dove vuole e te lo fa amare, nonostante tutto. Spero davvero che l'ultimo libro sia all'altezza di questo secondo (magari senza frantumarmi il cuore ogni 3-4 capitoli, grazie) perché al momento le aspettative sono molto, molto alte.
 
Voi l'avete già letto in inglese? Stavate aspettando l'uscita italiana?
Fatemi sapere ❤️
 
Alla prossima recensione!
- Chiara